PIERLUIGI PIRANDELLO E ALFONSO VENEROSO – IL PIRANDELLO DIMENTICATO (DE LUCA EDITORI D’ARTE, pp 108, euro 30). Un nonno Premio Nobel per la Letteratura che gettò un’ombra pesante su quanti gli vivevano accanto, un padre che negli anni Venti scelse la pittura e non riuscì a liberarsi mai dal condizionamento di un cognome tanto illustre, un figlio avvocato per 50 anni che ha fatto della testimonianza di questo difficile rapporto quasi una ragione di vita, anche perché fossero riconosciuti i meriti artistici del genitore. E’ un viaggio attraverso tre generazioni il racconto descritto nel libro ‘Il Pirandello dimenticato’ da Pierluigi Pirandello, intervistato dall’attore e scrittore Alfonso Veneroso. Il volume è stato presentato ad Anticoli Corrado, vicino a Roma, il paese delle modelle e degli artisti, dove Pierluigi, morto nel marzo scorso a 89 anni, è sepolto. Qui nel 1924 anche Fausto Pirandello aveva aperto uno studio e, come accadde a molti pittori, sposò una giovane modella del borgo, Pompilia d’Aprile.
Per anni la famiglia Pirandello vi trascorse i mesi estivi. Nel 1936 vi soggiornò anche il grande drammaturgo. Il prossimo settembre Anticoli Corrado renderà omaggio a Fausto Pirandello con una grande mostra nel museo civico di arte moderna e contemporanea. Luigi Pirandello, che ebbe il Nobel nel 1934, non era persona facile. Basti solo l’aneddoto del nome da dare al nipote. La tradizione voleva che si perpetuasse il nome del nonno. “No, lascia stare. Di Luigi ce n’è uno solo” tagliò corto. Tra Luigi e il figlio Fausto i rapporti non furono mai semplici. Pierluigi Pirandello ammette che un cognome importante può essere un trampolino ma la personalità del nonno “ha pesato e pesa come un macigno sulla famiglia”. Nel 1930 lo scrittore, che era a Parigi, scoprì di essere diventato nonno un anno e mezzo dopo.
Anzi, ignorava anche il figlio si fosse sposato. Fausto aveva deciso di fare il pittore ma anche su questo terreno le frizioni non mancarono. Luigi Pirandello si dilettava con la pittura ma aveva gusti più classici e chiedeva al figlio di finirla di “dipingere brutto come tutti” secondo i gusti e le mode dell’ epoca. Ad Anticoli è legato l’unico ricordo di Pierluigi con il nonno: nell’ estate del 1936, per il suo ottavo compleanno ebbe in regalo da lui una pistola-giocattolo. Il drammaturgo morì nel dicembre di quell’anno. Il libro semina molti aneddoti sul Pirandello più celebre: dai suoi applausi in piedi a Josephine Baker vestita solo di un gonnellino di banane in un locale alla moda di Parigi, a quel distinto signore che a Stoccolma gli cedette il passo nella sala delle cerimonie per la consegna del Nobel e che pochi istanti dopo scoprì essere il Re di Svezia.
Poi, le pagine sofferte sulla malattia mentale della moglie di Pirandello, Antonietta, che passò 40 anni in una casa di cura. Il grande scrittore fu padre premuroso. Sul finire degli anni Venti aiutò il figlio Fausto a sistemarsi con la moglie a Parigi, allora ricca di stimoli e fermenti artistici. Qui Fausto conobbe Picasso, De Chirico, Kokoschka e molti altri. Ma anche lì ogni gallerista disponibile a esporre i suoi quadri “chiedeva la presenza all’inaugurazione di mio nonno Luigi, garanzia di successo e di attenzione all’evento”. Del padre, Pierluigi osserva: “A differenza di come mio nonno si relazionava con lui, non si preoccupava assolutamente di sapere se io fossi felice oppure no. Ero soltanto uno dei suoi modelli”. Solo anni dopo, in un appunto, si scusò. Dopo la sua morte, nel 1975, “ciò che mi rattrista – sottolinea – è che ottenni molti riconoscimenti solo per l’arte di Luigi Pirandello. Un accenno all’attività artistica di Fausto non c’è mai stato, come se quest’altro artista della famiglia fosse stato dimenticato, se non ignorato”. Per contrappasso, se qualcuno a tavola cominciava a parlare di teatro il padre dava una manata sul tavolo gridando: “Questa è la casa del pittore Fausto Pirandello e si deve parlare solo di pittura”. Pierluigi Pirandello istituì nel 2011 con la moglie Giovanna la Fondazione intitolata a suo padre per fargli ottenere “il giusto riconoscimento che il suo talento merita”.
