ECONOMIA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Borsa: Europa apre poco mossa Parigi in calo dello 0,14%, piatte Londra e Francoforte Atlantia: nodo aumento leva su operazione AbertisIl crollo del ponte pesa in Borsa su soci Acs e Hochtief Tracollo Atlantia affossa Piazza AffariTitolo perde 22% e brucia circa 5 miliardi di capitalizzazione Atlantia rimbalza in Borsa, su titolo faro Consob Per S&P e Moody’s rating rischia. Milano giù con Turchia, spread Borsa: Milano perde ma Atlantia +5,3%In scia tutto il comparto, risalgono anche Astm e Sias Bankitalia: a giugno debito scende a 2.323,3 mldEntrate nello stesso mese crescono a 31,9 mld, +0,9% Atlantia rimbalza in Borsa ma S&P mette rating sotto osservazionePesano costi aggiuntivi per sicurezza o finanziamento Abertis Mit, concessionario è responsabile opere”Solo nel 2017 verso Aspi 5 contestazioni di inadempimento” Atlantia:continua rimbalzo Borsa (+5,2%)Slancio holding italiana non trascina soci operazione Abertis Atlantia rimbalza in BorsaSlancio holding italiana non trascina soci operazione Abertis Borsa, Milano giù con Ubi, bene AtlantiaPesano anche Bper e Saipem, acquisti su Sias (+1,4%) Borsa:Europa giù, Milano in coda (-1,2%)Futures Usa negativi, in arrivo indice principale e Michigan Tesla:indagine Sec su produzione Model 3In secondo semestre ’17 solo 2700 auto contro 200.000 previste Borsa: Milano riduce calo con AtlantiaSpread sopra quota 285 punti, cauta Unicredit Borsa: Europa in calo, Milano -1%Fiducia consumatori peggio di stime, pesa crisi Turchia Borsa: Milano chiude in calo (-0,53%)Indice Ftse Mib a quota 20.415 punti Borsa: Europa chiude poco mossaIn lieve calo Francoforte (-0,22%), Londra stabile (+0,03%) Borsa: Milano chiude in calo con UbiSotto pressione Saipem e Banco Bpm, acquisti su Cnh e Mediaset Toninelli,avviato iter stop concessioneLo annuncia ministro su twitter, inviata lettera ad Autostrade Petrolio: in rialzo a Ny a 65,84 dollariQuotazioni guadagnano lo 0,58% Tesla: Musk confessa stress da iperlavoro. Titolo crollaMa non molla. E difende tweet incriminato: tentativo trasparenza Turchia: Moody’s e S&P tagliano rating Ridotta la valutazione sul debito del paese colpito da una grave crisi economica e da forti tensioni valutarie

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DALLE 08:42 DI VENERDì 17 AGOSTO 2018

ALLE 05:59 DI SABATO 18 AGOSTO 2018

Apertura poco mossa per l’Europa.
L’indice Cac 40 a Parigi segna un rialzo del 0,14% a quota 5.356 punti. A Francoforte il Dax è quasi sulla parità, e guadagna lo 0,04% a 12.242 punti. A Londra il Ftse 100 si posiziona sui 7.556 punti, piatto (-0,02%).
L’acquisizione di Abertis che porterà Atlantia al vertice del concessionario spagnolo che gestisce 8.600 chilometri di autostrade in 15 paesi tra Europa, America e Asia, creando il principale operatore autostradale mondiale, non è in pericolo ma l’accresciuta leva finanziaria è un ‘nodo’ da tenere in considerazione. L’operazione è stata una sorta di rivincita, visto che solo 12 anni fa Abertis tentò di acquisire le autostrade italiane.
Atlantia avrà il 50% più un’azione della holding a monte di Abertis, la spagnola Acs del patron del Real Madrid Florentino Perez il 30% e la sua controllata tedesca Hochtief (che di fatto ha lanciato l’Opa su Abertis propedeutica all’operazione) il 20% meno un’azione. Gli analisti non vedono all’orizzonte possibili stop, perché, spiega Santander, per Atlantia l’acquisto di Abertis ha “più senso ora che mai” in termini di diversificazione. Ma è sulla leva finanziaria che si concentra l’attenzione: Banca Akros rileva che “il considerevole aumento della leva legata all’affare di Abertis rende le incertezze” derivanti dal crollo del ponte a Genova “più rischiose”.
