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Formula 1: Gp Russia, pole a Bottas, sorpresi Hamilton e Vettel. LA GRIGLIA DI PARTENZA
Lewis: “errore mio, ma sono in 1/a fila”, seconda tutta Ferrari
Pugilato: gli 80 anni di MazzinghiL’ex campione del mondo, storico rivale di Benvenuti
Pallavolo: Juantorena verso addio azzurroCt Blengini, “futuro? non voglio pensarci dopo eliminazione”
Oro Van der Breggen, bronzo alla GuderzoTerzo posto all’azzurra, 14 anni dopo il primo podio iridato
Ryder: Molinari inarrestabile, Woods koEuropa trascinata da italiano, con Fleetwood quarta vittoria
UsaRyder Cup: Europa avanti 10-6 su UsaMolinari/Fleetwood calano poker, azzurro da record
Ryder: Molinari, conta vittoria EuropaAzzurro show a Parigi, “non è il momento di pensare ai record”
Pallavolo: Mondiali, Brasile finalistaLa squadra verdeoro ha battuto la serbia con un secco 3-0
io”Ciclismo:Mondiali,Guderzo”Sognavo podio”L’azzurra ha ottenuto il bronzo nella gara in linea Elite
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I 40 punti che dividono Lewis Hamilton, leader del Mondiale di Formula 1, da Sebastian Vettel sembrano di più al termine delle qualifiche del gran premio di Russia. Tale è stata la superiorità che la Mercedes ha mostrato sulla Ferrari partendo dalle libere del venerdì, passando per le qualifiche, fino alla pole. Che però, a sorpresa, non è andata al britannico, ma al suo compagno di team Valtteri Bottas. Le Rosse si sono dovute accontentare della seconda fila, con Vettel davanti a Kimi Raikkonen. Pesanti i distacchi incassati: rispettivamente 556 e 850 millesimi. I problemi all’avantreno restano e le gomme anteriori si deteriorano troppo rapidamente. Nemmeno le novità aerodinamiche hanno funzionato. LA GRIGLIA DI PARTENZA
Nella Q3 Bottas ha sorpreso tutti, compreso Hamilton – attardato di 145 millesimi – che gli era stato sempre davanti. E, grazie ad uno strepitoso 1’31″387 (record della pista, l’anno scorso Vettel era stato il più veloce in 1’33″194), si è messo alle spalle i due litiganti per il titolo iridato 2018, conquistando la seconda pole stagionale, la sesta in carriera. Il primo posto sulla griglia Hamilton l’ha perso con una incertezza alla curva 7 del giro decisivo, quando è finito un po’ largo. “Ho commesso un errore nel tentativo di battere Valtteri. Non si può essere sempre perfetti, ma siamo comunque in prima fila e domani possiamo fare bene” il suo primo commento. “Che bella sensazione tornare in pole, mi mancava dall’Austria – le parole di Bottas in conferenza stampa – Questo circuito mi piace molto e la macchina è andata sempre migliorando”.
La chance di bissare il successo del 2017 non è così remota, sempre che non intervengano ordini di scuderia. Le Ferrari, su una pista dove partire davanti è fondamentale, al semaforo verde si troveranno davanti un muro d’argento. Le due W09 avranno anche il vantaggio di scattare dalla prima fila che è stata riasfaltata con un bitume che assicura più grip. Le quattro vetture avranno tutte gomme ultrasoft, usate nella Q2. Almeno a parole Vettel ha conservato l’ottimismo: “La gara è un’altra cosa, dipende da come si parte, da come si arriva alla prima curva. Quella sarà la fase più importante”. “Non possiamo cambiare altro, abbiamo fatto tutti i tentativi”, ha commentato Raikkonen. Se non altro le Ferrari al via non dovranno preoccuparsi, almeno per un po’, delle Red Bull, che dopo la sostituzione del motore partiranno dal fondo della griglia. Stessa sorte per le Toro Rosso e la McLaren di Alonso.
Si rincorrono pure all’anagrafe, non solo sul ring, i grandi campioni mondiali di pugilato Sandro Mazzinghi e Nino Benvenuti. Nati entrambi nel 1938, ora fanno gli 80 anni. Benvenuti già ad aprile, adesso Mazzinghi, il prossimo 3 ottobre nella sua Pontedera (Pisa). “Con Benvenuti ci dividono sei mesi, ci siamo arrivati agli 80 tondi tondi – dice oggi Mazzinghi -. Questa è un età importante per tutti, puoi tirare le somme della vita e vedere il mondo con la consapevolezza che tutto ciò che hai fatto non è stato inutile, quindi il bilancio è positivo”.
E proprio a questo traguardo l’ex campione del mondo Mazzinghi manda un messaggio ai giovani: “Alle nuove generazioni, in questa fase storica molto complessa, voglio dire di insistere sempre anche quando le situazioni si fanno difficili. Io ho avuto una carriera molto dura ma il mio carattere di combattente e la grande fede mi hanno aiutato a superare momenti molto complicati”.
“Il mio futuro lo deciderò con la mia famiglia, ma penso che questa possa essere stato l’ultimo evento con la maglia azzurra”. Osmany Juantorena preannuncia il suo addio alla nazionale dopo la sconfitta con la Polonia che ha di fatto estromesso gli azzurri dalla corsa alle medaglie: “Ne parlerò anche con Blengini – ha concluso l’italo-cubano -. A mente fredda dico che ancora non siamo pronti a salire sul podio”.