– SERRAVALLE DI CHIENTI (MACERATA), 2 AGO – Sono attese almeno 20 mila persone di ogni età, giunte da tutta Europa a Taverne di Serravalle di Chienti, sull’altopiano di Colfiorito, tra Umbria e Marche, per il Montelago Celtic Festival, kermesse musical-culturale in programma il 2, 3 e 4 agosto. In programma decine di concerti live dei migliori gruppi contemporanei di musica celtica in una festa dallo spirito gallico negli incontaminati luoghi anticamente abitati dalla tribù dei Senoni che si stabilì nel territorio marchigiano nel periodo preromano. Faranno da sfondo alla manifestazione la celebrazione reale di ben venti matrimoni secondo la tradizione celtica, seminari di musica antica, corsi di danze irlandesi, laboratori di storytelling, incontri sui grandi personaggi del mondo della letteratura tolkieniana e del cinema, come l’animatore dei draghi di Game of Thrones Jonathan Symmonds che illustrerà il suo lavoro, risultato di ore di studi e preparazione.
– BARI, 2 AGO – Sono 13 le canzoni di Domenico Modugno che rivivranno attraverso la voce di nove interpreti della canzone italiana in occasione di ‘Meraviglioso Modugno’, lunedì 6 agosto a Polignano a Mare (Bari), la città di ‘Mister Volare’ di cui verranno ricordarti anche i novant’anni dalla nascita.
Saranno Luca Carboni e Gaetano Curreri a interpretare ‘Nel blu, dipinto di blu’ e ‘Meraviglioso’, per celebrare i sessanta e i cinquant’anni delle due canzoni capolavoro. Currerri interpreterà anche ‘Tu si ‘na cosa grande’, mentre Francesco Gabbani si cimenterà in ‘Piove’. Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo si esibiranno in ‘Amara terra mia’ e ‘Dio, come ti amo!’. Due brani anche per Paola Turci che canterà ‘Dio come ti amo!’ e ‘La lontananza’. Ghemon porterà sul palco ‘Cosa sono le nuvole’ e ‘Resta cu ‘mme’, e Simona Molinari canterà ‘Vecchio frack’ e ‘Lu pisci spada’. Carmen Ferreri si esibirà in ‘Come hai fatto’. Sul palco spiccherà il gesto sanremese a braccia aperte di ‘Mister Volare’, raffigurato in una sagoma dorata.
E’ una ciliegia, nella convinzione che “un libro tira l’altro”, l’immagine di Pordenonelegge 2018, la festa del libro che s’inaugura il 19 settembre con un ricordo speciale del poeta Pierluigi Cappello, a quasi un anno dalla morte, di cui sarà presentato ‘Un prato in pendio. Tutte le poesie 1992-2017’ (Rizzoli), l’opera omnia con alcuni inediti. Oltre 600 gli autori tra italiani e stranieri che saranno ospiti della 19/ma edizione del festival, che si fa sempre più internazionale, fino al 23 settembre in 40 location del centro di Pordenone, e 58 le anteprime tra cui spiccano il seguito di ‘Ritratto di Signora’ di Henry James scritto da John Banville: ‘Isabel’, in uscita per Guanda, che porterà la protagonista a chiudere i conti con il passato e prendere in mano il proprio destino.Tra le star Arturo Perez Reverte con il noir ‘L’ultima carta è la morte’ (Rizzoli) che vede l’agente Lorenzo Falcò alla prese con la Guerra civile spagnola. Grande attesa anche per Jeffery Deaver con il thriller ‘Il taglio di Dio’ (Rizzoli), per il grande scrittore egiziano Ala Al-Aswani, che ci riporta in piazza Tahir con ‘Sono corso verso il Nilo’ (Feltrinelli) e per Robert Harris, vincitore del ‘Premio Crédit Agricole FriulAdria La storia in un romanzo 2018’, con una lezione tra storia e letteratura in cui per la prima volta parla del suo ‘Monaco’. In arrivo anche Pierre Lemaitre con ‘I colori dell’incendio’ (Mondadori), seconda parte della trilogia del Novecento partita con ‘Ci rivediamo lassù’. Da segnalare ‘Asimmetria’ (Feltrinelli), romanzo d’esordio di Lisa Halliday da cui affiora Philip Roth, mentre gli otto anni alla Casa Bianca con Obama vengono raccontati dal giovane ghost writer David Litt in ‘Grazie, Obama. I miei anni alla Casa Bianca’ (Harper Collins). Due celebrati autori anglo-indiani, Abir Mukherjee con ‘L’uomo di Calcutta’ (SEM Libri) e Sunjeev Sahota con ‘L’anno dei fuggiaschi’ (Chiarelettere), esordiscono in Italia a pordenonelegge dove faranno tappa anche tre grandi voci della narrativa spagnola: Andrés Barba con ‘Repubblica luminosa’ (La Nave di Teseo), Juan