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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 02:12 DI VENERDì 12 OTTOBRE 2018

ALLE 09:15 DI DOMENICA 14 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

U2: rock e umanità a Milano, tra esperienza e innocenza
Anche celebrazione Unione Europea nelle due ore di show sold out

Torna Schiavone in Fate il vostro giocoEsce Fate il vostro gioco di Manzini, arrivano nuovi episodi tv

Film al giorno: I Samouni, la guerra a Gaza altezza uomoIn sala film Savona con animazioni Massi, ora candidato a Oscar

Il violoncellista Gerhardt a BolognaAl via il 15 ottobre la 32/a stagione di Musica Insieme

Collana dell’età del Bronzo ritrovata in una grotta del CilentoSi tratta di un monile in pasta vitrea e ambra ed è il primo ritrovamento del genere in Campania

Katia Ricciarelli, esce brano HabaneraPer 50 anni di carriera versione pop dell’aria della Carmen

Teatro: ‘Che Amarezza’, Fassari in tourPrima data il 18/10 nel Bresciano. Per ora si chiude ad aprile

Morta Hebe Uhart, maestra racconto breveAveva 81 anni, suoi ‘Traslochi’ e Turismo urbano’ di Jaca Book

Cremonini, oltre 150 mila bigliettiPer il Cremonini Live 2018 al via il 3 novembre nei palasport

Sorrentino, mia Roma morente in un cortoPremio Oscar firma Piccole avventure romane per Rinascente

The Prisoner, il nuovo e mitico Peter BrookEssenziale spettacolo di vibrante umanità e poesia

Giallini, Schiavone fa i conti con il passatosu Rai2 dal 17 ottobre, da romanzi di Antonio Manzini

Alberi in Lista Rossa di Italia NostraL’associazione accoglie i ‘monumenti verdi’ tra i siti a rischio

Autunno a NY nel segno di TintorettoMostre al Met e alla Morgan e un cardinale proposto al Tefaf

Brunori, vorrei live su Dalla a RiacePensato e scritto per lo Sky Arte Festival in corso a Palermo

Heavenly Bodies mostra più vista al Met1 milione 659 mila visitatori, batte di 300 mila Tutankhamen

Club to Club, a Torino star elettronica1-4 novembre, artisti come Aphex Twin in location uniche

Violoncello in cimitero per JazzAlguerFestival firmato da Paolo Fresu per riscoprire Alghero

Moschino [tv] H&M, pop e loghi con ScottCollezione firmata dallo stilista per la catena svedese

Alleanza italo-francese per MudecRecord per Pratt a Lione, in arrivo mostra su donazione

Tria, l’imitazione di Crozza? La trovo esilarante ‘Io sogno un’isola greca e prima o poi ci andrò’

L’imitazione fatta da Maurizio Crozza del ministro Giovanni Tria “è esilarante, non ho potuto fare a meno di ridere”

Tre corti con Simmons per Prada CahierNei racconti regia di Ryan Hope il divo interpreta un fattorino

Santa Cecilia, Rossini e la Petite MesseLunedì 15 al Parco della Musica si apre la Stagione da Camera

Amoroso e Scanu fanno 10 e dominano top tenFesteggiano esordio da Amici. Terzo posto per i Dark Polo Gang

Nadia Toffa: il cancro a marzo è tornato, ma combattoA Verissimo, è sfida che posso non vincere, ce la metto tutta

Il premio Efebo d’oro a Peter GreenawayLa consegna il 10 novembre a Palermo

A Firenze ‘rivive’ casa Galileo GalileiNuovo allestimento per villa il Gioiello ad Arcetri

Archivio Vasari, Daverio nominato peritoLo ha deciso il tribunale di Arezzo dopo la rinuncia di Strinati

A Grosseto La voce di ogni strumentoA Grosseto da ottobre a maggio, 9 concerti per adulti e ragazzi

Da Fiorello a Pelù, tax credit videoclipAppello al governo lanciato da Imaginaction-Fimi

Tale e Quale Show, Antonio Mezzancella vince la quinta puntataAscolti, vince ancora Carlo Conti con 4,3 milioni, serata Rai

Cenerentola ‘guerriera’ ad AnconaNuova produzione Fondazione Rossini e Accademia Rossiniana Zedda

Da Martone a Taviani, appello per BakriIl regista di Jenin Jenin è di nuovo sotto processo in Israele

Maratona lirica all’Alighieri di RavennaOpera e danza: tradizione e contemporaneità,prime e coproduzioni

Storica reunion per la prima band punkA Treviso concerto No Submission e presentazione libro

West Side Story, Broadway a S. CeciliaGrandi applausi al capolavoro di Bernstein diretto da Pappano

Il ritorno di Ulisse, tra passato e presenteVari libri su eroe dell’Odissea e uno spettacolo di Paolini

Capalbio vuole Asor Rosa suo ‘cittadino’Consegnata al sindaco Bellumori la petizione

Premio Agostini a Cine Odeon e ParthenosRiconoscimento per strade nuove della produzione e distribuzione

Rigoletto di Turturro, attesa a PalermoParenti siciliani in platea, e a cena scherza su Trump

Petruzzelli, Pizzi racconta ‘Tancredi’L’opera di Rossini in scena nel teatro il prossimo 19 ottobre

A Matera giornate Fai tra acqua e pietraVisite anche al fondo di un’antica cisterna e a un ipogeo

A Giammaria premio ‘Natta e Copernico’Per la divulgazione scientifica, grazie ai servizi di ‘Petrolio’

Grollo, la mia voce per Papa FrancescoE’ il tenore ufficiale delle Frecce Tricolori

Si tassano per salvare fontana CampariAzienda ne aveva fatte costruire 30 in Italia, ne restano 3

Lucarelli, racconto il doppio da Totò a PicassoA febbraio su Sky Arte le storie di Inseparabili

Torna il Social Book DaySesta edizione il 15 ottobre, la rete promuove la lettura

Michael Bublé, lascio la musicaIntervista al Daily Mail’s Weekend: ‘Noah è guarito ma non ce la faccio più’

Fossati e l’errore’ di Canzone popolare – VIDEOTorna dal 28 novembre su Sky Arte 33 giri – Italian Masters

Maraini, laurea ad honorem all’Orientale”Rispetto e comprensione mentre Stati mettono dazi e pedaggi”

Negli Usa 28 miliardi di ore di lavoro perse per interruzioni da chat o mailLo sostiene la società di consulenza Basex. A ‘Presa diretta’ intervista per la puntata dal titolo ‘Iperconnessi’ che dimostra i costi altissimi dei cali di concentrazione dovuti a questo

Butterfly, drama su bimba transAl FeST anteprima della miniserie inglese, su FoxLife a dicembre

In 42 mila a prima giornata Rolli DaysDuemila in più rispetto al debutto della scorsa edizione

Carrà, l’ombelico scoperto dichiarazione di libertàLa Spagna nomina Raffaella Carrà Dama al Orden del Merito Civil assieme a Lucia Bosè

Olivia Munn, io traumatizzata dagli horrorArriva terzo capitolo Predator, una donna per salvare il mondo

Cucchi, il regista di ‘Sulla mia pelle’: ‘Aperta quella maledetta porta’Cremonini e Borghi: ‘Giustizia lenta ma ariva pe’ tutti’

Achille Tarallo, ecco la tamar-tamar landIzzo, Celestini e Tammaro in un simil-musical da ridere

Cotillard madre assente in Angel FaceIn sala film al femminile di Vanessa Filho dopo esordio a Cannes

Vanzina, il cinema anticipa i tempi’Battaglie contro tecnologia sono retroguardia’, dice a Pistoia

Social a Julia Roberts, ‘invecchi male’La reazione dell’attrice, sconvolta, e se avessi avuto 15 anni?

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Il filo che unisce innocenza e maturità si riavvolge nello show che gli U2 hanno portato a Milano, prima di quattro date sold out al Mediolanum Forum di Assago in programma ancora il 13, il 15 e il 16 ottobre. “Torniamo per finire quel che abbiamo cominciato tre anni fa, la storia di quattro ragazzi irlandesi che vengono in Italia negli anni ’80 per capire chi sono. Al termine ultimo dell’esperienza, con la saggezza, possiamo recuperare quell’innocenza degli inizi”, dice Bono, spiegando il concetto del tour Experience + Innocence, che capovolge la prospettiva del precedente Innocence + Experience. Le linee temporali si sovrappongono nel racconto, ma lo spazio è definito nettamente dal maxischermo bifronte che taglia per il lungo il palasport, una tela di quasi 30 metri e 20 tonnellate, dove reale e virtuale, silhouette e figure umane si confondono.
Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. entrano in scena proprio dall’interno del maxischermo quasi trasparente, sulle note di ‘The Blackout’. Questa passerella mobile è il palcoscenico ideale per l’istrionismo di Bono, che simula una preghiera in ‘Lights of Home’. Mentre la lancetta punta al 1980-81 con ‘I Will Follow’ e ‘Gloria’ e torna al 2000 con ‘Beautiful Day’, che fanno esplodere gli oltre 12mila presenti (dato degli organizzatori), le magniloquenze tecnologiche lasciano spazio alla pura ritualità del rock. Il teatro torna invece nel tuffo anni ’90 di ‘Achtung Baby’, periodo di tensione nel gruppo che Bono ricorda mentre introduce ‘Stay (Faraway, So Close!)’. L’esperienza è un cammino catartico di dannazione e salvezza, narra un fumetto animato nell’intermezzo tra primo e secondo atto. La stessa perdizione delle rockstar, come spiega Bono indossando un cilindro e un trucco da saltimbanco, introducendo il capitolo più glam e ed energico su ‘Elevation’, ‘Vertigo’ (con incursione di ‘The Jean Genie’ di David Bowie) e ‘Even Better Than The Real Thing’. Quindi, grazie a un filtro in tempo reale che gli deforma il volto, Bono riveste i panni di MacPhisto: “Ho saputo che Bono è andato a Bruxelles – dice l’alter-ego demoniaco – Che idea assurda l’Unione Europea, persone che parlano lingue diverse ma fanno di tutto per capirsi. Mi manca il mondo di una volta, diviso in due”.
Naturale, dopo la rarità live ‘Acrobat’, parlare di concordia: quella trovata dalla band e quella sociale, mentre dal momento acustico le note di ‘Summer of Love’ esplodono nell’inno filantropico ‘Pride (In The Name Of Love’). Sullo schermo passano immagini di rifugiati, manifestazioni neofasciste: dal prologo con il ‘Grande Dittatore’ all’iniziativa benefica femminista della fondazione One ‘Women of the world, take over’ (cantata in Italia da Emma Marrone), lo show non nasconde valenze politiche. Anzi, il finale è un crescendo di orgoglio europeo, quando sulla classica ‘New Year’s Day’ compare un monumentale vessillo stellato, che scende solo sulle note dell’Inno alla Gioia: “Sia benedetto il blu del cielo europeo che condividiamo e possano le sue stelle non cadere mai”, salmodia Bono. Si tratta dell’ultimo messaggio prima delle emozioni finali, tra i cori di ‘City Of Blinding Lights’ e quelli sovrastanti di ‘One’, che apre i bis e corona due ore di rock e umanità.

Indaga su un’uccisione avvenuta “per qualcosa che deve ancora accadere” lo scorbutico e malinconico Rocco Schiavone nel nuovo romanzo di Andrea Manzini, ‘Fate il vostro gioco’. Un noir che lascia un buco nell’animo del vicequestore, pubblicato da Sellerio mentre arriva in tv, dal 17 ottobre su Rai2, la seconda stagione, in 4 serate, della fortunatissima serie ‘Le indagini di Rocco Schiavone’ con Marco Giallini. La prima puntata è in anteprima on line su RaiPlay sabato 13 ottobre.
Il pensionato Romano Favre, ex ispettore di gioco al Casinò di Saint-Vincent, viene trovato cadavere nella sua abitazione con in mano una fiche, ma non del casinò dove ha lavorato. Schiavone capisce subito che si tratta “di un morto che parla” e cerca di decifrare il suo messaggio. Ma il caso è complicato: interroga giocatori, persone disperate strozzate dai debiti, lucratori del vizio, amici e colleghi di Favre e alla fine riesce a smascherare il criminale, ma non è soddisfatto. “Arrestato l’assassino di Saint-Vincent’, “Risolto l’omicidio di via Mus, riciclavano denaro” sono i titoli dei quotidiani, eppure per Rocco sono tante le cose che non tornano. Per il vicequestore il caso resta aperto: “Non sempre si riesce a quadrare il cerchio.
E mi lasci dire che il cerchio da quadrare, in questo caso, io credo ancora non ci sia”, dice.
In ‘Fate il vostro gioco’ Rocco, che è sempre stato un poliziotto un po’ particolare, è meno frenato nel mettere a nudo fragilità e paure che vengono dal nostro essere umani e che crescono con gli anni. C’è la nostalgia di una spensieratezza perduta: “Tornare per un po’ di giorni a quando avevi 10 anni.
Per una settimana avere la capoccia e il cervello di un regazzino, quell’energia. Niente pensieri, niente paure, solo correre e giocare e fare cazzate”, racconta Manzini, che è anche sceneggiatore. Tornare indietro comunque non si può e Schiavone è triste, non si da pace perché Caterina ha lasciato la questura di Aosta, ma è rimasta nel suo cuore. Gli appare come una visione nei momenti cruciali, mentre il vicequestore sta facendo l’amore con altre donne o quando si apre a nuovi incontri e situazioni.
“Caterina era ancora dentro di lui, annidata da qualche parte, e ne approfittava per spuntare fuori a rovinargli la festa”, scrive Manzini.
Mentre va su è giù da Aosta al casinò di Saint-Vincent, mentre indaga ed entra nelle viscere del gioco d’azzardo, di fallimenti, di famiglie sull’orlo del baratro, Rocco Schiavone, che abbiamo incontrato per la prima volta in ‘Pista nera’, cerca anche di ricostruire i rapporti con i suoi amici romani Sebastiano, Furio e Brizio e riconosce un semifallimento che vuole assolutamente colmare e non c’è che da attendere la su prossima avventura. Manzini apre così un ponte con il lettore sapendo comunque che “Nessuna onda può pettinare il mare”, come dice la citazione di Dylan Thomas in apertura del romanzo. E la dedica è “a quelli che mantengono le promesse”.

