SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Presentato in anteprima mondiale al Biografilm Festival di Bologna, arriva in sala con un’uscita evento con I Wonder il 15, 16 e 17 ottobre ‘Renzo Piano.
L’architetto della luce’, il film documentario in cui Carlos Saura segue Piano nella progettazione e nella realizzazione del Centro Culturale Botin a Santander, in Spagna. Un racconto, il suo, quasi in presa diretta delle varie fasi della costruzione, con molti interventi dello stesso architetto italiano sulla sua idea dell’arte e della creatività.
E se Piano nel documentario parla di luce “come materiale più importante della stesso cemento”, il regista spagnolo ha spiegato a Bologna: “Senza luce non c’è cinema, il mestiere del regista è proprio quello di controllarla e lo posso ben dire io che ho lavorato tante volte con il grande Vittorio Storaro”.
L’ossessione poi di Piano per il tempo, la durata dell’opera d’arte, è la stessa di Carlos Saura: “In questo le fotografie sono più fortunate – ha detto il regista che ha iniziato proprio come fotografo -. Le fai e l’attimo dopo hai davanti a te il passato, una cosa se si vuole terribile, ma anche affascinante.
E poi le foto sono eterne, restano per sempre”.
I suoi referenti nel cinema sono sicuramente quelli “del neorealismo italiano”, ma ha aggiunto: “Ho conosciuto nella mia carriera Michelangelo Antonioni, ero amico di Marco Ferreri e ho sempre avuto una grande ammirazione per Federico Fellini. Oggi però il cinema italiano, come quello spagnolo, si sta un po’ perdendo e bisogna fare qualcosa quanto prima”.
Nel documentario anche molti interventi dello stesso Renzo Piano che parla non solo del difficile rapporto nella creazione tra tecnica e poesia, ma anche del fatto che, oltre alla luce, un altro elemento si ritrova in tutta la sua opera: l’acqua. “La cosa che amo di più è andare in barca da solo. Mi ritrovo cosi’ con la luce dall’alto, per me una cosa metafisica, e circondato poi dalle acque”.
In ‘Renzo Piano. L’architetto della luce’ sono molte le immagini dedicate alla costruzione di questo centro culturale e della sua enorme struttura in acciaio che gli dà sostegno.
“Ho sempre amato i cantieri – confessa Piano -. Mio padre, che faceva il mio stesso lavoro, mi ci portava sempre. Il cantiere per me e’ un momento magico delle mie creazioni”.
Mentre, per quanto riguarda il suo modo di lavorare, dice: “Quando devo fare un progetto architettonico amo passare del tempo dove ci sarà la costruzione. Mi piace passeggiare a lungo in quei posti perché amo cogliere il Genius Loci che ci vive prima di mettere mano al processo creativo: credo sia una cosa necessaria per fare un buon lavoro”.
– LASZLO KRASZNAHORKAI, ‘MELANCOLIA DELLA RESISTENZA” (BOMPIANI, pp. 448 – 20,00 euro – Traduzione di Dora Meszaros e Bruno Ventavoli) Non credo sia un caso che si riscoprano oggi i romanzi di Laszlo Krasznahorkai scritti negli anni ’80, perché nell’Ungheria di Orban e nell’Europa dei nazionalismi a tendenza autoritaria si dimostrano dense metafore di un’attualità sconcertante, pur parlando della decadenza e fallimento del regime comunista e dell’illusione che un giorno potrebbe arrivare qualcosa di nuovo. Dopo le attese, i ritorni e le dilanianti tensioni ambientate nella fangosa campagna ungherese raccontate in ‘Satantango’, ecco, con un titolo esemplare, ‘Melancolia della resistenza’, le speranze e le paure e il lento degrado sociale e materiale di una città che aspetta finalmente arrivi un qualche cambiamento.
Il romanzo si apre con un treno con cui sta tornando a casa, nella sua cittadina nei Carpazi, la signora Pflaum e la descrizione di un viaggio cupo e claustrofobico che prende i contorni di una sorta di incubo, che ha il suo culmine all’arrivo, tra strade vuote, buie, silenziose dalla cupa atmosfera desolante. Siamo in un’epoca di generale e profonda sfiducia nel domani e in questo depresso sbandamento, in tanta piccolo borghese insicurezza, qualunque parvenza di ordine trova spazio per affermarsi. C’è l’inquietante sensazione “che potesse accadere di tutto. E quel di tutto spaventava più del pericolo di normali disgrazie, privava le persone di giudizio e ragione con l’effetto evidente di un’apatia generale”. Si parla di “pantano morale”, di un “mondo abbandonato alla guida nauseante dell’ozio lascivo e di una fiacca volontà”, di cui sono un allarme anche i lampioni per strada che non si accendono più. Ma il vero segno di qualcosa di inaspettato, incomprensibile in tanto surreale disfacimento è l’arrivo dei carrozzoni di un circo la cui unica attrazione è una grande balena morta, simbolica come Moby Dick ma anche Il leviatano di Hobbes, metafora di un assurdo mondo alla fine.
In questa realtà a essere un po’ perno del racconto è la signora Eszter, ambiziosa presidente del Comitato femminile cittadino, che si sente “padrona del futuro”, siccome per lei “quel lento e inesorabile degrado non indicava più la deludente fine di un mondo, anzi le sembrava l’annuncio di qualcosa che avrebbe sostituito un mondo fallito: non dunque un epilogo, ma un inizio”. Il marito, il Direttore Eszter, invece vive recluso in casa, “maestro della rinuncia all’agire” per il quale persino “guardar fuori dalla enorme finestra progettata per tempi migliori sarebbe stato un gesto insensato”. E’ lei che approfitterà della confusione, la curiosità e dello sconcerto provocato dalla presenza della balena tra i suoi smarriti concittadini, per cercare di prendere in mano il potere con metodi assolutamente autoritari e l’aiuto quasi automatico delle forze dell’ordine, dando spazio ai sentimenti peggiori, dall’invidia alla rabbia, disprezzando cultura, scienza e fede in nome di nuove superstizioni. E qui spicca l’innocenza sapiente e inconsapevole di un bellissimo personaggio poetico e quindi naturalmente sovversivo come Valuska, detto Janos, figlio della signora Pflaum.
