SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Thomas Hardy, torna un divertente romanzo ‘Sotto gli alberi’ pubblicato da Fazi Editore Lisa Marie canta in video con papà ElvisPer la Elvis Week una mostra della figlia del Re del rock’n’roll Neorealismo e fotografia a New YorkEsposti 180 scatti in un ritratto dell’Italia dal ’32 al ’60 ‘Assolta’ la Romagna delle cinque marce su RomaVerdetto pubblico a larghissima maggioranza, 414 voti contro 188 Corso minatori, concerto-evento S.FioraTra ospiti Laura Morante, Rocco Papaleo e Simone Cristicchi A Nicola Gratteri il premio CaccuriSecondi a pari merito Ferruccio de Bortoli e Tiziana Ferrario Latin Festival, addio Paulina CalahorranoOggi funerali star ecuadoriana morta in incidente stradale Visite a Museo del Tesoro di San GennaroPrezzi ridotti per ammirare patrimonio artistico tra più rari Antico molo sommerso nel tarantinoNei prossimi giorni una spedizione farà luce sul ritrovamento Costanzo, a 80 anni sono ancora curiosoCon il pubblico un rapporto di parentela. Intervisterei il Papa Facebook blocca Bebo Storti’Facevo ironia sulla Lega, non segnalano i razzisti veri’ Ferragosto, concerto Rai in montagnaOltre un’ora di trasmissione condotta da Francesco Marino Le scultore di Andrea Blasich a MondovìEsposte le opere del noto creatore di personaggi del cinema Usa A Land Imagined, il Pardo a una storia di caporalatoNessun riconoscimento all’Italia Nuovo tentativo di furto a villa BocelliBloccato da arrivo forze dell’ordine, il tenore non era in casa AlBano-Romina a Rimini dopo annullamentoEx organizzatore querela. In diecimila al ‘concerto riparatore’ Daverio al festival Notte della TarantaDopo lectio magistralis ad Acaya, visita nel Salento G. Letta presidente Fondazione RossiniNuovo presidente Fondazione, qui collaborano realtà diverse Archeologia: probabile scoperta molo antico nel tarantinoNei prossimi giorni una spedizione farà luce sul ritrovamento Summer Jamboree, ultimi balli SenigalliaIl 12/8 festa finale Foro annonario, Rhytm&blues e afrocubani Rossini Opera Festival: Pynkosky, Ricciardo e Zoraide lotta di potereParla il regista dell’opera inaugurale Musica: Ben Harper 2 ore sotto pioggia a concerto in natura Morto lo scrittore Naipaul, Nobel 2001Autore ‘Una casa per Mr Biswas’. Di origini indiane, aveva 85 anni

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DALLE 10:00 DI SABATO 11 AGOSTO 2018

ALLE 09:32 DI DOMENICA 12 AGOSTO 2018

THOMAS HARDY, SOTTO GLI ALBERI (FAZI, PP. 236, EURO 17,00) Il più divertente dei romanzi di Thomas Hardy, ‘Sotto gli alberi’, proposto da Fazi Editore nella traduzione di Marco Pettenello, è un invito a riscoprire o ad avvicinarsi per la prima volta a uno dei massimi poeti e scrittori della narrativa inglese di fine Ottocento. Un classico, che può accompagnare l’estate, dell’autore di capolavori come ‘Nel bosco’ e ‘Via dalla pazza folla’, del quale Ezra Pound disse: “Nessuno mi ha più insegnato niente da quando è morto Thomas Hardy”.
La vita rurale, a cui Hardy, originario del Dorset, ha dedicato molte poesie, fa da sfondo a ‘Sotto gli alberi’ che vede la battaglia per salvare il vecchio coro della parrocchia di Mellstock, un piccolo paesino della campagna inglese, intrecciarsi con la storia d’amore fra un suonatore di violino, Dick Dewy, figlio di un carrettiere, e la direttrice della scuola del paese, Fancy Day. Storia dai toni idilliaci, lungo il sentiero di Mellstock al passare del vento “gli abeti singhiozzano e gemono non quanto ondeggino, l’agrifoglio fischia e lotta contro se stesso, il frassino sibila e freme, il faggio fruscia mentre i suoi rami piatti si alzano e si abbassano”. In questa realtà si muove l’intraprendente giovane uomo di bell’aspetto, dagli occhi coraggiosi, Mr Maybold, nuovo vicario della scuola, innamorato anche lui di Fancy, che vuole portare una ventata di modernizzazione e sostituire il vecchio coro con uno meccanico. Gli anziani cantori compiranno mille peripezie, raccontate con umorismo inglese, per fermare questa impresa e salvare le antiche tradizioni e se stessi.
Hardy, in questo romanzo, – che segue il ritmo delle stagioni: si apre con l’inverno e passa attraverso la primavera, poi estate e autunno – scritto nel 1872, revisionato fino al 1912, è come se volesse raccontarci anche il rimpianto per un mondo idilliaco e ingenuo che sta scomparendo. “E’ innegabile l’abilità di Hardy – l’abilità del vero romanziere – di farci credere che i suoi personaggi siano persone come noi, guidate dalle proprie passioni e idiosincrasie; al contempo – e questo è il dono del poeta – in loro vi è un qualcosa di simbolico che ci accomuna tutti” come scrive Virginia Woolf.