Francisco Ferrandiz, considerato l’erede di Ildefonso Falcones, con ‘La terra maledetta’ (Longanesi) e l’autore bestseller Javier Serra, con ‘Fuoco invisibile’ (DeA Planeta Libri), Premio Planeta 2017. E il vescovo cattolico Paul Hinder racconterà l’apostolato dalla terra d’Arabia, cuore dell’Islam, in ‘Un Vescovo in Arabia’ (Emi).Tra le anteprime al festival, ‘L’amore al tempo degli scoiattoli’ (Marsilio) di Elizabeth McKenzie, ‘Le parole nell’aria’ (Bollati Boringhieri) di Bernie Mcgill e ‘Feste in lacrime’ (ADD) dello scrittore, regista, editore, traduttore e grafico Prabda Yoon. Tante le novità tra gli autori italiani come Michela Murgia che inaugura la nuova collana ‘Passaparola’ di Marsilio, Antonio Scurati che torna con ‘M. il figlio del secolo’ (Bompiani), un viaggio attraverso il fascismo e la parabola di una nazione e Valerio Massimo Manfredi con ‘Quinto comandamento’ (Mondadori), ispirato alla storia vera di un missionario guerrigliero. Carlo Lucarelli sarà al festival con il nuovo giallo ‘Peccato mortale’ (Einaudi), Lilli Gruber è attesa con ‘Inganno’ (Rizzoli) e Oscar Farinetti con ‘Quasi’ (La Nave di Teseo), il volume in cui poesie, pensieri e suggestioni dell’autore si integrano alle illustrazioni di Marco Nereo Rotelli e a un testo del jazzman-filosofo Massimo Donà. Spazio anche ai lettori più giovani con pordenonelegge Junior con fra gli altri Geronimo Stilton, Lisa Thompson, Pierdomenico Baccalario e Guido Sgardoli.
– Matteo Garrone cerca Pinocchio, il protagonista del nuovo film le cui riprese sono previste a novembre o comunque entro il 2018. Dopo Dogman il pluripremiato regista di Gomorra e del Racconto dei Racconti ha ripreso a lavorare al progetto che produrrà con la sua Archimede Film con Rai Cinema, Recorded Picture Company, Le Pacte, con il contributo del Mibac, con il sostegno di Eurimages e che sarà distribuito in Italia da 01. Il nuovo film internazionale, coproduzione italo-franco-inglese, è una grande sfida per il regista romano che dopo Luigi Comencini e Roberto Benigni – animazione Disney del 1940 a parte – si confronta con una delle storie più lette e amate di tutti i tempi, inventata da Carlo Collodi nel 1883.
La ricerca di Pinocchio è rivolta ad un ragazzino di età compresa tra i 7 e i 12 anni, di corporatura esile e minuta, altezza inferiore a 1 metro e 40, anche alla sua prima esperienza di fronte alla macchina da presa. Il casting si svolgerà a Cinecittà World nei giorni 10, 11 e 12 agosto.
– TREVISO, 2 AGO – Un gruppo di ragazzi e ragazze di diverse etnie, “nudi e puri”, che si abbracciano. E’ l’immagine della nuova campagna pubblicitaria di Benetton firmata da Oliviero Toscani per l’autunno-inverno 2018. “Nudi Come” è il titolo della campagna che riassume – spiega l’azienda – i valori del marchio. L’immagine e il video del gruppo di giovani che si abbracciano riflettono “la diversità, l’uguaglianza e un’idea del futuro che è più urgente che mai”.
Dalla prima settimana di agosto foto e video verranno pianificati su billboards, quotidiani e periodici (online e offline) e sui canali social di Benetton.
– PALERMO, 2 AGO – Le ragioni dell’Eta non l’hanno mai convinto e non crede alle piccole patrie. Lo scrittore basco Fernando Aramburu, vincitore del Tomasi di Lampedusa (consegna il 4 agosto a Santa Margherita di Belìce) con “Patria” (Guanda), che affronta la questione basca, considera una conquista l’accordo di Schengen: “Sono arrivato a Palermo dalla Germania – dice in conferenza stampa nel palazzo dove abitò l’autore del Gattopardo – senza usare il passaporto. Il mondo ha bisogno di aperture e d’umanità”.
Da 33 anni vive in Germania, dove si sente un po’ straniero: “Per strada la gente mi guarda con sospetto; a meno che non sia col mio cane, allora mi sorride. La morale che ne ho tratto è che il cane dà garanzia di normalità”.
Poco tenero con il suo paese (“la Spagna è troppo concentrata su se stessa per riflettere sul fenomeno dei migranti”), non è clemente neanche con la Germania: “Nel 2015 ha accolto 1,2 milioni di stranieri, ma l’ha fatto male. Va bene l’accoglienza, ma ai migranti bisogna dare prospettive”.