Krasznahorkai racconta tutto nei particolari, fatti e persone, “esaminando – per usare sue parole – la realtà sino al limite della follia”, per avvincerci con la tensione del procedere degli avvenimenti e i pensieri dei suoi personaggi, ma la forza del romanzo è nella lingua, nel procedere per periodi lunghissimi, tutti subordinate, in una magmatica, lenta colata lavica di parole, di frasi che avvolgono e catturano con la loro meticolosità di particolari e forza visionaria, in un andamento ipnotico che non conosce pause dall’inizio alla fine.
– TRENTO
– Inaugurato negli spazi espositivi del Castello di Rovereto il Memoriale dei caduti trentini della Grande Guerra.
Curato dall’architetto Giovanni Marzari, il Memoriale dà ampio spazio alla vicenda dei 12.000 caduti trentini con sei sezioni: la prima dedicata alla memoria pubblica dei caduti e al concetto delle memorie divise, poi i cimiteri di guerra in Europa e in Galizia, due postazioni internet dove consultare l’anagrafe dei caduti trentini, una sezione sulla memoria privata e pubblica con i monumenti ai caduti. Spazio anche a una zona per le proiezioni, con estratti del film “Prigionieri della guerra” di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi. Al termine del restauro dell’Ossario di Castel Dante, di proprietà dello Stato, il Memoriale sarà collocato negli spazi del Sacrario.
L’inaugurazione è avvenuta in occasione della prima giornata istituita per ricordare le vittime e i caduti trentini della prima guerra mondiale, che in base alla legge provinciale 11/2017 cade il 14 ottobre di ogni anno.
– VENEZIA
– La partitura autografa di Semiramide di Gioachino Rossini, recentemente restaurata grazie al contributo “Valore Cultura” di Generali, sarà esposta nella Sala Ammannati del Teatro La Fenice di Venezia dal 16 al 28 ottobre.
L’esposizione “Semiramide: carta, musica e memoria” sarà aperta al pubblico acquistando il biglietto della visita al teatro, oppure in concomitanza con la messinscena dell’opera, prima dell’inizio e durante l’intervallo dello spettacolo.
Il supporto del progetto Valore Cultura di Generali non è stato finalizzato solamente all’intervento di restauro, ma destinato anche a una serie di iniziative rivolte alla città e ai più giovani. Venerdì 26 e sabato 27 ottobre, infatti, i residenti di Venezia e della città metropolitana potranno accedere gratuitamente alla mostra e domani è previsto un workshop sull’opera di Rossini.
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NAPOLI
– ”La testa di cavallo di Donatello, uno dei simboli della città di Napoli rappresenterà il Museo Archeologico di Napoli a Matera 2019. Siamo felici essere tra protagonisti della più grande mostra mai realizzata prima d’ora in Italia per rileggere il Rinascimento da Sud, in programma la prossima primavera”. Il direttore del MANN Paolo Giulierini ha risposto alla ‘chiamata’ di Matera: la grande testa di cavallo bronzea (alta 1 metro e 75 cm, proveniente dal palazzo di Diomede Carafa, al MANN dal 1806) sarà ospite per 3 mesi nella ‘capitale europea della cultura’ al Museo nazionale d’arte medievale e moderna di Palazzo Lanfranchi. Ad accompagnare la ‘testa Carafa’ da aprile a luglio 2019 anche i Torsi dei Dioscuri, di arte romana. ”Il Rinascimento visto da Sud, Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra il 400 e il 500 è un progetto magnifico, di grande originalità, perchè indaga quell’epoca da una nuova prospettiva, quella del mare e delle sue rotte”.
Non ha i lussureggianti baffi di Tom Selleck, ma guida una Ferrari rosso fiammante per le stesse assolate strade delle Hawaii. Torna in tv (su Fox, il martedì alle 21 da domani 16 ottobre) Magnum P.I. e ha il volto di Jay Hernandez (Suicide Squad). Questo attesissimo reboot di una delle più popolari serie degli anni Ottanta rispecchia i tempi di oggi: meno machismo e un’assistente donna al fianco del famoso investigatore privato.
Il fedele Higgins infatti, in questa nuova versione ha il volto di una donna, Perdita Weeks.
Fra i fan di Tom Selleck, c’è chi è contento dell’evoluzione e chi invece rimpiange i tempi passati. La critica però ha finito per apprezzare questa nuova, più sobria versione. L’ex Navy Seal questa volta è tornato dall’Afghanistan e si ricicla come investigatore privato alle Hawaii. Con forse un po’ meno machismo, ma con l’umorismo e la leggerezza che fu del primo Thomas Magnum, anche l’investigatore interpretato da Hernandez risolve casi e si getta in spericolate avventure. “Interpretare un personaggio così popolare nella storia della televisione è stato un passo che mi ha creato qualche ansia – confessa Jay Hernandez – mi sono fatto coraggio pensando a Jared Leto che ha interpretato il Joker in Suicide Squad, un ruolo che prima fu di giganti come Heath Ledger e Jack Nicholson.In tanti avevano decretato il suo fallimento e invece è andato benissimo, ed è andato bene perché non ha copiato i Joker precedenti ma ha creato il suo personaggio. Anche noi con Magnum P.I. abbiamo preso una strada differente dal passato, sia fisicamente che filosoficamente. Il nostro Magnum P.I. non ha i baffi ad esempio, ed è molto diverso nel carattere dall’investigatore interpretato da Selleck”. La storia dietro il personaggio, poi, è più curata che in passato, perché questo è ciò che il pubblico televisivo di oggi vuole. “Abbiamo curato molto questo aspetto – continua l’attore – ci sono le investigazioni, certo, ma c’è anche la storia di lui e della sua squadra. Il fatto che Higgins sia una donna, ad esempio, cambia le dinamiche della loro relazione, che nel corso dello sviluppo della serie sarà esplorata, dando luogo a interessanti punti di vista”.