Anche ‘Sotto gli alberi’, che non è forse il miglior romanzo di Hardy, ma rappresenta uno snodo importante all’interno della sua opera, risponde a queste caratteristiche, all’anima del romanziere e del poeta, quest’ultima predominante nella sensibilità dell’autore che ha dedicato buona parte della sua vita alle composizioni poetiche.

Una mostra incentrata sulla carriera di Lisa Marie Presley e una festa in occasione dell’uscita di un album di canzoni gospel del padre, Elvis Presley, sono tra gli eventi salienti della Elvis Week di quest’anno a Memphis, nel Tennessee. E, summa dei due eventi, un video, realizzato e distribuito dalla stessa Lisa Marie, in cui la figlia canta idealmente insieme al padre il gospel ‘Where No One Stands Alone’, che è anche la title track dell’album postumo del Re del Rock. Padre e figlia si alternano cantando sulla base del pianoforte e della pedal steel guitar della ballata, che, nella versione originale, è apparsa per la prima volta nell’album ‘How Great Thou Art’ del 1967. Elvis Presley è morto 41 anni fa, il 16 agosto 1977, proprio a Memphis. Da allora, ogni anno, i fan si recano in una sorta di pellegrinaggio a Graceland, la maestosa tenuta dove Elvis visse a lungo e dove è sepolto, per celebrare la vita, i film e la musica del King of Rock’n’roll.
NEW YORK, 18 AGO – Gli anni bui del fascismo, la povertà del dopoguerra, la speranza di una nazione distrutta ma desiderosa di rinascere a nuova vita, la dignità di un popolo che non vuole arrendersi alla miseria: è la grande mostra “NeoRealismo: The New Image in Italy, 1932-1960” che dal 6 settembre all’8 dicembre occuperà i grandi spazi espositivi della Grey Art Gallery, il museo delle belle arti della New York University nel cuore di Manhattan, per raccontare con la fotografia il coraggio e la bellezza dell’Italia di metà ‘900.
Al centro del percorso c’è la realtà di un Paese intero, catturata e interpretata attraverso il linguaggio dell’immagine e filtrata dallo sguardo di grandi autori: un Neorealismo non letterario né cinematografico, ma fotografico, per delineare i mutamenti dell’Italia nel periodo che va dal fascismo al boom economico. Sono 180 gli scatti presentati al pubblico newyorchese, opere suggestive e intense nel loro linguaggio scarno ed essenziale, firmate da 60 artisti italiani, tra cui Mario De Biasi, Franco Pinna, Arturo Zavattini, Tullio Farabola, Enrico Pasquali, Chiara Samugheo, Ando Gilardi, Enzo Sellerio, Nino Migliori, Gianni Berengo Gardin, Cecilia Mangini. A cura di Enrica Viganò e organizzata da Admira di Milano, la mostra offre anche l’occasione per riflettere sul ruolo che nel movimento neorealista ebbe il medium fotografico, documentandone l’evoluzione. Il Neorealismo viene raccontato attraverso 5 sezioni: “Realismo in epoca fascista”, in cui la fotografia viene usata per la propaganda del regime ma anche da alcuni autori impegnati che di nascosto documentavano l’arretratezza del Paese, “Miseria e ricostruzione”, che racconta il periodo successivo la fine della seconda guerra mondiale con l’Italia devastata ma percorsa da un fremito di rinascita, “Indagine etnografica”, in cui si rivela quanto la fotografia sia stata essenziale per ricreare un’identità collettiva del dopoguerra, “Fotogiornalismo e rotocalchi”, con i lunghi reportage pubblicati su numerose testate a testimonianza dell’uso sempre più frequente delle immagini sulla carta stampata, e infine “Tra arte e documento”, dedicata ai dibattiti sul valore creativo della fotografia. A corredo della mostra anche pubblicazioni originali di rotocalchi, libri fotografici, cataloghi, poster, accanto a spezzoni tratti da film diretti da alcuni dei registi più significativi del Neorealismo, tra cui Vittorio De Sica, Roberto Rossellini e Luchino Visconti. Oltre alla Grey Art Gallery, anche il Metropolitan Museum of Art e la Galleria Howard Greenberg partecipano a questo omaggio americano all’Italia neorealista: il primo proporrà dal 18 settembre a 15 gennaio una selezione delle opere dei fotografi del dopoguerra italiano, recentemente acquisite per la collezione permanente, la seconda allestirà la collettiva (con molti degli stessi autori in mostra alla Grey Art Gallery) intitolata “The New Beginning for Italian Photography, 1945-1965”, dal 13 settembre al 10 novembre.
