POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
Di Maio, obiettivo alternativa in Pe
Orban e Le Pen sono di destra e sono alleati della Lega
Fico, nessuna sfida a mercati o spreadStato italiano ha diritto di fare legittimamente manovra
Vajont: Mattarella, morti evitabiliMessaggio del Capo dello Stato a 55 anni dal disastro
Manovra: stasera vertice a Palazzo ChigiOltre a Conte probabili presenti vicepremier e Tria
Juncker-Fico, Italia nel cuore dell’UeLo dice portavoce Commissione europea, discussione utile
Lascia tonaca ex direttore CaritasTorna laico su sua richiesta, era sospeso per molestie sessuali
Taverna, casa popolare? Mamma ha dirittoAbita alloggio perché ha fatto ricorso contro cancellazione
Patuanelli, nessuna modifica numeri DefArriva alla Camera e sarà quello annunciato negli scorsi giorni
Gori, pronto a ricandidarmi sindaco’Non lascio le cose a metà. Possiamo fare bene, ancora di più’
Corte Conti, Def non rassicurante su debito. Conte, allarme su sanatorie fiscali è ingiustificato
Def:Salvini, spread? Italia ci darà manoForza nostro Paese è risparmio privato
Conte, ingiustificato allarme sanatorieCorte Conti non ha ancora visto come abbiamo scritto norme
Conte, dopo manovra mercati tranquilliChi investirà in Italia ci guadagna. Sarà conveniente venire qui – Giunta Sardegna vara manovra da 8mld
Al sociale le maggiore risorse, per taglio tasse parola all’Aula
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“Con Orban e Le Pen non abbiamo niente che ci riguardi. Noi siamo una forza né di destra né di sinistra. Orban e Le Pen sono di destra e sono alleati della Lega non nostri”. Così Luigi Di Maio a margine del Tavolo della Moda, sottolineando che il Movimento 5 Stelle a livello europeo “è impegnato a creare un gruppo parlamentare europeo che consenta un’alternativa alla destra e alla sinistra”
– “Il concetto di sfida è sbagliato: nessuno sfida lo spread o i mercati. Lo stato italiano ha il diritto di fare legittimamente una manovra senza sfidare nessuno, per parlare all’Europa senza sfidare ma per cambiare”.
Lo ha detto a Bruxelles il presidente della Camera Roberto Fico al termine dell’incontro con il presidente della Commissione Jean Claude Juncker.
– A 55 anni dal disastro del Vajont l’Italia non dimentica le vite spezzate, l’immane dolore dei parenti e dei sopravvissuti, la sconvolgente devastazione del territorio, i tormenti delle comunità colpite. Neppure può dimenticare che così tante morti e distruzioni potevano e dovevano essere evitate. In questo giorno di memoria il primo pensiero va alle vittime, ai loro corpi straziati, molti dei quali mai ritrovati”. Lo scrive Sergio Mattarella in un messaggio a 55 anni dal disastro del Vajont.
– Nuovo vertice sulla manovra previsto oggi in serata a Palazzo Chigi. A quanto si apprende da fonti di governo, il premier Giuseppe Conte ha convocato per la serata una riunione per fare il punto sulla Nadef. Al vertice dovrebbero partecipare – anche se sui presenti al tavolo mancano ancora conferme ufficiali – i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giovanni Tria e il sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Sia Conte che Di Maio e Salvini non torneranno a Roma prima del pomeriggio di oggi dai rispettivi impegni previsti in agenda.
Per l’incontro tra il presidente Jean Claude Juncker e Roberto Fico era stato lasciato uno “spazio di trenta minuti, ed invece è durato oltre un’ora e questo prova quanta attenzione e amore Juncker ha per l’Italia. E’ stata una discussione utile su questione di interesse comune, sia per l’Italia che per l’Ue. Entrambe hanno concordato che l’Italia è e continuerà ad essere al cuore del progetto europeo”. Così Margaritis Schinas, portavoce della Commissione europea.”E’ stato un buon incontro, un momento per raffreddare la temperatura”, ha detto ancora Margaritis Schinas commentando l’incontro tra il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker ed il presidente della Camera Roberto Fico.Come già detto da Juncker giorni fa “sta ai policymakers italiani trovare regole e misure che consentano all’Italia di rimanere all’interno degli obiettivi di bilancio concordati, e questi obiettivi sono stati approvati dai 28 capi di Stato e di Governo dell’Unione, democraticamente eletti”, ha spiegato il portavoce del presidente della Commissione Jean Claude Juncker parlando dell’incontro con il presidente Fico.