Premiato al festival di Cannes 2018 con il prestigioso Oeil d’or come miglior documentario, in sala in questi giorni distribuito dalla Cineteca di Bologna, La strada dei Samouni è (in virtù del riconoscimento a Cannes) tra i documentari candidati agli Oscar il 24 febbraio 2019. Il film di Stefano Savona con le animazioni di Simone Massi, presentato in Concorso alla Quinzaine Des Réalisateurs, è una storia dolorosa e potente ambientata a Gaza. La piccola Amal, quasi una martire, creduta morta e invece sopravvissuta a uno di quei massacri inspiegabili – 29 membri della sua famiglia di contadini, tutti civili – di cui sono piene le guerre di ogni tempo e latitudine e sui cui nessuna commissione d’inchiesta potra’ rendere veramente giustizia, è la protagonista. Il documentarista palermitano che vive a Parigi (è anche archeologo e antropologo), noto tra l’altro per il documentario Piazza Tahir con cui ha vinto nel 2011 un David di Donatello, racconta “una fiaba nera”, come la definisce, per la quale ha impiegato quasi 10 anni di lavoro.
“Ero andato a Gaza, anche velleitariamente, quasi una bravata, volevo rompere l’embargo delle immagini nel 2009 all’epoca di Piombo Fuso. Giravo – spiega Savona – di giorno e di notte pubblicavo su un blog le immagini da dentro il conflitto. La storia di questa famiglia mi aveva colpito molto, contadini pacifici, sterminati per sbaglio, per leggerezza, senza un motivo. Gente che aveva lavorato anche in Israele e che era fiduciosa di salvarsi dalla guerra proprio per l’esperienza di convivenza con chi abitava dall’altra parte del muro. Il soldato israeliano cui viene comandato di continuare a sparare era davvero uno che provava ad opporsi a quell’assurdità. I Samouni era una famiglia che non si aspettava di diventare una famiglia martire”. Savona racconta di una permanenza a Gaza City “emotivamente faticosa”, ma quella storia “meritava di essere raccontata ancora”. Ecco cosi’ stabilire con i sopravvissuti, con la piccola Amal cresciuta troppo in fretta un rapporto di amicizia, “mi hanno adottato”.
Una commissione d’inchiesta dell’esercito israeliano ha riconosciuto l’errore militare. Savona ha continuato a documentare, anche l’anno dopo quando nonostante lo shock esistenziale cercavano di tornare a coltivare la loro terra fertile. “Andavo oltre le macerie perche’ la distruzione sappiamo e’ fotogenica, ma cercando di capire, con i racconti dei sopravvissuti, il loro passato e non tanto perché era migliore ma perche’ solo ripensandolo si poteva guardare il presente e costruire il futuro”. Il passato è opera delle animazioni di Simone Massi (e la squadra di animatrici, in gran parte donne) che danno vita alla comunità contadina dei Samouni con la precisione del disegno, a mano fotogramma per fotogramma, e la grande poesia cui ci ha abituati. Il film, una coproduzione italo-francese (con Pico Films, Dugong, Rai Cinema e Alter Ego Production) è stato tra l’altro realizzato in collaborazione con la fondazione Pianoterra onlus.

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BOLOGNA

– L’ensemble strumentale Festival Strings Lucerne, guidato dal violinista e direttore artistico del gruppo Daniel Dodds, inaugurerà il 15 ottobre prossimo alle 20.30 all’Auditorium Manzoni di Bologna la 32/a stagione dei concerti della Fondazione Musica Insieme. Interprete di consolidata reputazione, Dodds proporrà, con la complicità di uno dei più apprezzati complessi cameristici europei, un repertorio insolito che spazia dalla Novelletter di Niel Wilhelm Gade alla Sinfonia per archi di Mendelssohn, passando per le Variazioni su un tema rococò di Cajkovskij fino alla rara Elegia per violoncello di Enrico Mainardi. Solista sarà il violoncellista tedesco Alban Gerhardt, al suo debutto con Musica Insieme.
Una collana in pasta vitrea risalente all’età del Bronzo finale: sarebbe il primo ritrovamento del genere in Campania. E’ quanto hanno scoperto i ricercatori dell’Università di Siena presso la “Grotta della Cala”, nel Comune di Camerota, in Cilento.    La scoperta è avvenuta durante la campagna di scavo avviata lo scorso 8 ottobre dai ricercatori dell’Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia del Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente dell’università di Siena, in collaborazione con la Soprintendenza di Archeologia delle Province di Salerno e Avellino e con il sostegno del Comune Camerota. I resti della collana, risalente al periodo del Bronzo finale, realizzata in pasta vitrea e ambra, sono stati rinvenuti nella camera più interna della cavità del sito preistorico, accanto a frammenti di ceramica e a resti umani. Finora sono state recuperate più di venti perle, ma con il proseguimento dello scavo i ricercatori si attendono ulteriori rinvenimenti.
– Katia Ricciarelli arriva in radio dal 16 ottobre con una particolare versione di “Habanera”, l’aria “L’amour est un oiseau rebelle” della Carmen di Bizet, accompagnata dal tenore Francesco Zingariello.
Il soprano italiano più amato e conosciuto al mondo si rimette in gioco e affronta con la sua voglia di divertirsi un nuovo progetto discografico. Il risultato è una versione pop “elettrica” della celebre aria. “Habanera”, prodotto da Lungomare Srl, è il primo singolo dell’album che uscirà nel 2019 per celebrare i 50 anni di carriera di Katia Ricciarelli (debuttò con La Bohème a Mantova nel 1969).
– MILANO

– Parte giovedì 18 ottobre dal Teatro Santa Lucia a Botticino, in provincia dei Brescia, la tournée nazionale ‘Che amarezza’ con protagonista Antonello Fassari che lo dirige su testi suoi e di Gianni Corsi con musiche di Davide Cavuti. Per ora le date sono 17, l’ultima delle quali il 6 aprile al Lea Padovani di Montalto di Castro (Viterbo).
Fassari nella serie “I Cesaroni” ha interpretato il personaggio di Cesare: “‘Che amarezza’ è una espressione usata da Cesare Cesaroni ed è un pretesto per raccontare in vari quadri da dove vengo, dove sto e dove andrò – spiega – perché ‘Che amarezza’ è un concetto filosofico. Sopraggiunge quando non ci sono più parole, quando tutto è perduto e rimane il dispiacere di non poter aggiungere altro”. Cesare è un eroe comico in un mondo tragico. Nel tentativo di indagare i motivi che rendono l’uomo contemporaneo così amareggiato è nato uno spettacolo che lascia allo spettatore come unica via di fuga per sfuggire ai dispiaceri della vita quella di sorriderci su.

– E’ morta a 81 anni Hebe Uhart, considerata una delle più grandi scrittrici argentine contemporanee. Maestra del racconto breve, schiva, ritrosa, per nulla interessata al successo, la Uhart, scomparsa l’11 ottobre, era nata a Moreno, in provincia di Buenos Aires il 2 dicembre nel 1936, da madre di origini italiane, aveva studiato e poi insegnato filosofia e esordito nella narrativa nel 1962 con la raccolta di racconti “Dios, San Pedro y las almas”. Ha pubblicato numerosi libri di racconti, principalmente con case editrici indipendenti. Lo comunica la casa editrice Jaca Book.
In Italia è stata una delle prime autrici della collana di narrativa internazionale di Jaca Book, “Calabuig”, che l’ha fatta conoscere nel nostro Paese con la pubblicazione delle due raccolte, entrambe tradotte dallo spagnolo da Maria Nicola, ‘Traslochi’ in cui mette in scena, attraverso il trasloco di una famiglia nell’Argentina rurale, incanti e misteri di vite apparentemente piatte e ‘Turismo urbano’ Negli 8 racconti di quest’ultimo libro, sono protagonisti artisti, professori, amanti della cultura. Negli ultimi dieci anni la Uhart si è dedicata soprattutto alle cronache di viaggio.
Nel 2015 ha ricevuto il Premio a la Trayectoria Artistica del Fondo Nacional de las Artes, attribuito in passato a Jorge Luis Borges e Ricardo Piglia.
Misurata nelle parole, concentrata sull’essenziale, la Uhart è riuscita a tirare fuori e mostrare l’eccezionalità di fatti ordinari.
– Sono oltre 150 mila i biglietti venduti per il tour invernale nei palasport “Cremonini Live 2018” che partirà il 3 novembre da Mantova e che terminerà il 16 dicembre con la terza data al Mediolanum Forum di Milano. Dopo i quattro concerti negli stadi, grande successo anche per la tranche invernale che a poche ore dal suo annuncio ha duplicato e triplicato le date: 23 concerti che porteranno lo show di Cesare Cremonini in tutta Italia.
Intanto è in radio “Possibili scenari”, il brano che dà il titolo al disco pubblicato lo scorso anno e certificato Platino.
Queste le date: 3 e 4 novembre Mantova, 6 novembre Torino, 9 e 10 novembre Milano, 13 novembre Conegliano (Tv), 14 novembre Padova, 16 e 17 novembre Firenze, 20 e 21 novembre Rimini, 23 novembre Ancona, 27, 28 e 29 novembre Bologna, 1, 2 e 3 dicembre Bari, 5 dicembre Eboli, 8 dicembre Acireale, 11 e 12 dicembre Roma, 16 dicembre Milano.
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Un’idea “nata due anni fa, quando qui era ancora un cantiere. All’inizio pensavo di mettere in scena una Roma notturna più scoppiettante, invece quella che racconto è una città morente”. Parola di Paolo Sorrentino, che firma il corto Piccole avventure romane, realizzato in occasione del primo anno di vita di Rinascente su Via del Tritone. Il corto, che dal 12 ottobre è disponibile online in una sezione ad hoc del sito del department store, parte da un servizio di moda notturno sullo sfondo del Colosseo che ha per protagonisti un modello (Malcolm Lindberg) e una modella (l’italiana Michela Begal) in biancheria intima. Il fotografo (Francesco Acquaroli) si allontana un attimo e viene ‘catturato’ dal fascino di una prostituta (Lidia Vitale). I due ragazzi, lasciati soli, iniziano insieme una passeggiata per il centro della Capitale, fino al palazzo di Via del Tritone, dove l’alba, sulla terrazza, gli riserverà una sorpresa. “E’ un po’ più di uno spot e un po’ meno di un film” dice il regista.
Uno spettacolo, come sempre quelli di Peter Brook, assolutamente asciutto e essenziale, scarnificato si potrebbe dire, senza però che vadano persi sostanza e gusto della carne, perché anzi è sapore e senso che risultano esaltati in questo ‘The prisoner’, in prima italiana per il RomaEuropa Festival al Vittoria, dove si replica sino a sabato 20 ottobre.E’ un avvenimento ogni nuova regia di questo grande vecchio del teatro che ha oggi 93 anni e conserva una freschezza e forza creativa incredibili, lavorando e firmando ormai in coppia con la sua ex fedele assistente Marie-Helène Estienne, autrice dei testi. Brook utilizza un gruppo di attori sempre eccezionali di varie nazionalità (qui Hiran Abeysekera, Hayley Carmichael, Hervé Goffings, Omar Silva, Kalieswari Srinivasan), selezionati non con audizioni, ma dopo un lavoro di gruppo, in cui si verificano anche la forza e l’universalità dei temi che si vogliono trattare. In questo caso l’incesto e la punizione, propri di quasi tutte le culture e con dietro l’ombra di un classico quasi archetipo, Edipo. Archetipo è del resto qualcosa che ben definisce quel che arriva in scena, con una sua aura mitica, una forza poetica senza alcuna sbavatura.Lo spazio è quasi vuoto, landa desolata, solo qualche sasso e rami secchi, a contrasto con i ricordi iniziali di una donna, una straniera in viaggio in questo desertico paese mediorientale che potrebbe essere l’Afghanistan, la quale da giovane, tra verdi siepi, alberi e erba alta, si sentiva “parte della natura”. La storia è quella di Mavuso, un giovane che ha commesso “un delitto indicibile”, ama la propria sorella Nadia e uccide il loro padre per gelosia, perché questi, dopo la morte della moglie, va a letto anche lui con la figlia, che resterà incinta non si sa di chi dei due. Lo zio Ezekiel diventa giudice di questa situazione, che è frutto di grande amore ma ha portato a un assassinio, e condanna Mavuso a restare seduto su una collina, davanti a una grande prigione, introiettando questa dentro se stesso e vivendo lì per anni, finché non se ne sarà interiormente liberato.Durante questo volontario e punitivo eremitaggio Nadia lo va a trovare più volte per raccontargli dei suoi studi e della figlia, e lui la respinge ancora straziato, diviso tra amore e violenza, come rivela il suo affettuoso rapporto con un ratto del deserto che, quando questi vorrebbe andarsene, uccide irato e mangia. Il testo, le parole sono esplicative, propositive e anche quando avvengono in uno scambio tra persone non acquistano valore dialettico. Tutto viene appunto semplicemente messo in scena, con un sapiente uso delle luci, senza interpretazioni, rivelando nodi, interrogativi, umanità cui è lo spettatore a dover dare un senso. E sono spesso i corpi, gli sguardi, i volti, la fisicità a essere assolutamente espressivi, ad avere nella propria stilizzazione una incredibile forza, come quando Mavuso viene fisicamente punito dallo zio e il suo dolore arriva dritto, straziante, in platea. Il sentimento di grande, assoluta solitudine senza speranza dei protagonisti è espresso con vibrante, esemplare, coinvolgente sensibilità, assieme epico e introspettivo come sempre nei lavori di Brook e il suo umanissimo teatro antropologico, che ebbe il proprio culmine nel colossale affresco del ‘Mahabharata’ nel 1985. E alla fine si esce dal teatro in silenzio, stupefatti e pensierosi, confrontando le proprie sensazioni.

