Bimba uccisa:perizia su ritardo soccorsi
Convivente impedì a madre chiamare subito 118,figlia 3 anni morì
FIRENZE20 giugno 201818:48
– FIRENZE, 20 GIU – La corte di assise di appello di Firenze ha disposto una perizia medico legale per capire se soccorsi tempestivi avrebbero potuto salvare il 27 aprile 2016 Samantha Castagnino, la bimba di 3 anni morta a Calambrone (Pisa) per le percosse ricevute. La bambina viveva con la madre, la dominicana Juana Francisca De Olmo, condannata in rito abbreviato a 10 anni per maltrattamenti, e con il convivente della donna, il rom di nazionalità serba Tonino Krstic, 33 anni, condannato a 30 anni di reclusione in primo grado il 14 luglio 2017 davanti alla corte di assise di Pisa in un processo distinto da quello alla dominicana. Secondo le ricostruzioni, l’uomo picchiava la bambina e lo avrebbe fatto il pomeriggio della morte impedendo con minacce alla madre dominicana di avvisare rapidamente il 118. Quando la donna riuscì comunque a chiamare i soccorsi, i sanitari trovarono la bimba in fin di vita. Era ormai troppo tardi, ha stabilito l’autopsia, e la bambina morì.
Ingoia tappo e muore, genitori indagatiDa pm Milano atto dovuto per autopsia. Esami nei prossimi giorni
MILANO20 giugno 201818:51
– MILANO, 20 GIU – La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati, con l’ipotesi di omicidio colposo, i genitori della piccola di 7 mesi morta due giorni fa, nel capoluogo lombardo, dopo avere ingerito un piccolo tappo. Si tratta di un atto dovuto di garanzia per consentire alla coppia di partecipare, con i propri difensori ed eventuali consulenti tecnici, agli accertamenti e, in particolare, all’autopsia sul corpo della neonata che verrà effettuata nei prossimi giorni.
Stando a quanto ricostruito finora, la neonata, che aveva vicino il fratello di pochi anni, la mattina di lunedì, verso le 7, ha preso un tappo di un profumo e lo ha messo in bocca e ciò ha causato il soffocamento. E’ stata trasportata con urgenza all’ospedale Buzzi, nella zona nord ovest del capoluogo lombardo, ma non c’è stato nulla da fare. L’inchiesta del pm Maurizio Ascione ha lo scopo di verificare se ci siano state o meno negligenze nella custodia della loro bimba da parte dei genitori.
Studente ivoriano canta Mameli a esameDurante prova orale III media, emozione dei professori
PORDENONE20 giugno 201819:08
– PORDENONE, 20 GIU – Canta l’inno di Mameli durante l’esame di terza media ed emoziona la commissione. E’ accaduto nell’Istituto comprensivo “Pordenone Sud”. Protagonista uno studente di origini ivoriane nato nel nostro Paese: “Mi sento italiano, e anche un po’ ivoriano”, ha detto ai professori che gli chiedevano il motivo della sua scelta. A raccontare la vicenda è la dirigente Nadia Poletto. “Mi sono emozionata – ha detto – perché lo studente ha messo grande passione in questa esecuzione, che si sentiva venire dal cuore. Del resto, essendo nato e cresciuto in Italia, non ha altri riferimenti che quello del nostro Paese”. Il ragazzino, che non è cittadino italiano, è stato l’unico a optare per Mameli: “Ha insistito per poter proporci questa canzone – ha raccontato la dirigente – e durante l’esecuzione in commissione l’emozione è stata palpabile, anche per il trasporto del suo canto. Quando gli abbiamo chiesto a quale nazione in realtà appartenesse, ha candidamente risposto: ‘Mi sento italiano. E anche un po’ ivoriano'”.
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