Incertezze che pesano in Borsa anche sui soci, con Hochtief e Acs che chiudono in calo rispettivamente del 4,97% e del 1,97%.
L’intesa tra Atlantia e Acs a marzo mise fine ad una guerra a colpi di offerte e controfferte finita, appunto, quando le due società avevano deciso di non sfidarsi su Abertis ma di procedere assieme, per creare un gruppo integrato ma con baricentro in Italia. A maggio, conclusa l’Opa tramite Hochtief, è stato rinnovato il cda di Abertis. Dopo il via libera dell’Antitrust europea a inizio luglio, a fine mese è arrivato anche quello degli azionisti Abertis al delisting. Gli accordi tra Atlantia, Acs e Hochtief prevedevano poi che la nuova società veicolo acquisti Abertis al prezzo pagato da Hochtief in Opa, con un’esborso massimo di 18,2 miliardi. Per finanziare l’operazione ad aprile Acs e Atlantia hanno siglato un contratto per un prestito da 10 miliardi.

Tempesta in Borsa per Atlantia, la controllante di Autostrade per l’Italia, che chiude la seduta in calo del 22% a 18,3 euro e affossa Piazza Affari (-1,8%). La Borsa di Milano chiude in controtendenza rispetto agli altri listini europei che risentono dell’ottimismo per la ripresa del dialogo tra Usa e Cina sul fronte dei dazi. A creare scompiglio tra gli investitori c’è l’ipotesi della revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia che porta Atlantia a bruciare, in due sedute, oltre 5 miliardi di capitalizzazione.
Sin dall’avvio delle contrattazioni si era capito che per Atlantia si prospettava una seduta di Borsa difficilissima. E’ la stessa società ad affermare che le modalità di “annuncio da parte del governo” della procedura per il ritiro della concessione “possono determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti”. E gli effetti non si sono fatti attendere con gli analisti finanziari che hanno declassato il debito di Autostrade per l’Italia.
All’inizio della seduta di Borsa, Atlantia non è riuscita a fare prezzo per poi accedere agli scambi con un tonfo del 25% a 17,5 euro, bruciando immediatamente 4,8 miliardi di capitalizzazione. Il titolo ha poi toccato il valore minimo di seduta a 17,26 euro, scivolando sotto quota 18 euro per la prima volta dall’autunno del 2014. Al termine delle contrattazioni il titolo ha comunque subito un forte calo ma è riuscito a tornare sopra i 18 euro, con la capitalizzazione di mercato a 15,2 miliardi, sotto i 20,5 miliardi della chiusura di lunedì, il giorno prima del crollo a Genova. Intensi anche i volumi di scambi con oltre 33 milioni di azioni passate di mano, ben oltre la media registrata nelle settimane scorse.
Le vicende di Atlantia hanno pesato in Borsa anche per i ‘soci’ dell’operazione Abertis. Il gruppo Acs ha chiudo a Madrid in calo dell’1,9% mentre a Francoforte la controllata tedesca Hochtief ha concluso in calo del 4,9%.
L’ipotesi di revoca delle concessioni annunciata dal governo ha creato allarme tra gli investitori ed ha trascinato in rosso le aziende private collegate con le infrastrutture. In calo la galassia Gavio, il gruppo che gestisce oltre 4 mila chilometri di autostrade a pedaggio di cui 1.423 chilometri in Italia.
Crollano Astm (-10,5%) e Sias (-7,3%) mentre contiene le perdite Autostrade Meridionali (-2,9%).