“Tutto il racconto parte dal 2007, l’anno in cui Marina, la sua adorata moglie, viene uccisa al suo posto da un bandito. E Rocco Schiavone finalmente svela come andarono i fatti. Quindi per la prima volta conosciamo un uomo diverso, innamorato, e sì perché Marina (l’intensa Isabella Ragonese, ndr) è ancora viva, e ci lasciamo trascinare nel racconto della tragedia che il poliziotto ha vissuto”. E’ lo stesso scrittore Antonio Manzini, autore dei romanzi da cui è nata la serie sul vicequestore romano trapiantato ad Aosta cui presta il volto Marco Giallini, a sintetizzare il vulnus della storia che si vedrà nella seconda stagione, quattro prime serate in onda dal 17 ottobre su Rai2 (in anteprima su Rai Play sabato 13), una sorta di spin off rispetto alla prima andata in onda due anni fa. Il secondo capitolo, che vede questa volta alla regia Giulio Manfredonia, è tratto dai romanzi 7-7-2007 e Pulvis et Umbra e dal racconto Buon Natale Rocco, editi in Italia da Sellerio. La serie tv è una coproduzione Rai Fiction – Cross Productions – Beta Film.
“La seconda serie – spiega il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta – parte dal racconto del passato che ritorna e non fa più sconti. Schiavone è un poliziotto scorretto, irrimediabilmente irregolare, incapace di rispettare le gerarchie e le regole. Ma è anche un personaggio che possiede un suo personalissimo, ma non per questo meno profondo, senso etico e morale”.Marco Giallini dà il peso della sua bravura, della sua umanità, della sua ironia, del suo volto e della sua fisicità.Ma Schiavone,  somiglia a Giallini? “È vero, anche come carattere e linguaggio – risponde l’attore – ma io non mi faccio le canne. Amo le sue ombre, il suo modo di essere indecifrabile. Questa volta verrà interrogato dai suoi superiori e conosceremo quando era più giovane, sappiamo che fare i conti con il proprio passato con il dolore è sempre una ferita che si può riaprire. Questa ambientata in parte a Roma, conosciamo le radici di Rocco, il suo percorso: i telespettatori si avvicineranno a un aspetto della sua vita che avevano solo intuito. Ma poi rivedremo anche Aosta”. Quando è andata in onda la prima serie ci sono state proteste di alcuni senatori e dei sindacati di polizia, perché Rocco fumana marijuana nel suo studio privato: in questi nuovi episodi, viene chiesto a Giallini, cambia qualcosa? Replica l’attore “Il personaggio è quello. Le polemiche non mi hanno irritato. Ognuno fa il suo lavoro. Giustificate dal punto di vista di chi le ha fatte”. Poi aggiunge ironico: “Ma se in una questura non fuma nessuno, io spengo la tv. Dai”. Anche in questa serie Schiavone sarà messo alla prova e chiamato a compiere difficili scelte etiche che filtrerà con il suo personale metro di giustizia. Quattro i casi: sarà alle prese con omicidi, suicidi, cadaveri non identificati e assassini che tornano dal passato per reclamare vendetta, un passato che Rocco credeva di avere sotterrato. Rocco “adotterà” l’inquilino del piano di sopra, Gabriele, un ragazzo di 15 anni lasciato spesso solo dalla madre, che farà compagnia a Schiavone soprattutto a tavola. Ed infine vedremo Rocco abbassare di un centimetro lo scudo posto sul suo cuore, ma tanto basterà per far passare l’ennesima pallottola. Nel cast Francesco Acquaroli, Duccio Camerini, Anna Ferzetti, Filippi Dini, Roberto Zibetti, Massimo Olcese, Tullio Sorrentino, Mirko Frezza, Roberto Zibetti, Roberto Ciufoli, Lorenza Indovina. Per Rosario Rinaldo di Cross Productions, “Rai2 è un trampolino di lancio per realizzare un salto di qualità. Siamo fieri che Rocco Schiavone abbia raggiunto quote di vendita in tutto il mondo addirittura di 2 milioni di euro ed è arrivato anche nell’America del Nord”. Viene specificato che la prima serie di Schiavone è stata venduta in Germania, in Francia e negli Stati Uniti dove viene trasmessa dal canale prestigioso Starz. Giallini ride: “Mi immagino la mia voce tradotta in tedesco, caruccia”. Poi aggiunge la vita “per chi fa il mestiere di attore va presa con ironia”.  Marco Giallini è sul set insieme a Valerio Mastandrea del film ‘Domani è un altro giorno’, opera seconda di Simone Spada.   Intanto in edicola è appena uscito il sesto libro di Antonio Manzini su Schiavone ‘Fate il vostro gioco’ (Sellerio), con un caso ambientato nel casinò di Saint Vincent.

– Alberi come testimoni del tempo e per questo patrimonio da tutelare: Italia Nostra, associazione impegnata nella tutela dei siti storico-culturali, ha deciso di inserire i “monumenti verdi” nella propria Lista Rossa, lo strumento attraverso cui si possono segnalare monumenti e luoghi bisognosi di intervento. L’associazione raccoglierà e vaglierà le segnalazioni di alberi abbandonati, malati e a rischio abbattimento che hanno bisogno di potature e cure per poi sollecitare gli enti locali a intervenire. L’obiettivo è seguire le disposizioni contenute nella Carta di Siena, stilata da associazioni ambientaliste, botanici e scienziati per dettare le linee guida della tutela degli alberi storici. Si tratta di un patrimonio verde enorme: il Corpo Forestale ha infatti stimato che in Italia ci siano 22 mila piante da salvaguardare, delle quali 2.000 di grande interesse e 150 di eccezionale valore storico o monumentale, come la Quercia delle Checche in Val D’Orcia, il primo monumento verde riconosciuto dal Mibac.
– NEW YORK

– L’autunno a New York è all’insegna di Tintoretto. Due mostre parallele, alla Morgan Library e al Met, e a fine ottobre uno straordinario ritratto del Cardinale Marcantonio Da Mula presentato alla terza edizione della fiera antiquaria Tefaf ricordano che siamo al quinto centenario dalla nascita dell’artista, un appuntamento celebrato anche a Venezia con il progetto ‘Tintoretto 500’ presso Palazzo Ducale e le Gallerie dell’Accademia.
La mostra alla Morgan dal 12 ottobre al 6 gennaio punta i riflettori sui suoi disegni, rimasti finora relativamente nell’ombra anche per molti studiosi. “Drawing in Tintoretto’s Venice” sarà la prima mostra negli Usa dal 1956 a esplorare la figura dell’artista. Al Met saranno in scena i ritratti di Tintoretto. Dal 16 ottobre al 27 gennaio una mostra organizzata da Andrea Bayer presenta un aspetto poco studiato: piccoli ritratti informali caratterizzati dalla loro immediatezza, intensa osservazione e eccezionale modernità.
– PALERMO

– Pensato e scritto per lo Sky Arte Festival che si tiene il 12 e 13 ottobre a Palermo, il concerto di Brunori Sas dedicato a Come è profondo il mare di Lucio Dalla potrebbe avere anche una replica a Riace, in onore della battaglia del sindaco Mimmo Lucano, oggi agli arresti domiciliari. Lo anticipa alla presentazione del festival a Palermo lo stesso Dario Brunori: “Non ne voglio certo fare un tour – spiega l’artista rispondendo ad una domanda della stampa – ma non è escluso che si possa ripetere là dove ha un significato, magari a Riace se ci sono le condizioni”. Un annuncio al quale fa subito eco il sindaco di Palermo Leoluca Orlando: “Ho sentito al telefono Mimmo Lucano, mi ha promesso che appena avrà la libertà tornerà da noi qui a Palermo. Il concerto di Brunori, perché no, si potrebbe ripetere proprio qui a Palermo, per il ritorno di Lucano”.
– NEW YORK

– Heavenly Bodies, la mostra del Met su moda e immaginazione cattolica, è la più vista di sempre nella storia del museo di NY. La rassegna, che unisce capi di stilisti ispirati all’immaginario della religione in cui sono cresciuti e tesori della sagrestia della Cappella Sistina in Vaticano, ha attirato dal 10 maggio all’8 ottobre 1.659.647 visitatori, battendo di quasi 300 mila il primato precedente stabilito nel 1978 da Tesori di Tutankhamen (1.360.957). La mostra del Constume Institute del Met, sponsorizzata da Versace e da Christine e Stephen Schwarzman, con l’appoggio di Condé Nast e in collaborazione con il dipartimento di Arte Medievale, era stata allestita in due sedi. Il quartier generale sulla Quinta Strada ha fatto la parte del leone, con oltre 1,43 milioni di persone, mentre 228.737 visitatori hanno fatto il pellegrinaggio fino ai Cloisters, la sede satellite del museo sulla punta nord di Manhattan dove abiti ispirati allo stile monastico erano stati allestiti nei chiostri di un convento.
– Poche manifestazioni culturali hanno contribuito alla rinascita di una città come il Club to Club a Torino. Il festival di musica avant-pop che quest’anno compie 18 anni e la cui nuova edizione, presentata nella storica sede Rai di Via Verdi, si terrà dall’1 al 4 novembre, è un raro esempio di come una proposta artistica non commerciale, sviluppata in alcuni punti chiave del tessuto urbano, possa crescere fino a diventare un punto di riferimento internazionale per gli appassionati ed insieme un volano straordinario per attirare turismo. Non a caso, i 50mila partecipanti dello scorso anno provenivano da ben 52 diversi paesi. La line up di questa edizione porta a Torino uno dei mostri sacri della musica elettronica di tutti i tempi, Aphex Twin, nella sua unica data italiana, gli alfieri del dream pop Beach House e una serie sterminata di artisti, sempre in bilico tra generi diversi, come Blood Orange, Iceage e Yves Tumor, passando per maestri del dancefloor come Jamie XX e Peggy Gou.
– ALGHERO

– Dal concerto in cimitero del violoncellista Mario Brunello, il 2 novembre, alla performance di luglio del Bill Frisell Trio, passando per Gino Paoli, Paolo Fresu, Gianuluigi Trovesi, Gianni Coscia, Daniele Di Bonaventura, Stefano Battaglia, Sade Mangiaracina e altri ancora. Nella Riviera del corallo torna JazzAlguer – Mùsica per tots, rassegna internazionale che aprirà con l’inedita performance per violoncello solo dentro il camposanto e attraverserà la città in lungo e in largo, riscoprendo, accompagnando e impreziosendo piazze, vie, eventi, pellegrinaggi, chiese e cantine.
Con la direzione artistica di Paolo Fresu, jazzista sardo trapiantato al di là di qualsiasi confine dalla sua musica, e il coordinamento del musicista algherese Salvatore Maltana, JazzAlguer è un’idea che Comune e Fondazione Alghero realizzano col contributo, tra gli altri, di Fondazione di Sardegna e Camera di Commercio di Sassari.
– Inno alla diversità nella nuova collezione Moschino [tv] H&M, disegnata dal direttore creativo della maison italiana Jeremy Scott per il retailer svedese. Per questa collezione, che sarà disponibile nei negozi dall’8 novembre in 240 punti vendita nel mondo e online, lo stilista ha riunito la sua famiglia di amici, cercando di esprimere positività e amore. Tra i “modelli” figurano infatti: Aquaria, vincitore della stagione 10 di Drag Racing di RuPaul; Amiaya, gemelle e influencer Aya e Ami; Sakura Bready assistente di Jeremy Scott, Pablo Olea, miglior amico di Jeremy e pierre e comunicazione di Moschino. Gli scatti sono di Marcus Mam.
Scott è l’ultimo di una lunga lista di grandi nomi della moda che hanno collaborato con H&M, tra cui Erdem, Karl Lagerfeld, Jimmy Choo e Balmain. “Ogni volta che creo – spiega il designer – penso ai miei amici. Il lookbook di Moschino [tv] H&M è come una festa che celebra il divertimento, il pop, la creatività e l’energia delle persone e della collezione”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

LIONE

– Al musée de Confluences di Lione la mostra che si prepara ad essere la più vista dalla sua apertura nel dicembre 2014 è quella dedicata a ‘Hugo Pratt linea d’orizzonti’. Con il museo, che con i suoi 2,4 milioni di oggetti contiene la collezione etnografica e di storia naturale più grande di Francia dopo quella del Quai Branly di Parigi, il Mudec, il museo delle Culture di Milano, nato sei mesi dopo, sta lavorando a un protocollo d’intesa per ‘unire le forze’ partendo dall’idea che musei di questo tipo abbiano lo stesso compito di “rigenerazione urbana”, di creare una relazione con le comunità ormai multietniche dove sorgono.
“Il prossimo anno – ha detto l’assessore Filippo Del Corno a Lione – si celebra Leonardo a 500 anni dalla morte e questo è un ponte naturale fra l’Italia e la Francia dove è morto”. Per questo il Tgv che collega Milano e Parigi via Lione avrà un look leonardesco. Poi toccherà a un’esposizione dei copricapo (già nei depositi del museo) donati da Antoine De Galbert.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tria, l’imitazione di Crozza? La trovo esilarante
‘Io sogno un’isola greca e prima o poi ci andrò’
L’imitazione fatta da Maurizio Crozza del ministro Giovanni Tria “è esilarante, non ho potuto fare a meno di ridere”: l’apprezzamento all’ultima interpretazione del comico genovese è del titolare del dicastero dell’Economia e delle Finanze, espresso a margine dei lavori di Fmi/Banca mondiale. “Anche la tosse mi ha imitato. In questo momento mi è un po’ passata, ho messo in crisi Crozza”, ha aggiunto Tria di buon umore, ricordando che “mi sto anche per cambiare gli occhiali, così poi deve ripartire da zero”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il ministro ha raccontato un episodio accaduto durante uno degli eventi del Fondo: “Stavo uscendo dalla riunione del Fmi e avevo dei fogli in mano e stavo facendo come fa lui per rimetterli in Borsa. Poi ho pensato lo faccio come Crozza e mi sono bloccato”. Alla domanda se nella sua borsa ci sia anche il foglio di “richiesta d’aiuto” mostrato furtivamente dal comico genovese, Tria ha risposto: “Io sogno l’isola greca e prima o poi ci andrò. Ma come vacanza lunga. Io posso andare in pensione”.

