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DI LUNEDì 15 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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In Toscana il primo centro Cybersecurity d’Italia
Avrà sedi a Pisa e Firenze

Mobile banking usato molto dai giovaniTutti hanno uno smartphone, il 92% un Pc portatile

Casa piena libri? Crescono capacità techInflussi positivi dagli 80 volumi in su, anche su matematica

Pronto robot umanoide abile nel parkourL’androide Atlas lo pratica in perfetto equilibrio

Da tv a canzoni, pirateria c’è sempreIl 38% di chi usa musica usa servizi illegali, sale BitTorrent

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PISA – Al via nell’area degli ex Vecchi Macelli, a Pisa, che ospita la Cep (il primo calcolatore italiano) e il museo degli strumenti per il calcolo, la sede del Centro di competenza per la cybersecurity, primo e unico al momento in Italia, che comprende anche gli spazi per ospitare iniziative di formazione. Un’altra sede del centro sarà a Firenze, presso il Tix della Regione e si occuperà nello specifico della sicurezza nella pubblica amministrazione. L’inaugurazione si è svolta nell’ambito dell’Internet Festival.

“La cybersecurity – spiega l’assessore regionale all’innovazione, Vittorio Bugli – è un tema che diventerà importantissimo nei prossimi anni e avere una squadra formata da tutte le università toscane, dal Cnr e dalla Regione all’interno di un centro di competenza che abbiamo finanziato nella parte iniziale è fondamentale ed è la prima esperienza in Italia, proviamo quindi volentieri a fare da modello”. Il centro sarà una sorta di think tank, un luogo di progettazione delle strategie della coalizione fra Regione, Università di Firenze, Pisa e Siena, Imt di Luca e Cnr. Ma sarà anche un luogo a cui imprese e pubbliche amministrazioni potranno rivolgersi e presso il quale potranno essere formate le professionalità adeguate.

Università toscane e Cnr, sotto l’ombrello della Regione, metteranno in comune esperienze scientifiche e capacità tecnologiche, laboratori, metodi, strumenti e capitale umano a vantaggio dell’intero sistema toscano, pubblico e privato.

– Gli utenti di mobile banking appartengono soprattutto alla fascia di età 18-34 anni. La quota rosa è del 43%. E’ quanto emerge dallo studio Abi Lab-Doxa, contenuto nel Rapporto annuale sul Mobile Banking, realizzato dal Consorzio Abi Lab in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano.

Il 43% dei clienti mobile ha conseguito un diploma di scuola superiore e il 23% una laurea. Tutti hanno uno smartphone, il 92% un Pc portatile, circa l’83% un tablet e il 67% un Pc fisso e una smart TV. Secondo la ricerca l’89% degli utenti attivi fa ricorso sia ad operazioni informative (saldo di conto corrente, conto deposito, servizi di geolocalizzazione etc.), che dispositive (bonifici, F24, stipendi etc.); il 2% opera solo a livello dispositivo e il 9% si dedica solo ed esclusivamente ad operazioni di tipo informativo. Lo Smartphone si attesta come il dispositivo preferito rispetto a PC e tablet sia per la ricerca dell’Atm o della filiale più vicina (per il 69% del campione) che per controllare il saldo e la lista dei movimenti di conto corrente, conto deposito e conto titoli (per il 48%).

Il servizio di trasferimento diretto di denaro tra persone (P2P) è stato utilizzato dal 24% del campione: tra chi non ha mai utilizzato questo tipo di servizio il 47% ha dichiarato di essere abbastanza o molto propenso a farne uso.
– Crescere in una casa piena di libri, almeno 80, ha un effetto positivo sulle capacità di leggere e scrivere, di saper fare i calcoli e persino di utilizzare la tecnologia pari a quella di un corso universitario. Lo afferma uno studio fatto in 31 paesi, tra cui l’Italia, pubblicato da Social Science Research.

I ricercatori della Australian National University hanno usato i dati di una ricerca internazionale dell’Ocse sulle competenze degli adulti condotto tra il 2011 e il 2015. A oltre 160mila persone è stato chiesto quanti libri avessero in casa all’età di 16 anni, e tutti si sono sottoposti a test sulle abilità ‘letterarie’, matematiche e nella tecnologia. “I teenager con bassi livelli di istruzione secondaria ma che vivevano in case piene di libri – scrivono gli autori – hanno ottenuto lo stesso punteggio nei test di chi era laureato ma era cresciuto con pochi libri”.