SAN MAURO PASCOLI (FORLI’-CESENA) – ‘Assolta’ a larghissima maggioranza la Romagna che per cinque volte ha marciato su Roma per la conquista del potere: nel tradizionale processo storico organizzato da Sammauroindustria, il tribunale popolare di San Mauro Pascoli si è espresso con 414 voti per la difesa (guidata dal giornalista Stefano Folli) e 188 per l’accusa (sostenuta dallo storico Roberto Balzani).Serrato dibattimento davanti a oltre 700 persone alla Torre pascoliana, nuova formula della serata aperta da due testimoni, gli storici Giovanni Brizzi e Fulvio Cammarano, che hanno inquadrato il periodo storico dei ‘marciatori’: due nell’antichità, Brenno e Cesare, tre nell’età contemporanea, il generale Sercognani con la marcia antipapalina del 1831, Garibaldi e Mussolini. Brizzi ha tratteggiato le marce dell’antichità: “La marcia di Brenno verso la fine del 300 a.C. ha contorni leggendari, ammantata di un’aura di sogno e magia che la rende suggestiva. L’altra marcia, di Cesare su Roma, è più definita e ha risvolti più ampi, coinvolgendo un entroterra che tocca non solo l’intera Cisalpina, ma la Gallia Comata, che ospita le legioni di Cesare. E soprattutto è un evento di portata mondiale per gli echi che ancora oggi persistono”.Per Cammarano, “le marce su Roma in età contemporanea – quella di Sercognani, il convergere dei garibaldini alle porte della città nel 1867 e la marcia su Roma dei fascisti nel 1922 – rappresentano un simbolo significativo di alcune permanenze della storia dell’Italia tra XIX e XX secolo. La diversità delle fasi, degli obiettivi e dei protagonisti nulla toglie alla forza dell’immaginario che vede nella città eterna il perno di un sistema di potere da smantellare e rifondare”. A lanciare bordate accusatorie contro la sete di potere della Romagna è stato lo storico Roberto Balzani.”La Romagna ha avuto un rapporto di amore-odio permanente con Roma: oggetto del desiderio di conquista, luogo da purificare dai mali corrotti. Cinque marce in oltre duemila anni sono un record assoluto nella storia”. E sull’ultima marcia mussoliniana: “Il precursore delle marce è stato D’Annunzio a Fiume. Mussolini ben si guarda dal citarlo e rifarsi alla sua esperienza. Tant’è che collegherà la sua marcia a quella di Garibaldi e Cesare, in particolare di quest’ultimo”. Infine l’atto d’accusa: “Romagna colpevole di immaginare un’Italia diversa e di essere lei la purificatrice. Colpevole di credere che Roma possa essere diversa da quella che è. Colpevole che con la forza si possa conquistare il potere e redimere il popolo”.Per Stefano Folli, invece, “senza l’apporto della Romagna non avremmo avuto il Risorgimento. C’è un fondo ribellistico nell’animo romagnolo che percorre tutta la storia della regione e non può essere disgiunto da antiche condizioni di povertà e di emarginazione. Non solo: la Romagna è stata il crocevia di tutti i principali eventi storici del Paese, dando un contributo fondamentale. Alle cinque marce aggiungerei altri eventi: la Repubblica Romana, che ha visto un apporto fondamentale di questa terra; la Settimana rossa del 1914 che vide protagonisti Nenni e Mussolini; la seconda guerra mondiale con il suo contributo alla Resistenza; il secondo dopoguerra con la Costituzione e la Repubblica. Per questo, e tanto altro, deve essere assolta”. Un appello raccolto a larga maggioranza dal pubblico.

– SANTA FIORA (GROSSETO), 11 AGO – Concerto-evento il 13 agosto a Santa Fiora (Grosseto) per i 40 anni del suo Coro dei minatori, fondato nel 1978 da padre Ernesto Balducci e che da allora ha continuato a mantenere viva la tradizione dei canti di miniera del Monte Amiata. Ospiti d’eccezione saranno Laura Morante, nata a santa Fiora, Rocco Papaleo, Simone Cristicchi, che ha riportato il Coro alla ribalta grazie a Sanremo e alla seguente tournee, Peppe Voltarelli, Antonio Pascuzzo & Rossoantico. La festa si svolge nell’ambito della XIX edizione del festival internazionale di Santa Fiora in musica, in programma fino al 25 agosto.
Nel corso della serata, spiegano gli organizzatori, “ci saranno canto, duetti, reading, monologhi: ogni ospite porterà la propria unicità in dialogo paritario con gli altri artisti seguendo lo schema naturale ed istintivo che sta alla base della filosofia di lavoro del Coro dei minatori, prima di tutto amici di lunghe serate nell’osteria paesana, ensemble canoro di tradizione popolare”.
– CACCURI (KR), 11 AGO – Con il libro “Fiumi d’oro.
Come la ‘ndrangheta investe i soldi della cocaina nell’economia legale”, Mondadori, Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro, è il vincitore del premio letterario Caccuri. A pari merito al secondo posto Ferruccio de Bortoli con “Poteri forti (o quasi)” edito da La nave di Teseo e Tiziana Ferrario con “Orgoglio e pregiudizi” edito da Chiarelettere.
La VII edizione del premio Caccuri, organizzato nell’omonimo borgo della Sila crotonese, è stata contrassegnata dal dibattito sull’attualità: dalla parità di genere ai retroscena del potere.