Hernandez è sempre stato un fan della serie originale: “Ma lo sapete che va ancora in onda in più di 100 paesi nel mondo? Io ho imparato ad apprezzare il sorriso sornione di Tom Selleck sin da bambino, quando mia mamma, grande fan della serie, non perdeva nessuna delle tantissime repliche che venivano programmate”. Il sogno di Hernandez è ora avere Tom Selleck un giorno nello show: “E’ la serie che lo ha reso famoso e che – immagino – lui consideri davvero molto sua, una sua creatura, eppure ci ha augurato il miglior successo e ci ha fatto sapere che ci verrà a trovare sul set, alle Hawaii, un giorno. Magari chissà, prima o poi lo avremo davanti alla cinepresa per un cameo, sarebbe davvero un sogno”.
– PESARO
– “Con Poste Italiane prosegue il forte rapporto per promuovere il territorio. Sarà partner del 150/o di Rossini: è in uscita un francobollo speciale sulle celebrazioni”. Lo annuncia il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, mostrando l’annullo filatelico del 105/o anniversario della costruzione del palazzo delle Poste e Telegrafi. Il primo cittadino ha ricordato anche “i francobolli recenti dedicati alla Mostra del Nuovo Cinema” di Pesaro.
– La storia mai raccontata delle famiglie tedesche e ex scienziati nazisti che collaborarono alle imprese americane della Nasa nella corsa alla Luna è al centro di una serie, German Moon, annunciata il 15 ottobre, che si comincerà a girare nel 2019/2020. E’ una coproduzione italo-tedesca tra la Wildside di Mario Gianani e Lorenzo Mieli con Lorenzo Gangarossa, Beta Film e Zeitsprung. E’ in preparazione con gli sceneggiatori e creatori israeliani Nadav Schirman, Ron Leshem e Amit Cohen. La storia parte dal 1950, quando la sonnolenta campagna di Huntsville, in Alabama, viene sopraffatta da un’ondata di immigrazione: un convoglio di autobus con 118 famiglie tedesche a bordo attraversa il Tennessee River. La maggior parte di loro non parla inglese. I tedeschi, parte dell’élite tecnologica del caduto regime nazista, sono stati chiamati a costruire missili balistici per l’esercito americano sotto la supervisione della Cia. Estranei che cercano di adattarsi a una cultura straniera nonché servitori di un’amministrazione esigente, che sta dando loro l’opportunità di dimenticare il passato in cambio di inestimabili conoscenze e professionalità. E mentre l’Europa prova a rialzarsi, in America inizia un nuovo viaggio.
– Lavinia Biagiotti è la vincitrice della VII edizione del Premio Mecenate Dello Sport – Varaldo Di Pietro, assegnato dall’omonima Fondazione. La cerimonia di consegna del riconoscimento, patrocinato dal Coni e dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, si svolgerà il 18 ottobre nella sede del Coni a Roma, in presenza del presidente del Coni Giovanni Malagò. L’evento sarà presentato dal giornalista di Raisport Enrico Varriale. Nel corso della cerimonia verrà consegnato il premio giornalistico a Roberto Sommella, direttore relazioni esterne e rapporti istituzionali dell’Autorità Antitrust. Presidente e ceo di Biagiotti Group dal luglio del 2017, Lavinia Biagiotti Cigna, figlia della celebre stilista Laura, scomparsa un anno fa, rappresenta la terza generazione dell’azienda di famiglia che ha portato la moda italiana nel mondo. Inoltre Lavinia Biagiotti ha fornito un contributo fondamentale per lo svolgimento in Italia della Ryder Cup, sfida di golf tra Stati Uniti ed Europa che andrà in scena a Roma nel 2022.
“Rispetto all’anno scorso in sala il cinema italiano ha registrato al box office complessivo un +40%”. Lo ha detto il presidente dell’Anica Francesco Rutelli a margine della presentazione di Videocittà, la rassegna sulle immagini in movimento, dagli youtuber al videomapping sui monumenti, che dal 19 al 28 ottobre a Roma proporrà 114 eventi e 45 masterclass.
“Nel 2017 – ha spiegato – avevamo registrato invece un -50%, sul quale aveva pesato il mancato effetto Zalone”. Quest’anno “c’è una ripresa”, ha rilevato. Nel 2017 – ha spiegato Rutelli – c’è stato un tracollo del cinema italiano, si è parlato giustamente di anno nero. Quest’anno non è che le cose siano trionfali in generale, però certamente c’è una ripresa. I dati complessivi li daremo a fine anno. Quest’anno non avremo un titolo che ha fatto il boom, ma una migliore distribuzione di incassi nell’arco dell’anno grazie ai film, fra gli altri, di Sorrentino, Garrone o a Come un gatto in tangenziale. Ed altri titoli devono ancora arrivare, vedremo”.
“Non so dare una definizione di pop, ma quest’album lo è e con le sue canzoni abbraccia tutto il mondo”. L’album di brani inediti è quello intitolato ‘Sì’, in uscita in tutto il mondo su etichetta Sugar il 26 ottobre e che Andrea Bocelli ha presentato oggi a Milano.
