CRONACA TUTTE LE NOTIZIE
Ogni 5 secondi muore un bambino nel mondo
Il numero di bambini sotto i 5 anni che muoiono – spiega il Rapporto di UNICEF, dall’OMS e dalla Divisione delle Nazioni Unite per la Popolazione e dal Gruppo della Banca Mondiale – è passato dai 12,6 milioni del 1990 ai 5,4 milioni del 2017
Cellulari in carcere Lodi per spacciare19 ordinanze, c’è anche un agente della Polizia penitenziaria
Droga: 3 pregiudicati arrestati a FoggiaPolizia sequestra cocaina, eroina, hashish, marijuana e soldi
Arrestato impiegato Agenzia EntrateTrecento euro per pratica, Gip convalida e dispone interdizione
Foreign fighter, ho sparato poche volteNelle carte le intercettazioni dell’indipendentista sardo Caria
Protesta inquilini parco set GomorraVendita case fatiscenti affidata curatori, sos a Comune Napoli
Vittima di bulli scappa da casaTredicenne di La Maddalena ha raccontato angherie a carabinieri
Raccoglitore funghi trova scheletroMacabra scoperta nei boschi di Bressanone
Tedesco precipita e muore nel MeraneseDisgrazia ieri sera sull’Alta via di Merano
Armi in beauty case, sequestro a NapoliArrestato un 59enne, è zio esponente vertice clan
In Pakistan con inganno, scuola mi aiuti
Lettera di giovane che viveva in Brianza, ‘mio futuro in Italia’
Fondi, Lega deposita ricorso CassazionePg chiede in appello conferma condanna ex tesoriere Belsito
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Nel 2017 nel mondo sono morti circa 6,3 milioni di bambini sotto i 15 anni, ovvero uno ogni 5 secondi, spesso per cause prevenibili. La maggior parte di queste morti – 5,4 milioni – sono avvenute nei primi 5 anni di vita, e per circa la metà hanno riguardato dei neonati. Tuttavia il numero di bambini morti sotto i 5 anni è diminuito fortemente, passando dai 12,6 milioni del 1990 ai 5,4 milioni dello scorso anno. I dati arrivano dalle nuove stime sulla mortalità lanciate dall’UNICEF, dall’OMS e dalla Divisione delle Nazioni Unite per la Popolazione e dal Gruppo della Banca Mondiale.
Il numero di bambini sotto i 5 anni che muoiono – spiega il Rapporto – è passato dai 12,6 milioni del 1990 ai 5,4 milioni del 2017. Nello stesso periodo, il numero di morti fra i bambini di età maggiore, fra i 5 e i 14 anni, è calato da 1,7 milioni a meno di un milione. A livello mondiale nel 2017, la metà di tutte le morti sotto i 5 anni è avvenuta in Africa Subsahariana, e un altro 30% in Asia Meridionale. In Africa Subsahariana, 1 bambino su 13 è morto prima del suo quinto compleanno. Nei paesi ad alto reddito, questo numero era di 1 su 185. “Senza un’azione immediata, entro il 2030 moriranno 56 milioni di bambini sotto i 5 anni, la metà dei quali neonati”, ha dichiarato Laurence Chandy, Direttore dei Dati, Ricerca e Politiche dell’UNICEF. “Dal 1990 abbiamo compiuto notevoli progressi per salvare i bambini, ma in milioni stanno ancora morendo a causa delle circostanze e del luogo in cui nascono. Con soluzioni semplici come medicine, acqua pulita, energia elettrica e vaccini, possiamo cambiare questa realtà per ogni bambino”.
In Italia il tasso di mortalità sotto i 5 anni nel 1990 era di 10 morti ogni 1.000 nati vivi, mentre nel 2017 è calato a 3 morti ogni 1.000 nati vivi. Nel 1990 in Italia il tasso di mortalità sotto 1 anno era di 8 morti ogni 1.000 nati vivi, mentre lo scorso anno è calato a 3. Sempre nel 1990 il tasso di mortalità neonatale nel 1990 era di 6 morti ogni 1.000 nati vivi, mentre nel 2017 è calato a 2. “Questo nuovo rapporto sottolinea gli importanti progressi compiuti dal 1990 nella riduzione della mortalità fra i bambini e i giovani adolescenti”, ha detto il Sottosegretario generale per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, Liu Zhenmin. “Ridurre le ineguaglianze assistendo i bambini e le madri maggiormente vulnerabili è essenziale per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile, per porre fine alle morti infantili prevenibili e per assicurare che nessuno venga lasciato indietro”.