Atlantia ha tentato il rimbalzo in Piazza Affari e ci è parzialmente riuscita, chiudendo a +5,68% a 19,34 euro, ma non è bastato per risollevare l’intero listino milanese, anche oggi ultimo in Europa (Ftse Mib -0,53%). Il rialzo dello spread btp-bund a 282,5 punti e il riaccendersi della crisi turca, con la lira in calo fino quasi al 5% sull’euro e sul dollaro, hanno infatti penalizzato i titoli bancari a Milano più che in ogni altra piazza del Vecchio Continente, dove le variazioni sono state nell’ordine del -0,22% di Francoforte e del -0,11% di Madrid, mentre Parigi (-0,08%) e Londra (+0,03%) hanno gravitato intorno alla parità. Dopo lo scivolone della vigilia (-22%) e nonostante la decisione delle principali agenzie di rating (S&P e Moody’s) di accendere un faro sul merito di credito a causa dei contenziosi in arrivo e della posizione estremamente dura assunta dal governo, gli investitori hanno provato a reagire, confidando nel fatto che la concessione di Autostrade non sia a rischio.Se giovedì Atlantia aveva bruciato 4,2 miliardi di capitalizzazione, oggi ne ha recuperati 0,77, con scambi vivaci per 11,5 milioni, pari all’1,4% del capitale, ma di gran lunga inferiori ai 33 milioni del giorno prima, pari al 4% del capitale. Intanto la Consob, che ieri sarebbe intervenuta presso il governo suggerendo di moderare i toni ed evitare interventi scomposti a Borsa aperta per non turbare la regolarità dei mercati, ha fatto sapere di avere in corso accertamenti sul titolo, sull’operatività e sulla regolarità degli scambi, già dallo scorso 14 agosto, quando il Ponte Morandi è crollato. Gli occhi degli investitori sono rivolti alle decisioni che intende prendere il Governo, determinato a revocare la concessione autostradale (il ministro Toninelli ha annunciato l’avvio della procedura in serata), ma anche sulle valutazioni che vengono fatte dagli analisti, che ritengono piuttosto improbabile un provvedimento del genere, che potrebbe costare allo Stato l’equivalente di una legge finanziaria in penali.

– Esordio negativo per il Ftse Mib sulla Borsa di Milano. L’indice dei titoli a maggiore capitalizzazione perde lo 0,46%. A spiccare è il rimbalzo di Atlantia. Dopo il tracollo del 22% seguito ieri all’annuncio del Governo dell’intenzione di ritirare le concessioni autostradali, come conseguenza del crollo del Ponte di Genova, oggi il titolo balza del 5,3% dopo essere stato anche bloccato per eccesso di rialzo.
In scia tutti gli altri titoli del comparto, come Astm del gruppo Gavio (+0,2%), Sias (+1,2%) e Autostrade Meridionali (+0,8%). In crescita anche Terna (+0,3%), Mediaset (+0,15%).
Soffrono Stm (-2,1%), Buzzi (-2%), Saipem (-1,72%).
Scende il debito pubblico dopo il record di maggio. A giugno è diminuito di 4,1 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.323,3 miliardi di euro. Lo rende noto Bankitalia nel supplemento al Bollettino Statistico ‘Finanza pubblica, fabbisogno e debito’.
La diminuzione è dovuta alla riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (9,2 miliardi, a 48,4) che ha più che compensato il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (3,8 miliardi), spiega Bankitalia, aggiungendo che gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione dei tassi di cambio hanno complessivamente incrementato il debito di 1,3 miliardi.   Sempre a giugno, sono aumentate le entrate tributarie, pari a 31,9 miliardi, in aumento dello 0,9% rispetto allo stesso mese del 2017, rileva Bankitalia. Nei primi sei mesi del 2018 le entrate tributarie sono state pari a 187,1 miliardi, in aumento dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Al netto di alcune disomogeneità contabili si può stimare che la dinamica delle entrate tributarie sia stata più favorevole, sottolinea la Banca d’Italia.
Atlantia in Borsa rimbalza e, dopo il tonfo di oltre il 22% nella vigilia, ora tenta il recupero. Intorno a metà mattina il rialzo del 5,2% riporta le azioni a 19,23 euro. Intanto la vicenda finisce all’attenzione delle agenzie di rating per le implicazioni che potrebbe avere sul merito di credito di Atlantia e delle sue controllate, Autostrade per l’Italia e Aeroporti di Roma.Il crollo del ponte Morandi ha spinto S&P a mettere sotto osservazione (credit watch) con implicazioni negative Atlantia, Autostrade per l’Italia e Aeroporti di Roma, pur confermando il rating BBB+. S&P nel suo report spiega che potrebbe “anche abbassare i rating di un gradino se le metriche del credito di base di Atlantia scendessero al 12%” e questo, stima l’agenzia potrebbe avvenire con costi aggiuntivi per 150 milioni di euro per “difficoltà operative o per un costo di rifinanziamento potenzialmente più elevato dall’acquisizione di Abertis”. La revisione negativa “potrebbe derivare da costi operativi aggiuntivi di sicurezza o costi di manutenzione” e “l’impatto finale sul rating dipenderà dal fatto che Atlantia mitigherà la pressione sui suoi rapporti di credito mediante ulteriori cessioni o rivedendo la sua politica finanziaria”. Per Fitch invece “è ancora troppo presto per valutare le conseguenze del crollo del ponte sul rating” e “continuerà a monitorare con attenzione tutti gli sviluppi” della vicenda.

