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Filippine: frana su villaggi, tre morti
Distacco parte montagna dopo piogge, sepolte 30 case a Naga
Donna in Pakistan rientra in ItaliaMenoona Safdar. Ha annunciato il ministro degli Esteri Moavero
Macron, riformare Dublino prima voto Ue’E’ possibile, Francia farà di tutto’ perché avvenga
Migranti, a vertice Ue restano le distanze. Conte: ‘Ipotesi contributo da Paesi non volenterosi’Quattro ore di cena tra i leader dei 28. Di Brexit si parlerà oggi. May ha spiegato che non ci sarà un nuovo referendum
Conte,ampia distribuzione quote migrantiPremier, ‘Serve un meccanismo di gestione europeo’
Migranti: Trump, Spagna alzi muro SaharaIl ‘consiglio’ fu dato a giugno, rivela ministro Esteri Borrell
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MANILA
– Almeno tre persone sono morte e diverse risultano disperse in una frana avvenuta durante le forti piogge che stanno colpendo il centro delle Filippine.
Una parte di montagna è crollata su due villaggi poco dopo l’alba di oggi a Naga, nella provincia di Cebu, seppellendo circa 30 abitazioni.
– Il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, conferma “con grande soddisfazione” che la giovane Menoona Safdar trattenuta contro la propria volontà in Pakistan dalla sua famiglia si è appena imbarcata su un volo diretto in Italia.
“Il positivo esito, che ha posto fine a una grave violazione dei diritti fondamentali della giovane donna, è stato reso possibile, a seguito del personale interessamento del ministro, dall’efficace azione della nostra Ambasciata a Islamabad in stretto raccordo con la Farnesina”, si legge in una nota del Ministero degli Esteri.
– SALISBURGO
– “E’ possibile arrivare ad una riforma del regolamento di Dublino prima delle elezioni europee” della prossima primavera. Ne è convinto il presidente francese Emmanuel Macron che lo ha detto arrivando al vertice europeo di Salisburgo. La Francia “farà ogni sforzo per accompagnare questa ambizione”, ha aggiunto.
Dopo oltre 4 ore di dibattito restano le distanze tra i leader Ue sulla gestione interna dell’immigrazione, mentre i 27 si sono trovati d’accordo sulla necessità di rafforzare il coinvolgimento dei paesi terzi, incluso l’Egitto. “Sul tavolo c’è l’ipotesi che i Paesi non volenterosi, ovvero quelli che non partecipano in termini di sbarchi o in termini di redistribuzione” dei migranti, “versino un contributo finanziario”. A spiegarlo è il premier Giuseppe Conte interpellato dai cronisti in albergo al termine della cena tra i 28 leader Ue, durata oltre 4 ore, e tenutasi al Felsenreitschule di Salisburgo. Nel corso della cena si è parlato quasi esclusivamente di migranti, spiega Conte che, interpellato su un titolo da dare alla riunione sottolinea: “lavori in corso”. “Qualcuno tra i Paesi che non accolgono ha già dato disponibilità”, spiega Conte.Successivamente Conte, rispondendo ad una domanda sul contributo economico per i paesi Ue che non accolgono i migranti, ha detto che è stato considerato anche questo, è una possibilità residuale. “L’importante – ha precisato – è che ci sia un’ampia partecipazione al meccanismo di redistribuzione, altrimenti non ha significato”.”Se iniziamo a parlare del prezzo di un migrante, è una vergogna per tutti”, dice il premier lussemburghese Xavier Bettel, arrivando al vertice europeo di Salisburgo, commentando la possibilità che i Paesi Ue che non accolgono i migranti possano dare un contributo economico. “Non parliamo di mercati, non parliamo di tappeti o di merci. Parliamo di essere umani”, ha aggiunto.Dell’altro tema delicatissimo sul tavolo, la Brexit, si parlerà, dunque, anche al vertice straordinario che prenderà il via in mattinata a Salisburgo. “Solo al termine della cena la premier Theresa May ha spiegato la posizione britannica sottolineando come non ci sarà un nuovo referendum”, afferma il capo del governo spiegando come, allo stesso tempo, “di Frontex abbiamo parlato marginalmente, ne parleremo al vertice”.
– SALISBURGO
– “Per l’Italia è importante che ci sia un’ampia partecipazione alla redistribuzione dei migranti”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte prima di entrare al Vertice informale europeo di Salisburgo. “Serve un meccanismo di gestione che sia europeo”, spiega Conte.
– Il presidente Usa Donald Trump ha suggerito alla Spagna di costruire un muro anti-migranti nel deserto del Sahara: lo ha raccontato il ministro degli Esteri di Madrid Josep Borrell.
La ‘raccomandazione’ di Trump risalirebbe a giugno, quando Borrell ha accompagnato re Felipe e la regina Letizia alla Casa Bianca. Secondo Borrell, quando diplomatici spagnoli presenti hanno fatto notare al presidente che il Sahara si estende per quasi 5.000 chilometri, Trump ha replicato: “Il confine del Sahara non può essere più lungo del nostro confine con il Messico”. Il leader Usa ha conquistato la Casa Bianca anche grazie alla promessa elettorale di costruire un “grande e bel muro” per bloccare l’immigrazione al confine Usa-Messico, che è lungo poco più di 4.000 km.
Un piano del genere sarebbe di difficile realizzazione per la Spagna, che ha due piccole enclavi in Africa – Ceuta e Melilla – e che sarebbe costretta a costruire il muro in territorio estero. [print-me title=”STAMPA”]
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