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TECNOLOGIA: TUTTE LE NOTIZIE DI LUNEDì 23 APRILE 2018

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Ultimo aggiornamento 24 Aprile, 2018, 04:34:12 di Maurizio Barra

Creep, assistente virtuale contro bulli
Monitora Rete e social network, educa anche il ‘branco digitale’

23 aprile 2018

– Il bullismo sempre più spesso passa dalla Rete e dai social network, e il branco si fa digitale: commenti crudeli, condivisioni di video privati, l’uso di hashtag violenti e che terrorizzano, spingono le giovani vittime in un angolo.
E’ per contrastare questa realtà che all’inizio dell’anno è nato il progetto europeo Creep che, con tecnologie e soluzioni avanzate di intelligenza artificiale, individua sul nascere e previene gli effetti del cyberbullismo tramite il monitoraggio dei social media con assistenti virtuali attivi h24: i chatbot.
A distanza di alcuni mesi dal lancio, ecco i primi risultati.
“Le vittime di cyberbullismo – racconta Serena Bressan, project manager della Fondazione Kessler, che ha coordinato il progetto – sono prese di mira non soltanto sui social network più noti, ma anche su piattaforme meno note, come ThisCrush. Con Creep, riusciamo non solo a ‘proteggere’ i ragazzi bullizzati, ma anche a persuadere gli autori a desistere: capiscono che la Rete non è terra di nessuno”.
Avviato in Trentino, il progetto – promosso e finanziato da Eit Digital – si propone di allargare nei prossimi anni il raggio di azione in Italia ed Europa.
Creep si avvale in particolare di un software di analisi semantica, che aiuta ad analizzare i social network grazie all’intelligenza artificiale, monitora le interazioni potenzialmente più critiche e individua la caratteristiche dei profili ritenuti più a rischio. Un chatbot, un assitente virtuale, pone domande alla potenziale vittima di cyberbullismo fornendo un primo supporto e individua il ‘bullo della Rete’, cercando di persuaderlo a desistere, spiegandogli perché sbaglia.

Boom semiconduttori, Samsung batte IntelRicavi oltre 400 mld dlr. Azienda Usa perde scettro dopo 25 anni

23 aprile 2018

– Sorpasso storico di Samsung su Intel in un mercato – quello dei semiconduttori – che ha chiuso il 2017 con ricavi record, per la prima volta sopra i 400 miliardi di dollari. Stando ai dati definitivi diffusi dagli analisti di Gartner, il settore ha registrato una crescita annua del 21,6%, arrivando a 420,4 miliardi di dollari. Il colosso coreano ha tolto lo scettro al rivale statunitense, che lo deteneva da 25 anni.
A trainare i ricavi, e la performance di Samsung, è il comparto delle memorie, che l’anno scorso ha riportato un incremento del 61,8% a quota 130 miliardi di dollari. Secondo gli esperti, tuttavia, la leadership di Samsung avrà vita breve: terminerà quando il mercato delle memorie entrerà nella fase calante, a fine 2019.
In base ai dati, nel 2017 i ricavi di Intel nei semiconduttori sono aumentati dell’8,6% a 58,7 miliardi, pari a una market share del 14%. Nello stesso arco di tempo, i ricavi di Samsung sono cresciuti del 49,3% a 59,9 miliardi, pari a una quota del 14,2%. A seguire SK hynix a 26,3 miliardi, Micron Technology a 22,9 miliardi e Qualcomm a 16,1 miliardi.

Apple sostituisce batterie di alcuni MacProblema su MacBook Pro prodotto tra ottobre 2016 e ottobre 2017

23 aprile 2018

Apple ha avviato un programma mondiale di sostituzione gratuita per la batteria di alcuni suoi computer. L’iniziativa, ha spiegato la compagnia, riguarda un numero “limitato” di portatili MacBook Pro da 13 pollici, nella versione senza Touch Bar, prodotti tra l’ottobre 2016 e l’ottobre 2017.
Il problema è un componente del pc che può portare al rigonfiamento della batteria la quale, a sua volta, rischia di fare altri danni alla macchina. L’espansione della batteria – assicura la società di Cupertino – non rappresenta un rischio per la sicurezza degli utenti.
Per identificare i MacBook Pro interessati occorre inserire il numero seriale in una apposita barra di ricerca sul sito di Apple. Il programma di sostituzione gratuita, precisa la compagnia, sarà valido per cinque anni.

