POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
Def: Gentiloni, ancora balletto promesse
Ex premier, troppa confusione mano invisibile incrocia le dita
Leggi razziali:Martina in luoghi memoriaVisita segretario dem a Risiera San Sabba per 80 anni annuncio
Pd: Calenda, quadro è drammaticoIl quadro è drammatico, nessuno parla con nessuno
Nessun vertice Cav-Salvini-MeloniRiunione rinviata per questioni di agenda dei tre leader
Pd: Calenda, segretario? Uno psichiatraAi leader Pd non importa perdere elezioni ma solo del congresso
Insularità, raggiunte 80mila firmeNe bastavano 50mila, ora spetta a parlamentari decidere
Fondi Lega,sequestro 600mila euro l’annoIntesa raggiunta, soldi da affitto Bellerio o altre entrate
Crollo Ponte: Toti, commissari saranno 2Resterà quello a emergenza, per ricostruzione nomina in 10giorni
Conte, lavoriamo compatti per GenovaPremier, punto su azioni per tornare alla normalità
Ricostruzione,scelte Conte e enti localiGovernatore Liguria al termine del vertice su tragedia Genova
Olimpiadi 2026:Salvini, peccato perderleItalia torni protagonista,bene se Veneto-Lombardia trovano fondi
M5s,tagli pensioni d’oro sopra 4500 euroTripiedi, così istituiamo pensioni di cittadinanza da 780 euro
Svp: doppio passaporto è opportunitàNon comprendiamo posizione ministro Moavero, crea solo divisioni
Bernini, manovra delle promesse mancateE quella del contratto tradito e del vorrei ma non posso
Detenuta uccide figlio: Bernardini,frutto di leggi assassine
Stefani,autonomia Regioni è a saldo zero’E i contenuti delle intese possono essere diversi’
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“A una settimana dall’aggiornamento del Def il balletto delle opposte promesse continua. Troppa confusione. La mano invisibile incrocia le dita”. Lo scrive su Twitter l’ex premier Paolo Gentiloni
– TRIESTE
– “Non c’è futuro senza memoria e noi siamo qui per ricordare e non possiamo dimenticare le tragedie di quegli anni perché su quelle tragedie è nata l’Europa, la nuova sovranità, la pace, la cooperazione tra i popoli”. Lo ha detto il segretario del Pd, Maurizio Martina, a margine della visita alla Risiera di San Sabba a Trieste, dove ha deposto una corona di fiori. Quella della Risiera era l’ultima tappa della visita a Trieste in occasione degli 80 anni dell’annuncio delle Leggi razziali, fatto il 18 settembre 1938 da Mussolini in piazza Unità. Martina si è prima fermato davanti alla targa sull’ex silos che ricorda l’esodo istriano, fiumano e dalmata, poi è andato all’ex Narodni Dom (Casa del popolo in sloveno), che i fascisti bruciarono causando anche la morte di alcune persone. Con Martina c’erano il segretario regionale del Pd, Salvatore Spitaleri, i parlamentari Ettore Rosato e Debora Serracchiani, la segretaria provinciale, Laura Famulari, e una rappresentanza dei giovani Dem.
– Il quadro è drammatico, ed è drammatico perché nessuno parla con nessuno, non ci si fida di nessuno, qualunque iniziativa viene presa come un’aggressione contro altri. Basti pensare che Gentiloni e Renzi non si parlano dal 4 marzo. Ma se rispetto alla situazione generale la reazione del partito di opposizione è questa come facciamo a stupirci che stiamo al 16%?”. Lo ha detto Carlo Calenda al “Circo Massimo” su Radio Capital parlando del partito democratico.
– Non ci sarà nessun vertice oggi tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. La riunione molto probabilmente si terrà giovedì. Il rinvio – spiegano fonti azzurre – è per questioni di agenda dei tre leader.
– La cena per ritrovarsi e accordare una strategia di opposizione è saltata. E l’organizzatore, Carlo Calenda, non nasconde l’amarezza per come sono andate le cose.
Fino a dire, in diretta a Circo Massimo, su Radio Capital, che ai dirigenti del PD “non importerà” di perdere le prossime elezioni europee e regionali. “Quello che importa a loro è il congresso. Sta diventando un posto in cui l’unico segretario che si dovrebbe candidare è il presidente dell’associazione di psichiatria. Sono convinto – osserva l’ex ministro – che alle prossime europee il Pd non ci debba essere. Serve un fronte repubblicano, progressista, che recuperi la parte di parte di classe dirigente locale e nazionale capace ma che spazzi via un partito che ha come unico obiettivo quello di spartirsi una torta sempre piu’ piccola tra dirigenti che sono usurati, che pensano solo a questo dalla mattina alla sera”.
