Aggiornamenti, ECONOMIA, Notizie, Politica

POLITICA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI, QUELLO DELLE 00:00 DI VENERDì 1 GIUGNO 2018, profilo Ministro Economia

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 31 Maggio, 2018, 23:43:03 di Maurizio Barra

Chi è Giovanni Tria e cosa pensa di euro, Iva e flat tax IL PROFILO
Insegna economia politica, preside della facolta di Tor Vergata

ROMA01 giugno 201800:00

Giovanni Tria è il nuovo ministro dell’Economia. Ecco cosa pensa di euro, Iva e Flat tax”Non ha ragione chi invoca l’uscita dall’euro senza se e senza ma come panacea di tutti i mali”, ma non ha ragione neppure chi sostiene che l’euro è irreversibile. Bisogna cercare soluzioni condivise e cambiare insieme perché uscire dall’euro da soli “significa pagare solo costi senza benefici”. Con queste parole Giovanni Tria affidava il suo ‘pensiero europeo’ a un intervento scritto lo scorso anno sul Sole 24 Ore a quattro mani con Renato Brunetta. Il profilo del nuovo responsabile di Via XX Settembre, attuale preside della facoltà di Economia di Tor Vergata, si rivela dunque conciliante rispetto a uno dei nodi che maggiormente sono stati fonte di preoccupazione dell’opinione pubblica e del Capo dello Stato, ovvero il rapporto tra l’Italia e l’euro, ma decisamente più estremo quando si toccano problemi quali ad esempio quello fiscale e dell’Iva in particolare. Romano, classe 1948, Tria, forte di un esordio con laurea in giurisprudenza alla Sapienza nel 1971 a cui hanno fatto seguito più di 35 anni di esperienza accademica e professionale nel mondo dell’economia, ha detto la sua su alcuni dei cavalli di battaglia della coalizione Lega-M5S. Uno di questi la Flat tax, obiettivo perseguibile a suo parere eventualmente anche passando per l’aumento dell’Iva. Proprio a proposito dell’introduzione della flat tax, Tria ricorda in un articolo su Formiche.net che la scommessa, secondo i sostenitori della riforma, è che essa porti ad effetti benefici sulla crescita e quindi generi quel gettito fiscale aggiuntivo che dovrebbe compensare almeno in parte anche il costo iniziale della riduzione delle aliquote.Proprio a proposito dell’introduzione della flat tax, Tria ricorda in un articolo su Formiche.net che la scommessa, secondo i sostenitori della riforma, è che essa porti ad effetti benefici sulla crescita e quindi generi quel gettito fiscale aggiuntivo che dovrebbe compensare almeno in parte anche il costo iniziale della riduzione delle aliquote. “Tuttavia sarebbe preferibile – è il suo punto di vista – contare meno sulle scommesse e far partire la riforma con un livello di aliquota o di aliquote, che consenta in via transitoria di minimizzare la perdita di gettito, per poi ridurle una volta assicurati gli effetti sulla crescita. Inoltre – incalza – non si vede perche non si debba far scattare le clausole di salvaguardia di aumento dell’Iva per finanziare parte consistente dell’operazione”.Durante la sua lunga carriera accademica e professionale ha spaziato tra sviluppo, ciclo economico e crescita, investimenti pubblici e ruolo della governance. Un corposo CV che lo vede tra l’altro presidente della scuola nazionale dell’ amministrazione, membro della Società economia italiana, membro dell’American Economic Association, professore di Politica Economica a Tor Vergata, delegato del governo italiano nel Board of directors dell’Ilo (International Labour Office)

No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.