– Prada ha affidato al regista Ryan Hope la realizzazione di un tris di film dedicati al modello di borsa Cahier. “The Delivery Man”, questo il nome del progetto, si articola in tre racconti: “Midnight Request”, “Woman’s Best Friend” e “Priorities of Love”.
I tre capitoli raccontano i differenti modi in cui un coraggioso “uomo delle consegne” cerca di portare i pacchi a lui affidati a destinazione, nonostante numerosi ostacoli e insidie.
Il primo è ambientato in un night club, il secondo in una residenza a Hollywood Hills, il terzo nella casa del protagonista.
A interpretare i panni di quest’ultimo, in tutti e tre i film, è J. K. Simmons, premio Oscar nel 2015 come miglior attore non protagonista per il film Whiplash e interprete di numerose altre pellicole di successo, come la trilogia di Spider-Man diretta da Sam Raimi, e di serie tv come Law & Order e The Closer. Tre giovani attrici compaiono accanto a lui: Pom Klementieff, Sasha Lane e Bahia Gold.
– La Petite Messe Solemnelle di Gioachino Rossini, tra le composizioni più significative del repertorio non operistico del maestro pesarese, aprirà lunedì 15 ottobre alle 20:30 la Stagione di Musica da Camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Sul podio Michele Campanella che sarà anche al pianoforte insieme con Monica Leone. L’omaggio a Rossini, di cui ricorrono i 150 anni dalla morte, vedrà impegnato nell’Auditorium Parco della Musica un cast di grande esperienza e qualità: il soprano Mariella Devia e il mezzosoprano Sara Mingardo insieme con il basso Michele Pertusi e il tenore Sergey Romanovsky saranno affiancati dal Coro dell’Accademia Nazionale diretto da Ciro Visco. Composta nel 1863, la Petite Messe Solennelle è da molti considerata l’eredità spirituale del compositore o “un ultimo peccato di vecchiaia” come l’autore stesso amava definirla.
Sono i due talenti canori lanciati dieci anni fa da Amici di Maria De Filippi, Alessandra Amoroso e Valerio Scanu, a dominare la classifica Fimi/Gfk di questa settimana, occupando rispettivamente, appena entrati, il primo e il secondo posto. Alessandra Amoroso con il suo nuovo album ’10’ conquista la vetta.Il dieci riprodotto graficamente sulla copertina della sua raccolta, ricca di colori, rappresenta un Io: ma la cantante non intendeva parlare di sé, al contrario ha voluto celebrare il rapporto con il suo pubblico costellato di 27 dischi di platino e nato con Amici, appunto dieci anni fa. Valerio Scanu debutta anche lui nella top ten in seconda posizione, con l’album Dieci, che festeggia due lustri di carriera, nata nel 2008 quando appena diciottenne, debuttava nel talent di Canale 5 assieme alla Amoroso. Perdono la prima posizione e restano sul podio sul terzo gradino i cattivi ragazzi della Dark Polo Gang con il loro Trap Lovers.Seguono i Thegiornalisti con Love che hanno perso due posizioni. Sul quinto gradino troviamo invece un’altra new entry, il gruppo americano Twenty One Pilots con il loro Trench. Scende di una posizione fino alla sesta Guè Pequeno con Sinatra, seguito dal Peter Pan di Ultimo. Ottava posizione per il debutto nella hit di Lady Gaga & Bradley Cooper con A star is born, dall’omonimo film. Esordio al nono posto per l’album 2008/2018 Tra La Via Emilia E La Via Lattea, di Vasco Brondi, Le Luci della Centrale Elettrica. Scivola dal quarto posto al decimo e chiude la top ten Loredana Bertè con Libertè. In testa ai singoli digitali più venduti c’è Torna a casa dei Maneskin, mentre per i vinili sono primi i Dark Polo Gang con Trap Lovers.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 5 all’11 ottobre:1) 10, ALESSANDRA AMOROSO (COLUMBIA-SONY)2) DIECI, VALERIO SCANU (NATYLOVEYOU-SELF)3) TRAP LOVERS, DARK POLO GANG (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) LOVE, THEGIORNALISTI (CAROSELLO RECORDS-ARTIST FIRST)5) TRENCH, TWENTY ONE PILOTS (ATLANTIC-WMI)6) SINATRA, GUE PEQUENO (ISLAND/DEF JAM-UNIVERSAL MUSIC)7) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)8) A STAR IS BORN, LADY GAGA & BRADLEY COOPER (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)9) 2008/2018 TRA LA VIA EMILIA E LA VIA LATTEA, VASCO BRONDI-LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA (CARA CATASTROFE -SONY)10) LIBERTE’, LOREDANA BERTE’ (WARNER BROS-WMI)Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) TORNA A CASA, MNESKIN (RCA RECORDS LABEL-SME)2) FUMO DA SOLO, IZI (ISLAND-UNI)3) CAMBIARE ADESSO, DARK POLO GANG (VIRGIN-UNI)4) FUOCO E BENZINA, EMIS KILLA (CAROSELLO RECORDS – THE ORCHARD)5) 90MIN, SALMO (EPIC-SME)Infine, la classifica dei vinili:1) TRAP LOVERS, DARK POLO GANG (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)2) 10, ALESSANDRA AMOROSO (COLUMBIA-SONY MUSIC ENTERTAINMENT)3) A FOOT IN THE DOOR – THE BEST, PINK FLOYD (PINK FLOYD MUSIC LTD-WMI)4) MONDI SOMMERSI, LITFIBA (COLUMBIA-SONY MUSIC ENTERTAINMENT)5) 2008/2018 TRA LA VIA EMILIA E LA VIA LATTEA -LIVE IN STUDIO VASCO BRONDI -LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA (CARA CATASTROFE DI VASCO BRONDI- SONY MUSIC ENTERTAINMENT).

“Ho subìto più di un intervento. In seguito ad un malore lo scorso dicembre sono stata operata d’urgenza. Poi ho fatto la chemioterapia e la radioterapia. Sembrava tutto finito, ma a marzo durante un controllo, è arrivata la brutta notizia. Il cancro era tornato e mi hanno operata nuovamente”. Nadia Toffa racconta la sua battaglia contro la malattia ospite domani a Verissimo, in onda alle 15.40 su Canale 5.

Ricordando quei momenti drammatici la ‘Iena’ confida: “All’inizio mi chiedevo ‘perché proprio a me?’ Poi, dopo mesi, ho trasformato questa domanda in ‘perché non a me?’. È il mio dolore e me lo devo portare. È una sfida che posso magari non vincere, ma devo combatterla mettendocela tutta”. Nadia conclude con un consiglio: “Vorrei dire alle persone che ci guardano da casa di non mollare mai perché non sono sole – chiosa sorridendo – e che ‘Le Iene’ portino bene!”.

– PALERMO

– La quarantesima edizione dell’Efebo d’Oro avrà come protagonista il regista e scrittore gallese Peter Greenaway, cui sarà consegnato il premio città di Palermo. L’artista britannico incontrerà il pubblico il 9 novembre, prima della proiezione del film “The Greenaway Alphabet”, diretto da Saskia Boddeke, moglie del regista, presente all’incontro insieme alla figlia Zoe co-protagonista del documentario. Il premio gli sarà consegnato il 10 novembre al Cinema De Seta, ai Cantieri Culturali alla Zisa.
L’Efebo d’Oro è realizzato con il contributo del ministero dei Beni culturali, Regione siciliana, nell’ambito del programma “Sensi contemporanei, per Palermo 2018 – Capitale italiana della cultura.
– FIRENZE

– Nuovo allestimento, inaugurato il 12 ottobre, per la casa dove Galileo Galilei visse i suoi ultimi dieci anni di vita e morì: villa Il Gioiello, sulla collina di Arcetri a Firenze, diventa il luogo vivo della memoria del grande scienziato, con oggetti e arredi che raccontano la quotidianità nell’abitazione dove fu confinato agli arresti domiciliari. Il progetto è stato promosso da Fondazione Cr Firenze e ‘Il Colle di Galileo’, accordo fra le istituzioni scientifiche che insistono su Arcetri (Università di Firenze, Istituto nazionale di astrofisica, Cnr, Istituto di fisica nucleare), col contributo del Museo Galileo e dell’Accademia dei Georgofili.
Alcuni ambienti della villa sono stati ricostruiti in base a fonti documentarie disponibili. Tra questi lo studiolo di Galileo, con mobili autentici, del ‘600 o ‘500, scelti da antiquari guidati anche dall’inventario della villa redatto nei tempi subito successivi alla morte di Galileo. Artigiani hanno poi ricostruito le ‘vacchette’, i quaderni con copertina in pelle con copie degli appunti di Galileo sul moto dei satelliti medicei. Nella stanza dove morì si trova invece un bassorilievo ligneo dei primi del secolo scorso che rappresenta lo scienziato con i suoi discepoli. Ricostruite anche cantina e cucina, a cura dei Georgofili, sulla base di studi che hanno permesso di definire un’ipotesi verosimile di quanto vi era contenuto. Fra gli altri interventi la Biblioteca virtuale con i volumi o le opere possedute da Galileo, monitor che permettono di leggere un’ampia documentazione predisposta dal Museo Galileo su villa, luoghi galileiani a Firenze e sugli apparecchi progettati dallo scienziato e di apprendere come, a partire dalla fine del secolo diciannovesimo, si siano sviluppate le attività scientifiche nel campo delle fisica e dell’astronomia sulla collina di Arcetri.
– AREZZO

– Il critico d’arte Philippe Daverio è stato nominato dal tribunale di Arezzo perito super partes per la valutazione del prezzo di indennizzo dell’Archivio Vasari. Il ministero dei Beni Culturali, nel decreto di esproprio dello scorso aprile, lo ha stabilito in 1,5 milioni, cifra contestata dai proprietari espropriati, i fratelli Festari, che hanno avviato la procedura giudiziaria. Gli altri periti sono Renato Saggiori, scelto dalla famiglia, e Francesco Caglioti, nominato dal ministero. Due giorni fa aveva rinunciato all’incarico Claudio Strinati, ricusato dai Festari che in precedenza avevano contestato anche la scelta dell’ex ministro Antonio Paolucci, poi ritiratosi spontaneamente. Le carte, fra le quali ci sono un sonetto di Michelangelo e lettere dei grandi del Rinascimento, sono conservate in un armadio di ferro nella casa di Giorgio Vasari.
La contesa sull’archivio va avanti da decenni ed è passata attraverso accese polemiche e procedimenti giudiziari sia penali che civili. Attualmente è di proprietà dello Stato, dopo l’esproprio, ma i fratelli Festari contestano come detto l’indennizzo giudicato troppo basso.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Dall’arte alla solidarietà nel segno della musica: torna a Grosseto per l’ottavo anno “La voce di ogni strumento”, il festival in programma da ottobre a maggio che opera in sinergia con le associazioni La Farfalla, AISM, AVIS, ADMO e AIPAMM e il ministero della Difesa. Diretta dal maestro Gloria Mazzi, la rassegna musicale aprirà i battenti domenica 14 ottobre con il primo dei 9 concerti in cartellone, diversi nei generi e nello stile: si comincia con il Duo Baldo, a cui seguiranno tra gli altri il violinista Davide Alogna con l’attore Paolo Sassanelli e il chitarrista Giulio Tampalini nello spettacolo “La leggenda di Paganini” e il quartetto composto da Dado Moroni, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto e Stefano Cocco Cantini nell’Omaggio a Tadd Dameron. Gran finale il 19 maggio con il Quartetto Adorno.
– CESENA

– Fiorello, Giovanni Allevi, Antonello Venditti, Gianna Nannini, Edoardo Bennato, Piero Pelù, Gino Paoli, Red Canzian, Nesli, Federica Carta, Biondo, Emma Muscat: sono i primi artisti ad avere firmato la petizione per “equiparare il videoclip, forma di espressione artistica sempre più diffusa ed importante, agli altri audiovisivi che beneficiano del tax credit”. La proposta al governo è stata lanciata da IMAGinACTION, il Festival internazionale dedicato ai videoclip musicali giunto alla seconda edizione e in corso a Cesena, e FIMI. Per lo Stato italiano, infatti, il videoclip, nonostante negli anni sia cresciuto come forma d’arte, non può godere del tax credit. Al pari dei film porno. La questione, ha sottolineato il ceo della FIMI Enzo Mazza, riguarda la legge n. 220 del 14 novembre 2016 sulla “Disciplina del cinema e dell’audiovisivo” che vede i video privati di alcuni vantaggi fiscali in quanto considerati “a carattere promozionale di un artista” (quindi alla stregua di uno spot pubblicitario).
Si è persino tagliato i capelli per assomigliargli: Antonio Mezzancella ha vinto la quinta puntata di Tale e Quale Show, interpretando Eros Ramazzotti con il brano ‘Un angelo disteso al Sole’, secondo gradino del podio per Massimo Di Cataldo nei panni del cantautore britannico Ed Sheeran, seguito in classifica da Mario Ermito che è stato Luciano Ligabue.E continua il successo del varietà condotto da Carlo Conti su Rai1 ha vinto ancora la serata con una media di 4 milioni 319 mila telespettatori e uno share del 20.8%, doppiando la fiction di Canale 5 Solo, alla seconda stagione, che ha raccolto il 10.2% con 2 milioni 186 mila spettatori.La rete ammiraglia Rai si conferma vincente anche nel preserale con L’eredità, condotto da Flavio Insinna, che ha ottenuto 4 milioni 192 mila telespettatori e il 23.5%, e nell’access prime time con Soliti ignoti – Il ritorno, condotto da Amadeus, con 4 milioni 575 mila e il 19.2%; in questa fascia Striscia la notizia su Canale 5 ha fatto segnare 4 milioni 251 mila con il 17.75%, Otto e mezzo su La7 l’8% con 1 milione 894 mila, Stasera Italia su Rete4 1 milione 188 mila con il 5.22% nella prima parte e 1 milione 204 mila con il 5% nella seconda.Tornando alla prima serata, bene su Rete4 Quarto grado, con 1 milione 536 mila telespettatori e l’8.61%; da segnalare sul Nove il record stagionale di Fratelli di Crozza, con 1 milione 284 mila spettatori e il 5.4%. Su Rai3 il film di Alessandro Siani Il principe abusivo ha ottenuto 1 milione 242 mila spettatori e il 5.3%; su Rai2 gli episodi del telefilm Criminal Minds sono stati visti da una media di 998 mila telespettatori, pari al 4.5%; su La7 Propaganda Live ha fatto segnare 943 mila con il 5.2%; su Italia 1 il film Insieme per forza ha fatto registrare 898 mila e il 4.16%.Da segnalare in seconda serata su Rai1 l’attualità di Tv7, scelta da 729 mila spettatori con il 9.6%.Sempre molto seguita – segnala Viale Mazzini – l’informazione Rai: l’edizione delle 20 del Tg1 è stata vista da 4 milioni 882 mila spettatori pari al 23.1% di share (alla stessa ora per il Tg5 ci sono stati 4 milioni 60 mila con il 18.90%, per il TgLa7 1 milione 214 mila con il 5.7% con 1 milione 214 mila); il Tg2 delle 13 ha segnato 2 milioni 185 mila spettatori e il 16.6%, mentre il Tg3 delle 19 ha avuto un seguito di 1 milione 706 mila spettatori con il 10.8%. A seguire l’appuntamento con la TgR ha realizzato 2 milioni 355 mila spettatori e il 12.6%.Nel complesso, le reti Rai dominano la prima serata con 8 milioni 706 mila telespettatori e uno share del 36.51% (a fronte dei 7 milioni 380 mila con il 30.95% di Mediaset), la seconda serata con il 32.13% (contro il 31.42% della concorrenza) e l’intera giornata con il 35.67% (Mediaset al 32.30%).

