Travolge moto dopo lite,non per uccidere
In Val di Susa morì ragazza. Processo passato da Torino a Milano
MILANO02 luglio 201816:05
– MILANO, 2 LUG – “E’ stato un incidente, il motociclista ha rallentato e l’ho investito, ma non volevo uccidere”. Si è difeso così oggi, nell’interrogatorio davanti al gup di Milano Anna Calabi dopo avere chiesto e ottenuto di essere processato con rito abbreviato, Maurizio De Giulio, l’elettricista 52enne di Nichelino, in provincia di Torino, che lo scorso 9 luglio a Condove, in Val di Susa, dopo una lite di viabilità, ha investito una coppia di giovani in sella a una moto, uccidendo sul colpo una 27enne, Elisa Ferrero. Il fidanzato della ragazza, Matteo Penna, 29 anni, è sopravvissuto ma ha dovuto e dovrà affrontare lunghe cure. Il processo si celebra a Milano perché il difensore di De Giulio, l’avvocato Vittorio Nizza, ha chiesto e ottenuto il trasferimento degli atti poiché una familiare della vittima è un vice-procuratore onorario in servizio al Tribunale di Torino.
Litiga con vicino per parcheggio e muoreVittima primario reparto chirurgia ospedale Cerignola
CERIGNOLA (FOGGIA)02 luglio 201816:48
– CERIGNOLA (FOGGIA), 2 LUG – Gli agenti della squadra mobile della questura di Foggia stanno indagando sulla morte del primario del reparto di chirurgia dell’ospedale “Tatarella” di Cerignola, Francesco Saverio Amorese, di 67 anni, deceduto a seguito di un malore avvertito poco dopo aver un litigio con un vicino di casa, per un parcheggio. L’episodio si è verificato nella notte di domenica scorsa, all’interno del residence dove il medico viveva, in via Torre Quarto. I due già in passato avevano avuto una serie di diverbi perché, secondo quanto raccontato dalla compagna di Amorese, il dirimpettaio parcheggiava l’auto ostruendo l’accesso al box. L’altra sera, nel rincasare, i due hanno avuto l’ennesima discussione. La compagna del primario, presente al momento del litigio, ha raccontato agli inquirenti che, il vicino avrebbe usato parole pesanti nei confronti del medico e lo avrebbe strattonato, afferrandolo per un braccio e per la gola. Amorese, non appena tornato a casa ha avvertito un forte malore ed è morto.
Sgombero Palagiustizia Bari, Inail frenaPer la proprietà gli oneri del trasloco spettano al Ministero
BARI02 luglio 201816:54
– BARI, 2 LUG – L’Inail, ente proprietario del Palagiustizia di via Nazariantz a Bari, ha impugnato dinanzi al Tar Puglia l’ordinanza con cui il Comune di Bari, lo scorso 31 maggio, ha dichiarato l’inagibilità dell’immobile ordinando lo sgombero entro il 31 agosto e che prevede, a carico della stessa proprietà, gli oneri relativi all’alleggerimento dei piani e al trasloco. A doversene fare carico, secondo l’Inail, è il ministero della Giustizia. Il ricorso rischia di allungare i tempi per il trasloco e questa mattina, in conferenza permanente, il Comune ha ribadito l’esigenza di liberare il palazzo, rimarcando il rischio che, in mancanza di azioni di sgombero, si dovrà procedere ad un sgombero immediato. Secondo i legali dell’Inail è “illogico” che le prescrizioni relative allo spostamento della documentazione, degli archivi e degli arredi siano in capo alla proprietà, essendo i documenti riservati. L’ente ricorda poi che il contratto di locazione è scaduto e il Ministero sta occupando l’immobile senza averne titolo.
CAGLIARI02 luglio 201817:09
– CAGLIARI, 2 LUG – Un carico di 30 chili di hascisc, molto probabilmente caduto in mare da un’imbarcazione di trafficanti che lo stavano portando in Sardegna, è stato sequestrato dal reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Cagliari in collaborazione con i colleghi del comando provinciale. Il pacco con la droga, per un valore di 150mila euro, galleggiava a sud di Capo Teulada ed è stato recuperato da una nave oceanografica che si trovava in quella zona. Sono state subito contattate l’Autorità marittima e la Guardia di finanza.
I militari della Fiamme gialle hanno scortato la nave fino in porto a Cagliari, e qui hanno preso in consegna il collo scoprendo che all’interno c’erano 30 chili di hascisc.