“Qualsiasi verifica strutturale sulle opere in concessione” è compito “del concessionario”. Lo afferma il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture in una nota in cui precisa che “i controlli del concedente sono prioritariamente rivolti all’ottemperanza degli obblighi convenzionali”.
“L’organizzazione, le risorse ed i mezzi della Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali sono rapportati alle specifiche competenze dell’Amministrazione che non includono e non si sovrappongono alle attività di verifica spettanti al concessionario”. Inoltre, prosegue il Mit, “non corrisponde al vero che non siano state sollevate contestazioni di inadempimento ad Autostrade per l’Italia”. L’ultima “risale al 28 giugno 2018”. La società solo nel 2017 è stata destinataria “di 5 contestazioni di inadempimento”. “Avverso i provvedimenti assunti dalla Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali sono attualmente pendenti 25 ricorsi attivati da Autostrade per l’Italia”.
– Continua il rimbalzo in Borsa del titolo di Atlantia, la controllante di Autostrade per l’Italia, che guadagna il 5,2% a 19,23 euro dopo il tonfo di ieri di oltre il 22%. Ieri in serata il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha avviato un’istruttoria su Autostrade dopo il crollo del ponte Morandi di Genova. Il ribalzo non incide sui soci della operazione dalla holding italiana su Abertis: Acs, la società di costruzioni di Florentino Perez cede lo 0,4%. La controllata tedesca Hochtief, veicolo della Opa sul concessionario delle autostrade spagnolo, lascia sul campo lo 0,3%.
– Continua il rimbalzo in Borsa del titolo di Atlantia, la controllante di Autostrade per l’Italia, che guadagna il 5,2% a 19,23 euro dopo il tonfo di ieri di oltre il 22%. Ieri in serata il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha avviato un’istruttoria su Autostrade dopo il crollo del ponte Morandi di Genova. Il ribalzo non incide sui soci della operazione dalla holding italiana su Abertis: Acs, la società di costruzioni di Florentino Perez cede lo 0,4%. La controllata tedesca Hochtief, veicolo della Opa sul concessionario delle autostrade spagnolo, lascia sul campo lo 0,3%.

– Piazza Affari conferma il calo a metà seduta (Ftse Mib -1,08%), con i titoli bancari sotto pressione in concomitanza con il rialzo dello spread fino a 286 punti base, mentre rimbalza Atlantia (+2,57%), congelata anche per eccesso di rialzo, dopo lo scivolone del 22% della vigilia a seguito del crollo del Ponte Morandi di Genova lo scorso 14 agosto. In luce la Sias (+1,4%) del Gruppo Gavio, mentre Astm è invariata. Soffrono Ubi Banca (-4,05%), Banco Bpm (-3,57%), Bper (-3,11%) ed Mps (-4,65%). Debole anche Intesa (+1,77%), più cauta invece Unicredit (-0,63%). Giù Mediolanum (-2,41%), Stm (-2,05%) ed Fca (-1,76%), insieme ad Autogrill (-0,76%), controllata al 50,1% da Edizione, la holding dei Benetton, tramite la controllata Schematrentaquattro.
– Borse europee deboli in attesa dell’avvio degli scambi Usa, con i futures in rosso, mentre prosegue la tensione sulla lira turca, in calo del 4,7% sul dollaro e del 4,8% sull’euro. In rialzo l’inflazione dell’Ue, mentre dagli Usa sono in arrivo l’indice principale e quelli dell’Università del Michigan. Milano (Ftse Mib -1,2%) è la peggiore dietro a Francoforte (-0,7%), Madrid (-0,54%), Londra (-0,47%) e Parigi (-0,45%) nonostante il rimbalzo di Atlantia (+3,4%) dopo lo scivolone della vigilia a seguito del crollo del Viadotto Morandi di Genova. Il titolo è stato posto sotto osservazione da S&P in vista di un possibile ribasso del rating per i contenziosi con le famiglie delle vittime e con il Governo sulla concessione. Rimbalza la Sias (+0,7%) del Gruppo Gavio, mentre scivolano Acs (-1,58% a Madrid) e Hotchief (-1,5%), che insieme ad Atlantia controllano la spagnola Abertis. Sotto pressione Air France (-4,75%) per il rischio di nuovi scioperi dopo l’arrivo del nuovo Ad Benjamin Smith.
