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CRONACA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI. DALLE 07:38 ALLE 09:50 DI OGGI, MERCOLEDì 30 MAGGIO 2018

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Ultimo aggiornamento 30 Maggio, 2018, 07:51:35 di Maurizio Barra

Barricato in casa spara a Cc e si uccide
Tragedia a Castellammare del Golfo, aveva litigato con la moglie

CASTELLAMARE DEL GOLFO (TRAPAN30 maggio 201807:38

– CASTELLAMARE DEL GOLFO (TRAPANI), 30 MAG – Si è conclusa tragicamente la notte di follia di un anziano pensionato, Girolamo Salerno, 74 anni, che ieri sera si è barricato in casa dopo avere litigato con la moglie e ha cominciato a sparare all’impazzata dalla finestra della sua villa in contrada Marmora, a Castellammare del Golfo. L’uomo, dopo una estenuante trattativa con le forze dell’ordine, si è ucciso con un colpo di fucile in faccia intorno alle 3 di notte.
Era stata la stessa moglie della vittima a dare l’allarme, dopo essersi allontanata dalla sua abitazione in seguito a un violento alterco con il marito, che negli ultimi tempi era caduto in depressione e soffriva di problemi psichici. Salerno ha cominciato a dare in escandescenze e a sparare diversi colpi d’arma da fuoco verso i carabinieri che avevano tentato di avvicinarsi alla villa. La zona è stata presidiata dalle forze dell’ordine, inutili le trattative. Quando ormai si aspettavano le squadre speciali per fare irruzione nella casa l’uomo si è suicidato.
Invalida solo per assegno, denunciataGuardia di finanza l’accusa di truffa ai danni dello Stato

TORINO30 maggio 201809:33

– TORINO, 30 MAG – Per lo Stato era invalida al 100%, con importanti limiti alla vista, motori e cognitivi. La Guardia di Finanza ha invece provato che era in grado di svolgere ogni normale attività, senza alcun ausilio. Una settantenne di Avigliana, nel Torinese, è stata denunciata per truffa aggravata ai danni dello Stato. Per oltre sette anni è riuscita a percepire l’assegno di invalidità e di accompagnamento, per circa 70mila euro, senza averne diritto.
Nel corso delle indagini la finta invalida è stata pedinata e videoripresa mentre passeggiava disinvolta, attraversava incroci e vie trafficate, oppure al supermercato, intenta a scegliere i prodotti da acquistare, controllandone prezzo e scadenze. E ancora mentre giocava al lotto o acquistava sigarette.
Alla donna, che beneficiava anche dell’esenzione dal pagamento dei ticket sanitari, sono stati sequestrati 60mila euro.
Sgominata rete fiancheggiatori PolverinoTra arrestati anche latitante tra i 100 più pericolosi d’Italia

NAPOLI30 maggio 201809:35

– NAPOLI, 30 MAG – Una rete di insospettabili fiancheggiatori del clan Polverino, attiva in Campania e nel Lazio, che ha assicurato la latitanza a esponenti di vertice della cosca come Giuseppe Simioli, Carlo Nappi e Giuseppe Ruggiero, è stata sgominata dai carabinieri del Comando Provinciale di Napoli.
I militari hanno eseguito due distinte ordinanze emesse dal gip presso il Tribunale di Napoli e dal gip presso il Tribunale di Roma su richiesta delle Procure Distrettuali Antimafia di Napoli e Roma.
Quattro le ordinanze di custodia emessa a Napoli nei confronti di Simioli, Nappi e Ruggiero, quest’ultimo inserito nei 100 latitanti più pericolosi d’Italia: dovranno rispondere della detenzione, durante la latitanza, di documenti contraffatti forniti loro da altri soggetti (due dei quali raggiunti dalla misura cautelare del divieto di dimora in Napoli e provincia).
Il quarto arrestato è il 58enne Luciano Viglietta, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Insultò azienda su Fb,giusto licenziarlaLa Cassazione ha respinto il ricorso di impiegata forlivese

FORLI’30 maggio 201809:42

– FORLI’, 30 MAG – Licenziata per giusta causa per aver insultato la sua azienda su Facebook. Lo ha deciso la Corte di Cassazione respingendo il ricorso di una lavoratrice forlivese, con una pronuncia di cui dà notizia il Resto del Carlino.
La vicenda iniziò nel 2012 quando un’impiegata di 43 anni scrisse un post sul social network, con espressioni volgari e inequivocabili, dicendo in sostanza di essersi stancata della continua modifica degli incarichi che le venivano affidati. Lo sfogo fu visto dal legale rappresentante dell’azienda, suo ‘amico’ sul web e due giorni dopo alla dipendente arrivò una lettera di contestazione e a fine mese il licenziamento. Il post fu cancellato e la donna decise di impugnare l’atto al tribunale del Lavoro, ma in primo grado e poi in appello i suoi ricorsi sono stati respinti dai giudici che hanno giudicato scorretto il suo comportamento. Il 27 aprile la decisione definitiva della Cassazione.

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