Il lavoro discografico del tenore, che uscirà in 60 paesi diversi, riporta in scena Bocelli con una scaletta di dodici canzoni e quattro bonus track, dedicate all’amore, alla famiglia, alla fede e alla speranza, il tutto con la produzione del leggendario Bob Ezrin, già sentito al lavoro con Pink Floyd, Lou Reed e altri. “La vita di ciascuno di noi è fatta di tante cose – ha detto Bocelli – e considerato che io canto da quando ero piccolo e lo faccio per lavoro da tanti anni, posso dire di avere fatto tanto fino ad oggi”. Un album, il suo ‘Sì’, che permette al tenore di ripresentarsi dopo quattordici anni di attesa (dall’album ‘Andrea’) con una serie di canzoni inedite e scritte per lui da autori del calibro di Tiziano Ferro, Fortunato Zampaglione, Mauro Malavasi, Riccardo Del Turco e diversi altri nomi ancora.
“Le note sono solamente sette – ha scherzato a proposito Bocelli – e non è facile trovare delle belle canzoni da interpretare. In tanti si cimentano con la scrittura di canzoni, ma trovare quelle all’altezza di occupare un po’ di tempo nella vita delle persone non è una cosa semplice”. Con qualcosa come novanta milioni di dischi venduti nel corso della carriera, per il nuovo lavoro Bocelli si è anche concesso una nutrita schiera di collaboratori illustri sul fronte dei duetti, inseriti in una scaletta di brani che va da ‘Ali di libertà’ ad ‘Ave Maria Pietas’, cantata assieme ad Aida Garifullina, nome di riferimento della nuova scena lirica internazionale, passando per ‘Amo soltanto te’ in duetto con Ed Sheeran, ‘Un’anima’, ‘If only’ con Dua Lipa, ‘We will meet once again’ con Josh Groban.
Raphael Gualazzi, altro artista di casa Sugar, per Bocelli ha invece scritto musica e testo di ‘Vertigo’, brano per il quale Gualazzi ha suonato anche il pianoforte (“Ho voluto cantarla al modo di Gualazzi perché era perfetta fatta in questo modo”).
“L’incontro con Ed Sheeran è stata una delle cose più divertenti che mi siano accadute ultimamente – ha anche detto Bocelli – perché in principio lui mi ha mandato la canzone e io ho cercato di interpretarla in modo pop. Dopo qualche giorno lui ha preso un aereo di linea e me lo sono trovato a casa, perché la versione che gli avevo proposto non gli piaceva. Era deciso a farmi cantare da tenore e, considerati i risultati che ha già ottenuto quella canzone, devo ammettere che alla fine non aveva tutti i torti a volerla fare così”.
Un debutto discografico inserito nella scaletta dell’album è invece quello di Matteo Bocelli, figlio del tenore toscano e che con lui duetta sulle note di ‘Fall on me’. “Io sono uno studente di Conservatorio che sta cercando di imparare a cantare – ha spiegato Matteo, ventuno anni e anche lui presente oggi alla presentazione dell’album del babbo (guai a chiamarlo papà) – e con questa esperienza mi sono trovato ad affrontare qualcosa di veramente grande. Spero di essere stato all’altezza”.
Interrogato a proposito di un eventuale partecipazione in coppia, come super ospiti, al Festival di Sanremo, Bocelli senior non si è però sbilanciato: “Sono sempre stato abituato a pensare agli impegni imminenti e per Sanremo manca ancora molto tempo”. Di sicuro, invece, c’è che il brano cantato assieme dai due Bocelli e scritto da Matteo con Fortunato Zampaglione, sarà la traccia dei titoli di coda del nuovo film Disney ‘Lo schiaccianoci e i quattro regni’ in uscita il 31 ottobre.
Ospiti d’eccezione di ‘Sì’ sono poi anche sessanta piccoli coristi di Haiti, paese supportato dalla Andrea Bocelli Foundation con i suoi progetti benefici, che dopo aver accompagnato la voce del tenore in diverse tappe della sua tournée, questa volta hanno prestato la loro voce a due brani dell’album, ‘Dormi dormi’ e ‘Gloria gift of life’.
– La lingerie di Sophia Loren in “Matrimonio all’italiana”, l’abito da ballo di Claudia Cardinale ne “Il Gattopardo”, e poi i costumi realizzati nei seminari, veri capolavori di stoffa capaci di raccontare lo spirito di un’epoca. È una storia di arte e artigianato, passione e generosità la mostra “Piero Tosi. Esercizi sulla bellezza. Gli anni del Csc. 1988-2016”, a Palazzo delle Esposizioni dal 16 ottobre al 20 gennaio, che celebra uno dei più importanti costumisti del cinema italiano e il suo lavoro di docente per 28 anni a Roma, presso il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. Nel percorso protagonisti sono i costumi d’epoca, frutto prezioso dei seminari di costume, trucco e acconciatura in cui Tosi approfondiva un preciso periodo storico. In mostra anche le fotografie tratte dai film più celebri, accanto a spezzoni di film e video e ai ritratti delle allieve con i costumi dei seminari, nonché abiti di quattro costumisti diplomati al Csc con Tosi.
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OVS celebra i 90 anni di Topolino con una capsule collection realizzata da quattro giovani creativi selezionati da Vogue Talents, property di Vogue Italia dedicata ai talenti e alla creatività.
I quattro nomi sono: Arthur Arbesser, Diego Marquez e Mirko Fontana di Au Jour Le Jour, Maria Sole Cecchi di Les Petits Joueurs e Vivetta Ponti con il brand Vivetta che hanno interpretato l’iconografia del celebre personaggio nato dalla matita del grande Walt Disney.