Rimanda tutto ai prossimi giorni il ct Blengini, deluso dall’eliminazione pur non avendo nulla da rimproverare ai suoi: “Non ho voglia di ragionare sul futuro dopo un’eliminazione mondiale, per adesso non voglio pensarci”.
– Anna Van der Breggen ha vinto dominando la prova su strada femminile della categoria Elite, ai Mondiali di ciclismo di Innsbruck (Austria). Ottimo terzo posto per la vicentina di Marostica, Tatiana Guderzo, 34 anni, tornata sul podio 14 anni dopo il primo grande piazzamento iridato (argento nel 2004, a Verona, al quale va sommato l’oro conquistato nel 2009 a Mendrisio, in Svizzera), che è riuscita a piazzarsi alle spalle dell’australiana Amanda Spratt, seconda e argento. La fuoriclasse olandese ha vinto attaccando a oltre 40 chilometri dal traguardo, prendendo in contropiede la compagna Annemiek Van Vleuten, grande favorita della vigilia. La 28enne Van der Breggen ha tagliato il traguardo con 3’42” di vantaggio sulla Spratt e 5’26” sulla Guderzo. Tredicesima l’altra azzurra Elisa Longo Borghini, alla quale il tecnico Dino Salvoldi aveva affidato i gradi di capitano, 20/a Erica Magnaldi.
– Continua senza sosta lo show di Francesco Molinari che a Parigi conquista la 4/a vittoria consecutiva battendo per la 3/a volta nel giro di due giorni il suo mito, Tiger Woods. Nella Ryder Cup di golf l’azzurro, sempre in coppia con Tommy Fleetwood, continua a trascinare l’Europa che dopo la sconfitta del 2016 ad Hazeltine punta a riprendersi il trofeo. Dopo il successo di questa mattina nell’incontro fourballs (ogni giocatore gioca la propria palla e ogni buca vinta è un punto), il torinese vince anche nel foursomes (i due giocatori di ogni team si alternano al tee). E annichilisce “The Big Cat”, che nonostante il cambio di partner (da Patrick Reed a Bryson DeChambeu) è costretto ancora a soccombere (5&4 il risultato finale).
– A Parigi quando manca solo 1 round al termine della Ryder Cup l’Europa, trascinata dal tandem Francesco Molinari/Tommy Fleetwood, è avanti 10-6 sugli Stati Uniti. Vantaggio consistente per il Vecchio Continente, arrivato grazie alla 4/a vittoria consecutiva dell’azzurro che in coppia con il britannico è entrato nella storia della rassegna. Nessun duo, dal 1927 ad oggi, era riuscito a realizzare una simile impresa.
Al Le Golf National il Vecchio Continente festeggia anche il successo di Henrik Stenson/Justin Rose, che hanno avuto la meglio (2&1 il finale) su Dustin Johnson e Brooks Koepka. Gli Stati Uniti rispondono con una doppia vittoria. Bubba Watson/Webb Simpson sconfiggono per 3&2 Sergio Garcia e Alex Noren. Mentre Justin Rose/Jordan Spieth, implacabili, vincono nettamente la sfida con Rory McIlroy e Ian Poulter (4&3).
– Francesco Molinari, insieme a Tommy Fleetwood, è nella storia della Ryder Cup. Mai nessuna coppia era riuscita a ottenere 4 vittorie consecutive nella storia della rassegna. “E’ fantastico – le dichiarazioni da Parigi dell’azzurro – ma non è questo il momento di pensare ai record.
L’obiettivo unico dell’Europa adesso deve essere quello di tornare a riprendersi il trofeo. Non sarà facile ma ce la metteremo tutta”. A un solo round dal termine il Vecchio Continente è in vantaggio per 10-6 sugli Stati Uniti. Domani il gran finale con il Team capitanato da Thomas Bjorn che sogna insieme all’azzurro, autentico trascinatore.
Il Brasile è la prima finalista del Mondiale di pallavolo maschile, le cui finali si disputano a Torino. I verdeoro hanno battuto, con un secco 3-0 (25-22, 25-21, 25-22), la Serbia allenata da Grbic, offrendo una splendida prestazione dal punto di vista mentale e tecnico. Una vittoria di squadra che permette ai brasiliani di preparare la finale di domani sera alle 21,15 contro la vincente dell’altra semifinale tra Polonia e Usa.
– “E’ stata una stagione difficile, ma volevo esserci: credo nella maglia azzurra e in questa squadra.
Ho cercato di mettermi a disposizione delle compagne. Quando è partita Anna ero a tutta e non sono riuscita a seguirla. Ci siamo guardate, avevamo Elena Pirrone davanti, abbiamo provato ad allestire una difesa. Al penultimo giro sono iniziati i crampi, mi sono detta ‘resisti un altro po”, magari serve”.
Così Tatiana Guderzo commenta la prova su strada Elite femminile valida per i Mondiali di ciclismo, a Innsbruck (Austria), vinta dall’olandese Van der Breggen e che le e’ valso il bronzo.
“Quando è partita la canadese ho visto le mie compagne in affanno. Ho pensato ‘ci devo andare io’ e sono andata – aggiunge l’atleta vicentina -. Strada facendo, soffrendo ma stringendo i denti, ho trovato la forza per staccare le altre e raggiungere un sogno: una medaglia in un Mondiale è l’emozione più bella”.
“All’inizio di questo Mondiale ero sicura che qualcuna di noi avrebbe preso una medaglia”, conclude.
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