– PERUGIA
– Ha lasciato la tonaca su sua richiesta don Lucio Gatti, in passato direttore per diversi anni della Caritas di Perugia. Lo ha reso noto la Curia spiegando che l’ormai ex religioso “ha chiesto e ottenuto dal Santo Padre Francesco di tornare alla vita laicale”.
“La Chiesa Perugino-Pievese, che ha generato don Lucio al sacerdozio – è detto ancora nella sua nota -, accoglie con sincero rispetto il suo gesto e assicura la sua preghiera”.
Quando era direttore della Caritas don Gatti venne accusato di molestie sessuali nei confronti di alcuni ospiti.
Nell’ottobre del 2011 la Diocesi – guidata dal vescovo Gualtiero Bassetti – avviò un’indagine che ne portò, nell’aprile del 2012, alla “sospensione da ogni attività pastorale”.
Nel gennaio del 2014 don Gatti patteggiò quindi una condanna a due anni di reclusione davanti al gup di Perugia. Attraverso il suo difensore sottolineò all’epoca che la scelta non doveva essere letta come un’ammissione di responsabilità.
– Da “un accertamento sembra che mia madre non abbia più diritto all’alloggio” popolare in cui abita ma lei “ha adito le vie legali perché ritiene di averne diritto.
Dov’è la notizia?”. Lo dice la vicepresidente M5s del Senato, Paola Taverna commentando in un video su Fb le polemiche nate sulla casa popolare che la madre abiterebbe senza averne diritto. “Credo che mia madre stia agendo bene e credo che mia madre a 80 anni abbia tutto il diritto di desiderare di morire nella stessa casa nella quale è vissuta” afferma la senatrice che continua: “Mia madre ha 8o anni, percepisce una pensione minima e vive in una casa popolare dove ho vissuto anche io per tanti anni. Non provo vergogna a venire da una famiglia povera e ancora meno non provo imbarazzo a dire che la mia famiglia non è diventata benestante”.
– “Non pensiamo assolutamente a modificare i numeri del Def che, peraltro, arriva alla Camera e sarà quello annunciato negli scorsi giorni”. Lo ha detto il capogruppo M5s al Senato, Stefano Patuanelli, intervistato da Sky Tg24.
– BERGAMO
– “Sono pronto a ricandidarmi sindaco di Bergamo”. L’annuncio di Giorgio Gori, che ha sciolto la riserva dopo la lunga pausa di riflessione, è arrivato oggi pomeriggio in una conferenza stampa: “Come vuole il mio spirito bergamasco, non lascio le cose a metà: Bergamo è cambiata, abbiamo creato opportunità di lavoro, aperto cantieri, investito sull’aiuto alle persone fragili e in cultura. La trasformazione è in corso e noi possiamo fare bene, ancora di più”.
“Fare il sindaco è la cosa più difficile della mia vita professionale – ha detto il manager, fondatore della casa di produzione televisiva Magnolia ed ex direttore di Canale 5 e Italia 1 -, però anche quella che mi ha dato grandi soddisfazioni”. “Sono orgoglioso di rappresentare Bergamo – ha detto -, una città apprezzata anche fuori dalle Mura”.
“Il quadro macroeconomico programmatico appare ottimistico alla luce delle attuali tendenze del ciclo economico internazionale”. Così la Corte dei Conti nel corso dell’audizione in Parlamento sulla Nadef. “La traiettoria disegnata nel quadro programmatico della Nota – dice ancora – non appare rassicurante” e “il profilo di riduzione del rapporto debito/pil non è linea con la regola del debito”.