Carceri: rissa fra 100 detenuti a FoggiaIn area passeggio si affrontano fazioni di cerignolani e baresi
BARI02 luglio 201817:56
– BARI, 2 LUG – Una maxi-rissa nella quale sarebbero rimasti coinvolti un centinaio di detenuti si sarebbe verificata in mattinata nell’area passeggio del carcere di Foggia per cause ancora da chiarire. Lo rende noto con un comunicato il segretario generale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Cosp, Domenico Mastrulli. Tre detenuti sarebbero rimasti feriti durante la colluttazione e sono attualmente in stato di osservazione negli ospedali Riuniti di Foggia. “Secondo quanto riferisce il Coordinamento sindacale penitenziario, il violento scontro fra detenuti – si legge nel comunicato – si sarebbe scatenato tra opposte fazioni di detenuti cerignolani e baresi tra i quali vi è una vera e propria faida”. Mastrulli definisce “esplosiva” la situazione del carcere di Foggia dove “ci sono oltre 551 detenuti a fronte di una capacità ricettiva di 340 unità”. Il Cosp evidenzia “la scarsità di uomini addetti alla vigilanza: su 290 unità 40 sono impegnate in servizi di scorta e traduzioni, e mancano all’appello 70 poliziotti”.
Palagiustizia:Comune vuole coordinamentoDecaro, per sgombero e liberare palazzo in tempi previsti
BARI02 luglio 201817:57
– BARI, 02 LUG – “Il Comune ha emanato quella ordinanza non di chiusura ma di sgombero programmato per consentire la prosecuzione dello svolgimento delle attività giudiziaria. Il ricorso dell’Inail può interrompere questo percorso, costringendoci a fare un sgombero immediato”. Lo dichiara il sindaco di Bari, Antonio Decaro, commentando l’iniziativa dell’ente proprietario del Palagiustizia di via Nazariantz, l’Inail, che ha impugnato dinanzi al Tar Puglia l’ordinanza di inagibilità e sgombero entro il 31 agosto dell’immobile che è a rischio crollo. “Per questo oggi, in Conferenza permanente, abbiamo chiesto un tavolo di coordinamento, – ha detto ancora il sindaco – in modo che tutte le parti interessate possano collaborare attivamente per procedere allo sgombero e liberare il palazzo nei tempi previsti”.
Scomparsi nel Po, proseguono le ricercheL’impegno dei Vigili del fuoco con elicottero e sommozzatori
BOLOGNA02 luglio 201818:15
– BOLOGNA, 2 LUG – Sono proseguite senza esito per tutto il giorno nel Parmense le ricerche dei due 17enni dispersi nelle acque del Po a Coltaro, dove erano andati ieri a fare il bagno insieme a un gruppo di amici. Nelle operazioni sono impegnati i Vigili del fuoco, con il nucleo sommozzatori di Bologna, il ‘drago 60’, elicottero del reparto volo sempre di Bologna e gli specialisti del Tas di Parma e Reggio Emilia (Topografia applicata al soccorso).
Delitto per pappagallo, racconto in aulaProcesso a Cagliari. Amiche vittima, “una scena agghiacciante”
CAGLIARI02 luglio 201818:35
– CAGLIARI, 2 LUG – La voce incrinata dalla commozione per raccontare i momenti dell’aggressione e gli ultimi istanti della loro amica. Nell’aula della Corte d’Assise di Cagliari oggi hanno testimoniato le due donne che il 2 maggio 2017 accompagnavano Maria Bonaria Contu nella passeggiata giornaliera. La donna è stata uccisa nella Comunità montana di Capoterra (Cagliari) con 11 coltellate e il procuratore aggiunto Paolo De Angelis ritiene che Ignazio Frailis, disoccupato di 47 anni, accusato di omicidio volontario, abbia ucciso per le angherie verbali e le parolacce che il pappagallo dell’anziana rivolgeva quotidianamente all’imputato.
Proprio il comportamento del volatile e le tensioni tra Frailis e la famiglia della vittima sono state al centro delle altre testimonianze dei vicini di casa. Ma il momento più drammatico è stato quando le due due amiche di Maria Bonaria Contu hanno raccontato l’aggressione.
Psicologa,è fotomontaggio morte migrantiOrdine del Veneto interviene, aperto procedimento disciplinare
VENEZIA02 luglio 201818:39
– VENEZIA, 2 LUG – L’Ordine degli psicologi del Veneto ha preso le distanze dalle affermazioni su Facebook di una psicologa veronese, iscritta alla sezione B dell’Albo, secondo la quale la tragedia dei migranti in mare sarebbe un fotomontaggio e i bambini morti raccolti dalle Ong dei manichini. “Non è una psicologa autorizzata ad esercitare la professione – precisa l’Ordine – e l’assenza di empatia di fronte ad una vita spezzata è una sconfitta per chi fa il nostro lavoro”.
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