– ANCONA

– Orgogliosa, ribelle, determinata e per niente rassegnata al suo triste destino. E’ una Cenerentola di Rossini atipica quella proposta il 12 ottobre tra gli applausi al Teatro delle Muse di Ancona dalla regista Francesca Lattuada, in una nuova produzione della Fondazione Muse in collaborazione con l’Accademia Rossiniana ‘Alberto Zedda’. A cominciare dall’ouverture a sipario chiuso con un figurante panciuto nelle vesti del compositore. La simbologia investe tutta l’opera che in un’ambientazione essenziale (fondale di tela, tavolo barocco e imponenti lampadari, delega ai fastosi e originali abiti di Bruno Fatalot, costumista del Moulin Rouge e del Lido, ma anche collaboratore di Chanel, Gautier e Lacroix, il compito di definire i personaggi come altrettanti archetipi senza tempo. Alla fine applausi per il direttore Giuseppe Finzi e i giovani interpreti: Pablo Ruiz, Pietro Adaini, Martiniana Antonie, Daniele Antonangeli, Clemente Antonio Daliotti (Dandini), Giorgia Paci (Clorinda) e Adriana Di Paola (Tisbe).
– Da Bernardo Bertolucci a Mario Martone, da Elio Germano a Isabella Ragonese a Valerio Mastandrea, da Giuliano Montaldo a Paolo Taviani, da Alberto Barbera a Carlo Chatrian: sono tante le personalità del mondo del cinema e dello spettacolo italiano che lanciano la campagna #iostoconBakri, in segno di solidarietà con l’attore e regista palestinese di cittadinanza israeliana Mohammad Bakri, di nuovo sotto processo in Israele.
Autore di Jenin Jenin, docufilm sulla distruzione da parte dell’esercito israeliano del campo profughi di Jenin (2002), “il regista – ricordano i firmatari nell’appello – ha subito un processo per vilipendio e diffamazione. Nel 2006 è stato assolto, ma la sua odissea non è finita. Nel 2016 è stato denunciato di nuovo e il 3 gennaio 2019 dovrà affrontare una nuova udienza. ‘Questo incubo è nato perché ho osato raccontare la mia storia. Una storia diversa dalla loro’ ha spiegato Bakri.
La storia di Jenin deve poter essere raccontata da ogni punto di vista, senza preclusioni o censure”.
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Dall’arte alla solidarietà nel segno della musica: torna a Grosseto per l’ottavo anno “La voce di ogni strumento”, il festival in programma da ottobre a maggio che opera in sinergia con le associazioni La Farfalla, AISM, AVIS, ADMO e AIPAMM e il ministero della Difesa. Diretta dal maestro Gloria Mazzi, la rassegna musicale aprirà i battenti domenica 14 ottobre con il primo dei 9 concerti in cartellone, diversi nei generi e nello stile: si comincia con il Duo Baldo, a cui seguiranno tra gli altri il violinista Davide Alogna con l’attore Paolo Sassanelli e il chitarrista Giulio Tampalini nello spettacolo “La leggenda di Paganini” e il quartetto composto da Dado Moroni, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto e Stefano Cocco Cantini nell’Omaggio a Tadd Dameron. Gran finale il 19 maggio con il Quartetto Adorno.
– CESENA

– Fiorello, Giovanni Allevi, Antonello Venditti, Gianna Nannini, Edoardo Bennato, Piero Pelù, Gino Paoli, Red Canzian, Nesli, Federica Carta, Biondo, Emma Muscat: sono i primi artisti ad avere firmato la petizione per “equiparare il videoclip, forma di espressione artistica sempre più diffusa ed importante, agli altri audiovisivi che beneficiano del tax credit”. La proposta al governo è stata lanciata da IMAGinACTION, il Festival internazionale dedicato ai videoclip musicali giunto alla seconda edizione e in corso a Cesena, e FIMI. Per lo Stato italiano, infatti, il videoclip, nonostante negli anni sia cresciuto come forma d’arte, non può godere del tax credit. Al pari dei film porno. La questione, ha sottolineato il ceo della FIMI Enzo Mazza, riguarda la legge n. 220 del 14 novembre 2016 sulla “Disciplina del cinema e dell’audiovisivo” che vede i video privati di alcuni vantaggi fiscali in quanto considerati “a carattere promozionale di un artista” (quindi alla stregua di uno spot pubblicitario).
Si è persino tagliato i capelli per assomigliargli: Antonio Mezzancella ha vinto la quinta puntata di Tale e Quale Show, interpretando Eros Ramazzotti con il brano ‘Un angelo disteso al Sole’, secondo gradino del podio per Massimo Di Cataldo nei panni del cantautore britannico Ed Sheeran, seguito in classifica da Mario Ermito che è stato Luciano Ligabue.E continua il successo del varietà condotto da Carlo Conti su Rai1 ha vinto ancora la serata con una media di 4 milioni 319 mila telespettatori e uno share del 20.8%, doppiando la fiction di Canale 5 Solo, alla seconda stagione, che ha raccolto il 10.2% con 2 milioni 186 mila spettatori.La rete ammiraglia Rai si conferma vincente anche nel preserale con L’eredità, condotto da Flavio Insinna, che ha ottenuto 4 milioni 192 mila telespettatori e il 23.5%, e nell’access prime time con Soliti ignoti – Il ritorno, condotto da Amadeus, con 4 milioni 575 mila e il 19.2%; in questa fascia Striscia la notizia su Canale 5 ha fatto segnare 4 milioni 251 mila con il 17.75%, Otto e mezzo su La7 l’8% con 1 milione 894 mila, Stasera Italia su Rete4 1 milione 188 mila con il 5.22% nella prima parte e 1 milione 204 mila con il 5% nella seconda.Tornando alla prima serata, bene su Rete4 Quarto grado, con 1 milione 536 mila telespettatori e l’8.61%; da segnalare sul Nove il record stagionale di Fratelli di Crozza, con 1 milione 284 mila spettatori e il 5.4%. Su Rai3 il film di Alessandro Siani Il principe abusivo ha ottenuto 1 milione 242 mila spettatori e il 5.3%; su Rai2 gli episodi del telefilm Criminal Minds sono stati visti da una media di 998 mila telespettatori, pari al 4.5%; su La7 Propaganda Live ha fatto segnare 943 mila con il 5.2%; su Italia 1 il film Insieme per forza ha fatto registrare 898 mila e il 4.16%.Da segnalare in seconda serata su Rai1 l’attualità di Tv7, scelta da 729 mila spettatori con il 9.6%.Sempre molto seguita – segnala Viale Mazzini – l’informazione Rai: l’edizione delle 20 del Tg1 è stata vista da 4 milioni 882 mila spettatori pari al 23.1% di share (alla stessa ora per il Tg5 ci sono stati 4 milioni 60 mila con il 18.90%, per il TgLa7 1 milione 214 mila con il 5.7% con 1 milione 214 mila); il Tg2 delle 13 ha segnato 2 milioni 185 mila spettatori e il 16.6%, mentre il Tg3 delle 19 ha avuto un seguito di 1 milione 706 mila spettatori con il 10.8%. A seguire l’appuntamento con la TgR ha realizzato 2 milioni 355 mila spettatori e il 12.6%.Nel complesso, le reti Rai dominano la prima serata con 8 milioni 706 mila telespettatori e uno share del 36.51% (a fronte dei 7 milioni 380 mila con il 30.95% di Mediaset), la seconda serata con il 32.13% (contro il 31.42% della concorrenza) e l’intera giornata con il 35.67% (Mediaset al 32.30%).

– ANCONA

– Orgogliosa, ribelle, determinata e per niente rassegnata al suo triste destino. E’ una Cenerentola di Rossini atipica quella proposta il 12 ottobre tra gli applausi al Teatro delle Muse di Ancona dalla regista Francesca Lattuada, in una nuova produzione della Fondazione Muse in collaborazione con l’Accademia Rossiniana ‘Alberto Zedda’. A cominciare dall’ouverture a sipario chiuso con un figurante panciuto nelle vesti del compositore. La simbologia investe tutta l’opera che in un’ambientazione essenziale (fondale di tela, tavolo barocco e imponenti lampadari, delega ai fastosi e originali abiti di Bruno Fatalot, costumista del Moulin Rouge e del Lido, ma anche collaboratore di Chanel, Gautier e Lacroix, il compito di definire i personaggi come altrettanti archetipi senza tempo. Alla fine applausi per il direttore Giuseppe Finzi e i giovani interpreti: Pablo Ruiz, Pietro Adaini, Martiniana Antonie, Daniele Antonangeli, Clemente Antonio Daliotti (Dandini), Giorgia Paci (Clorinda) e Adriana Di Paola (Tisbe).
– Da Bernardo Bertolucci a Mario Martone, da Elio Germano a Isabella Ragonese a Valerio Mastandrea, da Giuliano Montaldo a Paolo Taviani, da Alberto Barbera a Carlo Chatrian: sono tante le personalità del mondo del cinema e dello spettacolo italiano che lanciano la campagna #iostoconBakri, in segno di solidarietà con l’attore e regista palestinese di cittadinanza israeliana Mohammad Bakri, di nuovo sotto processo in Israele.
Autore di Jenin Jenin, docufilm sulla distruzione da parte dell’esercito israeliano del campo profughi di Jenin (2002), “il regista – ricordano i firmatari nell’appello – ha subito un processo per vilipendio e diffamazione. Nel 2006 è stato assolto, ma la sua odissea non è finita. Nel 2016 è stato denunciato di nuovo e il 3 gennaio 2019 dovrà affrontare una nuova udienza. ‘Questo incubo è nato perché ho osato raccontare la mia storia. Una storia diversa dalla loro’ ha spiegato Bakri.
La storia di Jenin deve poter essere raccontata da ogni punto di vista, senza preclusioni o censure”.
– RAVENNA

– Si apre con la maratona lirica della Trilogia d’Autunno di Ravenna Festival (Nabucco, Rigoletto, Otello dal 23/11 al 2/12) e prosegue con il ritorno della produzione originale ‘Il viaggio di Roberto’ (16/12), la stagione Opera 2018/19 del teatro Alighieri di Ravenna. Il fil rouge del confronto fra sentimenti e potere si dipana tra ‘Roméo et Juliette’, diretta da Paolo Olmi e coprodotta col Teatro Nazionale Croato di Fiume (18 e 20/1); ‘Le nozze di Figaro’ (22 e 24/2), regia di Giorgio Ferrara e Erina Yashima alla guida dell’Orchestra Giovanile Cherubini; ‘Andrea Chénier’ diretta da Giovanni Di Stefano (8 e 10/3), fino alla contemporanea ‘Kater I Rades, il naufragio’ (18/4), sulle musiche del compositore albanese Admir Shkurtaj.
Ricca anche la stagione Danza, dalle coreografie della Parsons Dance (26 e 27/1) alla prima italiana dell’omaggio a Leonard Cohen del Ballets Jazz Montréal (16 e 17/2), dai capolavori del Balletto Yacobson di S.Pietroburgo (16 e 17/3) al Bach Project di Aterballetto (6 e 7/4).
– CAGLIARI

– Il Punk non è morto, anzi, vive ancora nella passione di chi lo ha ascoltato, nell’energia di chi lo ha suonato e che ha rischiato anche le botte pur di salire sul palco quando qualcuno voleva per forza appiccicargli addosso un etichetta politica. Lunga vita al Punk non solo sui palchi o nelle tracce di qualche cd o nella musica liquida in rete, ma anche nelle pagine dei libri che raccontano una parte della storia della musica italiana. Lo sa bene il trevigiano Mirko Crosato, leader della prima band punk italiana No Submission che per domenica al Nasty Boys di Treviso ha organizzato una storica reunion del gruppo, coinvolgendo nuovi musicisti (Arrigo Bernardi, Max Pavan e Andrea Juncker) e i componenti della formazione originale, Diego Negrello e il batterista Lucio Cocco che partirà dalla Sardegna per salire nuovamente sul palco con la band.
Il concerto è preceduto dalla presentazione del libro scritto da Fabrizio e Stefano Gilardino “Il quaderno Punk 1979-1981”

– Nel buio della grande sala lo schiocco delle dita a ritmare le prime note dell’orchestra. Da qui in poi un tripudio di energia, colori, emozioni su una partitura che fonde grande tradizione europea, ritmi latini e jazz in un capolavoro della musica americana. Si respira l’aria di Broadway nel West Side Story diretto da Antonio Pappano che il 12 ottobre ha aperto tra grandi applausi la Stagione Sinfonica di Santa Cecilia.
La scelta del musical di Leonard Bernstein è un omaggio al compositore, di cui quest’anno si celebra il centenario della nascita, e al suo lungo rapporto con l’Accademia Nazionale, di cui è stato presidente onorario dal 1983 al 1990. Ma è stata anche l’occasione per una inaugurazione fuori dagli schemi. Nadine Sierra e Alex Shrader hanno dato vita ai due protagonisti strappando applausi nei brani più conosciuti, “Maria”, nella scena intensa del matrimonio “One hand, one heart”, “Tonight”, “Somewhere”. Trascinanti le versioni di insieme “Mambo” e “America”.
– Si parla molto di Ulisse negli ultimi tempi, si scrive dell’Odissea, si montano spettacoli e escono libri di studiosi che vogliono raccontare per far capire coinvolgendo il lettore e, quando qualcosa di simile accade, è sicuramente una coincidenza ma che non può non avere un minimo di senso. Analizzare l’eroe di Itaca, il lungo viaggio pieno di insidie e seduzioni e il desiderio di ritorno a casa per liberarla di profittatori e parassiti è probabile si colleghi alla situazione del nostro paese, al desiderio di uscire da una profonda crisi affrontando tutti problemi per arrivare a riappropriarci di ciò che ci appartiene. E Ulisse si lega anche all’Iliade e alla guerra di Troia, da cui in realtà non escono veri vincitori e vinti, ma tutti risultano umanamente sconfitti dalla violenza e chi resta vivo si allontana dalla città in fiamme “come un profugo”, per usare la definizione di Virgilio nell’Eneide, che anch’essa ci riporta all’oggi e alle rotte di salvezza nel Mediterraneo, percorse appunto per primo da Enea che approdò in Italia.Sono cose che ci rende chiare, senza bisogno di fare troppi paragoni, Sylvain Tesson, scrittore francese autore di ‘Un’estate con Omero’ (Einaudi, pp. 236 – 17,00 euro), in cui racconta gesta e passioni tanto vive e eterne di quei poemi, scrivendone isolato in una casetta di Tinos nelle Cicaldi. Siamo in quel Mar Egeo di cui ci parla attraverso isole e miti Giorgio Ieranò, docente di letteratura greca all’Università di Trento, nel suo ‘Arcipelago’ (Einaudi, pp. 278 – 20,00 euro). Un mare scenario da millenni della grande storia europea, solcato dalle triremi ateniesi, dalle galee veneziane, dai vascelli dei sultani di Istanbul, dai gommoni dei migranti, oltre che da viaggiatori curiosi come Dumas, Melville o Twain, in un incontro continuo e proficuo, incredibilmente ricco di coincidenze, tra presente e passato. Sulla linea di ‘C’era una volta Ulisse’ di Jean-Pierre Vernant, uscito una decina di anni fa (Einaudi, pp. 80 – 8,50 euro), ecco quindi ‘Ulisse’, come si intitola invece semplicemente il libro di Giulio Guidorizzi, docente di Antropologia antica all’Università di Torino, il quale, traducendo il poema in avvincente romanzo, ricostruisce dal punto di vista delle sue varie donne vita, avventure e carattere di questo eroe classico che è anche però il primo personaggio moderno, quindi non solo l’astuto combattente che ha l’idea del cavallo di Troia, il grande viaggiatore e l’uomo che anela alla sua Itaca petrosa e alla moglie Penelope, ma anche quello che la abbandonò col vecchio suocero e il piccolo figlio Telemaco, che crescerà senza di lui, ma schiacciato dalla sua presentissima assenza, per non parlare della tante donne, da Nausica a Circe, certo con una loro egoistica perfidia, ma tutte sedotte e abbandonate senza rimpianti. Così diventa esemplare il finale aperto con un improvviso gesto di Penelope che fa a pezzi la sua mitica tela, saputo che Ulisse vuol ripartire.Come a tirar le fila del nostro discorso e di tutti questi volumi, ecco infine ‘Un’odissea’ di Daniel Mendelsohn (Einaudi, pp. 310 – 20,00 euro), studioso di letterature classiche al Bard College (New York State), che porta il sottotitolo di ‘Un padre, un figlio, un’epopea’, perché nasce dalle lezioni dell’autore sul poema omerico cui volle essere presente suo padre ottantenne, un matematico pronto e smitizzare e vedere criticamente, in modo antieroico, la figura di Ulisse. Tra i due nasce un confronto ricco in cui si intrecciano le interpretazioni classiche e la storia e vita recente, il mito e la realtà. Ma non basta: finito il corso, padre e figlio si imbarcano in una crociera nel Mediterraneo che ripercorre il viaggio e le peregrinazioni di Ulisse, mettendo in gioco naturalmente durante la navigazione se stessi, le proprie esperienze personali, fatti e sentimenti, e scoprendo come siano leggibili rifacendosi al mondo omerico e, assieme, aiutino a capirlo oggi, andando dalla ‘homofrosynè’ (il pensare assieme e allo stesso modo) allo sgomento davanti all’Ade, alla morte. Bisogna sempre andare oltre le pagine, capire le sorprendenti, repentine conclusioni di ‘Iliade’ e ‘Odissea’, perché, spiega il padre dell’autore, “un buon libro ti lascia sempre il desiderio che ci sia qualcos’altro”. Sono letture, tutte e in specie quest’ultima, che come dicevamo non possono non farci pensare, riflettere su noi e sul mondo che ci circonda, come accade ogni volta che torniamo alla infinita ricchezza di quei poemi. Lo ha fatto anche un autore-attore come Marco Paolini, portando in scena nuovamente dopo 15 anni l’eroe dell’Odissea per raccontarcelo nel ‘Calzolaio di Ulisse’, dieci anni dopo il suo ritorno a casa, “uomo con un suo eroismo da riscoprire in questi anni ormai senza più eroi, per ricordare agli uomini indeboliti dalle democrazie e dal benessere che razza di padri avevano”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

