BUENOS AIRES, 14 AGO – Una missione del Fondo monetario internazionale (Fmi), guidata dall’italiano Roberto Cardarelli, ha cominciato ieri a Buenos Aires una revisione dello stato dell’economia argentina, scossa nelle ultime ore da un ulteriore impennata del dollaro a 30,50 pesos e una crescita a 750 punti del Rischio Paese.
Si è trattato di un ‘lunedì nero’ in cui il ministero delle Finanze ha annunciato la sospensione delle aste quotidiane di dollari, cominciate in giugno, anche se poco dopo ha fissato per oggi una vendita di 500 milioni di dollari provenienti dalle riserve della Banca centrale.
Gli analisti hanno sostenuto che questa improvvisa decisione è stata frutto degli incontri avuti in giornata da Cardarelli con il ministro delle Finanze Nicolás Dujovne, e con il presidente della Banca centrale, Luis Caputo.
– PECHINO, 14 AGO – La produzione industriale cinese rallenta a luglio registrando una crescita annua del 6%, invariata su giugno, ma meno del 6,3% atteso dai mercati.
I dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica mostrano anche un passo più morbido per i settori elettricità, gas e acqua (9% da 9,2% di giugno) e miniere (1,3% da 2,7%).
Considerando il periodo gennaio-luglio, la produzione industriale sale del 6,6% su base annua.
– Lo spread Btp-Bund apre in calo a 268 punti dai 278 della chiusura di ieri. Il rendimento resta al 3%.
– L’euro è in rialzo a 1,1423 dollari da 1,1384 della vigilia. Contro lo yen la moneta unica vale 126,75.
– Mercati azionari asiatici e dell’area del Pacifico senza una direzione precisa in attesa degli sviluppi della crisi turca, con la lira di Ankara che comunque rifiata sui mercati valutari: la sola Tokyo rimbalza in modo deciso, con l’indice Nikkei 225 che ha chiuso in crescita del 2,2%.
Hong Kong si avvia alla conclusione delle contrattazioni in calo di circa un punto percentuale, con tutte le Borse cinesi in leggero ribasso. Positiva Seul (+0,4% finale) e Sidney, che ha chiuso in aumento dello 0,7%. In leggero rialzo anche Mumbai (+0,4% verso la chiusura) nonostante la rupia indiana sia la moneta dell’area ad aver accusato maggiormente i ribassi dei giorni scorsi della lira turca. Debole il listino azionario di Bangkok, che cede oltre un punto percentuale.
Leggermente positivi i futures sull’avvio delle Borse europee, con i titoli di Stato italiani che nelle prime battute del mercato telematico dei bond migliorano sensibilmente il loro andamento.
– Avvio positivo per Piazza Affari: il primo indice Ftse Mib segna una crescita dello 0,62%, l’Ftse It All-Share un aumento dello 0,68%.
– Il petrolio è in rialzo a 67,46 dollari per il barile Wti e a 72,85 dollari per il Brent.
– L’oro guadagna lo 0,13% a 1.195,10 dollari l’oncia.
– MILANO, 14 AGO – Primi scambi in crescita per i mercati azionari del Vecchio continente: Londra sale dello 0,2%, qualcosa meglio fanno Francoforte (+0,6%) e Parigi (+0,4%).
– Partenza positiva per Piazza Affari, con tutte le Borse europee che provano a rimbalzare dopo la crisi turca: l’indice Ftse Mib sale dello 0,6%, con le banche che recuperano anche grazie al buon andamento dei titoli di Stato italiani sul mercato telematico dei bond con i Btp a dieci anni che riducono di sette punti base il loro rendimento.
Sul listino di Milano nei primi scambi primeggia Saipem (+2,4%), con Bper che sale dell’1,7%, Azimut dell’1,7% dopo la seduta positiva della vigilia e Unicredit di un punto e mezzo.
Tra i titoli principali di Piazza Affari spicca la debolezza in avvio di Mediaset, che scende del 2,5% sotto i 2,7 euro.
– Brutta partenza in Piazza Affari per Mediaset: il titolo cede il 3,5% a 2,67 euro dopo un report di Morgan Stanley su Mediaset Espana, con taglio del prezzo obiettivo e delle stime di raccolta pubblicitaria per la controllata iberica, che a Madrid perde oltre due punti percentuali ai minimi dell’anno.
Nella Borsa milanese di agosto, dalle contrattazioni molto sottili, basta poco per muovere un titolo, con il Biscione che comunque ha scambiato nella prima mezz’ora oltre 1,3 milioni di pezzi, più di quanto sia passato di mano in tutta la giornata di ieri.
