TEHERAN, 22 LUG – “Non giochi con la coda del leone, altrimenti se ne pentirà”: il presidente iraniano Hassan Rohani ha usato oggi questa espressione per mettere in guardia il presidente Usa Donald Trump contro le sue politiche ostili nei confronti dell’Iran.
“Signor Trump, – ha detto Rohani parlando ad un incontro con gli ambasciatori iraniani – noi siamo uomini d’onore e coloro che hanno garantito la sicurezza dello stretto regionale (lo stretto di Hormuz) nella storia”. E poi, riferendosi alle sanzioni Usa, ha aggiunto: “Tenga presente che lei non può provocare il popolo iraniano a scapito della sicurezza e degli interessi del loro Paese. L’Iran é un padrone e non sarà il servitore o il tuttofare di nessuno”. Rohani ha quindi ricordato che l’Iran ha “molti stretti, quello di Hormuz é solo uno di questi”. “Gli Usa – ha aggiunto il presidente iraniano – dovrebbero capire che la pace con l’Iran é la madre di tutte le paci, mentre la guerra con l’Iran é la madre di tutte le guerre.
– GIACARTA, 22 LUG – Una ragazzina indonesiana di 15 anni che era stata violentata dal fratello é stata condannata giovedì a sei mesi di reclusione per avere abortito. Il fratello 18enne dovrà scontare una pena di due anni, ha reso noto Singgih Hermawan, vice capo della polizia di Batanghari, nella provincia di Jambi.
L’accusa aveva chiesto una pena di un anno per la ragazzina e sette anni per il fratello. Durante il processo é emerso che la 15enne é stata violentata otto volte dallo scorso settembre. Lo scorso maggio un feto con la testa decapitata é stato trovato vicino a una piantagione.
Si attende ora la messa in stato di accusa della madre della ragazzina per avere aiutato la figlia ad abortire.
– TRIPOLI, 22 LUG – “Smentiamo e rigettiamo categoricamente le calunnie” rivolte dalla ong Open Arms alla Guardia Costiera libica. E’ quanto si legge in un comunicato dello Stato maggiore navale libico, pubblicato sulla pagina Facebook della guardiacoste. “E’ illogico – prosegue la nota – che una pattuglia salvi 165 migranti e lasci due donne e un bambino mentre sono usciti solo per salvarli”. Per questo i libici chiedono “una commissione d’inchiesta neutrale” su questa e altre accuse rivolte alla Guardia Costiera.
La Norvegia ricorda oggi, le stragi di 7 anni fa al campo estivo di Utoya e Oslo nelle quali persero la vita rispettivamente 69 giovani tra i 14 e i 20 anni e 8 persone. Un’autobomba in pieno centro poi una sparatoria contro un raduno di giovani laburisti. Due attacchi che hanno trasformato Oslo in una zona di guerra e hanno provocato una strage. Arrestato in flagrante a Utoya Anders Behring Breivik.Aveva pianificato tutto con estrema cura, aveva acquistato i componenti per costruire l’ordigno da far deflagrare nel cuore del Regieringskvartalet, il ‘quartiere del governo’ a poche centinaia di metri dal Parlamento. E li aveva assemblati in una fattoria in mezzo alla campagna affittata solo tre mesi prima, il 17 aprile.Un attentato di ‘depistaggio’ che doveva servire (e cosi’ e’ stato) ad attirare gli uomini dell’antiterrorismo e i soldati dell’esercito nel cuore della capitale norvegese, senza prestare attenzione a quell’uomo vestito da poliziotto che si dirigeva verso Utoya, dove 650 giovani attivisti del Partito laburista erano riuniti per il tradizionale appuntamento estivo per una vacanza di formazione.La bomba di Oslo e’ esplosa alle 15.26: otto i morti (sette subito, uno dopo alcuni giorni in ospedale), numerosi i feriti. Mentre si rafforzavano le misure di sicurezza in tutti i luoghi del potere e i membri della famiglia reale venivano portati al sicuro, Breivik si stava gia’ dirigendo verso Utoya. Quando e’ arrivato, poco meno di tre ore dopo l’esplosione a Oslo, ha subito eliminato l’unico agente armato che c’era sull’isolotto. Poi ha sparato per oltre un’ora e mezza contro ragazze e ragazzi indifesi, che tentavano di nascondersi o fuggire buttandosi in mare, o rimanevano pietrificati a implorare pieta’ di fronte a qualcosa che non potevano capire.L’assassino si e’ arreso alla polizia senza opporre resistenza quando si e’ reso conto di non avere piu’ vie d’uscita. Ma dal suo primo sparo era passata un’ora e mezza e i dodici ettari di abeti e betulle erano ormai trasformati in un inferno disseminato di cadaveri.Il killer di Utoya ha continuato a provocare lo Stato e mostrare disprezzo per le 77 vittime che uccise nel 2011.Breivik, che e’ stato condannato a 21 anni di carcere, due anni fa, ha fatto causa allo stato norvegese denunciando “condizioni di detenzione inumane”Nell’aprile del 2016, la corte, presieduta dalla giudice Helen Andenaes Sekulic, gli ha dato ragione su questo punto, decidendo che le autorità dovranno al terrorista un indennizzo di 330mila corone norvegesi, cioè circa 35mila euro, per i cinque anni trascorsi in stretto isolamento.’Lottero’ fino alla morte per il nazismo’ , ha dichiarato Breivik entrando in aula, e dopo aver salutato i suoi avvocati con il saluto nazista.
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