GROSSETO

– Consegnata al sindaco Luigi Bellumori di Capalbio (Grosseto) la petizione per la concessione della cittadinanza onoraria al professor Alberto Asor Rosa.
L’iniziativa, lanciata da Adalberto Sabbatini – uno dei quattro fondatori dello stabilimento balneare Ultima Spiaggia – e fatta propria dall’associazione ‘Il piacere di leggere’, intende omaggiare la figura dello scrittore e critico letterario Alberto Asor Rosa, che da oltre 30 anni trascorre parte dell’anno a Capalbio. Nel testo della petizione si sottolinea il ruolo di Alberto Asor Rosa che “con costanza e tenacia, per oltre trent’anni, ha contribuito con le sue idee e con le sue prese di posizione a mantenere la Maremma e Capalbio territori intatti dove rimangono alti i valori della cultura, del rispetto, della natura e dell’armonia”. “Accolgo con vivo entusiasmo la richiesta fatta arrivare dalla cittadinanza e da un importante gruppo di storici frequentatori di Capalbio”, ha detto Luigi Bellumori annunciando l’intenzione di avviare l’iter.
– BOLOGNA

– Il premio ‘Gino Agostini – Cinema e democrazia’ – dedicato al produttore e distributore Agostini (1920-2007) – giunto alla 4/a edizione riconoscendo strade nuove di produzione e distribuzione, quest’anno individua due realtà emblematiche del cinema indipendente: la distribuzione Parthenos, nata nel 2011 da esercenti e agenti che hanno scelto cinema di qualità, e l’attivissimo Cinema Odeon a Firenze.
La consegna del premio – domenica 14 ottobre alle 17.30, alla Biblioteca della Cineteca di Bologna – è un evento della ‘Notte Rossa 2018 – Popoli e diritti’, con Cristina Bragaglia, Simonetta Saliera, Gian Luca Farinelli, Giacomo Manzoli, Nicola Sinisi.
Nel 2015 il premio era stato assegnato ad Andrea Gambetta (Fondazione Solares delle Arti, Parma) e Valerio Carocci (Cinema America Occupato, Roma); nel 2016 ad Antonio Sancassani (Cinema Mexico, Milano) e Vieri Razzini con Cesare Petrillo (Teodora Film); nel 2017 a Thomas Bertacche di Tucker Film e Marta Donzelli con Gregorio Paonessa di Vivo Film.
– PALERMO

– Cresce l’attesa per il debutto del “Rigoletto” di Verdi, il 13 ottobre al Teatro Massimo alle 20.30, regia di John Turturro, che ha richiamato a Palermo un task force di soprintendenti da tutta Italia: Carlo Fuortes da Roma, William Graziosi da Torino, Fulvio Macciardi da Bologna e Cristiano Chiarot del Maggio musicale fiorentino. La curiosità per la regia di Turturro è alta. Turturro ha diretto il 12 ottobre la prova generale concentrandosi sulle luci di Alessandro Carletti che intervengono nello spettacolo per dare ai personaggi uno spessore cinematografico. In arrivo in città anche i familiari italiani di Turturro, da Agrigento e dalla Puglia. L’attore statunitense a cena con lo scenografo Francesco Frigeri ha parlato per due ore del carattere e del destino di Rigoletto, lo sfortunato buffone di corte, tra una battuta su Trump, e lo stesso destino condiviso in tutto il mondo. “Stiamo andando verso le destre, siamo tutti nella stessa barca, occuparsi di arte e di cinema è una salvezza”, ha detto.
– BARI

– “E’ un grande amore quello tra Rossini e me”: così ha esordito il regista Pier Luigi Pizzi nel presentare oggi, insieme con il maestro Josè Miguel Perez-Sierra e il sovrintendente Massimo Biscardi, nel foyer del Petruzzelli, ‘Tancredi’ l’opera di Rossini che andrà in scena il 19 ottobre.
E racconta, in particolare, che questo amore per Tancredi nasce nel 1982 a Pesaro per il ‘Rossini opera festival’ e per cui ha curato moltissime edizioni. “All’epoca – dice – avevo diretto Semiramide ma fu con questa opera che conobbi e capii Rossini.
Capii come il compositore in ogni opera si presenta in modo completamente diverso, non fa mai realismo, non si prende mai sul serio, fa dell’ironia. La sua produzione non si può definire semplicemente giocosa”.
– MATERA

Il fondo di un’antica cisterna all’interno di un ristorante utilizzato anche come campo da minigolf a 19 buche, un ipogeo nel Sasso Barisano in una struttura alberghiera diffusa come le antiche Thermae romane per la cura del corpo e il sistema delle acque piovane annesso alla Chiesa di San Giovanni nel Sasso Caveoso: sono alcune delle interessanti tappe che i visitatori possono ammirare a Matera (Capitale europea della Cultura per il 2019) in occasione delle giornate Fai d’Autunno.
Il percorso, denominato “Matera città dell’acqua e di pietra”, si avvale, per le visite guidate, del supporto dei volontari del Fondo ambiente Italia e in particolare degli studenti delle scuole medie inferiori e superiori.
Duilio Giammaria, giornalista Rai ideatore e conduttore di Petrolio, programma di approfondimento in onda il sabato in seconda serata su Rai1, ha vinto il premio “Natta e Copernico” per la divulgazione scientifica. “I servizi presentati attraverso Petrolio, allestiti con un format molto innovativo, permettono di arrivare in maniera semplice ma non banale ad un’ampia coorte di telespettatori, diffondendo quindi significativi aspetti delle attuali conoscenze delle scienze applicate e delle tecnologie innovative” si legge nelle motivazioni del premio. Il premio è stato consegnato a Ferrara in una cerimonia pubblica nella sede di Palazzo Roverella. Il riconoscimento è mirato alla divulgazione della scienza e della tecnica ed è finalizzato a stimolare e sostenere la ricerca e la cultura scientifica.
Duilio Giammaria ha dedicato il premio alla sua squadra di eccellenti autori e reporter scientifici che puntata dopo puntata hanno creato un nuovo modello di divulgazione scientifica in televisione.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TREVISO

– E’ ancora emozionato Francesco Grollo, tenore trevigiano, per l’esibizione in Sala Nervi in Vaticano davanti a Papa Francesco che si è poi congratulato.
Poco prima Grollo aveva cantato nella Chiesa del Governato, presenti il ministro degli Interni Matteo Salvini e i vertici delle forze dell’ordine e militari, poi si è ripetuto nella sala Nervi davanti a 8 mila persone accompagnato dalla banda della polizia di Stato. Il giorno dopo ha invece usato il suo strumento, la voce, a Ostia per il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, come aveva fatto qualche mese prima per i 150 anni della costituzione del Reggimento Corazzieri. Grollo è la ‘voce’ ufficiale delle Frecce Tricolori alle loro manifestazioni, intonando L’inno di Mameli alla partenza dei velivoli. Ha studiato canto, seguito dal maestro Franco Corelli, mentre era in servizio nella Polizia che ha lasciato dopo 9 anni. Il suo debutto al teatro La Fenice di Venezia, nella ‘Madama Butterfly’ nel 1996. Sue esibizioni in vari teatri del mondo.
– CHIUSI DELLA VERNA (AREZZO)

– A Chiusi della Verna (Arezzo) sette donne si sono tassate per salvare la fontana del paese. Si tratta della fontana Campari progettata da Giuseppe Gronchi, scultore fiorentino, per conto di Davide Campari, l’inventore del bitter, che lanciò con questa iniziativa una campagna pubblicitaria dell’azienda in tutto il territorio nazionale. Erano trenta nei primi anni del Novecento, ora ne sono rimaste solo tre: a Brunate in provincia di Como, a Le Pietre nel Pistoiese e quella di Chiusi della Verna. Un pezzo di storia che le sette donne del Casentino hanno deciso di salvare finanziando il restauro attraverso fondi propri e una raccolta effettuata con mercatini, tombole e altre iniziative fino a raggiungere i tremila euro necessari. Le donne di Chiusi si sono anche occupate di chiedere preventivi ad alcuni restauratori e di seguire tutto l’iter burocratico necessario all’intervento. Il 14 ottobre l’inaugurazione con il buffet fatto dalle stesse donne. La Fontana Campari è detta anche ‘le tre fontane’ perché dal bassorilievo con elementi grotteschi sgorgano tre bocchette.
Alcune di queste erano sormontate da un blocco orizzontale di travertino sul quale erano scolpite le teste di Mussolini e di Vittorio Emanuele II, eliminate dopo la guerra, ma non ci sono prove per quella di Chiusi che tutti ricordano con teste ispirate alla mitologia romana.
PALERMO – Totò aveva un doppio. Un cantante mancato, napoletano come lui, che per anni aveva imitato la sua incredibile maschera finendo poi a lavorare con lui, prestandosi a recitare le scene che il grande attore non voleva fare. Uno che lo sostituiva quando c’era da correre o da pedalare e che al mattino si alzava presto al suo posto per andare sul set quando le riprese erano troppo di buon’ora. “Si chiamava Osvaldo Natale, in arte Dino Valdi e finì per calarsi così tanto nei panni del suo mito che al funerale del grande attore ci fu chi lo scambiò per un fantasma”. Carlo Lucarelli torna su Sky Arte e abbandona il noir per un nuovo format di cui è ideatore, autore e conduttore, Inseparabili, in onda dal 4 febbraio sui canali 120 e 400, con le vite di grandi personaggi dell’arte e dello spettacolo raccontate da un punto di vista del tutto inedito, quello di un incontro di un momento o di una vita, “che in qualche modo ha cambiato il corso delle cose”.Una serie di racconti – otto per questa prima edizione, ma ce ne sono già in cantiere altri – che partono da storie vere e le narrano giocando sull’idea del doppio, dello specchio, con il punto di vista dell’uno alternato a quello dell’altro fino ad arrivare al cuore della vicenda. “Partiamo da Totò e arriviamo fino a Tolstoj passando per Marilyn Monroe, Freddie Mercury, Picasso, i Nirvana con Kurt Cobain – anticipa lo scrittore oggi a Palermo per il Festival di Sky Arte – la storia della cultura è piena di vicende così”. Al centro, Lucarelli lo rivendica, c’è sempre il piacere e la magia del raccontare, quel mestiere di narratore che tanto gli si confà e che da anni caratterizza i suoi interventi televisivi. Ma qui, sottolinea uno dei coautori, Michele Cogo, anche Lucarelli sarà diverso, inserito quasi come un personaggio nell’impianto del format “che è molto forte, arricchito anche da elementi scenici”.Il palcoscenico del racconto è sempre lo stesso, tutte le storie cominciano a prendere forma dalla sontuosità un po’ spettrale dell’antica stazione termale di Salsomaggiore, strepitoso edificio liberty che ben si presta a ricostruire il quadro del doppio, l’ambivalenza del sotto e del sopra, del fuori e dentro lo specchio. “Abbiamo immaginato ogni storia come un albero, con i rami e le fronde che sono quello che tutti vedono e ammirano e le radici, che rimangono sotto terra, nascoste, ma non sono meno importanti”, spiega ancora Cogo. E’ così che verranno fuori altre storie incredibili, finestre poche volte aperte sulle vite di persone delle quali pensiamo di conoscere tutto. Sarà il caso di Tolstoj ‘riletto’ alla luce del rapporto difficilissimo e conflittuale con la moglie. O di Hitchcock, raccontato scoprendo il punto di vista di Alma Reville, la moglie sceneggiatrice che rimase sempre nella sua ombra e alla quale il maestro del cinema deve tantissimo.Ma in scena entrerà anche Picasso, di cui si racconterà un incontro-scontro con un altro grande di quei tempi, lo scrittore Apollinaire, e di una losca storia di imbrogli e furti d’arte. “Per raccontare queste vicende partiamo sempre dalla parte più in ombra – sottolinea il regista Antonio Monti – come se fosse un punto di accesso mai solcato che ci aiuta a raccontare l’altra persona, quella più conosciuta. Storie di intuizioni e di imbrogli, di gloria e di frustrazioni, di avvenimenti alle volte piccoli che invece hanno cambiato qualcosa nella storia, hanno segnato dei punti importanti. Lucarelli ammicca, sorride, tiene alta la tensione anche nel suo pubblico del Festival. “Io mi sono molto divertito”, ammette. “Se da spettatori proverete anche solo la metà del piacere che ho provato io, avremo fatto centro”.