FB, non vendiamo info a inserzionistiIn vendita spazi pubblicitari come fanno tv, radio e giornali

23 aprile 2018

– Facebook non rivela l’identità dell’utente agli inserzionisti e non vende a nessuno le informazioni che lo riguardano. Lo scrive il vicepresidente di Facebook per il comparto pubblicitario, Rob Goldman, in un post con cui la compagnia torna a tranquillizzare sull’uso dei dati degli utenti dopo lo scandalo Cambridge Analytica.
Premettendo che “pubblicità rilevante e privacy non sono in conflitto”, Goldman spiega che le informazioni e i contenuti condivisi dalle persone su Facebook sono usati per mostrare loro post presumibilmente più graditi, come le foto degli amici più cari o gli articoli sulle tematiche più seguite.
Stesso meccanismo vale anche per gli spot. Ma agli inserzionisti – sottolinea – non sono venduti i dati degli utenti, bensì “spazi pubblicitari, in modo simile a quanto fanno tv, radio e giornali”.
Goldman torna quindi a sottolineare che le persone possono cambiare le impostazioni pubblicitarie: “Non si può scegliere di non vedere inserzioni, perché la pubblicità è ciò che mantiene gratuito Facebook, ma ci sono diverse opzioni per scegliere come i dati possono o non possono essere usati per mostrare spot”.
Nel medesimo sforzo di chiarezza rientra anche una breve infografica diffusa da Facebook, in cui il social spiega il suo funzionamento e gli strumenti di controllo a disposizione delle persone sia per gli spot, sia per i post di amici e familiari.

Apple: Ue apre indagine su acquisizione ShazamBruxelles teme che si riduca scelta per utenti streaming musica

23 aprile 2018

BRUXELLES – La Commissione Ue ha aperto un’indagine approfondita sulla proposta acquisizione di Shazam da parte di Apple. Bruxelles teme che la fusione possa ridurre la scelta per gli utenti di servizi di streaming di musica. Dopo le indagini di mercato iniziali, la Ue teme che Apple ottenga accesso a dati sensibili commercialmente sui clienti dei suoi concorrenti, che le consentirebbero di mirare dritto ad incoraggiarli a cambiare fornitore e rivolgersi ad Apple Music.

Bruxelles aveva acceso un faro il 6 febbraio scorso dopo una lettera in cui Austria, Francia, Islanda, Italia, Norvegia, Spagna e Svezia, sollevavano preoccupazioni. Ed aveva accettato di valutare l’operazione nonostante non raggiungesse la soglia minima di fatturato che obbliga la notifica alla Ue in base alle norme sulle fusioni. “Il modo in cui le persone ascoltano la musica è cambiato significativamente negli anni scorsi, con sempre più europei che usano servizi di streaming.La nostra indagine ha lo scopo di assicurare che gli appassionati continuino ad avere un’offerta attraente”, ha detto la commissaria alla concorrenza, Margrethe Vestager. La fusione combinerebbe due player significativi nell’inudtsria della musica digitale, spiega la Ue, attivi in aree di business complementari. Apple offre streaming con ‘Apple Music’, che negli ultimi tre anni è diventato il secondo fornitore più grande in Europa. Shazam è leader nel riconoscimento musicale per i devices mobili in Europa e nel mondo. Dopo le prime indagini di mercato, sono “numerose” le questioni sollevate dalla combinazione dei due player, entrambi forti. Oltre al timore che Apple possa avvicinare direttamente i clienti dei competitor grazie ai dati sensibili che otterrebbe, l’altra paura riguarda la possibilità che Apple interrompa il legame tra i suoi competitor e Shazam. La transazione è stata notificata il 14 marzo 2018. La Commissione ha ora 90 giorni lavorativi, cioè fino al 4 settembre 2018, per prendere una decisione.