– CAGLIARI
– Ottantamila firme in sei mesi, ma ne bastavano 50mila: missione compiuta per il Comitato Insularità che subito dopo le elezioni politiche si è attivato con la raccolta delle sottoscrizioni a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per l’inserimento del principio di insularità in Costituzione. Adesso le firme saranno depositate in Parlamento ma da qui in poi toccherà a deputati e senatori decidere i tempi e soprattutto se dare il via al procedimento di revisione costituzionale previsto dall’articolo 138.
Il testo della proposta è chiaro: “Dopo l’articolo 119 V comma della Costituzione della Repubblica Italiana è aggiunto il seguente comma: lo Stato riconosce il grave e permanente svantaggio naturale derivante dall’insularità e provvede alla tutela dei diritti individuali e inalienabili garantiti dalla Costituzione. La Repubblica dispone le misure necessarie a ricostituire una effettiva parità ed un reale godimento dei diritti”.
– GENOVA
– Intesa raggiunta tra la procura di Genova e gli avvocati della Lega Nord sulle modalità di esecuzione dei sequestri dei 49milioni di euro. Saranno sequestrati centomila euro a bimestre, per un totale di 600mila euro l’anno. Quella dei 600 mila euro l’anno, rendono noto il procuratore Francesco Cozzi e l’aggiunto Francesco Pinto, è la soglia minima, ma se il partito dovesse incamerare di più, al netto delle spese della gestione ordinaria, la cifra aumenterebbe. I soldi della Lega verranno messi a disposizione su un conto dedicato, a disposizione della guardia di finanza.
I soldi che la Lega mette a disposizione della procura di Genova possono arrivare o dall’affitto di via Bellerio, sede milanese del Carroccio, o da quello che il partito ottiene in altro modo scritto in bilancio certificato a partire dall’esercizio del 2019.
Al momento in cassa, secondo quanto sostenuto dai legali della Lega, ci sono 130 mila euro che verranno subito acquisiti dalla guardia di finanza.
– “E’ stato un incontro costruttivo in cui abbiamo ripreso in mano le fila di tutto il decreto, abbiamo ragionato su quelli che devono essere i poteri del Commissario straordinario e di quello di protezione civile: saranno due figure che si affiancheranno”. Lo ha detto il governatore della Liguria Giovanni Toti al termine della riunione a palazzo Chigi, precisando che “resterà il commissario di protezione civile per l’emergenza”, incarico che gli appartiene.
“Il commissario per la ricostruzione e della demolizione del ponte – ha aggiunto – si occuperà della parte relativa al ponte, mentre agli enti locali spetta tutto il sistema di sostegno, mantenimento e costruzione della viabilità secondaria: funzioni tipiche degli enti locali che abbiamo rivendicato e che il governo ci ha riconosciuto”.
“Credo che nel giro di una decina di giorni dalla pubblicazione in Gazzetta del decreto su Genova, avremo il commissario per la ricostruzione”, conclude Toti.
– “Abbiamo un unico obiettivo: ricostruire il Ponte più bello e più sicuro, e restituirlo a Genova nel più breve tempo possibile”. Così il premier Conte che sottolinea “la compattezza e la rapidità con cui questo governo, da subito, ha affrontato la tragedia di Genova, ponendovi massima e costante attenzione. Con lo stesso atteggiamento di unità e di condivisione anche con Regione ed enti locali, continuiamo a lavorare”, “assumendoci piena responsabilità delle scelte politiche che stiamo operando”.
Nel corso della riunione che si è tenuta oggi a palazzo Chigi, aggiunge Conte, “si è operata un’attenta ricognizione di tutte le azioni che dovranno essere svolte per le opere di ricostruzione e di tutte le misure deliberate per consentire ai cittadini di tornare alla normalità e per rilanciare le attività sociali, economiche e produttive di Genova, che sono state compromesse per effetto del crollo del Ponte”.
– “Le domande strutturali per quanto riguarda il cantiere del ponte ce le porremo nel momento in cui avremo un interlocutore che verrà scelto di concerto dal premier Conte insieme agli enti locali”. Lo ha detto il governatore della Liguria Giovanni Toti al termine del vertice a palazzo Chigi su Genova.
