Il Rock In Roma chiude stasera con Fabri Fibra e una stagione, la decima, da incorniciare.
Duecentomila le presenze per una ventina di concerti: su tutti l’evento al Circo Massimo con protagonista Roger Waters che da solo ha portato in dote oltre 45 mila spettatori. Chiude, ma guarda già alla prossima edizione, alle sfide del 2019 con le sinergie messe in campo con il Roma Summer Fest della Fondazione Musica per Roma per un’unica grande rassegna (il Rock in Roma Summer Festival), che diventi sempre più internazionale e sempre più punto di riferimento nazionale ed europeo. E che punta a essere riconosciuto come villaggio della musica e punto di aggregazione. “Per l’anno prossimo vorrei riportare a Roma una della band più amate, nostra ospite già qualche anno fa. Ci siamo lavorando”, anticipa Maxmiliano Bucci, organizzatore del Rock in Roma insieme a Sergio Giuliani, senza rivelare chi possano essere. Nel libro degli ospiti degli anni scorsi, la firma l’hanno messa in tanti: dai Rolling Stones ai Cure, passando per Bruce Springsteen e la E Street Band, Radiohead, Blur, Killers, Placebo, Thirty Seconds to Mars, Beach Boys, Motörhead, Metallica, Muse. Alcuni si sono esibiti al Circo Massimo, diventato uno degli eventi più attesi dell’estate.
“Il Circo Massimo sarà sempre più al centro del progetto. Le immagini di Roger Waters, o anche di Bruce Springsteen, dei Rolling Stones o di David Gilmour che cantano all’interno di uno tra gli scenari più belli del mondo non lascia indifferenti altri personaggi della musica nazionale e internazionale”, aggiunge Bucci, incalzato da Giuliani che rilancia: “Per l’anno prossimo stiamo pensando a due eventi con ospiti internazionali al Circo Massimo”.
Un festival che nel tempo è cresciuto rapidamente, passando negli ultimi due anni da 150 mila presenze alle oltre 200 mila e che presta sempre più attenzione ai gusti del pubblico. “Il pubblico premia la nostra continuità, siamo presenti da 10 anni”, sottolinea Bucci. “Il punto di forza credo lo si possa ricondurre a questo nuovo filone della musica italiana che ha riscosso grande successo nell’edizione 2018. Penso ai 30mila spettatori per Coez a Capannelle tanto per fare un esempio”, aggiunge Giuliani. Ma ci sono stati anche Calcutta, Lo Stato Sociale, arrivata sulla spinta del successo all’ultimo festival di Sanremo. “Già da alcuni anni il nostro spin-off ha dato spazio alle nuove realtà della musica. E quest’edizione ha confermato la tendenza. La giovane scena musicale ha un futuro roseo”, è l’idea di Bucci.
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