– CREMONA, 2 AGO – Nella sala che per tanti anni ha ospitato i violini della collezione comunale di Cremona, dal 2 agosto è visitabile l’allestimento ‘Ti racconto Mina’ dedicato all’artista che ha portato il nome della città in ogni parte del mondo. L’esposizione rimarrà aperta fino al 31 dicembre e sarà visitabile negli orari di apertura del palazzo comunale.
L’infanzia, gli esordi, la carriera, gli amori, l’ultimo concerto e lo straordinario rapporto con Mauro Balletti: l’allestimento ‘Ti racconto Mina’ gira attorno a questi momenti salienti della storia umana e artistica di Anna Maria Mazzini.
Una postazione multimediale e alcuni totem permettono al visitatore di riscoprire soprattutto com’era Mina da bambina e da ragazza, prima del suo debutto sul palco di Rivarolo del Re (Cremona), avvenuto il 24 settembre di sessant’anni fa.
L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto ‘Cremona canta Mina’, che celebra i 60 anni di carriera dell’artista, anche attraverso il materiale d’archivio della Provincia di Cremona.
– E’ il ‘Barbiere di Siviglia’ il titolo con cui l’Arena di Verona omaggia Gioachino Rossini, nei 150 anni della scomparsa. L’opera, con Leo Nucci nel ruolo principale, debutterà sabato 4 agosto (ore 20:35). Per 5 serate, fino al 30 agosto, sarà proposta nella favolistica messa in scena di Hugo de Ana. “Per ricordare i 150 anni dalla scomparsa di Gioachino Rossini – ha detto la Sovrintendente Cecilia Gasdia – ritorna in Arena il suo capolavoro buffo, esattamente a 70 anni dal debutto al festival veronese, che avvenne nel 1948, con tre recite”. La stessa Gasdia era stata protagonista nell’edizione 1996 del ‘Barbiere’, riportato in scena in Arena 40 anni dopo la ripresa del 1956. Con Gasdia, nei panni di Figaro, c’era il baritono Leo Nucci, che in questa 96/a edizione del Festival è nuovamente l’interprete principale. “Avevo detto che non avrei più interpretato Figaro – ha spiegato -, ma poi sono stati troppo forti il richiamo dell’Arena e la possibilità di proporre questo capolavoro”.
– La forma infinita del cerchio, il concetto di materia, le sculture a forma di sfera sono solo alcuni elementi che hanno caratterizzato l’arte di Lucio Fontana. A cinquant’anni dalla morte dell’artista italo-argentino, il comune di Albissola Marina (Savona) gli vuole rendere omaggio con una mostra itinerante dal titolo ‘Nascita della materia. Lucio Fontana e Albissola’. Tre le location che fino al 2 dicembre ospiteranno le opere di Lucio Fontana: il Centro Esposizioni del MuDa ad Albissola e il museo d’Arte di Palazzo Gavotti e il museo della Ceramica a Savona. Saranno le opere in ceramica dell’artista, esposte in molti punti della città oltre che nei musei, a raccontare lo speciale rapporto che aveva con Albissola Marina.
Fontana nel corso della sua carriera ha saputo superare la distinzione tradizionale tra pittura e scultura, negando la bidimensionalità del dipinto verso una dimensione indefinita di concetto spaziale. Al MuDa sono esposte una serie di sculture ceramiche, come la ‘Donna con Fiore’ e i pannelli realizzati da Fontana nel 1949 come decorazione architettonica per il transatlantico Conte Grande.
Patendo proprio dal MuDa, grazie a una mappa che farà da guida sarà possibile visitare le opere permanenti o le installazioni speciali sparse per la città.
Nei musei di Savona, invece, approfondimenti didattici valorizzeranno le opere di Fontana di proprietà della ‘Fondazione Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo’ esposte a Palazzo Gavotti, mentre al Museo della Ceramica alcuni significativi piatti decorati da Fontana dialogheranno con l’eccellenza della produzione delle botteghe albisolesi dal primo Novecento agli anni Sessanta.
Nadia Toffa tornerà presto in televisione con Le Iene e in diretta. Ad annunciare la notizia è stata la conduttrice su Instagram che ha risposto a un follower che le chiedeva quando sarebbe tornata in tv: “Ci vediamo a settembre con le dirette delle Iene – ha replicato -. Ora inizio le vacanze”. Parole che hanno rassicurato i suoi fan sulle sue condizioni di salute. Toffa nelle ultime settimane è tornata attiva sui social, dopo una lunga fase di silenzio. Poche ore prima la Iena bresciana aveva pubblicato un post, sciarpa di seta giallo acceso al collo, che aveva scatenato l’entusiasmo del suo pubblico. “Pronta per uscire”, con l’eloquente hashtag #cenetta che ha fatto chiarezza su come sarebbe proseguita la serata della trentanovenne che ha aggiunto, “ma si è capito che mi piace il fluo??” per poi riservare un “mega abbraccio” ai suoi ammiratori.