C’e’ una seconda inchiesta della Sec – l’analogo della Consob italiana – sulla Tesla. Prima dell’indagine sul controverso tweet del patron Elon Musk sul piano di delisting dell’azienda, l’autorita’ di vigilanza della Borsa Usa aveva avviato un’inchiesta per accertare se la societa’ ha fuorviato gli investitori sui problemi di produzione della sua auto elettrica Model 3. Nel secondo semestre 2017 ne sono state realizzate solo 2700, contro le 200 mila previste. Lo scrive il Wsj.
– Riduce il calo Piazza Affari (Ftse Mib -0,8%) spinta da Atlantia (+5,85%) che si conferma in rimbalzo dopo lo scivolone del 22% della vigilia, seguita a distanza da Sias (+1,15%), deboli invece Astm (-0,45%) e Autostrade Meridionali (-0,4%). Acquisti su Mediaset (+1,25%), A2a (+0,66%) e Finecobank (+0,5%), mentre scivolano le banche a partire da Mps (-4,2%), congelata anche per eccesso di volatilità, Ubi Banca (-3,62%), Banco Bpm (-2,41%) e Bper (-2,67%) insieme a Leonardo (-2,54%), con lo spread sopra quota 285 punti. Debole Intesa Sanpaolo (-1,21%), più cauta invece Unicredit (-0,52%), che ha già scontato la crisi turca nelle sedute precedenti. Segno meno per Stm (-2,97%), Saipem (-2,5%) e Mediolanum (-2%), insieme a Fca (-1,03%) ed Eni (-0,77%).
– Borse europee deboli nel finale insieme a Wall Street, dopo l’indice della fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan al di sotto delle stime, mentre resta la tensione sulla lira turca, a seguito dello scontro tra Ankara e Washington sui dazi. Milano (Ftse Mib -0,8%) è la peggiore dietro a Francoforte (-0,45%), Parigi (-0,29%), Madrid e Londra (-0,2% entrambe). Prosegue il rimbalzo di Atlantia (+5,27%) dopo lo scivolone della vigilia a seguito del crollo del Viadotto Morandi di Genova. Il titolo è stato posto sotto osservazione da S&P in vista di un possibile ribasso del rating per i contenziosi con le famiglie delle vittime e con il Governo sulla concessione. Risale anche la Sias (+1%) del Gruppo Gavio, e riduce il calo Acs (-1,35% a Madrid) a differenza di Hotchief (-1,5% a Francoforte), che insieme ad Atlantia controllano la spagnola Abertis. Sotto pressione Air France (-4,31% a Parigi) per il rischio di nuovi scioperi dopo l’arrivo del nuovo Ad Benjamin Smith.
– Chiusura in calo per Piazza Affari.
L’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,53% a 20.415 punti.
– Chiusura poco mossa per le principali borse europee. Parigi ha ceduto lo 0,08% a 5.344 punti, Francoforte lo 0,22% a 12.210 punti, mentre Londra ha chiuso poco sopra la parità (+0,03% a 7.558 punti).
– Seduta piuttosto campale per Piazza Affari, che ha chiuso in calo (Ftse Mib -0,53%) in coda alle altre borse europee, poco distanti dalla parità, tra scambi quasi nella norma del mese di agosto, per 1,89 miliardi di euro di controvalore contro i 2,65 miliardi di ieri. Il rialzo dello spread a 282,56 punti ha pesato sui bancari Mps (-4,72%), con neanche 100mila titoli passati di mano, Ubi Banca (-3,53%), Banco Bpm (-2,95%), Bper (-2,18%) e Intesa (-0,77%), più cauta invece Unicredit (-0,48%), che ha già scontato la crisi turca oggi tornata d’attualità. Rimbalzo di Atlantia (+5,68%) dopo lo scivolone del 22% della vigilia, che ha recuperato 770 milioni di capitalizzazione dopo aver perso 4,2 miliardi a seguito del crollo del Ponte di Genova. Vivaci gli scambi per oltre 11,5 milioni di pezzi, pari all’1,4% del capitale, contro i 33 milioni della vigilia. Acquisti su Cnh (+1,15%), i cui mezzi saranno ampiamente usati per lo sgombero e la ricostruzione a Genova, Mediaset (+0,95%) e Finecobank (+0,34%).
