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Fischler, Lega rischio per Euregio
Ex commissario Ue, freno per collaborazione transfrontaliera
Bucci, Aspi in campo per tante cosePer la ricostruzione inviteremo il mercato, anche estero
Dl Genova: M5S, Aspi non ci saràRospi,smentisco categoricamente che si stia riammettendo società
Mattarella, sì a politiche lotta povertàIn Italia si traducano in investimenti su persone e formazione
Tajani, Italia faccia marcia indietroMonito presidente Pe, ‘rischio bocciatura è forte’
Padoan, allibito da ricerca scontroPreoccupa che non si rendono conto peggioramento economia
Manovra: Mulè, flat tax sarà flop taxCi saranno più tasse per i cittadini perchè costi a loro carico
M5S, Tria chiarisca su emendamento CriIl Ministro parla di ‘proposta’ ma non si è capito da chi arriva
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BOLZANO
– In caso di un successo delle Lega alle elezioni provinciali di domenica in Trentino Alto Adige, l’ex commissario Ue Franz Fischler teme effetti negativi per l’Euregio di Trento-Bolzano-Innsbruck. L’esponente del partito popolare austriaco sul quotidiano Tiroler Tageszeitung afferma che “le tendenze sovraniste e eurocritiche delle Lega potrebbero frenare la collaborazione transfrontaliera”. “Quando cala l’impegno e l’interesse, rallenta ovviamente anche lo sviluppo dell’Euregio”, aggiunge Fischler.
Il governatore altoatesino Arno Kompatscher (Svp) ribadisce invece sul giornale tirolese che “Europa, autonomia e pacifica convivenza sono le condizioni imprescindibili per un’entrata in giunta”. “Nessuno potrà fare a meno dell’Euregio”, afferma. Per quanto riguarda la questione del doppio passaporto per i sudtirolesi, Kompatscher sottolinea che “la linea di rottura non passa a Salorno (il confine con il Trentino, ndr.), ma all’interno dello stesso Alto Adige e questo va evitato”.
– GENOVA
– “Tutti quanti tornano in campo: non è che torna in campo solo Aspi che è fuori dalla ricostruzione ma non per la demolizione. Ci sono tante altre cose come per esempio la rimozione dei detriti. Autostrade è in campo per tante altre cose”. Così il sindaco e commissario per la ricostruzione Marco Bucci commenta l’emendamento al dl Genova che potrebbe far rientrare in gioco Aspi. “In vita mia ho sempre lasciato tutte le porte aperte: dovevo andare a vivere a Carcare (Savona) e uno mi ha detto ‘vai in Usa’. Così sono andato in America”.
“Per la ricostruzione del ponte Morandi noi inviteremo il mercato. Magari alcune società potrebbero accordarsi con alcune aziende che hanno la filiale in Italia ma che sono estere. Ce ne sono parecchie”, aggiunge Bucci. “Ci sono parecchie aziende che hanno l’attestazione Soa, però magari sono aziende straniere che hanno una filiale in Italia e sono certificate qui”.
– “Smentiamo categoricamente che in Parlamento si stia agendo per ammettere Autostrade per l’Italia ai lavori di ricostruzione di Ponte Morandi a Genova”. Lo afferma Gianluca Rospi, portavoce M5S alla Camera e relatore del decreto Emergenze all’esame delle commissioni congiunte Ambiente e Trasporti di Montecitorio. “Sarebbe infatti assurda una marcia indietro su questa decisione dopo che sia l’Autorità garante della concorrenza sia l’Anac ha ritenuto plausibile e fondata la decisione di escludere Autostrade”, prosegue Rospi.
– Anche in Europa “le disuguaglianze si sono approfondite e la forbice sociale si è ampliata. In Italia sia i casi di povertà assoluta, sia i casi di povertà relativa sono aumentati. Per questo è indispensabile continuare con politiche di sostegno a quanti vivono in povertà o vi sono fortemente esposti. Gli interventi devono avere la capacità di tradursi in un investimento sulle persone, sulle loro abilità e la loro formazione, al fine di promuovere un percorso di crescita individuale e di evitare che la povertà si traduca in crescente marginalità sociale”. Lo scrive il presidente Sergio Mattarella nel ventiseiesimo anniversario della Giornata delle Nazioni Unite dedicata alla lotta alla povertà.
– BRUXELLES
– “L’Italia è ancora in tempo per fare marcia indietro. Lo faccia rapidamente, nell’interesse degli italiani”. Così oggi a Bruxelles il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, rispondendo a chi chiedeva se fosse realistica l’ipotesi di una bocciatura della manovra. “Mi auguro che questo non accada, ma il rischio è forte”, ha avvertito Tajani sottolineando che la manovra “non va nella direzione dell’interesse” dell’Italia.
– “Sono molto preoccupato del fatto che non ci si renda conto che, piano piano, tutti i giorni, c’è un peggioramento costante della situazione economica. Magari un giorno ce ne renderemo conto e proveremo a prendere contromisure ma sarà troppo tardi. E poi sono allibito dal fatto che il governo cerca lo scontro anziché il dialogo. Questa manovra si basa su prospettive di crescita poco credibili. Quindi se non si cresce ci sono problemi di finanza pubblica. Lo dice Piercarlo Padoan (Pd) intervenendo a Radio anch’io.
L’ex titolare del Tesoro guarda poi alla “dubbia qualità” delle misure che – dice – accompagnano questa manovra. E come esempio porta la riforma della legge Fornero. “Malgrado gli impegni sulla crescita – sottolinea infine – i cantieri restano chiusi. Questa manovra aumenta fortemente le tasse per le banche e le imprese. Per le imprese si cancellano IRI e ACE – strumenti di agevolazione importanti – per finanziare quello che alla fine è un condono”.
– “È la manovra degli inganni: la FlatTax sarà la flop tax perché riguarderà poche persone e la pressione fiscale rimarrà invariata, le imprese non avranno nessun beneficio e anzi meno strumenti per crescere. Ci saranno più tasse per i cittadini perché banche e assicurazioni scaricheranno i costi delle nuove tasse su di loro. Rimane la manovra dei sussidi che non crea lavoro ma stimola il lavoro nero e dell’attacco ai risparmi degli italiani”. Lo scrive su Facebook Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato.
– “Sul caso Garofoli e l’emendamento ‘manina’ chiedo al ministro Tria di chiarire la paternità del provvedimento contestato. Il Ministro ha parlato di ‘proposta’ ma non si è capito da chi arriva questa proposta e perché il Ministro competente ed il nostro Premier Giuseppe Conte non ne sapessero niente. Se il nostro attacco è privo di fondamento, come Tria lo ha definito, perché Movimento 5 Stelle e Lega si sono ritrovati a discutere di qualcosa di cui non sapevano nulla? Il capo di gabinetto del Mef Garofoli non può non conoscere i dettagli che abbiamo richiesto e ci sembra legittimo avere delle risposte chiarificatrici affinché episodi come questi, probabilmente prassi di un passato anche recente, non si verifichino più”. Lo dichiara il capogruppo M5S alla Camera Francesco D’Uva.
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