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Aereo caduto in Micronesia, un disperso
A bordo c’erano 47 passeggeri, sei ricoverati
Barcellona, scontri a raduno separatistiNazionalisti in appoggio a protesta agenti per aumento salari
Tajani, Ue sotto attacco da Usa e Russia’Presidente del Parlamento europeo deve rimanere un italiano’
Tensioni a Colonia per visita ErdoganVietati cortei, ma in atto presidi pro e contro presidente turco
Confine Siria-Giordania riaprirà 10/10Ma Amman smentisce, colloqui ancora in corso
WELLINGTON
– C’è un disperso tra i 47 passeggeri che si sono salvati dopo che l’aeroplano su cui viaggiavano, diretto all’isola di Chuuk, è precipitato in una laguna del Pacifico poco dopo il decollo. Lo rende noto la compagnia aerea. La compagnia di bandiera di Papua Nuova Guinea, che ieri aveva affermato che tutti i 47 a bordo erano sopravvissuti all’incidente, ha fatto sapere che un uomo manca invece all’appello. La compagnia aerea non ha voluto fornire dettagli sull’età o sulla nazionalità del disperso, precisando che sta lavorando insieme alle autorità locali, ospedali e investigatori per trovarlo. Il salvataggio è avvenuto via mare, con le barche che hanno raccolto i passeggeri e l’equipaggio dall’aereo semisommerso in un arcipelago della Micronesia. Sei passeggeri sono ricoverati in ospedale in condizioni stazionarie.
– BARCELLONA
– Scontri tra agenti di polizia e indipendentisti si sono verificati nel centro di Barcellona dove i separatisti si erano radunati per protestare contro la marcia indetta dalle forze dell’ordine spagnole per chiedere un aumento del salario.
La polizia locale è intervenuta per fermare una barriera quando uno dei manifestanti ha gettato della vernice viola su un uomo che sosteneva la marcia degli agenti. A quel punto, i poliziotti hanno usato i manganelli per separare i due fronti della protesta. La tensione rimane alta in Catalogna alla vigilia dell’anniversario del referendum sull’indipendenza.
– “Oggi c’è un attacco all’Europa che parte dalla Russia e dagli Usa, non dico dai governi ma da ambienti russi e americani”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, intervistato dal direttore di Panorama Raffaele Leone e dal giornalista Marco Ventura durante un incontro a Roma.
“È un attacco concentrico che punta a indebolire l’Europa”, ha aggiunto Tajani sostenendo che “i viaggi di Bannon sono finalizzati a questo è mi spiace che alcuni cosiddetti sovranisti abbocchino. Rischiamo di sostituire il tricolore con la bandiera russa o americana”.
Dopo le elezioni europee, ha detto inoltre Tajani, “bisogna fare una battaglia per avere ancora un italiano alla guida del Parlamento europeo. Come Paese perderemo molte cariche e questa è la battaglia più alla nostra portata”.
– BERLINO
– La cerimonia per l’inaugurazione della nuova moschea di Ditib a Colonia da parte del presidente turco Recep Tayyp Erdogan sarà limitata alla parte interna della moschea mentre è stata disdetta per motivi di sicurezza e ordine pubblico la parte della cerimonia organizzata all’esterno dell’edificio, lo hanno comunicato le autorità cittadine. Si attendeva la presenza di circa 25.000 visitatori e non era possibile garantire la sicurezza, ha reso noto la sindaca di Colonia, Henriette Reker. I sostenitori di Erdogan si sono comunque riuniti stamattina nelle strade adiacenti sventolando bandiere della Turchia in attesa della prevista inaugurazione del presidente turco intorno alle 15:00. Intanto in migliaia si sono riuniti per manifestare contro la presenza di Erdogan a Colonia. La polizia ha vietato ai manifestanti di riunirsi in corteo e marciare nel centro cittadino.
– AMMAN
– E’ giallo sulla riapertura dei confini tra la Siria e la Giordania. Le autorità siriane hanno annunciato che le frontiere con Amman saranno riaperte il 10 ottobre, correggendo una precedente dichiarazione che annunciava l’avvenuta riapertura. Nel frattempo però, il portavoce del governo di Amman, Gumana Ghneimat, ha detto che in realtà i colloqui tra le due parti sono ancora in corso e che i confini saranno riaperti in un prossimo futuro, senza precisare la data, rende noto l’agenzia di stampa Petra. L’agenzia siriana Sana riferisce che i lavori di ristrutturazione del confine sono stati completati, in attesa di un accordo ufficiale con la Giordania. [print-me title=”STAMPA”]
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