– Libreriamo, movimento culturale online composto dagli amanti dei libri e dell’arte, lancia la sesta edizione del Social Book Day: il 15 ottobre tutto il web si mobiliterà per manifestare sostegno alla lettura tramite foto, frasi e aforismi accompagnati dall’hashtag #SocialBookDay.
“Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere” ha scritto il francese Daniel Pennac per esprimere il valore immenso che la lettura può dare alla vita delle persone. Da questo aforisma prende vita la nuova edizione del Social Book Day. In questa giornata i “booklovers” potranno sostenere la lettura tramite un semplice intervento sui tutti i maggiori social network postando frasi, foto e video dedicati al mondo dei libri, utilizzando l’hashtag #SocialBookDay.
Negli ultimi 5 anni sono stati generati 42.300 tweet, 39.500 retweet e oltre 20 milioni di impression grazie anche all’endorsement di influencer, opinion maker, giornalisti, speaker radiofonici, dj e altri personaggi pubblici e influenti.
Michael Bublé si prepara a lasciare la musica: il crooner canadese ha rilasciato la sua “ultima intervista” al magazine Daily Mail’s Weekend, rivelando che ha intenzione di ritirarsi dallo showbiz.Già due anni fa aveva annunciato l’addio all’attività pubblica, dopo che al figlio Noah, di soli tre anni, era stato diagnosticato un tumore al fegato. Ora il bambino è guarito, ma l’esperienza, rivela Bublé, “mi ha fatto rimettere tutto in discussione, ha cambiato la mia percezione della vita”. Love, il nuovo lavoro in uscita il 16 novembre, sarà dunque l’album d’addio.”Non so neanche se riuscirò a terminare questa conversazione senza piangere. E non ho mai perso il controllo delle mie emozioni in pubblico”, confessa Bublé nel colloquio. “Questa è la mia ultima intervista. Mi ritiro. Ho realizzato l’album perfetto e ora posso lasciare davvero al top”.
La prima chitarra importante di Vasco Rossi, “quella da cui è nato tutto”, che il Blasco comprò a caro prezzo a un amico e collega cedendogli parte dei diritti d’autore di un suo disco, la genesi rocambolesca di Latin Lover, “l’album più coraggioso di Gianna Nannini”, la storia di Terra Mia, il primo disco di Pino Daniele, “quello che lui scrisse a 22 anni e in cui c’era già tutto”. E poi tutta la magia delle canzoni di Ivano Fossati, raccontate nel loro processo creativo dal cantautore più schivo del nostro panorama musicale. Il 28 novembre torna sui canali 120 e 400 di Sky 33 giri – Italian Masters, la serie di Sky Arte dedicata alle pietre miliari della discografia italiana e l’apertura è con Fossati e uno dei suoi dischi più amati, Lindbergh – Lettere da sopra la pioggia.Il discografico Stefano Senardi, che del programma è il consulente, lo racconta a Palermo, in una dei tanti incontri della due giorni del Festival di Sky Arte che sta animando piazze e teatri della città. E il racconto si fa ancora più vivo con Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo degli Afterhours che salgono sul palco popolare del Teatro Garibaldi nell’animatissimo quartiere della Kalsa, per offrire una loro versione di Canzone popolare, canzone amata e odiata dal suo autore che in video confessa: “Prestare una canzone alla politica è una cosa che non consiglio a nessuno. Giovani, non lo fate”. Già, perché anche oggi, a più di vent’anni di distanza, quei versi che hanno segnato una generazione, “Alzati che si sta alzando la canzone popolare/ se c’è qualcosa da dire ancora/ se c’è qualcosa da fare” riportano alla mente di tanti la campagna politica dell’Ulivo, nel ’96. “Io dopo di allora non l’ho più potuta suonare in un concerto per almeno dieci anni, non potevo farlo, sembrava un comizio”, racconta in video Fossati. Che poi si addentra sulla composizione musicale di quel brano, ne ripercorre la genesi, ne descrive il disegno ritmico, racconta l’idea di aggiungere oboe e arpa. “Fu un’intuizione fortunata – dice – abbiamo innestato questi strumenti sopra a delle ritmiche pop rock che non avevano niente di classico”.Un esperimento riuscito anche se l’idea, sottolinea l’artista, “non era certo quella di fare musica sperimentale, noi volevamo fare solo canzoni e però vestirle in modo innovativo. E questo sul pubblico ha avuto un bell’impatto”. Tant’è, dal vivo Agnelli e D’Erasmo imbracciano violino e chitarra e ripropongono Canzone Popolare in una loro inedita versione, applauditissimi. “Fossati è un poeta, uno dei pochi che oggi si possono chiamare così – dice emozionato il popolare giudice di X Factor – le sue canzoni hanno resistito soprattutto per i contenuti, la cosa che manca di più nella musica di oggi”. E in un attimo, al suono della sua chitarra il Teatro Garibaldi diventa rock.

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NAPOLI

– “Questa laurea per me ha un sapore speciale perché mi ricorda mio padre Fosco, che negli anni Trenta studiò all’Orientale con Giuseppe Tucci. Dunque l’Orientale mi è cara anche come memoria di famiglia. In un tempo di autarchie pericolose e inquietanti, la laurea in ‘Letterature e culture comparate’ ha oggi un valore di esemplarità. In una situazione che vede gli Stati tornare a chiudere le frontiere, a mettere dazi e pedaggi che ricordano scelte irresponsabili del passato, la comparazione che propone l’Orientale diventa sinonimo di rispetto e comprensione”. Così la scrittrice Dacia Maraini commenta la laurea honoris causa in “Letterature e culture comparate” che le sarà conferita mercoledì prossimo, 17 ottobre, alle 11, dall’Università degli studi Napoli L’Orientale.
“Una sorta di antidoto – prosegue la scrittrice – per promuovere la circolazione delle idee e delle persone, sapendo che storicamente i movimenti dei popoli non possono essere fermati, ma solo governati”.
“Quando abbiamo iniziato questa ricerca, circa dieci anni fa, avevamo visto che le persone in ufficio switchavano da uno schermo all’altro ogni 3 minuti. Poi abbiamo ripetuto di nuovo lo studio sei anni fa, e abbiamo visto che le persone stavano davanti a un dispositivo, prima di cambiare, per 1 minuto e 15 secondi. Quando abbiamo rifatto lo studio poco tempo fa, abbiamo scoperto che il tempo davanti a uno schermo era crollato a 40 secondi”. Lo spiega la professoressa Gloria Mark – Mark – professoressa di informatica presso il D. Bren School of Information and Computer Sciences, Universita’ della California di Irvine – in una intervista a ‘Presa diretta’ nella puntata dal titolo ‘Iperconnessi’, in onda lunedì 15 ottobre su Rai3, e dedicata alle conseguenze sul cervello delle nostre vite iperconnesse.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gli studi della professoressa Mark hanno dimostrato che ogni volta che stiamo lavorando a qualcosa di importante, tipo scrivere una relazione, improvvisamente ci fermiamo, prendiamo il telefono, e ci mettiamo a chattare, o a controllare le mail. Ci mettiamo in media 25 minuti per ritrovare la concentrazione: una modalità che ha un costo altissimo in termini di stress e di denaro. Secondo la società di consulenza alle imprese Basex, queste continue interruzioni si traducono solo negli Stati Uniti, in 28 miliardi di ore lavoro perse dalle aziende circa 588 miliardi di dollari ogni anno. Noi ci crediamo multitasking ma “non è così, gli esseri umani non possono fare due cose nello stesso momento. Quello che facciamo in realtà è switchare, cioè alterniamo avanti e indietro, rapidissimamente. Questo significa dover rifocalizzare ogni frazione di secondo la nostra attenzione. Sembra niente, ma nel corso della giornata si accumula e diventa stress. E lo stress ha costi enormi per la nostra salute e per il nostro cervello.
Dobbiamo a tutti i costi impedire che le persone si abituino a avere un’attenzione così bassa”.

– Un family drama prima ancora che un trans drama: questa è ‘Butterfly’, miniserie inglese in onda su FoxLife a dicembre e presentata in anteprima a FeST – Festival delle Serie Tv, a Milano, con la proiezione in anteprima di uno dei tre episodi.
La storia è quella di Max/Maxine (Callum Booth-Ford), undicenne nata in un corpo di bambino, e della sua famiglia, stravolta da questa disforia di genere. L’argomento è trattato con delicatezza dallo sceneggiatore premio BAFTA Tony Marchant, che, prima di firmare la serie trasmessa da ITV, ha studiato il tema con ricerche e colloqui presso l’associazione Mermaids e la clinica di gender identity Tavistock: “Sentivo una grande responsabilità, dovevo raccontare questa storia con precisione ed empatia – ha detto Marchant, in un panel con gli ideatori di FeST Marina Pierri e Giorgio Viaro – In passato avevo scritto di transgender in ‘Different for Girls’, ma qui non bastava la sensibilità per il tema”.
– GENOVA

– Buona affluenza di pubblico, per la prima giornata dei Rolli Days. Sono stati 42 mila, con un incremento di circa duemila presenze rispetto alla stessa giornata dell’edizione di maggio, i genovesi e i turisti che hanno visitato i palazzi nobiliari di Genova. Molti i turisti, in aumento quelli stranieri, che si sono tuffati nella magnificenza della Superba e i genovesi che hanno potuto riappropriarsi con orgoglio del glorioso passato della città. Ventotto le dimore patrimonio Unesco coinvolte in questa edizione per una manifestazione che sta crescendo sempre di più ed è ormai diventata un segno distintivo dell’offerta turistico-culturale di Genova, anche a livello internazionale.
“Il fascino degli antichi palazzi cinquecenteschi continua ad attirare genovesi e turisti – ha detto l’assessore al Marketing Territoriale e politiche culturali Barbara Grosso – Inoltre, la concomitanza con il Paganini Genova Festival ha ulteriormente arricchito l’offerta turistica e culturale, regalando momenti musicali di alto livello nelle strade e all’interno dei palazzi.
In questi giorni, l’enorme patrimonio artistico di Genova è sotto i riflettori: lavoreremo perché questi si accendano sempre più spesso”.

Raffaella Carrà, icona della tv in Italia come in Spagna, viene insignita oggi, dall’ambasciatore di Spagna in Italia Alfonso Dastis, a nome e per conto del Re di Spagna Felipe VII, assieme ad un’altra donna emblematica per i due paesi, come Lucia Bosè, dell’onorificenza di Dama “al Orden del Mérito Civil”. Una cerimonia che si svolge all’Auditorium Parco della Musica di Roma, seguita da un talk show ricco di ospiti dalla Spagna, come la cantante Alaska, e dall’Argentina, dove “‘Raffaella è altrettanto amata”, sottolinea le leader del gruppo musicale Tequila. A moderare l’incontro per l’Italia, una scattante Gabriella Carlucci.   “Il mio ombelico nudo veniva fuori da un completo studiato da un costumista della Rai. Ora non ne ricordo il nome. Ma le ragazze d’estate già giravano così, con la pancia scoperta e i pantaloni lunghi. Io non mi sono fatta problemi a farlo vedere in tv. Ero libera. Anche i ‘colpi di testa’ erano il segno della libertà dalla lacca, dalle sovrastrutture, dalla rigidità. Io ero così, senza costrizioni”. Una dichiarazione di ‘non colpevolezza’ per aver turbato il sonno degli italiani agli inizi degli anni Settanta, con quel balletto col pancino di fuori, in una tv ancora molto limitata alla censura, quella di Raffaella Carrà, seduta comodamente nel salotto dell’Auditorium in smoking nero disegnato per lei da Guillermo Mariotto, direttore creativo della Gattinoni. Anche lui in sala e pronto a scattare in aiuto dell’ambasciatore che non riesce ad appuntare la decorazione sul revers della giacca della Carrà.   Intanto l’ironica Lucia Bosè, con i suoi capelli turchini, dopo aver preso la medaglia che casca anche a lei dopo un po’ cerca di sdrammatizzare: “Pensavo fosse un diamante, ma forse avrei preferito un prosciutto spagnolo”. Poi rivolgendosi al pubblico: “Io non ho nessun merito. Solo quello di aver partorito un figlio meraviglioso come Miguel Bosè. Non sono una rivoluzionaria come Raffaella. Io ho sposato un torero e ci ho fatto tre figli”. Ma la Carrà non parla di rivoluzione: “quella era fatta per la democrazia in Spagna”.   Nel frattempo su un mega schermo scorrono le immagini dei divi italiani dell’epoca amati dai due paesi. Di una Lucia Bosè attrice in bianco e nero nei film di Antonioni. Dei cantanti e delle canzoni lanciate da Sanremo e dalla tv italiana subito esportati in Spagna, come Antoine, Gigliola Cinquetti, Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Adriano Celentano, Mina, Milva, Ornella Vanoni. Si vedono le immagini di Raffaella che balla il Tuca Tuca: “tutto merito di Alberto Sordi – rivela- che accettò di farlo con me in tv dopo una mia telefonata. L’Osservatore Romano lo aveva censurato. Invece fu un successo”.   Insomma, “io amo la Spagna, è la mia seconda patria” ammette Raffaella. “E’ un Paese che ammiro profondamente. Bisogna conoscerlo, visitarlo per capirlo. E la gente in Spagna quando mi incontra mi dice sei una di noi”. E l’Italia? “Noi siamo piccoli piccoli ma geniali, mentre la Spagna è il ponte con l’America Latina. Anche la lingua è importante. L’italiano arriva a Lugano. Abbiamo eccellenze, ma se si riunissero saremmo ancora più forti”.   L’evento che ha coinvolto Carrà e Bosè rientra nell’ambito del programma Pop y Protesta, presentato oggi dal Consigliere Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia,Ion de la Riva, dall’ad della Fondazione Musica per Roma,José R. Dosal, dal direttore dell’Instituto Cervantes, Juan Carlos Reche e dalla direttrice della Real Academia de España a Roma,Ángeles Albert. Attraverso l’inziativa l’ambasciata di Spagna in Italia, in coproduzione con Fondazione Musica per Roma, con la redazione di Spagna Contemporanea e con l’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino, commemora il 50º anniversario del ’68. Dibattiti, conferenze, rassegne cinematografiche e mostre si svolgeranno nei mesi di ottobre e novembre, in varie città italiane per ricordare e analizzare l’impatto di quell’anno simbolico sulla politica, la cultura e la società in Italia, Spagna e America Latina.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

