iPhone localizzerà chi chiama i soccorsi
Darà la posizione precisa di chi in Usa telefona al 911
ROMA19 giugno 2018 10:00
ROMA – L’iPhone sarà in grado di dire ai soccorritori dove si trova chi ha bisogno d’aiuto. Con l’aggiornamento del sistema operativo (iOS 12) in arrivo in autunno, l’iPhone comunicherà la posizione esatta di chi, negli Stati Uniti, telefona al numero per le emergenze 911.
L’obiettivo di Apple è rendere più veloci e precisi i soccorsi, supplendo ai problemi dell’infrastruttura americana. Circa l’80% delle chiamate al 911 è fatta da smartphone, ma le “infrastrutture obsolete, dell’era della rete fissa, rendono difficile per i soccorritori localizzare con accuratezza chi sta chiamando”, spiega Apple in una nota.
Il sistema usato dalla Mela dialogherà con i software dei centri del 911 per fornire queste informazioni. La privacy, assicura la compagnia, sarà al sicuro. “Le comunità si affidano al 911 in caso di emergenza. Per questo noi crediamo che dovrebbero avere a disposizione la migliore tecnologia esistente”, ha detto il Ceo di Apple Tim Cook. “Quando ogni momento conta, questi strumenti aiuteranno i primi soccorritori a raggiungere i nostri utenti nel momento in cui hanno più bisogno di assistenza”.
Scoperto nuovo malware da Corea del NordSi chiama ‘Typeframe’ e può disabilitare computer
ROMA19 giugno 201814:48
A pochi giorni dallo storico incontro tra Donald Trump e Kim Jong-un, il team che si occupa di emergenze informatiche negli Stati Uniti (US-Cert) ha identificato un virus malevolo legato alla Corea del Nord. Lo riporta il sito The Register.
Secondo gli analisti, questo malware appartiene alla famiglia di quelli usati dal governo nordcoreano per danneggiare o disabilitare computer. Sarebbe riconducibile a ‘Hidden Cobra’, un team di hacker nordcoreani che nel giugno 2017 ha attaccato diverse infrastrutture critiche. Il virus si chiama Typeframe e può scaricare e installare malware, connettersi ai server per ricevere istruzioni aggiuntive e modificare la difesa informatica della vittima (firewall), spiega Us-Cert.
Non è la prima volta che gli Stati Uniti individuano virus o gruppi di hacker riconducibili alla Corea del Nord. Hidden Cobra, per altro, potrebbe essere un gruppo di cybercriminali vicino a Lazarus, che i ricercatori ritengono responsabile di WannaCry, il virus che ha preso in ostaggio migliaia di dispositivi nel mondo, ma anche dell’attacco hacker a Sony Picture del 2014.
Menù Arca Noè ricostruito al computerCon software che esamina denti di uomini e animali del passato
MILANO19 giugno 201813:01
– MILANO, 19 GIU – Il menù dell’ultima cena sull’arca di Noè si ricostruisce al computer, grazie ad un nuovo software capace di rivelare la dieta di uomini e animali del passato esaminando i segni di usura lasciati sui denti dalla masticazione degli ultimi pasti. Sviluppato da un gruppo internazionale di ricerca guidato dall’Università Sapienza di Roma, in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli e gli atenei di Saragozza ed Helsinki, il software ha già permesso di determinare l’alimentazione di due animali estinti, un primate del Miocene e un cervide del Pleistocene: i risultati sono pubblicati su Ecology and Evolution. “Lo studio dei denti fossili, e in particolare delle tracce di usura, restituisce una serie di importanti informazioni riguardo la dieta di animali estinti”, spiega Flavia Strani, dell’Università La Sapienza.
Così è nata l’idea di MicroWeaR, il software che misura, quantifica e cataloga automaticamente le tracce microscopiche per svelare la modalità di masticazione e l’eventuale consumo di fibre vegetali, di alimenti vegetali più coriacei (tuberi, semi) o di carne.
Il software, open access e altamente flessibile, è stato testato su due reperti fossili appartenenti a un primate del Miocene (Anoiapithecus brevirostris) e a un cervide del Pleistocene (Cervus elaphuseostephanoceros). I risultati hanno svelato una dieta frugivora per il primo e una erbivora mista per il secondo, in linea con quanto indicato dai tradizionali metodi di indagine.
