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Maldive al voto, candidato opposizione dichiara vittoria
Alta affluenza alle urne. Timori per la tenuta democratica
‘Abusò di paziente’, rischia il processoAll’Istituto Rizzoli di Bologna che ha licenziato il dipendente
Frode internazionale, sequestro 25 mlnAnche una villa sui colli bolognesi, operazione della Gdf
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Il candidato dell’opposizione Ibrahim Mohamed Solih si è dichiarato vincitore nelle elezioni presidenziali di oggi alle Maldive contro il presidente uscente Abdulla Yameen. Un’affermazione che sembra confortata dai primi risultati diffusi dal sito del quotidiano indipendente Mihaaru.
com, secondo il quale Solih si sarebbe già aggiudicato il 58,3 % dei voti quando sono state conteggiate il 92% delle schede.
Nella sua prima dichiarazione dopo l’annuncio della vittoria, Solih ha definito questo “un momento di felicità, di speranza e di Storia”.
Sempre secondo media locali, Yameen non sarebbe andato oltre il 40% delle preferenze in una competizione in cui la posta in gioco è il futuro della giovane democrazia dell’arcipelago dell’Oceano Indiano, ma anche il rafforzamento dell’influenza dell’India, a cui Solih è vicino, rispetto alla Cina, Paese di riferimento di Yameen. Un raid della polizia, ieri, nella sede della campagna dell’opposizione e lo spettro delle sanzioni Usa nei confronti degli esponenti del governo se non saranno rispettate le regole democratiche non hanno dissuaso migliaia di elettori dall’andare a votare sopportando anche lunghe ore di fila con il caldo e sotto una pioggia battente. Dopo una giornata elettorale relativamente tranquilla e dopo un prolungamento di tre ore sull’orario previsto per via della forte affluenza, sono stati chiusi in serata i seggi della terza tornata multipartitica in tutta la storia della piccola Nazione.
A quanto hanno riferito le autorità locali, oltre 260 mila dei 400 mila aventi diritto si sono recati ai circa 400 seggi sparsi nelle varie isole, per scegliere il nuovo presidente. Secondo la Banca mondiale il presidente uscente ha assicurato una crescita economica stabile che ha contribuito ad aumentare l’aspettativa di vita. Ma i suoi critici, a partire dallo sfidante Solih, lo accusano di aver sistematicamente compresso le libertà democratiche, imprigionato gli oppositori, esercitato un controllo sulla giustizia e limitato la libertà di stampa. In febbraio Yameen ha dichiarato lo stato di emergenza, ha sospeso la Costituzione e ordinato l’arresto di alcuni giudici.
A pochi media internazionali è stato consentito di seguire l’appuntamento elettorale e c’è inquietudine per il dopo voto anche alla luce dell’irruzione della polizia, ieri, nella sede della campagna di Solih, accusata di aver organizzato una compravendita di voti a danno del presidente uscente.
– BOLOGNA
– Avrebbe abusato sessualmente di un anziano paziente a lui affidato, in un bagno dell’ospedale Rizzoli di Bologna dove lo aveva accompagnato. Questa l’accusa per un infermiere, nel frattempo licenziato dall’Istituto ortopedico e che ora rischia il processo: il Gip ha infatti ordinato di formulare l’imputazione coatta nei suo confronti.
I fatti sono dell’estate 2017. Il paziente ricoverato, over 70 e con problemi di deambulazione, dopo la violenza si confidò con un altro infermiere e dal reparto scattò una segnalazione alle forze dell’ordine. Nonostante l’anziano poi non fece denuncia, scattarono le indagini: furono sentiti vittima e testimoni e la Procura aprì un’inchiesta per violenza sessuale.
Alla fine degli accertamenti, il pm ha chiesto l’archiviazione, ritenendo il fatto non procedibile d’ufficio, ma il giudice, analizzando gli atti, ha invece valutato diversamente e nei giorni scorsi ha ordinato di chiedere il rinvio a giudizio per l’infermiere.
– BOLOGNA
– Prestanome utilizzati per strutturare e gestire catene societarie, costituite da società italiane, altre “esterovestite” (con sede fittizia in Gran Bretagna, ma realmente operanti a Bologna) e altre, tramite l’interposizione di fiduciarie estere, situate in Paesi ‘off shore’, come Isole Vergini Britanniche e Panama. Il tutto per nascondere la reale allocazione reddituale degli effettivi soci-amministratori e impedire la ricostruzione delle tracce contabili’.
Lo ha scoperto la Guardia di Finanza di Bologna che sequestrato beni mobili, immobili (tra cui una villa sui colli bolognesi del valore di circa due milioni), auto, quote societarie, polizze e conti correnti, per quasi 25 milioni.
Sedici gli indagati e un giro di fatture false o ‘gonfiate’ accertato per oltre 75 milioni, per prestazioni di sponsorizzazione in favore di due società di basket, di cui una imolese e l’altra, femminile, con sede a Parma. [print-me title=”STAMPA”]
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