“Interventi a favore dei trattamenti previdenziali e delle politiche di assistenza che puntino al contrasto della povertà devono essere adottati senza mettere a rischio la sostenibilità finanziaria del sistema”, ha affermato il presidente della Corte dei Conti Angelo Buscema nell’audizione sulla nota al Def.
“Il ripetersi di modalità di prelievo (sanatorie fiscali o mitigazioni del prelievo su limitate tipologie di soggetti) che, pur dettate dall’intento di riequilibrare e, ove possibile, alleggerire l’onere fiscale, può incidere sulla stessa percezione di equità fiscale o introdurre nuove distorsioni nelle scelte adottate nel mondo del lavoro”, ha detto Buscema tornando ad auspicare una “più strutturale rivisitazione del sistema impositivo”.
Conte, allarme su sanatorie fiscali è ingiustificato – “Posso capire che ci possa essere un allarme ma siccome nessuno ha ancora visto come abbiamo scritto quelle che chiamano le sanatorie fiscali, l’allarme, in questo momento, è ingiustificato” da parte della Corte dei conti. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a margine della sua lezione all’Accademia della Crusca, parlando con i giornalisti in merito alla valutazione espressa dalla Corte dei conti.
– LIONE
– “La forza dell’Italia, che nessun altro degli amici seduti al tavolo oggi ha, né i francesi, né gli spagnoli, è un risparmio privato che non ha eguali al mondo.
Per il momento è silenzioso e viene investito in titoli stranieri. Io sono convinto che gli italiani siano pronti a darci una mano”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini, a margine del G6 di Lione, a chi gli chiede cosa farà il governo se lo spread continuerà a salire.
– FIRENZE
– “Posso capire che ci possa essere un allarme ma siccome nessuno ha ancora visto come abbiamo scritto quelle che chiamano le sanatorie fiscali, l’allarme, in questo momento, è ingiustificato” da parte della Corte dei conti. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a margine della sua lezione all’Accademia della Crusca, parlando con i giornalisti in merito alla valutazione espressa dalla Corte dei conti. “Funziona così – ha aggiunto Conte -: noi presentiamo la regolamentazione della pacificazione fiscale, la si legge, la si studia, e poi interloquite con noi. Quindi dipende da che cosa facciamo. Non abbiamo mai detto che il nostro segnale è fare un condono così da domani nessuno paga più le tasse. Non è assolutamente questo, è una riforma organica”.
– FIRENZE
– “Lo spread a 315 punti base non mi ha fatto piacere, è ovvio. Confido che quando si leggeranno la nostra manovra ci potrà essere maggiore tranquillità da parte degli investitori. E quindi un segnale positivo da parte dei mercati. Confido che con questa manovra chi investirà in Italia avrà tanti guadagni e sarà molto conveniente investire qui”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a margine della sua lezione all’Accademia della Crusca.
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– CAGLIARI
– La Giunta Pigliaru ha approvato l’ultima finanziaria della legislatura. Una manovra da circa 8 miliardi di euro per il 2019 che porterà la Sardegna, con 276 milioni stanziati, al primo posto tra le Regioni che spendono di più in politiche sociali. Spiccano infatti le conferme delle risorse per il Reddito di inclusione sociale (Reis), 45 milioni, e per i cantieri di Lavoras, 50 milioni. Tra le altre voci di spesa, i 600 milioni per il Fondo unico destinato agli Enti locali, i 70 milioni per la Programmazione territoriale, i 50 milioni per i Comuni in difficoltà finanziarie e 5 milioni per le Province e la Città Metropolitana.
Ai 3,2 miliardi impegnati nel settore sanità si aggiungono i 370 milioni che, sommati a quanto stanziato in assestamento di Bilancio (130 mln), consentiranno alla Giunta di lasciare i conti in ordine. Adesso il ddl varato dall’Esecutivo entrerà in commissione Bilancio per l’approvazione finale prima di approdare nell’aula del Consiglio regionale. [print-me title=”STAMPA”]
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