La maggior parte dei bambini sotto i 5 anni muore per cause prevenibili o curabili come complicazioni durante la nascita, polmonite, diarrea, sepsi neonatale e malaria. A confronto, gli infortuni diventano sempre più causa di morte tra i bambini fra i 5 e i 14 anni, soprattutto per annegamento e incidenti stradali. Anche in questo gruppo di età esistono differenze a livello regionale: un bambino proveniente dall’Africa Subsahariana ha un rischio di morte 15 volte maggiore che in Europa.
Per i bambini, ovunque nel mondo, il periodo più a rischio è il primo mese di vita. Nel 2017, 2,5 milioni di neonati sono morti nel loro primo mese di vita. Un bambino nato in Africa Subsahariana o in Asia Meridionale aveva una probabilità nove volte maggiore di morire nel primo mese di vita rispetto a un bambino nato in un paese ad alto reddito. I progressi per salvare le vite di neonati sono stati più lenti rispetto a quelli per gli altri bambini sotto i 5 anni dal 1990. Anche all’interno dei paesi persistono delle disparità. I tassi di mortalità sotto i 5 anni fra i bambini nelle aree rurali sono, in media, del 50% più alti rispetto a quelli delle aree urbane. Inoltre, coloro che sono nati da madri non istruite hanno una probabilità oltre due volte maggiore di morire prima di compiere cinque anni rispetto a quelli nati da madri con un’istruzione di livello secondario o superiore.
TASSI DI MORTALITA’ PER PAESE – I paesi in cui si è registrato un tasso maggiore di mortalità sotto i 5 anni sono: Somalia (127 su 1.000 nati vivi), Ciad (123), Repubblica Centrafricana (122), Sierra Leone (111) e Mali (106).
I paesi in cui si è registrato un tasso maggiore di mortalità neonatale sono: Pakistan (44 ogni 1.000 nati vivi), Repubblica Centrafricana (42), Sud Sudan (40), Somalia (39) e Afghanistan (39). Repubblica Centrafricana (88 bambini ogni 1.000 nati vivi), Sierra Leone (82), Somalia (80), Ciad (73), Repubblica Democratica del Congo (70) sono i primi 5 paesi al mondo in cui nel 2017 si è registrato il più alto tasso di mortalità sotto un anno.
La maggior parte dei bambini sotto i 5 anni muore per cause prevenibili o curabili come complicazioni durante la nascita, polmonite, diarrea, sepsi neonatale e malaria. A confronto, gli infortuni diventano sempre più causa di morte tra i bambini fra i 5 e i 14 anni, soprattutto per annegamento e incidenti stradali. Anche in questo gruppo di età esistono differenze a livello regionale: un bambino proveniente dall’Africa Subsahariana ha un rischio di morte 15 volte maggiore che in Europa.
Per i bambini, ovunque nel mondo, il periodo più a rischio è il primo mese di vita. Nel 2017, 2,5 milioni di neonati sono morti nel loro primo mese di vita. Un bambino nato in Africa Subsahariana o in Asia Meridionale aveva una probabilità nove volte maggiore di morire nel primo mese di vita rispetto a un bambino nato in un paese ad alto reddito. I progressi per salvare le vite di neonati sono stati più lenti rispetto a quelli per gli altri bambini sotto i 5 anni dal 1990. Anche all’interno dei paesi persistono delle disparità. I tassi di mortalità sotto i 5 anni fra i bambini nelle aree rurali sono, in media, del 50% più alti rispetto a quelli delle aree urbane. Inoltre, coloro che sono nati da madri non istruite hanno una probabilità oltre due volte maggiore di morire prima di compiere cinque anni rispetto a quelli nati da madri con un’istruzione di livello secondario o superiore.
– LODI
– Un gruppo di detenuti del carcere di Lodi gestiva un articolato traffico di droga dentro e fuori dall’istituto di pena tramite cellulari, con la complicità di familiari, di un’infermiera e di un agente della Polizia penitenziaria. La Polizia sta eseguendo 19 ordinanze, fra cui 3 ai domiciliari e 2 divieti di dimora. Le accuse, a vario titolo, sono di lesioni personali gravissime (per un pestaggio), traffico di sostanze stupefacenti e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.