La media di libri posseduti è risultata estremamente variabile, dai 23 in Turchia ai 218 in Estonia passando per i 75 in Italia, una delle cifre più basse. Dallo studio è emerso che i primi effetti positivi si hanno sopra gli 80 libri, che crescono progressivamente fino ai 350, tetto sopra il quale non ci sono più differenze. “L’esposizione precoce ai libri è importante – concludono – perchè sono una parte integrante di pratiche che aumentano le competenze cognitive per tutta la vita”.
– Pronto il robot umanoide abile nel parkour, lo sport metropolitano che consiste nell’affrontare un percorso a ostacoli con corse, salti e capriole. La nuova versione di Atlas, il ‘gigante’ della Boston Dynamics lo pratica in perfetto equilibrio. In passato il robot aveva già dimostrato di saper correre su terreni accidentati, di riuscire a saltare su un tronco e persino di saper fare le capriole all’indietro.

Tutte queste ‘prodezze’ precedenti del robot erano esercitazioni per arrivare a questo risultato finale. Nel nuovo video Atlas salta su gradini alti 40 centimetri con controllo ed equilibrio straordinari. Il robot alto 1,88 metri ci è riuscito, rileva la Boston Dynamics, grazie alle sue componenti stampate in 3D che lo rendono più leggero rispetto agli altri robot, oltre alla vista stereo e ai sensori di rilevamento della distanza. Il robot vanta un ottimo rapporto fra forza e peso e un software di controllo utilizza tutto il corpo, per mantenere il ritmo.

– Nonostante gli spot contro la pirateria siano ormai un ricordo e da quando sono scomparsi Napster e Megavideo le cronache si occupino poco del fenomeno, la pirateria informatica non è morta, anzi. Due rapporti fotografano infatti un fenomeno ancora vivo e diffuso. Il 38% di chi ascolta musica digitale, ha registrato ad esempio l’International Federation of the Phonographic Industry, ricorre a metodi illegali. La forma più comune di violazione del copyright è il cosidetto ‘stream-ripping’ (32%), cioè l’utilizzo di semplici software online per registrare l’audio di video come quelli di YouTube, un metodo che ricorda un po’ quando si registravano negli anni ’80 le canzoni alla radio. Al secondo posto c’è il ‘vecchio’ peer to peer, quello che fece la fortuna di Napster, usato dal 23% di chi infrange la legge, anche se oggi è BitTiorrent a dominare, mentre al terzo c’è l’acquisizione di file trovati attraverso i motori di ricerca.

La motivazione principale per l’uso illegale è ‘poter ascoltare le canzoni offline senza pagare i servizi premium’. “La pirateria musicale è scomparsa dai media negli anni scorsi ma di sicuro non è un fenomeno passato – afferma al Guardian David Price, uno degli autori del rapporto -. Le persone amano ancora le cose gratis, quindi non ci sorprende che molte lo facciano.  Ed è relativamente facile piratare la musica”.

La diffusione sempre maggiore di servizi per lo streaming a pagamento sta rivitalizzando paradossalmente anche la pirateria informatica rivolta a film e serie tv. Fra i dati segnalati da un rapporto della compagnia Sandvine c’è infatti una risalita dei servizi di file sharing, i preferiti per la pirateria, che consumano il 3% della banda in tutto il mondo in download, ma ben il 22% in upload. Un quinto del traffico video caricato sul web, cioè, è dovuto proprio a questi servizi che in teoria servono per lo scambio ‘legale’ di file ma che sono ampiamente sfruttati per altri fini.
La causa, scrive sul blog della compagnia Cam Cullen, uno degli autori, è proprio la crescita dei servizi di streaming come Neflix o Amazon Prime. La crescita riguarda soprattutto Europa e Medio Oriente, con BitTorrent che rimane l’applicazione più usata. “Sempre più fonti stanno producendo contenuti esclusivi, si pensi a Game of Thrones su HBo, House of Cards su Netflix e Jack Ryan su Amazon – sottolinea -. Avere accesso a tutti i servizi diventa molto costoso per i consumatori, che quindi si abbonano a uno o due e piratano il resto”.   [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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