Si è chiusa con la vittoria del volume del magistrato che promuove con forte convinzione la cultura della legalità e la lotta alla ‘ndrangheta. “Ho ricevuto molti premi – ha detto Gratteri prima della volata finale a tre – ma quelli conferiti in Calabria hanno un sapore particolare. Ho deciso di rimanere in questa terra per contribuire a migliorarla, a renderla più vivibile. E non mi sono mai pentito di averlo fatto”.
– MILANO, 11 AGO – ‘Levanta tu voz’ è il titolo della canzone di Paulina Calahorrano contro la violenza sulle donne che il 10 agosto al Milano Latin Festival è stata letta da un gruppo di donne del progetto ‘Tutti insieme contro la violenza di genere’ in ricordo dell’artista ecuadoriana scomparsa in un incidente stradale avvenuto a Milano il 30 maggio scorso.
La cantante l’anno scorso era stata la portabandiera delle celebrazioni della Festa Nazionale del 10 agosto proprio sul palco del Milano Latin Festival. Ora, a ricordarla, le note di due delle sue canzoni, interpretate dalla giovane cantante Gabriela Benavides e accompagnate dalle donne vestite di bianco, con in mano un garofano giallo. L’11 agosto, nella parrocchia di San Leonardo Murialdo, sono fissate le esequie della 42enne star della musica latina che lo scorso 30 maggio si trovava su un’auto elettrica a noleggio, guidata da un amico 26enne, quando un suv l’ha centrata in pieno uccidendola.
– NAPOLI, 11 AGO – Torna ‘Ferragosto con l’arte’, iniziativa del Museo del Tesoro di San Gennaro che offre ai napoletani rimasti in città e ai turisti l’opportunità di visitare, accompagnati dalle guide, il tesoro il giorno 15 agosto con un ticket ridotto di soli 3 euro. L’iniziativa è giunta ormai alla XV edizione ed è una consolidata tradizione ideata e promossa dal marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, componente della Deputazione della Real Cappella di San Gennaro, che si ripete ogni 15 agosto dal 2004 nel Museo del Tesoro di San Gennaro. Obiettivo, offrire la possibilità di ammirare, il giorno dell’Assunta, uno dei patrimoni artistici più importanti al mondo. Anche quest’anno l’iniziativa coinvolgerà la Cappella del Tesoro di San Gennaro in due momenti precisi: alle 9,30 e alle 10,30, con il marchese Pierluigi Sanfelice, unico rappresentante delle famiglie che nel 1527 firmarono il voto che impegnava la città per la costruzione della cappella del Tesoro, si potrà conoscere la storia del Santo patrono di Napoli.
– SAN PIETRO IN BEVAGNA (TARANTO), 11 AGO – Il presidente del Fondo antidiossina onlus di Taranto, Fabio Matacchiera, ha rinvenuto al largo di San Pietro in Bevagna, nella marina di Manduria (Taranto), “un’opera imponente costituita – spiega l’ambientalista dopo aver consultato alcuni archeologi – da innumerevoli blocchi ordinati tra loro che farebbero pensare a un molo antico, forse riconducibile al periodo romano”. L’ambientalista ha informato la soprintendenza archeologica della Puglia con sede a Lecce, inviando foto ed informazioni. “In questi giorni, oltre ad aver acquisito – spiega Matacchiera – altri dettagli con l’utilizzo di un drone, ho potuto contattare numerosi archeologi e cattedratici ai quali ho sottoposto il materiale raccolto: tutti mi hanno parlato di una scoperta che potrebbe rivelarsi molto importante. Per il professor Mario Lazzarini, archeologo subacqueo, si tratta di un’opera che potrebbe assomigliare ad un molo, presumibilmente di epoca romana”.
– “Ottant’anni… Il momento giusto per ringraziare di essere arrivato fino a questa età. Per guardare al futuro, ma spesso anche al passato. E per sentirsi molto fortunato: sto bene, ancora riconosco, ho tre figli e quattro nipoti”. E’ un “ottimo bilancio”, tra ironia e commozione, quello che traccia Maurizio Costanzo

, in vista del compleanno del 28 agosto. Un bilancio eccellente anche sul piano professionale: “Fin da ragazzo sognavo di fare il giornalista.
Ho fatto la radio, la tv: sono in video da 42 anni. Ma la voglia ce l’ho ancora, è la stessa di quel ragazzo di tanti anni fa…
Forse è un po’ una malattia”.
A settembre “riparte in seconda serata su Canale 5 L’intervista, che si alternerà con il Costanzo show”. Con il pubblico, sottolinea, “ho un rapporto di parentela”.
L’intervista alla quale è più affezionato, il faccia a faccia con la moglie Maria De Filippi che a febbraio 2017 fece record di share. L’ospite che gli piacerebbe avere nel suo salotto? “Lo dico sempre: il Papa”.