Durante l’operazione della Squadra Mobile, nelle celle (5 i detenuti coinvolti) sono stati trovati i biglietti che rappresentano una sorta di documentazione di quella che la Polizia ritiene “una sistematica e diffusa attività di corruzione”.
– FOGGIA
– Una ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita da agenti della squadra mobile di Foggia, nei confronti di tre pregiudicati esponenti della famiglia Portante, accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Nell’operazione coordinata dalla Procura, gli agenti hanno anche sequestrato cocaina, eroina, hashish, marijuana e soldi. L’indagine rappresenta uno sviluppo di un’altra inchiesta che ha già portato all’arresto di componenti della stessa famiglia Portante per un tentativo di omicidio verificatosi a Foggia il 6 dicembre del 2017. I particolari dell’operazione saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà in mattinata alle ore 10.30 nella questura di Foggia.
– COSENZA
– I finanzieri del Comando provinciale di Cosenza hanno arrestato con l’accusa di corruzione un dipendente dell’Agenzia delle Entrate. Il provvedimento, scattato dopo la segnalazione di un cittadino, è stato convalidato dal Gip del Tribunale che ha poi applicato al funzionario la misura cautelare interdittiva.
In particolare, un contribuente si è recato all’Agenzia per la registrazione di un atto di successione ed un impiegato addetto al servizio di assistenza, gli avrebbe promesso una rapida evasione della pratica in cambio di 300 euro in contanti.
L’utente, avendo già versato l’imposta per l’atto di successione, si è insospettito ed ha avvertito la Guardia di finanza che ha avviato indagini, coordinate dalla Procura di Cosenza, con servizi di osservazione, appostamento e intercettazioni ambientali. Identificate le banconote, i militari hanno filmato l’incontro tra il funzionario ed il cittadino con la consegna del denaro e della contestuale ricevuta di registrazione dell’atto. Da qui l’arresto.
– CAGLIARI
– “Al fronte ho sperato poche volte”. Sta quasi tutta nelle intercettazioni l’inchiesta sulla presunta partecipazione dell’indipendentista nuorese Pierluigi Caria, 33 anni, a quella che, per la comunità internazionale, è una organizzazione terroristica curda. Nelle carte delle indagini che arrivano da Nuoro ci sono le conversazioni del giovane che avrebbe combattuto contro le milizie jihadiste di Daesh, lo stato islamico dell’Isis, dopo essersi addestrato nell’accademia dell’Unità di Protezione del Popolo (Yekineyen Parastina Gel – YPG) a Serakaniye.
Qui sarebbe rimasto ferito per l’esplosione accidentale di una bomba, come riportato dall’Unione Sarda. “Quello è stato un incidente – si legge in una intercettazione sempre sul quotidiano – cioè, tipo che gli è esplosa una sua bomba a questo compagno. E praticamente mi sono arrivate roba di schegge qua, nelle gambe e nella pancia…”.
– NAPOLI
– Un palazzone fatiscente a ridosso delle ‘vele’ di Scampia a Napoli, un set ‘naturale’ per la nuova serie Gomorra in produzione ma al centro di una protesta di una ottantina di famiglie residenti da oltre trent’anni; chiedono al Comune ed alla Prefettura un immediato intervento per scongiurare lo sgombero paventato dai curatori fallimentari.
Gli inquilini denunciano anche il grave stato di abbandono degli edifici: anche sui pilasti portanti sono visibili segni di cedimento e di corrosione del cemento armato, dicono. ”Da tempo – spiega Loredana Ronchi, portavoce degli inquilini – cerchiamo un incontro con il Comune che noi sappiamo essere proprietario dell’immobile e nessuno ci ha ancora spiegato a quale titolo ed a nome di chi noi inquilini stiamo ricevendo offerte di acquisto da parte dei curatori. Chi risiede in queste case non è in condizione di pagare quanto richiesto e non può certo per questo essere sbattuto in strada”.
– LA MADDALENA
– E’ scappato di casa per non tornare nella scuola dove l’anno scorso avrebbe subito le angherie a opera di alcuni compagni. Ora la vicenda di un tredicenne di La Maddalena, avvenuta nel primo giorno di scuola e raccontata dalla Nuova Sardegna, avrà risvolti penali.
