TEHERAN
– “Un gruppo di anti-iraniani si è riunito alla Casa Bianca per complottare contro di noi, ma noi non permetteremo che gli Stati Uniti complottino contro di noi”: lo ha detto oggi il presidente iraniano Hassan Rouhani rispondendo alle domande dei parlamentari sulle sanzioni americane ed altri temi legati alla situazione economica nel Paese.
Rouhani ha inoltre sottolineato che i nemici dell’Iran, inclusi gli Stati Uniti, vogliono far perdere agli iraniani la fiducia nel futuro del Paese. “Siate consapevoli che il sabotaggio crea distruzione – ha detto -. Siate consapevoli che dipingendo un quadro desolante delle vite delle persone porterà ad una ulteriore oscurità”. L’agenzia stampa Ap riporta inoltre un commento definito criptico di Rohani, secondo cui Teheran ha una “terza via” per gestire la crisi, oltre ad abbandonare l’accordo sul nucleare oppure a tener fede all’accordo. Il presidente non è entrato nei dettagli ma ha detto di averne parlato con il presidente francese Emmanuel Macron.
Una scossa di terremoto di magnitudo 6.2 è stata registrata oggi davanti alla costa sudoccidentale dell’isola di Timor, in Indonesia. Lo rende noto l’Istituto geofisico americano (Usgs). L’epicentro del sisma è stato localizzato a circa 100 chilometri a sudest di Kupang, con un ipocentro ad una profondità di 8,6 chilometri. Per ora non si hanno notizie di un rischio tsunami.
Quattordici persone sospettate di avere appiccato incendi sulla parte indonesiana dell’isola del Borneo sono state arrestate: lo ha reso noto oggi il capo della polizia di West Kalimantan, Didi Haryono.
Le fiamme hanno causato la morte di quattro persone nell’ultimo mese. Haryono ha detto che due delle persone ancora ricercate sono morte negli stessi incendi che hanno provocato per disboscare i terreni a fini agricoli.
– ISTANBUL
– Addio ai film western americani in Turchia. A fare le spese dello scontro sempre più duro tra Ankara e Washington saranno adesso gli appassionati del genere.
Il primo canale della tv di stato Trt ha infatti sospeso la proiezione dei film di cowboy Usa, che mandava in onda regolarmente ogni domenica mattina dagli anni ’80. Al posto delle pellicole di John Wayne e degli altri pistoleri a stelle e strisce troveranno spazio le produzioni locali turche sostenute dal ministero della Cultura, riferiscono i media locali, secondo cui si tratta di una reazione alle sanzioni imposte da Donald Trump nell’ambito dello scontro sul pastore evangelico detenuto Andrew Brunson, che in queste settimane hanno aggravato il crollo della lira turca.
L’iniziativa rientra in un crescente sentimento antiamericano nel Paese, in linea con quanto sostenuto anche dal presidente Recep Tayyip Erdogan. [print-me title=”STAMPA”]
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