– La pagina di Bebo Storti è stata bloccata da Facebook. La notizia, insieme all’appello che chiede di scrivere agli amministratori del social, gira in rete ed è confermata dallo stesso attore, che quattro giorni fa ha ricevuto un messaggio da Facebook in cui gli veniva spiegato che la sua pagina era stata bloccata per non aver rispettato le politiche dei social.
“Avevo postato una foto di archivio Hitler che sfila felice tra la folla mentre va verso il Reichstag e avevo scritto – racconta Storti – ‘la pacchia è finita… questo vuol dire’, come a dire ‘occhio, stanno tornando i nazisti’. Non so se qualcuno della Lega che non sapeva come fermarmi mi abbia segnalato o se sia stata una scelta di quelli di Facebook che non bloccano i razzisti veri, ma hanno scambiato il mio post per un post razzista non conoscendo la mia storia”.
– TORINO, 11 AGO – E’ un omaggio alle Alpi il tradizionale concerto di Ferragosto che quest’anno si tiene a Paesana, sulle montagne cuneesi di fronte al Monviso. L’evento musicale viene trasmesso in diretta, su Rai3, con una trasmissione di oltre un’ora per raccontare il territorio che ospita i musicisti dell’Orchestra Sinfonica B. Bruni della Città di Cuneo diretta da maestro Andrea Oddone.
“Sono al mio terzo concerto di Ferragosto – dice il conduttore, il giornalista Rai Francesco Marino – nelle ultime edizioni abbiamo modificato l’impostazione storicamente data al concerto di Ferragosto da Gianfranco Bianco”, giornalista Rai morto due anni fa, “per dare maggiore risalto al territorio”.
L’edizione dello scorso anno, a Prato Nevoso, è stata seguita da oltre 18mila persone, eguagliando così il record del 2006 a Sestriere. Una dimostrazione “della sensibilità e della volontà della Rai – conclude Marino – di offrire un programma sui temi della musica e della montagna”.
– TORINO, 11 AGO – Dal cinema di Hollywood e dalle grandi major che puntano sull’animazione come Pixar, Warner Bros, Sony, Cinderbiter, Lucas Film, al museo della Ceramica di Mondovì (Cuneo). E’ il percorso delle opere di Andrea Blasich in mostra dal 14 agosto al 14 ottobre al museo monregalese dedicato alla ceramica e alla tradizione artigiana del territorio.
Si tratta di opere in argilla realizzate dallo scultore e disegnatore milanese Andrea Blasich, da anni collaboratore delle major americane per le quali ha costruito e ideato figure, personaggi e interni. L’esposizione, intitolata ‘Anima. Quando la materia prende vita’, è realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Ù e rientra nella programmazione degli eventi culturali della Città di Mondovì.
“La mia arte mi permette di esprimermi nel modo più sincero che conosco – dice l’artista – mentre modello cerco di trasmettere le emozioni che mi vengono dalla natura, dalla vita quotidiana, dagli animali e dagli incontri che si fanno lungo la vita”.
LOCARNO – Con una storia attualissima di caporalato a Singapore, violenza dell’uomo sull’uomo, lavoro inteso come schiavismo, inframmezzata alla magia tutta asiatica nel costruire atmosfere rarefatte e fantastiche, ‘A Land Imagined’, una terra immaginata ma in realtà immaginaria, di Yeo Siew Hua, vince il Pardo d’oro al Concorso internazionale del 71 Locarno Festival. L’Italia, pur presente con molte opere, non ha ottenuto alcun riconoscimento. Nel film vincitore il regista, nato e cresciuto in questa isola-città stato e centro finanziario globale dove circa il 42% dei lavoratori è straniero, ha il coraggio di denunciare che lo sfruttamento è selvaggio, strutturale e disumano, complici le autorità, e che nei fatti è sistema.La macchina da presa entra nella carne viva della metropoli: non l’area ipermoderna e occidentale della city, ma quella dove forse pochi sanno che si lavora per far emergere le terre per costruire palazzi e scali navali. In un luogo spettrale, quasi lunare, in immensi conglomerati industriali si convogliano e si spaccano pietre a cui si aggiunge sabbia importata per aumentare la superficie. L’escamotage per entrare in questo mondo orwelliano, dove però il lavoro totalitario non è fantascienza ma realtà, è l’indagine di un poliziotto, Lok, alla ricerca di un operaio edile scomparso, Wang, che passava il poco tempo libero in una sala giochi, un cyber bar, per cercare umanità in un avatar. Emerge in tutta la sua crudezza il “contratto” di lavoro cui sono costretti migliaia di indiani, cinesi, malesi, cittadini originari del Bangladesh: passaporto ritirato da aguzzini in modo da non poter fuggire, baracche ripugnanti, turni orari massacranti e nessun diritto. E poi le prime lotte collettive, quasi sindacali, dei lavoratori che stanno programmando uno sciopero. Con una scelta che appare allegorica Yeo Siew Hua non spiega se il migrante sfruttato scompaia perché ucciso dai padroni delle ferriere o se invece si trasformi in qualcosa di più alto, di spirituale, congiungendosi con il suo altro sé virtuale. Rimane il mistero che sconcerta il detective e racconta la sofferenza su più piani. Tra l’altro i ‘padroni’ si giustificano asserendo che a Singapore si guadagna molto di più che nei Paesi confinanti.Il Pardo per la migliore regia va a ‘Tarde para morir joven’ di Dominga Sotomayor, la migliore interpretazione femminile ad Andra Guti per ‘Alice T.’, la migliore interpretazione maschile a KI Joobong, il poeta che sente approssimarsi la morte e fa i conti con la sua vita in ‘Gangbyun Hotel’ di Hong Sangsoo. Infine la Menzione speciale è stata assegnata al film ‘Ray & Liz’ di Richard Billingham e il Premio speciale della giuria a ‘M’ della francese Yolande Zauberman, duro lavoro di ricostruzione della pedofilia in una comunità ultraortodossa, gli haredi, i timorati di Dio, a pochi chilometri da Tel Aviv.