Ieri il ragazzo è scappato di casa e ha fatto perdere le sue tracce per alcune ore. Angosciato all’idea di tornare a scuola, ha cercato di sparire nel nulla. All’allarme dei genitori, che sono andati a svegliarlo e non l’hanno trovato nel suo letto, hanno risposto forze dell’ordine e volontari. Il passaparola, riferisce il quotidiano, ha consentito di rintracciarlo a Caprera dopo alcune ore.
Lo studente ha ammesso di essere terrorizzato all’idea che finire in quell’incubo fatto di continue vessazioni, umiliazioni e prese in giro, episodi già noti ai genitori e alla scuola, alla quale avevano segnalato quanto riferito dal figlio. Il ragazzo ha raccontato tutto ai carabinieri.
– BOLZANO
– Macabra scoperta per un raccoglitore di funghi che domenica scorsa ha trovato uno scheletro nei boschi sopra Bressanone. Il fatto è riportato dal quotidiano Dolomiten. I carabinieri indagano per stabilire l’identità dei resti umani. Per il momento sembra da escludere che si tratti di una persona di sesso maschile la cui scomparsa è stata denunciata in Alto Adige. Per questo motivo ora si attende l’esito delle analisi anatomopatologiche che saranno effettuate all’ospedale di Bolzano e si setacciano le denunce di scomparsa nelle zone limitrofe all’Alto Adige.
– BOLZANO
– Un turista tedesco ha perso la vita ieri sera durante un’escursione sull’Alta via di Merano.
L’incidente è accaduto, poco dopo le ore 19, nella zona della Muta. L’escursionista con ogni probabilità è inciampato e precipitato lungo un ripido pendio. Altri escursionisti hanno trovato il corpo ormai senza vita e hanno lanciato l’allarme.
Sul posto sono intervenuti il soccorso alpino e la guardia di finanza per portare a valle la salma.
– NAPOLI
– Armi e droga erano nascosti in beauty case. I carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Poggioreale, a Napoli, hanno fatto irruzione nel cortile di una palazzina in via Vecchia Villa a Napoli dove hanno sorpreso Pacifico Notari, 59enne del luogo, zio di Francesco Silenzio, 43enne sorvegliato speciale ritenuto al vertice del clan “Formicola-Silenzio”, in compagnia del figlio 30enne.
I militari hanno perquisito il 59enne e lo hanno trovato in possesso di un beauty-case contenente una “Beretta” rubata, con matricola abrasa e carica, una scatolina con 23 cartucce calibro 9 e 8 ordigni artigianali. Notari è stato arrestato per detenzione illegale di arma da guerra e di materiale esplodente e condotto in carcere.
– MONZA
– Costretta a lasciare la scuola e a tornare in Pakistan con l’inganno perché il padre non voleva più che studiasse ma che sposasse un uomo scelto dalla famiglia.
Privata dei documenti, una 23enne pakistana si è rivolta con una lettera alla sua vecchia scuola, in provincia di Monza, per chiedere aiuto. “Vi prego, aiutatemi, il mio futuro è in Italia, mi hanno preso tutti i documenti e mi hanno lasciata qui – ha scritto – mio padre mi ha impedito di terminare la quarta superiore, so che una delle professoresse chiedeva che fine avessi fatto, poi mi hanno portata via”.
– GENOVA
– I legali della Lega, gli avvocati Giovanni Ponti e Roberto Zingari, hanno depositato il ricorso in Cassazione contro la decisione del tribunale del Riesame di Genova che lo scorso 6 settembre ha dato il via libera al sequestro dei 49 milioni di euro al Carroccio. I soldi, secondo l’accusa, sarebbero il frutto della maxi truffa ai danni dello Stato che il senatore Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito avrebbero orchestrato per ottenere indebitamente i rimborsi elettorali.
Il sostituto procuratore generale Enrico Zucca ha chiesto intanto la conferma della condanna a 4 anni e 10 mesi per l’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito nel processo d’appello sulla maxi truffa ai danni dello Stato che avrebbe fruttato al Carroccio 49 milioni. Per il procuratore “il partito non può essere schermo per atti illeciti” e le operazioni che hanno fatto incamerare illecitamente i soldi erano “deliberate dai vertici della Lega e quindi note a tutti gli esponenti del Carroccio”.
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