– “Peccato perdere un’occasione così.
Se i fondi li trovano loro, e se la spesa è limitata, perché no a Olimpiadi organizzate da Veneto e Lombardia? L’importante è che l’Italia torni ad essere protagonista”. Lo dichiara il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, interpellato sulla vicenda della candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026.
– “Andremo a tagliare le pensioni superiori ai 4.500 euro non giustificate dai contributi versati a chiunque, ad oggi, abbia preso anche solo un centesimo in più di quanto effettivamente dovuto”. Lo afferma il portavoce M5S Davide Tripiedi, vicepresidente della commissione Lavoro alla Camera. “Ce lo chiedono tutti i cittadini onesti – prosegue – che per anni hanno dovuto pagare anche per i loro privilegi. In questo modo potremo aiutare milioni di persone in difficoltà, istituendo una pensione di cittadinanza di 780 euro”.
– “Il doppio passaporto può essere un’occasione per rendere ancora più forte il rapporto tra Italia e Austria. Per questo fatico a comprendere la posizione del Ministro Moavero Milanesi. Così si creano solamente divisioni e nuove frizioni che non hanno senso e di cui nessuno ha bisogno”.
E’ la posizione della senatrice Julia Unterberger (Svp) e dei senatori dello stesso gruppo Dieter Steger e Meinhard Durnwalder che parlano anche di “un nuovo gesto verso la piena riconciliazione” e di “importante riflesso sull’Unione Europea”.
– “La manovra non potrà non avviare una riduzione delle tasse, ma non conterrà la flat tax; non potrà non intervenire sulle pensioni, ma non abolirà la Fornero; non potrà non dare un segnale alle fasce deboli, ma non col reddito di cittadinanza. Insomma, sarà la manovra delle promesse mancare, del contratto tradito, del vorrei ma non posso. E non perché non ci sono le risorse a disposizione ma perché le sensibilità di Lega e M5S sono così diverse e lontane da arrivare a sintesi”. Lo scrive sul suo blog Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato.
“Il pericolo – aggiunge – è che il governo scriva una manovra destinata a sprecare i 30 miliardi a disposizione, perché Lega e M5S finiranno per varare provvedimenti troppo deboli, incapaci di avviare quel processo di ripresa invocato dalle famiglie e dalle imprese italiane”.
– “Questo bambino morto in carcere era un detenuto, non si possono dare altre definizioni, così come era detenuto il suo fratellino. La riforma dell’ordinamento penitenziario, che non è stata approvata né dal precedente, né dall’attuale governo, aveva tutto il capitolo dell’affettività in carcere ed era saltato già con il precedente governo. Nella parte della riforma che era stata quasi portata a termine, questo problema della detenzione dei bambini si cercava di superare. Ma sono le leggi ad essere assassine”. Lo ha detto a Radio Radicale Rita Bernardini, del coordinamento di presidenza del Partito Radicale a commento di quanto accaduto oggi a Rebibbia. “Questa situazione richiede una risposta molto forte di denuncia – ha spiegato Bernardini – non solo politica, ma anche per i reati che si possono configurare e che non possono riguardare la dirigenza e il personale di direzione del carcere femminile di Rebibbia, perchè ho avuto modo di lavorare spesso con la dottoressa Del Grosso e con la sua attenzione, per i mezzi che ha e per come le leggi prevedono l’esecuzione penale, non può certamente essere lei considerata la responsabile di questa tragedia”.
– La legge che attribuirà le competenze alle Regioni non prevede “alcun aggravio sulla finanza pubblica: tutto sarà declinato in base al costo storico dello Stato regionalizzato per le materie trasferite”. Lo ha ribadito la ministra per gli Affari regionali Erika Stefani durante un’audizione presso le Commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato. Le richieste giunte finora al suo dicastero sono 8, vale a dire Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Marche e Umbria (in forma congiunta) e Piemonte. L’iter procedurale per partecipare al meccanismo di autonomia differenziata, ha sottolineato la ministra, “è lo stesso per tutte le Regioni richiedenti e questo deve indurre un’omogeneità metodologica”. Da ultimo ha spiegato che “il regionalismo differenziato non è una questione nordista o legata comunque squisitamente ad un’area geografica, ma un modo diverso e nuovo di interpretare il rapporto tra Stato, Regioni e Cittadini”.
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