Nuovo tentativo di furto nella villa di Andrea Bocelli a Forte dei Marmi. Dopo l’episodio accaduto nella notte tra il 4 e il 5 luglio, nella serata del 10 agosto l’abitazione del tenore – che si trovava fuori casa con la famiglia per un evento benefico – è stata nuovamente presa di mira da malintenzionati. Ancora una volta il tentativo di incursione è partito dalla dependance della villa, ma è stato subito bloccato dall’arrivo delle forze dell’ordine. A quanto si apprende, non risulta che sia stato rubato nulla.
A luglio, i banditi erano stati messi in fuga dalle grida del personale della sicurezza che si trovava nel giardino della villa e che così aveva scongiurato il colpo. In quella occasione, Bocelli era in casa con la moglie e i figli.
– RIMINI, 11 AGO – Diecimila persone hanno accolto Al Bano e Romina a Rimini per il ‘concerto riparatore’ del 10 agosto in piazzale Fellini, con il sindaco Andrea Gnassi sul palco, dopo l’annullamento del 26 luglio al Beat Village, come accaduto a molti concerti di quel cartellone: anche Massimo Ranieri, Renzo Arbore, Vinicio Capossela, Procol Harum, Tony Hadley, tanto che il Comune aveva revocato il patrocinio.
La vicenda è finita a querele. Dal palco di piazzale Fellini anche una battuta di Al Bano all’indirizzo del Beat Village (“dagli incidenti nascono delle meravigliose realtà”, come questa, “grande”) che però l’organizzatore Willer Dolorati non ha gradito e sulla pagina Fb del Beat Village ha postato, il giorno dopo, la denuncia presentata contro Al Bano in questura.
“I processi – ha scritto su Fb – si fanno in tribunale e non usando la notorietà”. Il legale di Al Bano e Romina aveva contestato il 31 luglio la ricostruzione di Dolorati imputandogli l’annullamento e riservandosi di “tutelare” gli artisti.
– CARPIGNANO (LECCE), 11 AGO – “La Notte della Taranta è una presa di coscienza formidabile che permette di progettare un futuro più attraente di quanto non sia il presente”. Lo ha dichiarato lo storico d’arte Philippe Daverio al termine della sua visita alla Cripta di Santa Cristina di Carpignano Salentino, ospite del Festival. Dopo la lectio magistralis ad Acaya nell’ambito del festival, Daverio ha voluto ripercorrere due siti storici del Salento già visti e decantati nei suoi lavori televisivi. “Ci sono due meccanismi per la presa di coscienza – ha detto – quello punitivo che tentiamo di evitare e quello divertente e festoso che comunica più facilmente di tutti. Questo evento estivo che prende le persone e le reinteressa ad una cosa complessa, che va dalla musica alla percezione visiva e anche all’individuazione del paesaggio, e che li rende in qualche modo interessati a inventare non solo se stessi, non solo a scoprire il passato ma usare se stessi e il passato per progettare il futuro, è formidabile”.
– PESARO, 11 AGO – Un lavoro “nella continuità, cercando di rendere sempre più stretto il rapporto tra Fondazione, Conservatorio, città e appassionati dell’opera lirica”. E’ la mission dichiarata da Gianni Letta che si è insediato ufficialmente come nuovo presidente della Fondazione Rossini di Pesaro in coincidenza con l’apertura della 39/a edizione del Rossini Opera festival (stasera la prima del Ricciardo e Zoraide, regia Marshall Pynkoski) che cade nel 150/o anniversario dalla morte del compositore pesarese.
Letta ha riconosciuto il “grande lavoro” fatto da Gianfranco Mariotti nel lanciare il Rof e l’opera di Rossini. “Ma non prendo impegni fino al 2030 per ragioni di età anagrafica”, ha chiosato, ringraziando, sul piano Pesaro 2020-2030 elaborato e descritto dal sindaco Matteo Ricci per rafforzare l’accostamento Pesaro città della musica. “A convincermi ad accettare l’incarico – ha spiegato Letta – è stato vedere come il Comune sia stato capace di creare e far lavorare in collaborazione armonica realtà diverse”.