Vivetta si è spirata alle orecchie di Topolino che ornano il cappuccio del piumino stampato mentre il volto appare ricamato su mini e T-shirt. Stampe colorate su bomber, T-shirt, felpe in neoprene per Arbesser che celebra Topolino con palloncini persi in vortici, o grandi pois che formano spirali. Au Jour Le Jour trasforma la sagoma Mickey Mouse in un pattern animalier. Le prime tavole di Topolino hanno ispirato Maria Sole Cecchi che raffigura con borchie e strass Topolino e Minnie su zainetti, borse e portachiavi. In vendita dal 17 ottobre
Più di 500 appuntamenti tra concerti, spettacoli, conferenze, incontri e 11 tra festival e rassegne: il cartellone messo a punto dalla Fondazione Musica per Roma per la prossima stagione è un fuoco di fila di proposte studiate per accontentare i gusti di tutti i tipi di pubblico in ogni stagione. A fare la parte del leone, ovviamente, saranno i concerti con grandi star internazionali e italiane del rock, del pop, del jazz fino all’indie rock, alla musica per il cinema e ai lavori sperimentali. Ben Harper, Take That, Tribalistas, Morcheeba, Enrico Rava, Edoardo Bennato, Stefano Bollani, Max Gazzè, Giovanni Allevi, Mario Biondi, Nicola Piovani, Ludovico Einaudi, Goran Bregovic, Giorgio Moroder, i Toto, Brad Mehldau, sono tra i pezzi forti del ricco calendario di concerti che avrà il suo culmine nell’ormai radicato Summer Festival. E ancora un festival tematico al mese, spettacoli di danza e teatro, lezioni di arte, rock, storia, matematica, filosofia, storia.
– VINCI (FIRENZE)
– Quindici gigantografie di cittadini di Vinci (Firenze) sono esposte per le vie del centro di Haarlem, in Olanda dove l’artista olandese Fjodor C. Buis ha inaugurato la mostra fotografica ‘Hals meets Vinci’. In esposizione anche altrettanti ritratti di cittadini di Haarlem, abbinati in coppia su grandi manifesti dislocati nel centro della città. I vinciani sono ritratti sul celebre sfondo della Monna Lisa di Leonardo, nell’ombra morbida del sole toscano, mentre gli abitanti di Haarlem vestono il tipico collare a macina, in voga nel 17esimo secolo e elemento ricorrente nei ritratti di Frans Hals, e sono illuminati dalla luce proveniente da una finestra, riconoscibile sempre nei dipinti dell’artista di Haarlem del Seicento. La serie di ritratti è una selezione della colorata collezione di abitanti di entrambe le città, che vengono proposti simpaticamente come le nuove Monna Lisa e i nuovi Frans Hals. Rappresentati tra gli altri, il sindaco Giuseppe Torchia, un gelataio, Leonardo da Vinci e Frans Hals
– Puma ha collaborato con Hasbro Inc.
per ideare le sneakers dedicate ai Transformers. Arrivati sul mercato per la prima volta nel 1984 proprio con Hasbro e con la giapponese Takara, come serie di giocattoli, i robot che possono trasformarsi in veicoli a motore sono diventati anche una popolare serie di cartoni animati e di film. Con un merchandising di successo, Transformers è diventato uno dei marchi più riconoscibili dell’intrattenimento. Milioni di fans hanno assistito alle battaglie tra gli Autobots e Decepticons, e protagonisti come Optimus Prime e Megatron sono diventati nomi familiari.
La partnership con brand creativi per ideare una gamma di prodotti oltre i confini con design è diventata parte della strategia di Puma, che combina il tema Transformers con la sua scarpa RS-X, basata sull’iconica linea Running System degli anni ’80. Il lancio della collaborazione Puma e Hasbro, anticipa l’uscita del nuovo film Bumblebee, nelle sale a dicembre.
– PISA
– La mostra-spettacolo ‘Bosch, Brueghel, Arcimboldo’ arriva dal 14 novembre agli Arsenali Repubblicani di Pisa: 54 proiettori ricostruiscono magiche e sognanti atmosfere attraverso una combinazione di proiezioni, immagini, musiche e tecnologia regalando al pubblico una totale immersione in opere uniche nel loro genere. Con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Pisa, la mostra è prodotta in Italia da Gruppo Arthemisia e Sensorial Art Experience, gli autori dello spettacolo sono Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto, Massimiliano Siccardi e Luca Longobardi. E’ già iniziata la prevendita con una scontistica dedicata a gruppi e scolaresche, mentre il 30 ottobre, alle 17.30, con il ciclo de ‘I Racconti dell’Arte’ presso l’Auditorium Officine Garibaldi di Pisa, Sergio Gaddi offrirà in anteprima la possibilità di conoscere più da vicino i protagonisti della mostra.
– Dopo un ricco 2017, che l’ha vista impegnata su più fronti nel nostro Paese, dopo i concerti della passata estate, Patti Smith torna a omaggiare l’Italia con una serie di eventi speciali a dicembre (cinque date dall’11 al 16), nei quali sarà accompagnata sul palco dal fidato Tony Shanahan al piano e chitarra. Cattedrali, chiese e teatri (anche in occasioni delle celebrazioni rossiniane) saranno i contesti esclusivi per una serie di concerti-reading dell’artista newyorchese. Patti Smith sarà dunque l’11 e 12 dicembre ad Avezzano (AQ) per il Concerto di Natale, nella Cattedrale San Bartolomeo, il 14 dicembre a Cortona (AR) al Teatro Signorelli per Concerto per l’Autismo, il 15 dicembre a Pesaro al Teatro Rossini, evento parte del progetto Rossini150, il 16 dicembre a Padova nella Sala dei Giganti dell’Università.
– FIRENZE
– Claudio Baglioni è pronto a partire, il 16 e 17 ottobre, dal Nelson Madela Forum di Firenze con il nuovo tour ‘Al Centro’ che, dopo l’anteprima a Verona, porterà ora nei palasport d’Italia. Grazie al palco posto al centro, il pubblico – disposto a 360 gradi – potrà ripercorrere insieme a lui mezzo secolo di musica, con una scaletta che raccoglie tutti i più grandi successi, per la prima volta, in ordine cronologico. “Al Centro” non celebra solo i 50 anni del rapporto tra Baglioni e la musica, ma anche quello tra la sua musica e il linguaggio, il costume e la cultura del nostro Paese.
