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Manovra, Draghi: ‘Ottimista su soluzione compromesso’
‘Non bisogna drammatizzare su deviazioni da procedure stabilite’
Fisco: con cedolare negozi -2.800 euroSolo Affitti, a Milano sconti maggiori, 1.800 euro a Napoli
Italia spaccata metà su lavoro/economiaNord regge la sfida con la Germania, sud peggio della Grecia
Pace fiscale con tre scaglioni, 6-10-25%Varieranno con la posizione patrimoniale e reddituale del contribuente
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“Sono fiducioso che tutte le parti trovino un compromesso”. Così il presidente della Bce Mario Draghi sulla manovra italiana, oggetto di attenzione da parte di Bruxelles e delle istituzioni internazionali. “Sappiamo che ci sono procedure stabilite e accettate da tutti, ci sono state deviazioni: non è la prima volta e non sarà l’ultima” dice invitando poi a non drammatizzare per queste deviazioni. “Come ho detto, bisogna abbassare i toni e sono piuttosto ottimista che sarà trovato un compromesso”, aggiunge Draghi.
“Credo si debbano abbassare i toni” prima di tutto. Secondo, “dobbiamo aspettare i fatti. Dobbiamo aspettare come questa manovra viene fuori esattamente”, ha detto ancora Draghi, nella conferenza stampa finale dell’istituto centrale nell’ambito dei meeting annuali di Fmi/Banca mondiale, sulla manovra di bilancio dell’Italia. L’invito ad “abbassare i toni è a tutte le parti, non solo l’Italia, parlando più in generale”.
Il presidente Draghi respinge le accuse di rialzo dello spread sui titoli di Stato italiani per la fine degli acquisti entro fine anno. I mercati, ha notato, non hanno reagito all’annuncio della fine del “quantitative easing” (Qe) già dato a giugno. “Quello che accade oggi è legato all’Italia e quindi non c’è contagio in atto, e una questione locale”. Draghi ha ricordato il caso della Grecia: i suoi bond, non acquistabili dalla Bce, hanno visto “fino a poco fa ridurre il differenziale” con quelli italiani.
Lo scontro con Bruxelles sulla manovra 2019 basata su un aumento del deficit, in una inversione sugli impegni precedenti presi, ha causato problemi pratici. “Un’espansione del bilancio in un Paese ad alto debito diventa molto più complicata se la gente comincia a mettere in dubbio l’euro”, ha detto Mario Draghi. “Queste dichiarazioni hanno creato danni reali e ci sono molte prove che lo spread è cresciuto per queste dichiarazioni”. Il risultato è che famiglie e imprese “pagano maggiori tassi di interesse sui prestiti”.
E il premier Giuseppe Conte ha riunito ieri sera a Palazzo Chigi sottosegretari e tecnici per “definire i dettagli” di decreto fiscale e legge di bilancio. Ne dà notizia lo stesso presidente del Consiglio in un post su Facebook, accompagnato da una foto che lo ritrae al tavolo della riunione con al fianco, tra gli altri, i sottosegretari all’Economia Massimo Garavaglia (Lega) e Laura Castelli (M5s). “Appena rientrato a Roma dal viaggio in Etiopia ed Eritrea che conferma e rafforza il nostro ruolo nel corno d’Africa. Ora sono al lavoro con staff, tecnici e collaboratori per definire i dettagli dei provvedimenti che il governo si appresta a varare nei prossimi giorni: il decreto fiscale e il disegno di legge sul bilancio. Nello specifico stiamo approfondendo alcune norme per la semplificazione fiscale e burocratica e le politiche attive sul lavoro. Non ci fermiamo un attimo, il lavoro da fare è tanto, ma vi assicuro che l’impegno di questo governo è incessante”, scrive Conte.
– L’introduzione nella legge di Bilancio della cedolare secca anche nel settore commerciale porterebbe risparmi fiscali medi annui per i locatori di negozi fino a 2.800 euro.
È quanto emerge da un’analisi di Solo Affitti che nella simulazione ha ipotizzato un locatore medio, con un reddito lordo di 30.000 euro annui che non gode di alcuna detrazione particolare e che aggiunge a questo reddito da lavoro il reddito da locazione di un negozio di sua proprietà. A Milano, dove il canone di locazione medio dei negozi è di oltre 1.500 euro al mese, il risparmio fiscale medio annuo derivante dall’applicazione della cedolare secca sarebbe di 2.809 euro, quasi il 35% in più rispetto a Napoli (2.084 euro), dove però il canone di locazione degli esercizi commerciali è più basso (1.150 euro). Nella Capitale il risparmio fiscale medio ammonta a 1.800 euro: un valore più basso, in linea con il costo medio degli affitti, che mediamente non supera i mille euro (993 euro)
-VENEZIA
-L’Italia è un Paese sempre più spaccato a metà:se dopo la crisi il Nord ha ripreso a correre e con qualche difficoltà tiene il passo della locomotiva d’Europa,la Germania, il Sud arranca e presenta una situazione socio/occupazionale addirittura peggiore della Grecia che da oltre 10 anni è il fanalino di coda dell’Ue.Lo rileva la Cgia dopo aver comparato una serie di indicatori economici, occupazionali e sociali della Germania con il Nord Italia e della Grecia con il nostro Sud. Le variabili messe a confronto da Cgia si raggruppano in 3 aree: economia (Pil pro capite; produttività del lavoro, export/Pil e saldo commerciale/Pil); lavoro (tasso di occupazione anche femminile, tasso di disoccupazione e tasso di disoccupazione giovanile);sociale (rischio di povertà o esclusione sociale).Per Renato Mason “il gap tra il Nord e il Sud ha radici lontane che risalgono all’Unità d’Italia.Purtroppo,le politiche pubbliche di sviluppo messe in campo negli ultimi 70 anni non hanno diminuito le distanze. Anzi sono salite”.
La pace fiscale potrebbe comportare tre scaglioni di pagamento al 6%, al 10% e al 25% “a seconda della posizione patrimoniale e reddituale del contribuente che ne fa richiesta”. E’ quanto spiega il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri (Lega), in vista della messa a punto del decreto fiscale collegato alla manovra. L’aliquota del 6% potrebbe per esempio essere riservata ai contribuenti monoreddito con un figlio minorenne a carico, precisa. “La pace fiscale non è per gli evasori, – precisa – ma per chi è in regola con la dichiarazione dei redditi e non ha risorse per pagare perché ha difficoltà economiche”. “Il M5S se c’è da dare una mano ai contribuenti in difficoltà che non sono evasori sono certo che non avrà alcun problema”, aggiunge.
Il premier, Giuseppe Conte, professa ottimismo. “Mi sono sempre dichiarato fiducioso. Fiducioso perché anche per attitudine mentale mi piace prima confrontarmi sui contenuti, poter spiegare i contenuti, e poi mi aspetto di poter discutere su quei contenuti. Fino ad ora questo non c’è ancora stato, perché con le istituzioni europee e con i nostri interlocutori europei non ci siamo ancora seduti ad un tavolo. Lasciateci il tempo di poterlo fare”, dice Conte a Bologna rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di Mario Draghi [print-me title=”STAMPA”]
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