SAN PIETRO IN BEVAGNA (TARANTO) – Il presidente del Fondo antidiossina onlus di Taranto, Fabio Matacchiera, ha rinvenuto al largo di San Pietro in Bevagna, nella marina di Manduria (Taranto), “un’opera imponente costituita – spiega l’ambientalista dopo aver consultato alcuni archeologi – da innumerevoli blocchi ordinati tra loro che farebbero pensare a un molo antico, forse riconducibile al periodo romano”. L’ambientalista ha provveduto a informare la Soprintendenza Archeologica della Puglia con sede a Lecce, inviando foto ed informazioni.”In questi giorni, oltre ad aver acquisito – spiega Matacchiera – altri dettagli con l’utilizzo di un drone, ho potuto contattare numerosi archeologi e cattedratici ai quali ho sottoposto il materiale raccolto: tutti mi hanno parlato di una scoperta che potrebbe rivelarsi molto importante. Per il professor Mario Lazzarini, archeologo subacqueo, si tratta di un’opera che potrebbe assomigliare ad un molo, presumibilmente di epoca romana. Giuliano Volpe, archeologo e accademico e professore ordinario di archeologia presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Foggia, mi ha comunicato che organizzerà, nei prossimi giorni, una spedizione, con i suoi ricercatori, per fare luce sul ritrovamento di San Pietro in Bevagna. La prima parola che mi ha scritto quando ha visto le foto aeree e subacquee che gli ho inviato è stata: impressionante”.Analizzando le foto ed i video, si “intuisce che il presunto molo – osserva Matacchiera – debba aver avuto una lunghezza di circa 240 metri. La larghezza, invece, doveva attestarsi sui 20 metri. I lati dei blocchi variano da 1 metro fino a 4 metri. Hanno forma pressoché parallelepipedale con spigoli stondati o hanno forma abbastanza irregolare, comunque sia, risultano in buona parte ben assemblati ed in fila tra loro, separati da un intercapedine. La profondità è di 7 metri”.
SENIGALLIA (ANCONA) – Ultimi balli scatenati in centro storico, ultime due serate di Summer Jamboree. Il festival di musica e cultura dell’America anni ’40 e ’50 di Senigallia si avvicina al gran finale. L’11 agosto nella hottest rockin’ holiday on Earth sono previsti numerosi eventi e concerti. Al Foro annonario la Summer Jamboree Rock and Roll Revue, giostra di classici del R’n’R interpretati da artisti internazionali con i 22 elementi della Abbey Town Jump Orchestra. Alla Rotonda a Mare, c’è lo speciale dopofestival con la dj parade di oltre venti professionisti. E in piazza Garibaldi i ritmi afro-cubani di Virginia Brown and The Shameless. Al Kraken Stage alla Rocca roveresca, suoneranno due band per una carrellata di musica dagli anni ’20 al rockabilly: The Same Old Shoes e The Satellites. Dopo la sfilata di auto e moto americane pre-1969, si attiva il Rockin’ Village. Intensa anche la giornata del 12. Al Foro Annonario la festa di chiusura del festival con rhythm&blues mescolato a ritmi afrocubani.
PESARO – “Nessuna contrapposizione tra bianchi e neri, tra etnie o religioni, tra Europa e Africa”, al contrario “il dramma si focalizza sulla lotta per il potere all’interno delle relazioni e degli scontri tra i protagonisti”.
Il regista canadese Marshall Pynkosky presenta così Ricciardo e Zoraide che ha aperto il Rossini Opera Festival 2018, un’edizione speciale in occasione del 150/o anniversario della morte del compositore pesarese.Formatosi come danzatore, cofondatore insieme a Jeannette Lajeunesse Zingg (che cura le coreografie) del gruppo Opera Atelier con base a Toronto, cultore del genere barocco, Pynkosky si è è fatto l’idea che “al di là del fatto puramente estetico, Ricciardo e Zoraide non ha mai voluto essere una rappresentazione del mondo africano o europeo”. “Nella vicenda – aggiunge – non ho trovato un profondo conflitto tra religioni, l’unico riferimento ad una diversità culturale è rappresentato dall’affermazione di Agorante quando sostiene di poter avere più di una moglie. A parte questo, i sentimenti dei vari protagonisti sono del tutto simili, che siano musulmani o cristiani: questi ultimi in effetti sono i più ambigui e, se vogliamo, disonesti, ricorrendo spesso a doppi giochi e sotterfugi, mentre i musulmani sono più diretti ed onesti rispetto ai loro sentimenti ed alle loro volontà politiche”.

Secondo il regista “le contrapposizioni culturali e religiose sono molto minori rispetto, ad esempio, al Ratto dal serraglio di Mozart. Un’altra cosa che ho volutamente evitato – sottolinea – è creare un parallelo tra gli scontri contemporanei che il mondo occidentale ha rispetto all’Islam ed alle ondate di rifugiati e migranti perché ritengo che indeboliremmo le intenzioni dei librettisti dell’epoca”. “Le partiture rossiniane – seguita Pynkosky – sono impreziosite da lunghi momenti lirici che amo particolarmente, perché permettono a noi registi di creare momenti intimi tra i personaggi ed anche l’inserimento di balletti ed effetti scenici che spostano ulteriormente l’attenzione su ciò che i personaggi stanno esprimendo. La danza assumerà in effetti una grande importanza nella nostra produzione e si inserirà durante i vari cori ed i momenti strumentali: i ballerini saranno parte integrante dell’azione sia del coro che dei solisti”.La nuova produzione in scena all’Adriatic Arena, diretta da Giacomo Sagripanti, con un cast di lusso che comprende il tenore superstar Juan Diego Flórez, Sergey Romanovsky, la diva sudafricana in ascesa Pretty Yende e Nicola Ulivieri.