Sul canale Vevo di Baglioni, è online il video con un cast ‘stellare’ di ‘Al Centro’, il brano strumentale composto appositamente per essere la colonna sonora di 50 anni di storia e di oltre 60 milioni di dischi. Nel video gente “comune” si unisce a tanti attori italiani, che hanno deciso di partecipare alla sua realizzazione.
Il Vampiro non muore mai. Dracula resta una figura iconica rivisitata in infinite versioni, grande seduttore, grande condottiero, anti-eroe con il cuore spezzato, il conte Vlad Tepes è stato tante cose in questi decenni. Forse perchè come affermano Steven Moffat e Mark Gatiss, autori di una nuova miniserie su Dracula, annunciata da Netlix e Bbc One, “Ci sono sempre state storie sul grande male. Ciò che rende Dracula speciale è che Bram Stoker ha reso il male il suo stesso eroe”.
La serie sarà prodotta dall’Hartswood Films (gli stessi creatori della serie drammatica BBC “Sherlock”) in co-produzione con BBC One e Netflix.
La mini-serie, composta da 3 episodi della durata di 90 minuti ciascuno, è scritta e creata da Steven Moffat e Mark Gatiss. I tre episodi riporteranno il pubblico nel mondo di Dracula, l’iconico vampiro che ha reso la malvagità affascinante. La serie è ambientata in Transilvania nel 1897 e ha come protagonista il conte Dracula, impegnato ad architettare piani diabolici contro la Londra vittoriana.
Tra le tante pellicole “Dracula di Bram Stoker”, di Francis Ford Coppola (1992), con Gary Oldman (nel ruolo del Conte), Winona Ryder (Mina), Anthony Hopkins e Keanu Reeves. Ma il Dracula più riconoscibile nell’iconografia comune è forse quello interpretato da Christopher Lee nel 1958. L’ombra del vampiro, film del 2000 con Willem Defoe e John Malkovich. Racconta la storia che si potrebbe celare dietro al primo Nosferatu di Murnau del 1922. E tra i tanti anche Dracula 3D, 2012 – il Conte versione trash di Dario Argento, maestre del Brivido, in un’apoteosi trash e splatter, con effetti speciali che ricordano i videogiochi. Tornando alla miniserie debutterà su BBC One in Gran Bretagna e su Netflix in tutti i restanti Paesi in cui il servizio è attivo. BBC Studios Distribution, che ha veicolato l’accordo con Netflix per Hartswood Films, sarà la casa di distribuzione internazionale. Charlotte Moore, BBC Director of Content, ha osservato: “Il geniale duo composto da Steven Moffat e Mark Gatiss, con Dracula, darà vita ad un evento televisivo imperdibile, trasmesso da BBC One”.
Piers Wenger, Controller of BBC Drama ha aggiunto: “L’incredibile rappresentazione di Dracula creata da Steven e Marc è tanto terrificante quanto intelligente. Nelle loro mani i fan sperimenteranno il potere della creazione di Bram Stoker in modo del tutto inedito. Siamo emozionati perché collaboreremo con loro e con il visionario team di Hartswood su un’altra iconica serie britannica”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Più che un disco, un’esperienza sonora da attraversare sullo smartphone: questo è ‘Elettro Acqua 3D’, progetto del cantautore Marco Di Noia e del musicista Stefano Cucchi, pubblicato recentemente come applicazione gratuita per iOS e Android. La sua unicità non risiede solo nel metodo di distribuzione (sperimentato da pochi al mondo), ma nella particolare cura per il suono grazie al mixaggio 3D dinamico in binaurale, studiato per l’ascolto in cuffia. Quest’attenzione si apprezza ancora meglio nella versione audio HD, acquistabile dentro l’app, e si coglie nelle tracce strumentali con suoni di sintesi e registrazioni ambientali che collegano le undici canzoni synth pop cantate da Di Noia.
– GENOVA
– “L’ultima tranche della Legge Bray per il Carlo Felice sarà sbloccata”. Lo annunciano gli assessori alla Cultura di Regione Liguria e Comune di Genova, Ilaria Cavo e Barbara Grosso, insieme con l’assessore comunale al Bilancio Pietro Piciocchi, al termine dell’incontro a Roma col ministro Bonisoli sulla situazione del Teatro dell’Opera di Genova.
“Il ministro ci ha dato chiare rassicurazioni circa lo sblocco degli oltre 7 milioni residui attribuiti al teatro Carlo Felice dalla procedura Bray, sbloccata quasi due anni fa ma poi bloccata nell’ultimo saldo e ha manifestato la sua vicinanza alla città di Genova annunciando una sua prossima visita entro fine anno, probabilmente in occasione di una prima dell’opera – sottolineano i tre assessori in una nota -. Il ministro ci ha rassicurato sulla serietà del lavoro che come enti locali stiamo svolgendo: per il secondo anno consecutivo ha visto un incremento di risorse da parte di Comune e di Regione di un milione di euro ciascuno”.
– Pizza, Ferrari e Paparazzo: è il podio delle parole italiane più conosciute al mondo, veri e propri nomi-brand. Il termine paparazzo si deve ad un genio del cinema italiano, Federico Fellini. L’origine è nota: la cronaca mondana degli anni della Dolce Vita a Roma, tra gli anni ’50 e ’60, era una sorta di guerriglia tra fotografi e personaggi famosi. Fellini decise di chiamare Paparazzo il personaggio del fotografo della Dolce vita. Da quel film il nome divenne un genere fotografico, un mestiere, una categoria e infine una parola internazionale senza bisogno di traduzione. Se Secchiaroli è il maestro, Rino Barillari è l’allievo.