– Mercati azionari del Vecchio continente tutti in leggero rialzo in avvio di giornata: Francoforte e Milano sono di qualche frazione i listini migliori (+0,7%), seguiti da Parigi e Madrid (+0,3%), con Londra che cresce dello 0,2%.
Gli operatori, in un clima di scambi ridotti, guardano alla lira turca che recupera e alla Borsa di Istanbul partita positiva di circa due punti percentuali. La Borsa tedesca è spinta anche dai dati migliori delle previsioni del Pil della Germania e dal recupero di Bayer (+1%) dopo lo scivolone di ieri sulla sentenza Usa avversa alla controllata Monsanto e agli erbicidi a base di glifosato.
In Piazza Affari bene Saipem e Unipol (+3%), con Azimut in rialzo di due punti e mezzo. Acquisti su Tim (+1,7%), debole Mediobanca che cede un punto percentuale. Sempre in forte calo Mediaset dopo il report negativo di Morgan Stanley sula controllata spagnola, con il Biscione che a Milano cede il 3,3%.
Torna a calare la produzione industriale in Europa: dopo l’aumento di maggio, a giugno ha fatto registrare una diminuzione di 0,7% nell’Eurozona, e di 0,4% nella Ue-28. Lo comunica Eurostat. A maggio era aumentata di 1,4% nell’Ue-19 e di 1,3% nell’Ue-28.
In Italia invece la produzione industriale a giugno è aumentata dello 0,5%, dopo il +0,8% di maggio.
I principali cali si sono registrati in Irlanda (-8,9%), Olanda (-1,3%), Ungheria (-1,2%). Gli aumenti maggiori si sono visti in Croazia (+4,5%), Romania (+17%), Repubblica Ceca e Finlandia (+1,5% ciascuna).
Nella zona euro il calo della produzione industriale e’ dovuto al calo dei beni di investimento (-2,9%); dei beni non durevoli (-0,6%); dei beni intermedi (-0,5%); dei beni durevoli (-0,4%); mentre la la produzione di energia è aumentata (+0,5%).
Nel secondo trimestre del 2018 il pil della zona euro e della Ue-28 è cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. E’ la prima stima flash di Eurostat. Anche nel primo trimestre 2018, il pil era aumentato dello 0,4% sia nella Ue-19 sia nella Ue-28. Su base annua, l’aumento è del 2,2% per l’Eurozona e per l’Ue in generale. L’Italia è cresciuta dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% su base annua.
– Avvicinandosi a metà giornata le Borse europee e Milano frenano leggermente il loro tentativo di recupero, faticando a mantenersi sopra la parità: Piazza Affari in particolare sale dello 0,1%, con gli operatori che guardano all’andamento dell’eurozona e forse attendono di muoversi dopo Ferragosto considerando che per domani è prevista una raffica di dati macroeconomici dagli Stati Uniti.
Tra i titoli maggiori del listino milanese, Unipol cresce del 3%, Saipem del 2,8%, Leonardo di due punti percentuali.
Unicredit e Intesa si trovano poco sotto la parità, deboli Ubi (-1,4%) e Mediobanca, che cede quasi due punti percentuali. Ma nel paniere a elevata capitalizzazione di Piazza Affari spicca sempre il ribasso di Mediaset sul report di Morgan Stanley per la controllata spagnola, con il Biscione che cede in Piazza Affari il 3,5% e Mediaset Espana che a Madrid amplia il calo al 3,7% sui minimi dell’ultimo anno.
– Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova forte corrente di vendite in Borsa su Atlantia, controllante di Autostrade per l’Italia: il titolo, fino a quel momento piatto in Piazza Affari, è stato sospeso in asta di volatilità. Ora è tornato agli scambi cedendo il 4,5 per cento.
– Affitti universitari sempre più cari nelle città italiane: gli universitari fuorisede pagheranno un posto letto in camera singola il 4% in più (293 euro mensili) rispetto allo scorso anno, con incrementi massimi del 20% a Trieste (275 euro) e del 18% a Perugia (200 euro). È quanto emerge da un’analisi della rete immobiliare Solo Affitti. Milano risulta la città più cara per una singola, seguita da Roma e Napoli.
Secondo quanto rilevato, i prezzi di un posto letto in stanza singola sono aumentati più della media nazionale nel capoluogo lombardo (+7%). Milano con un costo medio di 563 euro al mese si conferma la città più cara d’Italia. A seguire c’è Roma, con un canone di 378 euro, meno caro del 5% in un anno. Con un prezzo medio di 350 euro al mese Napoli, Modena, Verona e Bologna si posizionano al terzo posto.
