TUTTE LE NOTIZIE MONDO
Uragani, Florence scende a categoria 2
Ma su costa est Usa attese inondazioni fino a 4 metri
Florence, evacuate oltre 1,7 mln personeDa aree più a rischio di Carolina del Sud e del Nord e Virginia.
Raab, senza accordo Gb pagherà meno a Ue
Governo discute piano per ‘no deal’, monito su conto divorzio
Filippine: tifone Mangkhut in arrivoMigliaia di evacuati, scuole chiuse nel nordest del Paese
Strasburgo condanna intercettazioni GbCorte dopo caso Snowden, garanzie insufficienti anche per stampa
Migranti: Seehofer, accordo con ItaliaLo dice il ministro dell’Interno tedesco, mancano firme.
Putin assiste a esercitazioni militari
‘La Russia ama la pace, non può avere piani di aggressione’
Europee: Moscovici, paura dei populistiCommissario, ‘minaccia esistenziale’ per continente
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WASHINGTON
– L’uragano Florence, che nelle prossime ore si abbattera’ sulla costa est degli Stati Uniti, ha perso parte della sua forza ed e’ sceso a categoria 2.
Sono comunque attese forti piogge e inondazioni, con l’acqua che potrebbe raggiungere fino a quattro metri di altezza in alcune aree.
– MYRTLE BEACH (CAROLINA DEL SUD)
– Le autorità americane hanno ordinato l’evacuazione di oltre 1,7 milioni di persone dalle aree più a rischio negli Stati della Carolina del Sud, della Carolina del Nord e della Virginia in seguito al previsto arrivo dell’uragano Florence, che nel frattempo è stato declassato da categoria 4 a categoria 2 ma che è ancora estremamente pericoloso. Secondo il Servizio meteorologico nazionale, l’uragano potrebbe interessare un’area in cui vivono oltre 10 milioni di persone.
– LONDRA
– Il governo britannico di Theresa resta “fiducioso” di poter trovare un accordo sull’uscita dall’Ue nelle prossime settimane, ma accelera anche i piani per prepararsi a un’ipotetica Brexit ‘no deal’. E avverte che in quel caso il Regno “ovviamente non pagherà” i 39 miliardi di sterline del cosiddetto conto del divorzio calcolati d’intesa con Bruxelles nell’ambito dei negoziati dei mesi scorsi.
A ribadire il concetto è oggi alla Bbc il ministro per la Brexit, Dominic Raab, il quale nota che, in mancanza d’un accordo complessivo, salterà pure quello sui soldi. E che in un tale scenario Londra si atterrà solo agli “stretti obblighi legali”, versando una cifra “significativamente più bassa” all’Ue. Raab in queste stesse ore ha presentato alcuni nuovi capitoli del piano di emergenza che il governo May sta preparando per l’eventualità di un ‘no deal’ dopo un primo documento pubblicato ad agosto e giudicato ancora vago da diverse aziende.
– MANILA
– Le autorità delle Filippine hanno dato il via ad un’evacuazione di massa nel nordest del Paese in vista dell’arrivo del potente tifone Mangkhut, che dovrebbe toccare terra domani nella provincia di Cagayan.
Migliaia di persone stanno lasciando le loro case mentre il governatore locale, Manuel Mamba, ha ordinato la chiusura delle scuole lungo la prevista traiettoria del tifone. Allo stesso tempo, le squadre di soccorso si preparano con le scavatrici per far fronte in tempi rapidi ad eventuali frane.
Si tratta del più potente ed esteso tifone della stagione, con venti di 205 chilometri orari e punte fino a 255 km orari: Mangkhut si trova ora a circa 725 km dalle coste del Paese.
– STRASBURGO
– Il sistema britannico di sorveglianza di massa delle comunicazioni via internet non assicura il pieno rispetto della privacy e non garantisce sufficienti protezioni per il rispetto della confidenzialità dei giornalisti. L’ha stabilito la Corte europea dei diritti umani.
Il ricorso a Strasburgo è stato presentato da ong, giornalisti e attivisti dopo che Edward Snowden ha scoperchiato lo scandalo Nsa rivelando l’esistenza di programmi per la sorveglianza di massa operati dagli Usa a cui i britannici avevano accesso.
– BERLINO
– “L’accordo con l’Italia è concluso. Mancano le due firme di due colleghi italiani e la mia”: lo ha ribadito il ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, stamane al Bundestag a proposito dell’accordo sul respingimento dei migranti registrati in Italia e fermati al confine tedesco.
Lunedì Seehofer aveva reso noto che per l’approvazione finale del testo manca soltanto la firma di Matteo Salvini. Da parte sua, il titolare del Viminale si era detto pronto a firmare l’accordo sui respingimenti se “a saldo zero” per quanto riguarda il numero dei richiedenti asilo da riprendere e da affidare alla Germania, e aveva ventilato l’ipotesi di farlo domani a Vienna.
– MOSCA
– Il presidente russo Vladimir Putin ha assistito alle mega esercitazioni militari ‘Vostok 2018’, in corso in Russia orientale, a cui partecipano anche migliaia di soldati cinesi. Putin era presente al centro d’addestramento di Tsugol, non lontano dal confine con Cina e Mongolia, assieme al ministro della Difesa Serghiei Shoigu e al capo di Stato maggiore Valeri Gherasimov.
“La Russia – ha detto Putin – è un Paese di pace. Noi non abbiamo e non possiamo avere piani di aggressione”. Mosca si è annessa la Crimea nel 2014 con l’intervento di militari senza insegne di riconoscimento ed è accusata di sostenere militarmente i miliziani separatisti del Donbass con armi e combattenti.
Nelle esercitazioni, che si concluderanno il 17 settembre, sono impiegati 300.000 soldati, 36.000 tra carri armati e veicoli corazzati, oltre mille jet ed elicotteri nonché le navi della Flotta del Nord e di quella del Pacifico. Si tratta delle manovre più colossali dai tempi della Guerra Fredda.
– PARIGI
– “Per la prima volta nella mia vita di europeo ho paura”: lo ha detto il commissario Ue agli affari economici, Pierre Moscovici, parlando delle elezioni europee del 2019, in conferenza stampa a Parigi.
Moscovici ha evocato lo spettro di un “minaccia essenziale, esistenziale” per l’Europa. Vale a dire “l’attacco dei populisti alla democrazia liberale, e quando dico liberale – ha tenuto a puntualizzare – parlo della combinazione tra democrazia e libertà”. Mentre le forze populiste “sono democratiche quando vincono le elezioni, ma poi erodono progressivamente le libertà”.
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