Fellini lo adotta, lo chiama the King of Paparazzi e il nome resterà sempre nel suo biglietto da visita, anche oggi che ha festeggiato 60 anni di un’incredibile carriera che dopo quell’epoca abbraccia con scatti memorabili il ’68, gli anni di piombo, le stragi di mafia. La Festa di Roma (18-28 ottobre) lo celebra con una mostra al Maxxi.
– FIRENZE
– L’avanguardia della tecnologia led illumina la basilica di San Miniato al Monte. Il nuovo impianto sarà inaugurato il 18 ottobre, alle 21, con un concerto di canti gregoriani. Il progetto, a cura del lighting designer Massimo Iarussi, è stato realizzato dall’azienda fiorentina Exenia con la supervisione della Soprintendenza dei beni culturali e rientra nell’ambito delle celebrazioni del millenario della Basilica.
Sono in tutto 120 i punti luce che andranno ad esaltare elementi architettonici e affreschi: si tratta di apparecchi miniaturizzati ad altissime prestazioni, dalle finiture di colore adeguate alle superfici di installazione. Grazie all’intervento di maestranze specializzate, i lavori sono stati eseguiti in poco meno di un mese. Nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova illuminazione, il priore dell’abbazia padre Bernardo Gianni ha spiegato le ragioni del progetto. “Occorreva sostituire un impianto oramai vecchio, del 2001, con uno capace di esaltare con garbo e discrezione la bellezza dei luoghi, dimezzando al massimo i consumi. Con gli esperti di questa azienda tutta fiorentina abbiamo realizzato un impianto che consuma quanto una lavatrice”.
Miguel Bosè si separa dallo scultore spagnolo Nacho Palau, secondo quanto rivelano i media spagnoli.
E anche i quattro figli della coppia sono costretti a dividersi.
Due gemelli rimangono con il cantante, che dopo essersi diviso tra Panama (dove è nato 62 anni fa) e Madrid ha scelto ora di trasferirsi in Messico, gli altri due con Palau.
Il 27 aprile 2011 Bosé aveva annunciato pubblicamente, tramite i suoi profili social, di esser diventato papà di due gemelli, Diego e Tadeo, tramite una gravidanza di sostegno. Il 29 giugno di due anni dopo, rivelò alla rivista spagnola “Shangay” di essere padre di altri due bambini: “Non ho due figli ma quattro. A sette mesi dalla nascita di Diego e Tadeo sono arrivati altri due gemelli, Ivo e Telmo”.
– L’ultima festa di un tour fortunato, per tirare le somme di un anno speciale e del percorso che l’ha preceduto. Questo è ‘Cosmotronic Tour Gran Finale’, il concerto che Cosmo terrà il 2 febbraio al Mediolanum Forum di Assago. In occasione del lancio del nuovo singolo ‘L’amore’, in radio da venerdì 19 ottobre, il cantautore e musicista di Ivrea ha annunciato oggi questo appuntamento, che sarà la sua unica esibizione live del 2019.
In programma uno show che toccherà le tappe di una carriera tra synth pop e dance, partita con ‘Disordine’, decollata con ‘L’ultima festa’ fino all’ultimo ‘Cosmotronic’ e l’esperienza del collettivo Ivreatronic.
Ad aiutare Cosmo in questa impresa live interverranno anche ospiti speciali, mentre contenuti inediti e sorprese renderanno lo show un evento unico, rinnovato nell’estetica e nella scaletta rispetto al tour.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
TRIESTE
– illycaffè celebra la 50/a Barcolana con la nuova mug Art Collection dell’artista Marina Abramović, una delle personalità più conosciute e controverse dell’arte contemporanea, celebre per l’utilizzo del proprio corpo come strumento di espressione. L’ edizione speciale riprende l’immagine e il messaggio scelti dalla Abramović per il Manifesto di Barcolana50: ‘We are all in the same boat’, navighiamo tutti sullo stesso mare e sulla stessa Terra. “Anche quest’anno abbiamo voluto celebrare la Barcolana con una illy Art Collection – ha spiegato Massimiliano Pogliani, a.d. dell’industria triestina del caffè – lo abbiamo fatto insieme a Marina Abramović che, applicando gli schemi e il linguaggio dell’arte alla tazzina mug, ci ricorda che il pianeta è la nostra casa e come tale va salvaguardato.”
Annuncia “casino, musica e grandi ospiti” e dice “sono felice di tornare nella fascia 19-20: amo fare lo Spritz radiofonico!”, poi Fiorello, dando il via al varietà Il Rosario della Sera (su Deejay dal lunedì al venerdì dalle 19 alle 20) si lancia in un turbinio di notizie, canzoni e personaggi reali o inventati.Nella prima puntata c’è spazio anche per Casa Salvini, con le parodie del vicepremier e della compagna Elisa Isoardi, e per Calcutta, il primo ospite, con il suo repertorio e un omaggio a Pino Daniele con ‘Quanno chiove’.
Fiorello scherza sulla concorrenza radiofonica: “Ci avete fatto caso? Rosario della Sera, l’acronimo è RDS”. Di tanto in tanto spuntano i jingle di Vincenzo Mollica con improbabili slogan giovanilisti tipo ‘Bella raga’, ‘Minchia zio sei troppo bomber’, ‘Sto sclerando’ o ‘Sto pezzo è troppo puccioso’.