Il numero dei dipendenti pubblici si ferma a 3 milioni 356 mila, segnando ancora un altro calo annuo (-0,2%), sintesi di una riduzione dei posti ‘fissi’ controbilanciata da una crescita di quelli precari. È quanto emerge dall’Annuario statistico della Ragioneria generale dello Stato, che aggiorna i dati al 2016.
Rispetto all’anno prima si contano 29 mila 687 occupati a tempo indeterminato in meno (-1%), mentre le unità di lavoro flessibili salgono di 22 mila 718 (+7,8%). Il totale vede una discesa di 6 mila 969 unità tra il 2015 e il 2016. Il costo del lavoro resta poco mosso, praticamente invariato, risultando pari a 159 miliardi e 651 milioni di euro (erano 159 miliardi e 525 milioni l’anno precedente).
I conti ancora non risentono degli effetti del rinnovo contrattuale: pur decorrendo dal 2016 l’accordo è stato firmato solo alla fine del 2017 e i primi aumenti sono stati caricati nelle buste paga a inizio 2018.
– Lo spread Btp-Bund resta in calo rispetto ai massimi segnati ieri oltre quota 280, ma si mantiene sopra i 270 punti base, a 272, con rendimento del decennale italiano al 3,04% a metà seduta. I mercati tirano il fiato grazie all’allentarsi della tensione per la crisi della lira turca, che oggi guadagna circa il 5% a 6,5692 dopo i minimi storici di ieri oltre quota 7 sul dollaro. Rialza la testa anche la Borsa di Istanbul, in rialzo di oltre l’1%.
– Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, Piazza Affari è passata in territorio leggermente negativo (Ftse Mib -0,2%), con Atlantia nuovamente sospesa in asta di volatilità in ribasso teorico del 9%. In calo anche l’altra società autostradale Astm (gruppo Gavio), che scende del 2,8%.
Mentre proseguono piatte le altre piazze finanziarie europee (Francoforte sale dello 0,1%, Londra scende dello 0,1%), tra gli altri titoli principali del listino milanese Mediaset amplia il calo al 4% dopo il report di Morgan Stanley sulla controllante spagnola. Sempre bene Saipem e Unipol che salgono si oltre il 3%.
– VENEZIA, 14 AGO – Se i titolari d’azienda italiani faticano a lasciarsi alle spalle le difficoltà economiche subite in questi ultimi anni, l’imprenditoria straniera presente da noi, invece, gode di buona salute. Almeno in termini di numerici. Al 31 dicembre 2017, fa sapere l’Ufficio studi della Cgia, gli imprenditori stranieri che operano in Italia hanno toccato quota 805.477 (+ 2,5% rispetto al 2016) e l’etnia più numerosa è diventata quella cinese. Alla fine dell’anno scorso, infatti, gli imprenditori cinesi alla guida di una attività in Italia erano 80.514, seguiti da 79.391 marocchini, da 77.082 romeni e da 46.974 albanesi.
– MILANO, 14 AGO – La Borsa di Milano chiude in calo.
L’indice Ftse Mib cede lo 0,3% a si attesta a 20.906 punti.
– Chiusura debole per le Borse europee. Londra cede lo 0,4%, Parigi lo 0,16%, Francoforte è piatta.
– Lo spread tra Btp e Bund tedesco chiude in calo sotto i 270 punti base (269) dai 278 punti base di ieri. Il rendimento del decennale del Tesoro è al 3,01%.
– La debole ripresa della lira turca non basta a Milano, e alle altre Borse europee, per tirare il fiato. Il Ftse Mib chiude in calo dello 0,3%, appesantita da Atlantia (-5,39%) colpita da una raffica di vendite dopo il crollo a Genova del ponte sulla A10, una delle tratte in concessione alla controllata Autostrade per l’Italia. Il titolo trascina il comparto e Astm (-4,31%), l’altro grande gruppo autostradale controllato dai Gavio. La ‘maglia nera’ oggi però spetta a Mediaset (-5,74%) dopo un report di Morgan Stanley che ha tagliato il prezzo obiettivo e le stime di raccolta pubblicitaria della controllata iberica Mediaset Espana (a sua volta -4,39% a Madrid). Debole, in linea col resto d’Europa, le banche: Mediobanca (-2,62%), Banco Bpm (-2,59%) e Unicredit (-2,04%). Vola invece Saipem (+3,86%) cui Barclays ha alzato le stime. Bene anche Unipol (+4,03%) e UnipolSai (+2,06%).
– WASHINGTON
– Il petrolio chiude in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,12% a 67,12 dollari al barile. [print-me title=”STAMPA”]
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