LOS ANGELES – Era il 1987 quando il primo Predator sbarcò sul grande schermo terrorizzando il mondo intero. Quella pellicola avrebbe dato il via a una delle serie horror fantascientifiche di maggior successo il cui quarto capitolo ha debuttato in 305 sale in Italia proprio in queste ore. Alla regia non c’è più John McTiernan ma Shane Black, attore e regista divenuto famoso in tutto il mondo per il ruolo di Hawkins nel Predator originale.
La storia è quella di Quinn McKenna, un tiratore scelto che, impegnato in una missione in Messico, si trova a tu per tu con un Predator scatenando, per sbaglio, una nuova invasione aliena. A fronteggiarla ci penserà un gruppo di ex marines coadiuvato da Casey Bracket, una delusa professoressa di scienze, interpretata dalla splendida Olivia Munn. Per l’attrice 38enne di origini asiatiche si tratta del primo vero film horror della sua carriera. “Amo questo genere cinematografico – spiega – nonostante da piccola i miei genitori mi vietassero di guardare molti film in tv. Tutta colpa di Robocop, ne ero rimasta scioccata”. Per le nozioni di biologia invece, la Munn ha potuto contare sul prezioso aiuto del fratello minore, John: “Ha studiato fisica, così lo chiamavo spesso per chiedergli consigli e per assicurarmi che le cose che avrei dovuto dire fossero corrette. Nella mia famiglia ci sono diversi ingegneri e dottori, ho sempre avuto tanta scienza intorno a me, l’ho sempre trovata affascinante”.
Fa parte della famiglia persino il cane sul set: “E’ vero, nel film recita anche il mio cane, Chance. I tre che avevano scelto inizialmente erano troppo agitati, non stavano mai fermi e così alla fine hanno optato per il mio. Ha vissuto il sogno di tutti gli attori che arrivano a Hollywood per sfondare e che a se stessi ripetono continuamente: ‘Sarò in quel film, colui che interpreta la mia parte fallirà clamorosamente e a quel punto chiameranno me’. È esattamente ciò che è accaduto a Chance”. Il personaggio di Olivia Munn è anche l’unico con il compito di proteggere il piccolo Rory, il bambino autistico che è parte importante della storia e che è interpretato dall’attore prodigio Jacob Tremblay (Room, Wonder). “Apprezzo molto il fatto che la mia Casey non debba solo salvare il bimbo, scappare e nascondersi. Deve anche sconfiggere l’alieno. Nessun problema, mi sono detta, noi donne possiamo fare tutto: uccido l’alieno e nel frattempo mi prendo cura del bambino”.
L’attrice non si tira indietro quando le viene chiesto dello scandalo molestie che ha travolto Hollywood, portando al movimento del #MeToo. “Era ora – afferma – È molto importante che le persone parlino, denuncino e facciano i nomi, perché l’anonimato non serve a migliorare le cose. Non bisogna sentirsi in colpa per non aver parlato prima: è comprensibile perché fino a qualche mese fa quando una donna parlava nessuno le credeva. Ora la gente ascolta ed è giusto che ci siano delle ripercussioni per chi ha sbagliato”. Donna ed esponente di una minoranza (quella asiatica), la Munn sa bene di ciò che parla: “Per la prima volta nella storia, gli uomini devono chiedersi se i loro comportamenti siano giusti, sbagliati o se possano portare a delle conseguenze negative. Noi queste domande ce le facciamo da sempre. Quando sono in una stanza, in quanto donna e asiatica, devo pensare a quello che dico o a come mi comporto. Non credo sia una cosa negativa che finalmente anche un uomo sia costretto a porsi queste domande prima di agire o dire qualcosa. Benvenuti nel mondo degli esseri umani”.

“Quella maledetta porta si sta aprendo, è solo un’udienza e non una sentenza, ma auspico che si arrivi alla verità e alla giustizia”, dice Alessio Cremonini, il regista di ‘Sulla mia pelle’ che da due anni e mezzo – tra preparazione (con la lettura dei materiali disponibili), riprese e lancio – è dentro il caso di Stefano Cucchi, insieme al suo protagonista Alessandro Borghi, a Jasmine Trinca-Ilaria Cucchi e al produttore Andrea Occhipinti di Lucky Red.”Questo film è speciale, è vivo e oggi è un giorno magico che tutti noi aspettavamo come cineasti e come cittadini: abbiamo sempre immaginato che Stefano non fosse caduto per le scale. Bisogna constatare che ci sono voluti 9 anni per questa udienza”, aggiunge ancora Cremonini.E proprio di tempi parla Borghi che a caldo sui social ha scritto in dialetto romanesco “La giustizia è lenta ma ariva pe’ tutti”. L’attore si è letteralmente trasformato per interpretare Cucchi e portare sullo schermo i segni delle sue sofferenze nel film, arrivando a diventare magrissimo, emaciato, irriconoscibile per quella lunga settimana prima di morire. Sulla mia pelle è un caso nel caso (putiferio Netflix, contemporaneità sale cinematografiche – streaming a parte): tante visioni-dibattito con il pubblico sono state emozionanti e sold out, grazie alla passione con cui il cast lo ha accompagnato in Italia dopo l’anteprima alla Mostra del cinema di Venezia e tante sono state le proiezioni non autorizzate nei centri sociali e persino in strada, un fenomeno sociale di cui non si ha praticamente memoria, tutto questo ha contribuito a dare un valore civile al cinema. Dal punto di vista produttivo, certo, è qualcosa di negativo, ma sta a significare “un cinema vivo quando – risponde Cremonini – tocca il cuore delle persone, quando realtà e fiction sono in contatto”.Attualmente Sulla mia pelle è in una decina di sale, da domani altre proiezioni e un nuovo viaggio da cominciare, quello nelle scuole. Intanto Cremonini progetta il nuovo film, “una storia al femminile, sempre tratta da un caso realmente accaduto. Un progetto con lo stesso team produttivo di Sulla mia pelle”

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È vero, è solo una commedia-musical sgarrupata, grottesca e tamarra, una tamar-tamar land in salsa napoletana, un film matto, ma Achille Tarallo di Antonio Capuano, con Biagio Izzo, Ascanio Celestini e Tony Tamarro alla fine ti prende per freschezza, colori e personaggi.Il film, in sala dal 25 ottobre in 90 copie con Notorious Pictures e prodotto da Skydancers – Mad Entertainment e Rai Cinema, ha come protagonista un autista di autobus di Napoli, Achille Tarallo (un bravissimo Biagio Izzo), circondato da una grande e rumorosa famiglia, moglie e tre figli, e con tanto di generosa amante maggiorata. Ora, chiamarlo solo un autista di autobus sarebbe offensivo, perché Achille è anche un singolare cantante neo-melodico che però odia cantare in napoletano (“la canzone napoletana è una grande zoccola” dice). Il suo sogno, infatti, è essere Fred Bongusto. Insieme al suo amico Cafè (Tony Tammaro) ha formato un duetto musicale che canta ai matrimoni che gli procura il confuso logorroico impresario Pennabic (Ascanio Celestini), proponendo ai novelli sposi un repertorio detto ‘Tamarro Italiano’.Questi tre poveracci, Achille Tarallo, Cafè e Pennabic, pieni di autentica voglia di stare nel mondo dell’arte, insomma, si arrangiano nel quartiere popolare dove vivono e in cui anche la vita ordinaria, come diceva Eduardo De Filippo, è sempre teatro. Ma un giorno per Achille Tarallo, autista dell’ANM che sogna di essere un grande artista, arriva un’occasione per evadere e cambiare la sua vita: una badante bielorussa troppo bella.”Tutto nasce al funerale di mia zia, la sorella di mia madre, dove mancava uno dei suoi quattro figli maschi – dice a Roma Antonio Capuano, scenografo e regista napoletano, autore di ‘Pianese Nunzio 14 anni a maggio’ -. Nessuno mi rispondeva sull’assenza inspiegabile di Enzo, suo figlio. Solo alla fine mi hanno detto: ‘Se n’è fuiuto con la badante’. Poi ho saputo anche – continua il regista napoletano – che Enzo cantava a tempo perso ed era andato in Ucraina a raggiungere la sua bella”. “Sono napoletano, ma sono stonato e così quando Capuano mi ha proposto di fare Achille ho subito rifiutato – spiega Izzo -. Poi ho capito che se canto insieme a qualcuno le cose vanno meglio”. Guidare l’autobus a Napoli, spiega poi Izzo, “non è stato facile. Ho preso intanto qualche lezione, ma i veri problemi sono venuti dalla gente. C’è chi saliva sull’autobus, come se fosse stato davvero una vettura di linea, e chi mi riconosceva e faceva di tutto per accostarsi. Ho rischiato più volte così di avere un incidente”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Opera prima di una regista tanto ambiziosa quanto dotata di uno stile immediatamente riconoscibile, ‘Angel Face’ di Vanessa Filho è stato uno dei titoli più attesi all’ultima edizione del Festival di Cannes (Un Certain Regard) ed esce il 25 ottobre nelle sale italiane, distribuito da Sun Film Group. Va subito detto che più del talento della regista, l’attesa era per l’interpretazione del premio Oscar Marion Cotillard che sempre più spesso mette la sua celebrità al servizio di autori emergenti e opere difficili. Il risultato finale è contraddittorio e merita uno sguardo più da vicino fuori dal clamore festivaliero.
Vanessa Filho è una “debuttante di lungo corso”: la sua prima prova dietro la macchina da presa risale al 2002 quando girò il medio metraggio “Primitifs”. Da allora ha frequentato i set francesi con discreta regolarità in svariati ruoli tecnici e imparando il mestiere come aiuto-regista o regista della seconda unità. Per il suo autentico debutto ha scelto una china scivolosa e difficile, ovvero il rapporto psicologico tra una madre tanto affettiva quanto sconsiderata e una figlia tanto saggia quanto fragile e imprevedibile. In una cittadina francese della Costa vivono in simbiosi Marlene e sua figlia Elli, otto anni. La donna cerca in ogni modo di sentirsi madre, ma il richiamo dell’affetto e l’assenza di un uomo (il pare di Elli è scomparso alla nascita della bambina) la portano presto alla scelta estrema di eclissarsi, inseguendo un nuovo, forse impossibile, amore. Così la scena diventa tutta di Elli che, se a scuola continua ad essere diligente e attenta, mostra però ai suoi coetanei tutta la sua fragilità, cerca la fuga nell’eccesso e nell’alcool e conforto in un adolescente taciturno e a sua volta incerto sul futuro.
La forza del racconto sta, in verità, molto più su di lei che sulla madre, destinata a cedere il passo a una bambina di eccezionale comunicativa e forza espressiva. La giovanissima Ayline Aksoy-Etaix è talmente convincente ed emotivamente pressante che c’è da domandarsi come la sua regista abbia fatto per ottenere tanta verità senza influire (involontariamente) sulla formazione psicologica di una bambina. Il risultato comunque lascia talvolta senza fiato e porta Angel Face a un grado di credibilità che invece cede un po’ in altri passaggi della sceneggiatura. Nonostante recensioni contraddittorie e un box office più che normale, il film ha il grande merito di affrontare più di un tema di cocente attualità con taglio personale e senza risposte prevedibili o consolatorie. L’alcolismo tra i giovanissimi, la crudeltà “innocente” dei piccoli compagni di Elli, la disperazione di una donna ancor giovane (la madre) che non riesce ad essere madre come invece vorrebbe, la disgregazione di un mondo provinciale apparentemente quieto e tradizionale sono altrettante frecce all’arco di Angel Face.
Ciò che forse viene a tratti meno è la tensione narrativa della sceneggiatura che, una volta impostati i personaggi, si affida troppo alla sola intensità delle interpreti in una pellicola tutta al femminile, sull’onda di un cinema del riscatto della donna, anche quando le protagoniste sono tutt’altro che eroiche. Certo, se si evocano confronti con altri titoli consimili come “Florida Project”, il tono scelto da Vanessa Filho può apparire fin troppo tradizionale. Ma resta la sensazione di un ritratto “a specchio” della femminilità in cui dominano il senso dell’abbandono e la fragilità. Da vedere.

– PISTOIA

– “Il cinema ha sempre anticipato i tempi, ha fotografato il futuro, cosa che la politica non sa più fare”. Così Enrico Vanzina, sceneggiatore e produttore, a Pistoia per l’omaggio organizzato da Presente Italiano, il film festival che si tiene nella città toscana fino al 18 ottobre.
“E’ il grande vantaggio del cinema – spiega – ha questa praticità di pensiero e realizzazione stessa, di capire in anticipo. E dovrebbe essere così anche per la politica”. Parla di tutto Vanzina, anche del rapporto tra cinema e televisione e sul nuovo film ‘Un Natale a 5 stelle’ di Marco Risi, che andrà su Netflix, si dice convinto che “tutte le battaglie contro la tecnologia sono battaglie di retroguardia. Penso che le nuove piattaforme sono da utilizzare. Il nuovo modo di vedere il cinema è anche qui. È inutile chiudere gli occhi e far finta di niente”. A chi gli chiede se parta dall’attualità assicura che “si capisce subito, sin dall’inizio”, ma non vuole aggiungere altro.
– La crudeltà dei social non risparmia neanche Julia Roberts. E’ bastata una foto, postata su Instagram dalla nipote Emma, che ritrae la star di Hollywood senza trucco mentre gioca a carte, per scatenare commenti che vanno da “sei orribile” a “stai invecchiando male”. L’attrice, 51 anni il prossimo 28 ottobre, presto in tv con la serie Amazon Homecoming e al cinema in Ben is back di Peter Hedges, ha raccontato l’episodio a Oprah Winfrey in un’intervista per Harper’s Bazaar.
“Sono rimasta sbalordita da come mi hanno fatto sentire – ha raccontato – Ho 50 anni e so chi sono, tuttavia sono rimasta ferita. Ho trovato triste che la gente non percepisse il significato, la dolcezza, l’assoluta gioia splendente di quella foto. Ho pensato ‘Cosa sarebbe accaduto se avessi avuto 15 anni?’. Alla fine sono contenta, perché mi si è aperto uno scorcio su una realtà che non conoscevo. Bisogna passare attraverso le cose per capirle, e questo è stato solo un piccolo assaggio di ciò che può accadere sui social network”.   [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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