– POTENZA, 2 AGO – In un’epoca di immagini digitali e di selfie, l’arte continua a mantenere il suo fascino reale con i ‘Quadri plastici’, un evento che va in scena ogni anno ad Avigliano (Potenza) con la rappresentazione reale di tre tele, “impersonate” da attori che fanno rivivere per qualche minuto la scena dipinta dall’artista e le emozioni delle luci e della scenografia: per l’edizione 2018 è stato scelto il tema ‘Oltre il confine’, quanto mai sociale, sul dramma delle migrazioni.
Domenica 5 agosto, quindi, i ‘Quadri plastici’ tornano a meravigliare il pubblico con le rappresentazioni della “Fuga in Egitto” (Luca Giordano, 1684-1686), del “Riposo durante la fuga in Egitto con i Santi Giovanni Battista e Lucia” (Cima da Conegliano, 1496-1498) e con “Ritorno dalla fuga in Egitto” (Ludovico Carracci, 16/o secolo): dopo mesi di prove e di lavoro su trucchi e luci, 16 attori impersoneranno le figure dipinte sulle tele per pochi minuti, in tre orari precisi (alle 21.30, alle 21.50 e alle 22.10).
– NEW YORK, 2 AGO – Un racconto di Ernest Hemingway sarà pubblicato per la prima volta dopo 62 anni. ‘A Room on the Garden Side’ fu scritto nel 1956 e uscirà questa settimana sul numero di 55 di ‘Strand Magazine’, un periodico di letteratura.
Il racconto è ambientato a Parigi, al Ritz Hotel durante la Seconda Guerra Mondiale ed è narrato da Robert, una sorta di controfigura dello scrittore che condivide con lui anche il suo soprannome ‘Papa’. Robert e il suo entourage bevono vino, citano Baudelaire e parlano ‘del commercio sporco della guerra’. Hemingway ha spesso tratto ispirazione dalla guerra, come ad esempio in ‘Addio alle armi’ (1929) e ‘Per chi suona la campana’ (1940). Lui stesso lavorò come autista di ambulanza durante la Prima Guerra Mondiale e fu sia un soldato sia corrisponde di guerra sempre durante il primo conflitto mondiale.
Lo scrittore, premio Nobel nel 1954 per la Letteratura (riconoscimento che non fu in grado di ritirare personalmente) nonché Pulitzer l’anno prima per ‘Il vecchio e il mare’, ha lasciato numerose opere non pubblicate all’epoca del suo suicidio in Idaho nel 1961: aveva 61 anni e si sparò un colpo di fucile in bocca.
– Remake francese per ‘Brutti e cattivi’, la black comedy senza pietismi scritta e diretta da Cosimo Gomez. I diritti sono stati acquisiti dalla produzione Daktirak di Nicolas Benamou, regista di commedie che hanno fatto grandi incassi in Francia, in particolare con i film ‘Baby sitting’ e ‘A fond’. ‘Brutti e cattivi’, prodotto da Raicinema, ha partecipato al Festival del Cinema di Venezia nel 2017 ed è uscito in sala nell’ottobre dello stesso anno. Successivamente ha ricevuto moltissime nomination: ai David di Donatello, Nastri d’Argento, Globi d’oro e, da poche settimane, è stato acquistato da Amazon Prime Video, approdando così anche sulla Pay-tv. Nel film, con Claudio Santamaria, Marco D’Amore, Sara Serraiocco e Simoncino Martucci, una scatenata banda di disabili, un supercolpo ai danni della mafia cinese si muove in un bailamme di tradimenti, morti vere e sfiorate, rinascite, colpi di scena e una massiccia dose di politicamente scorretto.
– BRUXELLES, 2 AGO – Il direttore della Concertgebouw Orchestra di Amsterdam Daniele Gatti è stato licenziato dopo che alcune musiciste lo hanno accusato di “comportamenti inappropriati”. Gatti era già stato accusato da una recente inchiesta del Washington Post. La stampa olandese riporta un comunicato dell’orchestra: “Dopo l’articolo del WP, diverse musiciste dell’orchestra hanno denunciato comportamenti inappropriati di Gatti”, che “hanno portato a un danno irreparabile tra l’orchestra e il conduttore”.
Il maestro, da parte sua, respinge “qualsiasi tipo di accusa” attraverso l’avvocato Alberto Borbon, dello studio legale Chiusano, che lo assiste. “Il Maestro – spiega Borbon – si dice esterrefatto e ha dato mandato ai suoi legali di tutelare la propria reputazione e di intraprendere eventuali azioni qualora tale campagna diffamatoria dovesse proseguire”.