– LAGHI DI FUSINE, TARVISIO (UDINE), 11 AGO – Successo e due ore di concerto sotto la pioggia davanti a 3.500 persone (sold out da mesi) nello splendido scenario naturale dei laghi di Fusine per il chitarrista e cantautore Ben Harper, che si è esibito oggi nell’ambito del 23/o No borders music festival 2018. I laghi si trovano al confine tra Italia, Slovenia e Austria.
Il musicista californiano, vincitore di tre Grammy Awards, è stato costantemente incoraggiato a non fermarsi dagli applausi della folla che, nonostante scrosci violenti, è rimasta a seguire il concerto. Ben Harper ha seguito una scaletta che ha ripercorso buona parte del suo grande repertorio spaziando dai brani storici (Diamonds on the inside, Welcome to the Cruel World, When It’s Good, Waiting For You) a quelli più recenti (Don’t Give Up on m, Call It What Is) e anche dell’ultimo album “No Mercy in this land”, pubblicato pochi mesi fa assieme a Charlie Musselwhite.
Il No Borders Music Festival è la rassegna organizzata dal Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo in collaborazione con Regione Fvg e Promoturismo Fvg – che per 3 weekend ha valorizzato la musica come forma culturale oltre i confini geografici, linguistici e sociali. Nei giorni scorsi prima di Ben Harper si sono esibiti, tra gli altri, Yann Tiersen, Richard Galliano, Brunori Sas, Omar Pedrini, Jake Bugg, Goran Bregovic, Kruder e Dorfmeister.
E’ morto lo scrittore anglo-caraibico, di lontane origini indiane, Vidiadhar Surajprasad (V.S.) Naipaul, Nobel per la Letteratura nel 2001 e autore di numerosi romanzi, quali “Una casa per Mr Biswas” e “Sull’ansa del fiume” e di numerosi saggi.   Lo scrittore, morto nella sua casa londinese, aveva 85 anni. Autore di una dozzina di romanzi e di altrettanti saggi e resoconti di viaggi, V. S. Naipaul e’ certamente il nome piu’ celebre di quella fitta schiera di autori nati alla periferia dell’impero britannico che sul finire del XX secolo hanno rivitalizzato la letteratura inglese. E’ nato il 17 agosto del 1932 a Trinidad, figlio di un giornalista da cui eredita la passione per la scrittura, nipote di un hindu povero emigrato dall’India i cui racconti sulla mitica patria abbandonata incantano il futuro Nobel. Nel 1950, vinta una borsa di studio, puo’ frequentare il corso di Letteratura a Oxford e proseguire nello stesso termpo la carriera di scrittore come V. S. Naipaul.Il suo nome per esteso non e’ scritto su nessuna copertina dei suoi libri. Secondo un sito Internet, le due iniziali stanno per Vidiadhar Surajprasad. Rimasto vedovo nel 1996, si e’ risposato con Nadira, una donna pakistana straordinariamente colta e intelligente che spesso entra ed esce durante le interviste concesse dal marito, come ha potuto constatare l’Ansa. Dopo l’assegnazione del Nobel, e’ stato tradotto in decine di lingue, compreso l’hindi che ha particolarmente a cuore dato che si tratta del linguaggio dei padri. Nella cosiddetta ‘trilogia indiana” – il resoconto di lunghi soggiorni nel Subcontinente – l’autore affronta anche temi fondamentali della letteratura inglese del XIX secolo e di quella del secolo successivo. L’ultima opera, ”Lo scrittore e il mondo” (2002), costituisce una summa di colui che puo’ essere considerato ”un ponte” tra Occidente e Terzo mondo, una definizione che l’interessato comunque respinge con grande energia.

Nato nel 1932 a Trinidad, allora colonia britannica, da una famiglia emigrata nei Caraibi dall’India alla fine dell’800, Naipaul si era trasferito in Inghilterra da giovane per studiare a Oxford. Ha scritto oltre 30 libri, iniziando proprio con una serie di ritratti immaginati di vita caraibica, ispirato dai racconti del padre. Nella fase successiva, attraverso gli anni ’60, l’ispirazione viene dai suoi viaggi in giro per il mondo.
La profonda disillusione che sperimenta visitando l’India genera la cosiddetta ‘trilogia’ di saggi indiani. Nell’insignirlo con il Nobel per la Letteratura, l’Accademia di Svezia nel 2001 scrisse che V.S. Naipaul ha “unito una narrazione acuta e capacità d’osservazione insopprimibile in lavori che ci obbligano a vedere la presenza di storie soppresse”.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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