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Bruciati manichini Di Maio e Salvini
A Torino, foto due vicepremier imbrattate di vernice rossa
Migranti: striscione CasaPound Scandicci’No al business dell’accoglienza. chiudere i centri Sprar’
Conte, sì a biglietto unico treno-aereoTurismo è industria straordinaria, lavorare a competitività
Conte,più investimenti da concessionarieNel piano manutenzioni ordinarie e straordinarie
No Tav, gendarmi difendono indifendibileProtesta davanti prefettura Torino, contro di noi vero attacco
Ceccanti, Minniti candidato innovativoPrimarie aperte coerenti con guida che non pensi solo a partito
Pd: Rossi, Minniti? Salvini resta 20anniPensano di vincere inseguendo destra? Gente sceglie originale
Fraccaro, per Pil investire su famiglieNostra impostazione completamente diversa dal passato
TORINO
– Manichini raffiguranti i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono stati bruciati dagli studenti che manifestano a Torino scandendo slogan contro il governo. Sui lampioni di piazza Castello, dove sono arrivati in corteo, sono state attaccate alcune foto dei leader di Lega e Movimento 5 Stelle col volto imbrattato di vernice rossa. La zona della protesta, di fronte agli uffici della prefettura, è presidiata da polizia e carabinieri.
– SCANDICCI (FIRENZE)
– ‘No al business dell’accoglienza. chiudere i centri Sprar’. E’ quanto scritto nello striscione affisso, ieri sera, sulla terrazza del municipio dai militanti di Casapound Scandicci (Firenze) per protestare contro l’arrivo di altri richiedenti asilo nel centro profughi di Casellina nell’ambito del Progetto Sprar. “La giunta Fallani”, si legge in nota di CasaPound Scandicci, “sta per fare un nuovo ‘regalo’ alla cittadinanza scandiccese: il centro profughi di Casellina, già duramente contestato da CasaPound, accoglierà oltre una ventina di richiedenti asilo di cui, come al solito, non si conosce né la reale provenienza né la reale storia personale”. “Il comune di Scandicci, infatti”, prosegue la nota, “insieme al comune di Campi Bisenzio ha vinto un nuovo bando del Progetto Sprar gestito dal ministero dell’Interno, e così, adesso la ventina di nuovi finti-profughi andranno a sommarsi ai 189 già presenti sul territorio comunale.
– “Oggi la competitività dell’impresa turistica è affidata alla possibilità di raggiungere le mete a costi accessibili e orari intelligenti. L’ingresso di Ferrovie” in Alitalia, “in questo senso, permetterebbe ad esempio di lavorare al biglietto unico treno-aereo: un turista, quando arriva in Italia, potrebbe spostarsi in tutto il Paese”. Lo dichiara in una nota il premier Giuseppe Conte. “L’Italia è un’industria straordinaria per il turismo e per valorizzarla vogliamo rendere efficiente e attrattivo il sistema di trasporto”, aggiunge.
– “E’ impossibile preventivarlo in questo momento, si tratterà semplicemente di avere da loro il piano delle manutenzioni ordinarie e straordinarie per l’anno successivo e di spingere a incrementarlo. All’esito di questa ricognizione potrò essere preciso, in questo momento se facessi delle cifre sarebbero inattendibili”. Così il premier Giuseppe Conte ha risposto alla domanda sull’ammontare degli investimenti che si aspetta da parte delle società concessionarie di beni pubblici.
– TORINO
– Oltre un centinaio di denunce in procura, una ventina di fogli di via, sedici avvisi orali: “È un attacco preciso contro di noi del movimento No Tav” quello portato avanti nelle ultime settimane “dalla questura e dalla prefettura di Torino”. La denuncia è arrivata dagli stessi attivisti oggi nel corso di una conferenza stampa in Piazza Castello.
“Le responsabilità penali per quello che facciamo o non facciamo – spiegano – dovrebbero essere individuali. Tutti questi provvedimenti, presi ‘a pioggia’ in assenza di accuse specifiche, dimostrano però che siamo bersagliati per quello che siamo, per il solo fatto di essere No Tav. L’ultimo atto, davvero emblematico, è stata la revoca della patente a un simpatizzante per ‘indegnità morale'”.
“I gendarmi – concludono gli attivisti – difendono l’indifendibile: il cantiere di un’opera inutile e dannosa. Ma colpendo i No Tav, come sappiamo, si guadagna visibilità e si fa carriera”.
– Una candidatura “consistente e innovativa”: così il deputato Pd Stefano Ceccanti definisce l’appello per una candidatura di Marco Minniti alle primarie Dem. “Mantenere il sistema delle primarie aperte agli elettori in una competizione estroversa – scrive in una nota – è coerente con l’idea di scegliere un segretario che non si dedichi solo all’organizzazione interna, ma che sia anche colui che ci guida alle elezioni politiche”. E argomenta: “In questo senso, salva la verifica sulla sua piattaforma programmatica e salve eventuali altre candidature al momento ignote, quella di Marco Minniti mi sembra la prima tra quelle già note che sia al tempo stesso consistente (in coerenza con quel doppio ruolo interno ed esterno) e innovativa (capace cioè di una discontinuità che non ci riporti indietro)”. Da qui la conclusione: “Si preannuncia finalmente una bella competizione plurale che può arricchire l’unità di un grande partito che non può mai essere uniformità”.
– FIRENZE
– “Un gruppo di sindaci, che i giornali dicono renziani, candidano Minniti alla guida del Pd.
L’ondata razzista e anti immigrati, che ha travolto tutto, a cominciare dal Pd stesso, in realtà iniziò con l’attacco di Di Maio alle ong, ‘taxi del mare’, cui seguì il codice per le ong dell’allora ministro Minniti e infine gli accordi con i satrapi e la guardia costiera libica, in violazione dei diritti umani, come l’Onu ha definitivamente decretato”. Lo scrive in un post su fb il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi commentando l’ipotesi di una candidatura dell’ex ministro dell’ Interno alla segreteria di democratici. “Se il Pd pensa di vincere continuando a rincorrere la destra sui temi dell’ immigrazione e della sicurezza, Salvini resterà al governo ben saldo per il prossimo ventennio”, aggiunge. Secondo Rossi “che la gente preferisca sempre l’originale” è “una regola aurea della politica. Particolarmente di questi tempi”.
– ROVERETO (TRENTO)
– “Investire sulle famiglie è l’unico modo per aumentare il Pil. Se soffochiamo la capacità di spesa, si riduce il flusso economico interno”. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, parlando a Rovereto, in Trentino, a proposito della manovra economica nazionale.
“I tagli in passato – ha aggiunto – si sono tradotti in depressione. I soldi vanno messi nei posti giusti, nei settori che hanno un effetto moltiplicatore maggiore”. “La nostra – ha concluso – è un’impostazione che mette una croce sul passato, completamente diversa, perché è stato dimostrato che non ci sono stati risultati”.
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