Torna la ‘First Lega’ Elisa Isoardi, imitata da Gabriella Germani, cavallo di battaglia della precedente edizione dello show, ma stavolta non è sola. Con lei a ‘Casa Salvini’ c’è anche Matteo, nella parodia di Fiorello, che sfreccia con le pattine sulla cera per pavimenti, fatta rigorosamente da api padane, mentre Elisa accende i fornelli con il teaser, regalo di San Valentino. Dopo una parentesi sull’arrivo del prossimo royal baby, figlio di Harry e Meghan, un parto o meglio “un baby Brexit”, Fiorello introduce una nuova rubrica dicendo: “Vi siete mai chiesti come cantano i cantanti sotto la doccia? Danno il peggio di loro. Ho messo una cimice per ascoltarli… La prima è Giorgia” che, con l’acqua in sottofondo, stona come non farebbe mai ‘Quello che le donne non dicono’, successo della Mannoia.
Ideato da Fiorello, ‘Il Rosario della sera’ è scritto con Francesco Bozzi, Pierluigi Montebelli e Federico Taddia. Oltre al maestro Enrico Cremonesi e a Gabriella Germani, nel cast anche Danti e I Gemelli di Guidonia, che hanno proposto un assaggio del nuovo spettacolo ‘Disco-patia… Dica 33 giri’, al Teatro Tirso de Molina di Roma dal 24 al 28 ottobre.
Mentre l’atteso ritorno di Fiorello su Rai1 è slittato a data da destinarsi, Linus esulta per questo nuovo inizio su Radio Deejay: “Quelli come lui sono un riferimento per tutti, Fiorello è come Cristiano Ronaldo o Valentino Rossi, un fuoriclasse in tutto. Anche nei numeri, nei quattro mesi della scorsa primavera ha subito quasi raddoppiato gli ascolti nella sua fascia. Prevedibile – conclude – ma sempre incredibile”.
– E’ “A star is born”, il film di e con Bradley Cooper e Lady Gaga presentato a Venezia, a dominare la classifica Cinetel di questo week end, con un incasso di 1.706.612 euro. Al remake del cult interpretato da Barbra Streisand, segue Venom, simbionte della Marvel con Tom Hardy metà supereroe e metà supercattivo, che domina il box office Usa del fine settimana mentre da noi registra 1.631.678, 6.401.008 in due settimane. Al terzo posto troviamo la new entry Johnny English colpisce ancora, che segna il ritorno di Sir Rowan Atkinson, noto per il ruolo di Mr.Bean, e ottiene 909.257 euro.
Quarto gradino per il film d’animazione Gli incredibili 2 con 610.945 (11.130.424 totali). Due debutti al quinto e sesto gradino: Zanna Bianca con 559.659 euro e The Predator, 494.434.
Esordio all’ottavo posto per La fuitina sbagliata, con 331.544 euro. Totale incassi 8.176.954 euro, in calo del 14% rispetto allo scorso week end, ma in crescita del 44.43% rispetto a un anno fa.
‘Ti presento Sofia’, commedia leggera di Guido Chiesa in sala dal 31 ottobre con Medusa, con Micaela Ramazzotti e Fabio De Luigi, racconta una idiosincrasia: quella verso i bambini. Protagonista Gabriele (De Luigi), ex rocker ora negoziante di strumenti musicali, che, dopo aver divorziato ha una vera mania per la figlia di dieci anni di nome Sofia (Caterina Sbaraglia). Così quando gli amici gli presentano nuove donne con le quali rifarsi una vita, lui non fa che parlare tutto il tempo della figlia, facendo fuggire ogni aspirante futura compagna. Un giorno, però, nella vita di Gabriele ripiomba Mara (Micaela Ramazzotti), un’amica che non vede da anni che nel frattempo è diventata una nota fotografa. Potrebbe per Gabriele essere la donna giusta, ma al loro primo appuntamento Mara gli rivela che non solo non vuole avere figli, ma detesta i bambini.
Travolto dalla passione per la donna, Gabriele pensa bene di negare l’esistenza di Sofia. Da quel momento, le giornate dell’ex rocker diventano un vero inferno piene come sono di rocamboleschi sotterfugi per nascondere la presenza della figlia a Mara e viceversa. Un inferno, il suo, pieno anche di fatica: quella di trasformare ogni volta il proprio appartamento in funzione di quale delle due andrà a trovarlo. Una situazione che sembra senza via d’uscita, finché non ci si mette il destino.
Nel cast del film, prodotto da Colorado con Medusa, anche Andrea Pisani nel ruolo di Chicco, giovane imbranato fratello di Gabriele; Shel Shapiro, padre ingombrante dei due fratelli, e Caterina Guzzanti.
“Ti presento Sofia – dice il regista – è una commedia sentimentale con uno spirito rock e l’ambizione di andare al di là dei cliché. Racconta di tre personaggi bloccati nelle loro certezze: il divorziato Gabriele, convinto che la propria vita si realizzi nel rapporto esclusivo con la figlia; la dinamica e childfree Mara, persuasa che i bambini siano un disturbo alla vita di un adulto e che lei non possa relazionarsi con loro e Sofia, dieci anni, certa che Mara sia una rovina per il rapporto tra lei e il papà. In realtà – continua Chiesa – ognuno a modo suo ha paura di mettersi in gioco. La prima a sbloccarsi, con la libertà e genuinità di cui solo i bambini sono capaci, sarà proprio Sofia la cui graduale accettazione di Mara porterà poi anche gli adulti ad aprirsi e a sperimentare quanto gli altri possono dare. Magari proprio quello che ti manca”.
Il film, ci tiene a dire infine Guido Chiesa, “è stato scritto a sei mani da tre genitori (Nicoletta Micheli, Giovanni Bognetti e Guido Chiesa) che amano i bambini, ma che hanno cercato di comprendere le motivazioni che sono alla base della scelta di Mara, come di tante donne e uomini, senza giudicarla o pretendere di analizzarla, tanto meno portandola a un forzato cambiamento di rotta, ma neanche sposandone acriticamente la prospettiva”. [print-me title=”STAMPA”]
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