Porte girevoli in autunno per i volti di punta di casa Rai alla guida di programmi e format dal day time alla prima serata: tra chi viene promosso e chi esce senza far rumore. Si parte il 9 settembre con Andrea Bocelli, con un charity show condotto da Milly Carlucci dall’Arena di Verona. Stessa location, una settimana dopo il 15, con Baglioni e il suo Al centro. Su Rai1 troverà ancora una volta spazio il Tale e quale show di Carlo Conti che da venerdì 14 settembre riaprirà i battenti trovando in giuria Giorgio Panariello e Vincenzo Salemme.Alberto Angela trasloca da Rai3 a Rai1 con Passaggio a Nord Ovest, Ulisse e lo speciale Stanotte a Pompei. Da segnalare l’addio alla Rai di Gerardo Greco, nuovo direttore del Tg4, sostituirà Del Debbio al giovedì e si scontrerà, con il suo nuovo programma d’attualità, con Piazzapulita di Corrado Formigli La 7. Confermato sull’ammiraglia Fabio Fazio. Rai1 la mattina si concentra su tre programmi di successo: UnoMattina, Storie Italiane (con Eleonora Daniele fino alle 11.40) e La prova del cuoco con Elisa Isoardi che sostituisce Antonella Clerici che a sua volta sarà al timone di “Portobello”.Il pomeriggio si apre con Caterina Balivo e il nuovissimo Vieni da me, è un ritorno il suo nel daytime della prima rete a distanza di nove stagioni, quando nel 2009/2010 condusse l’ultima edizione di Festa Italiana. Sarà ancora il primo pomeriggio lo slot a riservato alla conduttrice con il talk ispirato al format americano The Ellen DeGeneres Show. Si prosegue poi con La vita in diretta con Francesca Fialdini, ora affiancata nella conduzione da Tiberio Timperi. Discorso diverso per Mara Venier, che ritorna a Rai1 e a Domenica In dopo diverse stagioni passate a Mediaset, tra una poltrona di opinionista (all’Isola dei Famosi) e un’altra di giurata (a Tu sí que vales). Cristina Parodi sarà invece alla guida del format ‘La prima volta’.Un altro ritorno risponde al nome di Flavio Insinna. Rai1 si ‘riprende’ il conduttore romano da Rai3, dove nella stagione passata ha condotto La Strada Senza Tasse e fatto parte della squadra di Cartabianca, affidandogli L’Eredità dopo la prematura scomparsa dell’amatissimo Fabrizio Frizzi. Mentre dopo il Tg1 torna Amadeus con i “Soliti ignoti – Il ritorno”. New entry è anche Luca Rosini, giornalista in forza a Rai2, scelto come sostituto di Tiberio Timperi (promosso come si diceva a La Vita in Diretta) alla guida di UnoMattina in Famiglia insieme ad Ingrid Muccitelli. Marco Liorni si sposta invece al sabato con l’inedito “Italia sì”. Su Rai2, se Roberto Giacobbo è passato a Mediaset, due donne al momento non compaiono nei palinsesti autunnali Rai, la giornalista Valentina Petrini, finora al timone di Nemo – Nessuno Escluso accanto ad Enrico Lucci: dalla prossima stagione il programma sarà affidato solo all’ex iena, che raddoppierà la presenza in video grazie al nuovo Access Lucci. La seconda è Laura Forgia, che lo scorso anno era arrivata a I Fatti Vostri dopo l’uscita di scena di Adriana Volpe: l’ex professoressa de L’Eredità non è stata riconfermata nel programma del mezzogiorno. Cambio della guardia anche alla conduzione di #Maipiùbullismo, affidato a Daniele Piervincenzi e non più a Pablo Trincia. Al posto della Forgia sbarca a I Fatti Vostri Roberta Morise. Se Ale & Franz debutteranno in prima serata con Improvviserai, ritorna anche Milo Infante: per anni protagonista del pomeriggio di rete, condurrà Generazione Giovani, talk della domenica mattina. Tra new entry, l’attrice Bianca Guaccero – al comando di Detto Fatto – e Licia Colò, di rientro nell’azienda pubblica dopo alcuni anni passati a Tv2000. L’ex volto di Geo arriva su Rai2 con il programma di prime time Niagara.La sorella di Cristina, Benedetta Parodi, torna a Discovery. A dicembre sono previste due serate-evento dedicate alla canzone umoristica con Renzo Arbore, Nino Frassica e Andrea Delogu. Su Rai3 il mercoledì sera è di Federica Sciarelli e del suo Chi l’ha visto, il giovedì torna dopo una lunga assenza dal piccolo schermo Serena Dandini. La conduttrice sarà alla guida di Stati Generali nella prima serata del giovedì: a trent’anni da La tv delle ragazze, racconterà con ironia come è cambiato il mondo femminile. Dal lunedì al venerdì Rai3 conferma l’impianto del proprio daytime: la mattinata sarà aperta alle 8 da Agorà con Serena Bortone ed il suo talk politico. Confermati poi i programmi della fascia tra le 10 e le 12: Mi Manda Rai3 con Salvo Sottile (10-10.45). Mario Tozzi, inoltre, tornerà ad avere un programma tutto suo, Orizzonti, in prima serata al sabato. Arriva su Rai3 anche Riccardo Rossi con I miei vinili, un racconto musicale in compagnia di alcune celebrities, il giovedì in seconda serata. Nella seconda serata del venerdì entreranno Francesca Fagnani con le docu-inchieste de Il Prezzo ed Andrea Vianello, in arrivo da Rai1, con il settimanale sportivo Rabona. La domenica pomeriggio tornerà ad essere caratterizzata da due titoli ormai storici: ½ h In Più di Lucia Annunziata e Kilimangiaro di Camila Raznovich.