Australia multa Apple per 5,7 mln euroTribunale sanziona società per Errore 53 che bloccò dispositivi
ROMA19 giugno 201816:08
Un tribunale australiano ha stabilito che Apple dovrà pagare 9 milioni di dollari locali (5,7 milioni di euro) a causa del cosiddetto “Errore 53”, un problema che rendeva l’iPhone e l’iPad inutilizzabili, trasformandoli in una sorta di “mattone”. Ne dà notizia la Commissione australiana per la concorrenza e i consumatori (Accc), che aveva fatto causa alla compagnia di Cupertino.
L’Errore 53, balzato agli onori della cronaca agli inizi del 2016, è una misura di sicurezza che ha bloccato gli iPhone e gli iPad i cui possessori avevano fatto sostituire alcune componenti, come lo schermo, presso riparatori non autorizzati.
Il meccanismo, secondo Apple, era volto a proteggere il lettore di impronte digitali installato nei prodotti. Nell’aprile 2017 la Accc ha portato Apple in tribunale per non aver rispettato la legge a tutela dei consumatori. Ad almeno 275 utenti australiani, infatti, la compagnia avrebbe negato il diritto a una soluzione per aver fatto riparare il dispositivo da persone non autorizzate.
“La Corte ha dichiarato che il semplice fatto che un iPhone o un iPad fosse stato riparato da qualcuno diverso da Apple non poteva comportare la cessazione delle garanzie del consumatore, o la fine del diritto del consumatore a un rimedio”, ha detto la commissaria dell’Accc Sarah Court.
Ex dipendente Cia accusato maxifurto dati per Wikileaks Hackeraggio 2017 rivelò capacità agenzia infiltrare iPhone e Tv
19 giugno 201814:47
Un ex dipendente della Cia è stato accusato di aver rubato informazioni riservate di sicurezza nazionale dall’agenzia d’intelligence e di aver diffuso, nel marzo del 2017 tramite Wikileaks, l’arsenale cibernetico di guerra rubato all’agenzia: un maxi hackeraggio denominato Vault 7 che rivelò come la central intelligence può entrare negli iPhone e trasformare le smart tv in strumenti di sorveglianza.Joshua Adam Schulte, 29 anni, è stato accusato anche di possesso di materiale pedopornografico. Il legale di Schulte, Sabrina Shroff, respinge le critiche: quando tutte le prove saranno chiare “difficilmente” il suo cliente “sarà il cattivo che il governo vuole dipingere”.
Bezos si conferma il più ricco, vale 141,9 miliardi di dollariForbes, 49 mld piu’ di Gates e 60 mld piu’ di Buffet
NEW YORK19 giugno 201816:05
Jeff Bezos vale la cifra record di 141,9 miliardi di dollari, confermandosi ancora di più l’uomo più ricco del mondo: dall’1 giugno la sua ricchezza è aumentata di 5 miliardi di dollari.E’ quanto emerge dalla classifica dei miliardari di Forbes, secondo la quale il numero uno di Amazon vale 49 miliardi di dollari più di Bill Gates e 60 miliardi di dollari più di Warren Buffett.Bezos è diventato l’uomo più ricco del mondo all’inizio dell’anno con la volata di Amazon in Borsa, la seconda società che vale di più al mondo dopo Apple.
Usa, anche Zuckerberg a raccolta fondi per bimbi separatiGià 4 mln dlr a colletta su Fb. Tra donatori Sheryl Sandberg
19 giugno 201816:27
Mark Zuckerberg in campo contro la separazione dei bambini dai loro genitori al confine tra Messico e Texas. Secondo quanto scrive Politico, il Ceo di Facebook ha fatto una donazione ad una raccolta fondi iniziata su Facebook da due ex dipendenti del social network. Non è noto quanto abbia versato ma a lui si è unito anche Sheryl Sandberg, direttrice operativa della società. Quanto basta per far impennare le donazioni, al punto che da un obiettivo iniziale di 1500 dollari sono stati invece superati i quattro milioni di dollari. Il nuovo target è ora cinque milioni di dollari.Non è la prima volta che Zuckerberg prende posizione contro le politiche di Trump. In passato si era fatto sentire anche contro la decisione del presidente di eliminare il Daca, la legge che protegge i Dreamers, ossia le persone arrivate negli Usa da bambini al seguito immigrati illegali. Ha criticato inoltre anche l’intenzione di Trump di costruire un muro al confine con il Messico. Le donazioni serviranno, tra le altre cose, a pagare le cauzioni per i genitori detenuti e far sì che possano ricongiungersi con i loro figli.
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