Bollette sempre più salate. Tra il 2017 ed il 2018, le tariffe di acqua, gas, luce e rifiuti sono aumentate del 6% cioè quasi 4 volte più dell’inflazione (+1,6%).
Una batosta per tutti, ed in particolare per gli anziani che ormai, per pagare i servizi essenziali spendono oltre 1.300 euro l’anno, più del 9% di una pensione mensile media. È quanto emerge da un’analisi condotta da Fipac, l’associazione dei pensionati autonomi aderenti a Confesercenti, sulla base delle variazioni registrate nel 2017 e nei primi 4 mesi del 2018. A trainare è soprattutto l’energia elettrica, che tra lo scorso anno ed il primo quadrimestre di quest’anno mette a segno un aumento del 9,7%. Cresce, a ritmi simili, anche l’acqua potabile (+9,7%), in salita per il decimo anno consecutivo.
Anche i prezzi del gas di rete, dopo il calo registrato negli anni precedenti, tornano ad aumentare, segnando un +4,5% negli ultimi 16 mesi. Variazione positive, ma più contenute, per la tariffa per i rifiuti solidi urbani, che si ferma a +1,1%.
-VENEZIA, 21 LUG -Il 98% circa del totale delle imprese in Italia ha meno di 20 addetti. Oltre 5mln di piccoli e micro imprenditori, artigiani, negozianti e liberi professionisti.
Nonostante la dimensione aziendale di queste realtà sia molto contenuta, il contributo fiscale ed economico reso al Paese è rilevante.Lo rileva la Cgia la quale precisa che in materia di imposte e tasse nel 2017 i lavoratori autonomi e le piccole imprese (solo quelle sottoposte a studi di settore),hanno dato al fisco 43,9mld (53% totale delle principali imposte versate dal sistema economico).Tutte le altre prevalentemente medie e grandi imprese, hanno invece dato ‘solo’ 39,6 mld (il 47% del totale). Anche nel campo occupazionale ed economico i risultati sono sorprendenti. Al netto dei dipendenti del pubblico impiego, le aziende con meno di 20 addetti danno lavoro alla maggioranza degli italiani (56,4% occupati).Inoltre,queste micro realtà producono il 40% del valore aggiunto nazionale annuo,score non riscontrabile in nessun altro grande Paese in Ue.
In Italia le filiali bancarie sono sempre più piccole (10,3 addetti contro i 13,2 dell’Europa) con solo 7,4 sportelli ogni 1.000 imprese contro una media europea di 8,7. A tirare le somme è un’indagine del sindacato First Cisl che rileva come sia “sconfortante constatare che siamo perfino peggio di Cipro, che ha 9,5 filiali per mille imprese”. Per il segretario, Giulio Romani “le statistiche, sbandierate dalle banche italiane e dalla stessa Vigilanza per farci credere che sia necessario ridurre ancora il numero degli sportelli bancari, sembrano quelle di Trilussa” perché “si sostiene che abbiamo 4,5 filiali ogni 10 mila abitanti mentre la zona euro è a 4,2, ma non si dice che nell’area mediterranea la media è di cinque”.
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