– CATANZARO, 2 AGO – Oliver Stone, ospite d’onore della 15/a edizione del Magna Graecia Film festival, ha visitato il Museo del Rock di Catanzaro. Stone, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha sottolineato “il cambiamento dei tempi con l’avvento dei social e delle nuove tecnologie, che ci hanno catapultati – ha detto – nell’età dei dilettanti. Chiunque, con un telefonino, oggi può dire di aver girato un film, ma io non sono d’accordo. Anche prepararsi a questo mestiere è un’arte. Io sono andato a scuola di cinema. Ho studiato e ci sono voluti anni prima di raggiungere il successo”.
Non sono mancati riferimenti da parte del regista statunitense al suo rapporto con la politica. “Trovo che ogni cittadino – ha detto – abbia il diritto di esprimere opinioni su qualunque cosa abbia a che fare con gli affari pubblici. In fondo gli antichi greci definivano idiota qualunque uomo si occupasse esclusivamente dei suoi affari privati”.
– Dopo di noi, nemmeno il cielo è il nuovo singolo e video di Briga, il cantautore romano.
Disponibile da venerdì 3 agosto, il brano è tratto da “Che Cosa Ci Siamo Fatti” (Honiro Label/Sony Music) il nuovo progetto discografico di inediti che segna un cambiamento nel percorso artistico, sintesi tra il pop e il rap, tra strofe ritmate e serrate ai ritornelli cantati, genere che contraddistingue Briga che pratica con successo il cross-over, come già successo con le hit ‘Sei di Mattina’, ‘L’Amore è Qua’ o ‘Come un Tuono’. La produzione di questo brano è di Yoshimitsu e Manusso, produttori musicali dell’ambiente Hip-Hop. Mattia Briga, il cantante-scrittore. “Che Cosa Ci Siamo Fatti” è l’ultimo lavoro in studio: potrebbe essere simbolicamente la colonna sonora di “Novocaina – Una storia d’amore e di autocombustione” l’ultimo romanzo del cantautore romano (scritto con l’amico Andrea Passeri) uscito nell’aprile del 2017.
– Ritrova i suoi colori originali e torna al Palazzo Ducale di Urbino lo Stendardo dipinto da Tiziano Vecellio tra il 1542 e il 1544, raffigurante l’Ultima cena e la Resurrezione. Dopo un restauro durato sei mesi condotto dal laboratorio dei dipinti su tela dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (Iscr) di Roma, l’opera rientra alla Galleria nazionale delle Marche. Il ‘ripristino’ ne ha fatto riemergere i colori e la cornice originali. Mentre le indagini scientifiche multispettrali hanno rivelato ‘pentimenti’ e modifiche in corso d’opera, soprattutto nell’impostazione prospettica delle figure, con preferenza per una certa libertà costruttiva rispetto ad un rigore geometrico.
I dettagli sono stati illustrati nel corso di una conferenza a Palazzo Ducale: “Il restauro dello Stendardo di Tiziano. La verità del colore”. “Era rimasto in questo Palazzo per 150 anni”, ha ricordato il direttore della Galleria Nazionale delle Marche, Peter Aufreiter.