– “Ho una notizia importantissima da darvi. Il mio ministero ha inviato ad Autostrade la lettera con cui prende avvio la procedura per la decadenza della concessione. Vogliamo cambiare tutto”. Lo annuncia il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli in un post su facebook.
– WASHINGTON

– Il petrolio chiude in rialzo a New York, dove le quotazioni guadagnano lo 0,58% a 65,84 dollari al barile.
Per due decenni Elon Musk e’ stato uno degli imprenditori della Silicon Valley piu’ ambiziosi e impertinenti, uno spavaldo pioniere dell’hi-tech incurante delle critiche. Ma ora, a 47 anni, confessa in una intervista al New York Times di essere “esaurito” da un superlavoro che lo porta a trascurare famiglia e amici, costringendolo ad assumere sonniferi per dormire. E forse a fare qualche passo falso, come sembrano suggerire le due inchieste della Sec (la Consob americana): l’ultima sul controverso tweet del 7 agosto per il delisting della societa’, quella precedente – svelata oggi dal Wsj – per accertare se la societa’ ha fuorviato gli investitori sui problemi di produzione della sua auto elettrica Model 3, di cui nel secondo semestre 2017 sono state realizzati solo 2700 esemplari, contro i 200 mila previsti. Dopo l’intervista, il titolo Tesla e’ crollato in Borsa, perdendo circa il 9%, pari a 5,5 miliardi di dollari.
Dal 2011, racconta Musk al Nyt con voce strozzata, si e’ fermato solo una settimana, ricoverato a letto con la malaria, mentre recentemente ha lavorato 120 ore a settimana e tutte le 24 ore del suo ultimo compleanno, rischiando di mancare anche alle nozze di suo fratello. E se “il peggio e’ passato da un punto di vista operativo alla Tesla, dal punto di vista della sofferenza personale il peggio deve ancora arrivare”, prosegue.
“Quest’anno e’ stato il piu’ difficile e doloroso della mia carriera. E’ stato atroce”, sottolinea, riferendo di avere amici “che sono davvero preoccupati” per il suo stato di salute. Il tweet che ha terremotato Wall Street e’ l’ultimo di una serie di campanelli d’allarme. Ultimamente Musk se l’e’ presa con i venditori allo scoperto – quelli che scommettono che le azioni Tesla perderanno valore – poi con le domande ‘stupide e noiose’ degli analisti, infine con uno speleologo che ha salvato i giovani calciatori nella grotta tailandese definendolo ‘pedofilo’. Ma lui quel cinquettio lo difende come un “tentativo di trasparenza” e racconta di averlo scritto mentre si recava all’aeroporto, senza informare nessuno e senza aver fatto uso di ‘erba'”, anche se alcuni membri del board – secondo il Nyt – sarebbero al corrente che ha usato occasionalmente “stupefacenti ricreativi”. Nessun rimorso (“perche’ dovrei?”) e nessuna intenzione di astenersi dall’uso del social media, anche se ora dovra’ renderne conto alla Sec, forse gia’ la prossima settimana. Musk inoltre afferma di non avere alcun progetto di lasciare il suo doppio ruolo di presidente e chief executive di Tesla, smentendo che sia in corso la ricerca di un numero 2 da affiancargli per alleggerirlo dalle responsabilita’ e dicendosi pronto a cedere le redini se “c’e’ qualcun altro che puo’ fare meglio questo lavoro”.
La scure delle agenzie di rating internazionali si abbatte sulla Turchia. Sia Moody’s che Standard and Poor’s hanno reso noto di aver ridotto la valutazione sul debito del paese colpito da una grave crisi economica e da forti tensioni valutarie. Moody’s ha tagliato a Ba3 da Ba2 e ha cambiato a “negativo” l’outlook sulla tenuta creditizia del Paese. S&P ha tagliato il rating del debito sovrano del Paese a B+ da BB-, con un secondo declassamento nell’arco di un mese. Per Moody’s la scelta si fonda soprattutto sul “continuo indebolimento delle istituzioni pubbliche turche” e sul fatto che le politiche di Ankara sono sempre meno prevedibili. Valutazioni analoghe quelle di S&P: secondo l’agenzia inoltre il Paese rischia di entrare in recessione il prossimo anno. “Il sostanziale indebolimento della lira – si legge in una nota – ha implicazioni finanziarie negative e prevediamo una contrazione dell’economia nel 2019″  [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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