Turista 56enne imbratta Ponte Vecchio
E’ americana: con un pennarello indelebile scritto sue iniziali
FIRENZE04 luglio 201815:26
– FIRENZE, 4 LUG – Ha voluto lasciare un suo ricordo a Firenze scrivendo, con un pennarello indelebile, le sue iniziali su un muro del Ponte Vecchio: protagonista una turista americana di 56 anni poi denunciata dalla polizia municipale. La donna, si spiega da Palazzo Vecchio, è stata sorpresa ieri pomeriggio dai vigili urbani mentre imbrattava il muro: se condannata rischia fino a un anno di reclusione e una multa fino a 3.000 euro.
La 56enne, che era in compagnia della figlia, è stata notata mentre, nei pressi della statua del Cellini sul ponte più famoso di Firenze, si è messa a scrivere su un muro. E’ scattato così l’intervento dei vigili in servizio sul Ponte Vecchio e poi la denuncia per aver deturpato o imbrattato cose di interesse storico o artistico.
Militare in Italia, chiede cittadinanzaLeva nel 1995 per cittadino albanese. Legali, ricorso a Corte Ue
BARI04 luglio 201815:28
– BARI, 04 LUG – Un albanese, oggi 40enne, nel 1995 ha fatto per errore il militare in Italia e da allora ha iniziato una battaglia legale per ottenere la cittadinanza italiana.
Armando Panariti era arrivato in Puglia con i suoi genitori nel marzo del 1991, sbarcato a Brindisi con altri 27 mila albanesi.
La famiglia si stabilì in provincia di Taranto dove Armando, all’epoca adolescente, iniziò a frequentare la scuola e poi a lavorare. Fu poi chiamato alle armi, nonostante fosse di cittadinanza albanese, e solo alla fine del servizio di leva, fatto tra Lecce, Taranto, Viterbo e San Giorgio Ionico, fu accertato l’errore. Gli fu quindi notificato un foglio di via perché non aveva lavoro e quindi non poteva ottenere il permesso di soggiorno.
Assistito dagli avvocati Raffaele Mascolo e Massimo Santoro, l’uomo, che attualmente vive a Tirana mentre la sua famiglia è ancora in Italia, ha fatto richiesta di cittadinanza italiana.
Nei prossimi giorni sarà depositato un ricorso presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Suicida nel Bolognese,’motivi economici’Aveva 45 anni, corpo ritrovato nel retro di una trattoria
BOLOGNA04 luglio 201815:35
– BOLOGNA, 4 LUG – Un uomo di 45 anni, italiano, si è suicidato sparandosi alla testa con una pistola calibro 22 regolarmente detenuta: secondo i carabinieri dietro il gesto ci sarebbero probabilmente motivi di natura economica. Il cadavere del 45enne è stato ritrovato ieri sera nel giardino retrostante una trattoria di Sasso Marconi, nel Bolognese, in via Ganzole. Il medico legale intervenuto sul posto non ha rilevato segni di violenza o altre anomalie. Su disposizione dell’autorità giudiziaria la salma è stata trasportata al Dos di Bologna, in attesa dell’autopsia.
Moena,riaperto collegamento con la valleResta chiusa la statale del Passo di San Pellegrino
TRENTO04 luglio 201815:56
– TRENTO, 04 LUG – E’ stata riaperta, con un senso unico alternato, la circonvallazione di Moena che garantisce il collegamento con la Val di Fassa. Resta invece chiusa la statale 346 del Passo di San Pellegrino, che porta a Falcade, interrotta da due smottamenti. A Moena si lavora per ripulire le strade del paese e sgomberare dai detriti le cantine e i garage di abitazioni ed alberghi. La protezione civile sta ripulendo l’alveo del rio Costalunga, la cui esondazione ha portato su Moena il fiume di acqua e fango.
Il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, ha visitato l’area del nubifragio ed ha presieduto a Trento la riunione dell’unità di crisi che coordina gli interventi. “Un evento eccezionale – ha dichiarato Rossi – ha creato una situazione critica che è stata però affrontata con tempismo e efficacia. Più di 200 persone stanno lavorando da ieri sera per riportare Moena alla normalità fin dai prossimi giorni.
Continueremo ad investire nella sicurezza del territorio che ieri ha impedito conseguenze peggiori”.
Un fermo per straniero morto a UmbertideOmicidio e incendio doloso accuse ipotizzate per connazionale
UMBERTIDE (PERUGIA)04 luglio 201816:35
– UMBERTIDE (PERUGIA), 4 LUG – Un marocchino di 55 anni è stato sottoposto a fermo con le accuse di omicidio e incendio doloso nell’ambito delle indagini sulla morte di un suo connazionale quarantenne il cadavere del quale è stato trovato in un capannone abbandonato alla periferia di Umbertide interessato da un incendio durante la notte.
Non ancora chiare le cause della morte del nordafricano, che sarà accertata dall’autopsia, e la dinamica di quanto successo.
I carabinieri – coordinati dal sostituto procuratore di Perugia Gemma Miliani -, anche in base agli accertamenti dei vigili del fuoco, ritengono che il rogo sia stato di natura dolosa.
Innescato probabilmente utilizzando dell’alcol e dal quale è scaturito il parziale crollo del tetto dello stabile. Dagli elementi raccolti gli inquirenti ritengono che sia emersa la responsabilità del marocchino fermato in quanto successo. Di qui il suo fermo.
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