Editoria: Cook in advisor council Osservatorio PermanenteCeo Apple, stampa indipendente essenziale in società libera

23 aprile 2018

FIRENZE – Il Ceo di Apple Tim Cook entra a far parte dell’International Advisory Council dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, presieduto da Andrea Ceccherini. Ne dà notizia una nota dello stesso Osservatorio: il nome di Cook è stato proposto da Ceccherini all’Assemblea dei soci che ha approvato l’ingresso all’unanimità. “Noi alla Apple siamo impegnati a sostenere e difendere il giornalismo di qualità, perché riteniamo che una stampa indipendente sia essenziale per una società libera”, spiega Tim Cook nella nota.

“Sono rimasto molto impressionato dal lavoro svolto dall’Osservatorio e sostengo in pieno la loro missione per aiutare i giovani a sviluppare le abilità necessarie a identificare le fonti delle notizie e l’informazione di qualità nel mondo di oggi”, aggiunge. “E’ un piacere e un onore dare a Tim Cook il benvenuto a bordo dell’International Advisory Council. Sono convinto che Tim sarà una straordinaria fonte di ispirazione per tutti noi e io non vedo l’ora di cominciare a lavorare insieme a lui”, commenta Ceccherini.

Con Tim Cook, spiega ancora Ceccherini nella nota, “abbiamo una visione comune. La visione che è alla base del giuramento degli indiani d’America, quando ricordano come il mondo non ci sia stato lasciato in eredità dai nostri padri, ma in prestito dai nostri figli, e come noi tutti abbiamo il dovere di renderlo un posto migliore di quello che abbiamo trovato. Con questo spirito, convinti come siamo che ‘giovani ed educazione’ sia il binomio più potente per cambiare il mondo, vogliamo fare ancora di più per aiutare i giovani a essere sempre meno sudditi e sempre più cittadini, sviluppando in loro quel pensiero critico che li renderà uomini più liberi”.

Negli ultimi 17 anni milioni di studenti italiani, ricorda ancora la nota, hanno partecipato ai programmi offerti dall’Osservatorio Giovani-Editori che hanno permesso loro di capire meglio il giornalismo di qualità e di distinguerlo dalle altre fonti di informazione, combattendo le fake news. Tra i progetti più importanti ‘Il Quotidiano in Classe’ e ‘Il Giornale in Ateneo’.

Utenti Gmail si scoprono ‘spammer’Account usati per inviare email spazzatura. Google:no violazioni

23 aprile 2018

– ROMA, 23 APR – Nel weekend alcuni utenti di Gmail si sono scoperti “spammer”. Nella loro cartella di posta inviata hanno infatti trovato diverse email “spazzatura”, inviate a utenti sconosciuti ma anche a loro stessi. In sostanza, si sarebbero auto-spediti messaggi di spam. La situazione è stata segnalata da decine di persone sul forum di Google, che ha riconosciuto il problema e ha assicurato che non ci sono state violazioni degli account.
Le mail di spam segnalate dagli utenti risultano accomunate dall’invio “via Telus.com”, una compagnia canadese di tlc che ha smentito il proprio coinvolgimento. Il problema ha continuato a verificarsi anche dopo che gli utenti hanno cambiato la password del loro account.
“Siamo a conoscenza di una campagna di spam che ha impatto su un piccolo sottoinsieme di utenti, e abbiamo preso misure di protezione”, ha spiegato Google in una nota. “Questo tentativo sfrutta intestazioni contraffatte delle email che fanno sembrare che gli utenti ricevano messaggi da loro stessi. Abbiamo identificato e stiamo riclassificando tutte queste email come spam, e non abbiamo ragione di credere che alcun account sia stato compromesso”.

Antitrust: multa da 4,4 mln a Fastweb su fibra otticaPer pubblicità ingannevole, informazioni scarse su servizio

23 aprile 2018

L’Antitrust ha sanzionato per una pratica commerciale scorretta Fastweb, per un ammontare complessivo di 4.400.000 euro. Nelle campagne pubblicitarie inerenti l’offerta commerciale di connettività in fibra ottica, si legge in una nota, Fastweb “ha omesso o non ha adeguatamente evidenziato le informazioni sulle caratteristiche dell’offerta, sui limiti geografici di copertura, sulle differenze di servizi disponibili e di performance in funzione dell’infrastruttura utilizzata”.

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