Sono dieci, provenienti da tutta Italia, le cantautrici che si contenderanno la vittoria della 14a edizione del Premio Bianca d’Aponte, il contest riservato alla canzone d’autrice.Si tratta di:
Argento da Brindisi con il brano “Goccia”;
Roberta De Gaetano da Messina con “Va tutto benissimo”;
Francesca Incudine da Enna con “Quantu stiddi”;
Irene da Napoli con “Call center”;
Kim da Padova con “Un cane e una moglie”;
Meezy da Foggia con “Temporale”;
Giulia Pratelli da Pisa con “Non ti preoccupare”;
Chiara Raggi da Rimini con “Lacrimometro”;
Chiara Ragnini da Genova con “Un angolo buio”;
Elisa Raho da Roma con “Bello”.Due saranno i riconoscimenti principali del contest, le cui finali si terranno ad Aversa il 26 e il 27 ottobre 2018. Uno è il Premio Bianca d’Aponte, che porta il nome della cantautrice prematuramente scomparsa a 23 anni alla quale il festival, organizzato ogni anno dal papà Gaetano, è dedicato. L’altro è il premio della critica, dedicato a Fausto Mesolella, storico direttore artistico della manifestazione scomparso lo scorso anno e sostituito da pochi mesi da Ferruccio Spinetti. Una successione che appare quasi naturale vista la stretta collaborazione fra i due artisti, negli Avion Travel e non solo, oltre che per la fraterna amicizia. Anche quest’anno in palio un tour di otto concerti che potrà essere realizzato grazie a NuovoImaie (progetto finanziato con i fondi dell’art.7 L. 93/92).In veste di madrina di questa edizione ci sarà Simona Molinari, che salirà sul palco anche per interpretare un brano di Bianca d’Aponte. Previsti anche altri ospiti musicali.
– Sarà nelle sale italiane il 18 ottobre 2018, ‘La ballata di Adam Henry’ (The Children Act), distribuito da Bim. Il film diretto da Richard Eyre, con il premio Oscar Emma Thompson, è tratto dall’omonimo romanzo di Ian McEwan, pubblicato da Einaudi, e sceneggiato dallo stesso autore. Nel cast anche il candidato all’Oscar Stanley Tucci e Fionn Whitehead (Dunkirk).
Mentre il suo matrimonio con Jack (Stanley Tucci) vacilla, l’eminente giudice dell’Alta Corte britannica Fiona Maye (Emma Thompson) è chiamata a prendere una decisione cruciale nell’esercizio della sua funzione: deve obbligare Adam (Fionn Whitehead), un giovane adolescente, a sottoporsi a una trasfusione di sangue che potrebbe salvargli la vita? In deroga all’ortodossia dell’etica professionale, Fiona sceglie di andare a far visita ad Adam in ospedale. Quell’incontro avrà un profondo impatto su entrambi, suscitando nuove e potenti emozioni nel ragazzo e sentimenti rimasti a lungo sepolti nella donna.
E se Marilyn Monroe non fosse mai morta? Se non ci fosse mai stato quel 5 agosto del 1962 quando la star, che più di ogni altra ha interpretato la femminilità, fu trovata nella sua casa senza vita per abuso di barbiturici? Fa piacere pensare che la data del suo decesso sia solo il giorno del suo volontario ritiro dalle scene, come appunto immagina Maria Di Razza in ‘Goodbye Marilyn’, piccolo film di animazione in selezione ufficiale come evento speciale alle Giornate degli Autori della Mostra del cinema di Venezia (28 agosto – 9 settembre).Quarto cortometraggio di animazione della regista, il film racconta, con le voci di Maria Pia Di Meo (doppiatrice da Meryl Streep ad Audrey Hepburn fino a Susan Sarandon) e del critico cinematografico Gianni Canova, l’omonima graphic novel di Francesco Barilli e Sakka (Roberta Sacchi) edita da BeccoGiallo. Di scena un’intervista impossibile a Marilyn Monroe che oggi avrebbe 92 anni. Come si vede nel corto, la grande diva di Hollywood si è serenamente ritirata e non si concede al pubblico da cinquant’anni, ma, sorprendentemente, decide di rompere il silenzio e di concedere un’intervista a un cronista che le ha inviato una lettera accompagnata da un tenero disegno della figlia tredicenne Stefy. Il giornalista (Canova) cercherà con le sue domande di capire il perché del suo ritiro e soprattutto cosa c’è dietro quella donna mito.”Leggere Goodbye Marilyn ha rappresentato per me – dice Maria Di Razza – un’autentica folgorazione. La Marilyn diva e icona del cinema e dello star system parlava finalmente con una voce diversa, capace di raccontarmi una storia tanto affascinante quanto impossibile”. La bellezza di questo cartoon minimalista, oltre che nelle immagini, sta nelle parole della Monroe, molte delle quali tratte dalle sue ultime interviste. Tra le scoperte più belle la sua passione per l’anziano suocero Isidore Miller, padre dello scrittore Arthur, che l’attrice cita come uno degli uomini che aveva amato di più per la sua capacità di dare protezione. Ma la frase più forte e sicuramente più vera è quella in cui una Marilyn Monroe invecchiata, ma ancora bella e con una sigaretta sempre in mano, parla amaramente del suo mondo: “Hollywood – dice al giornalista – ti dà mille dollari per ogni bacio e cinquanta centesimi per la tua anima”.
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