ULTIM’ORA
Domenico Lucano ha lasciato Riace
E’ partito alle 6 di stamattina, obbligo firma per compagna
Strage di San Marco in Lamis, un arrestoFurono uccisi un boss, suo cognato e due contadini innocenti
65% italiani pro euro, fanalino coda UeEurobarometro, solo 43% convinti benefici Unione, europei 68%
44% italiani voterebbe per restare UeContro il 66% europei. Ora in Gb 53% per ‘Remain’
Caritas, in Italia un esercito di poveriDon Soddu, abolire povertà? ‘Abbiamo difficoltà a pensarlo’
Khashoggi: media, fatto a pezzi vivoQuotidiano pro-Erdogan, ‘audio prova presenza console’
Migranti: Amnesty denuncia Francia’Violazioni sistematicamente confine Francia-Italia’
Baglioni, Baudo-Rovazzi? Mi piacerebbeDirettore artistico, “è un’accoppiata interessante”
Bucci, Aspi in campo per tante cosePer la ricostruzione inviteremo il mercato, anche estero
Dl Genova: M5S, Aspi non ci saràRospi,smentisco categoricamente che si stia riammettendo società
Mattarella, sì a politiche lotta povertàIn Italia si traducano in investimenti su persone e formazione
Tajani, Italia faccia marcia indietroMonito presidente Pe, ‘rischio bocciatura è forte’
Padoan, allibito da ricerca scontroPreoccupa che non si rendono conto peggioramento economia
Certificazione digitale, 1/o polo EuropaPrimo passo fra l’italiana Infocert e la spagnola Camerfirma
Auto: in Europa -23,4% vendite settembreAcea, dato globale non è una sorpresa. Per Fca -31,4%
ULTIM’ORA
RIACE (REGGIO CALABRIA)
– Ha lasciato Riace poco dopo le 6 di stamattina Domenico Lucano, il sindaco sospeso per il quale ieri il Tribunale del riesame di Reggio Calabria ha revocato gli arresti domiciliari, disponendo però nei suoi confronti il divieto di dimora. Resta a Riace, invece, la compagna di Lucano, per la quale il divieto di dimora é stato attenuato con la misura dell’obbligo di firma.
La decisione del Tribunale del riesame di Reggio Calabria è giunta nella serata di ieri. Prima di conoscere la decisione del Tribunale del riesame, subito dopo l’udienza, Lucano, sospeso dalla carica di sindaco dal Prefetto di Reggio Calabria, aveva detto a chiare lettere, con decisione, che il modello di accoglienza e integrazione creato nel suo comune sarebbe andato avanti.
– BARI
– Una persona accusata di aver partecipato alla strage di San Marco in Lamis (Foggia) in cui il 9 agosto 2017 furono uccide con colpi di kalashnikov quattro persone è stata arrestata dai carabinieri, su disposizione della magistratura barese. In manette anche un altro indagato accusato di altri reati.
Nell’agguato morirono due contadini innocenti, i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, di 47 e di 43 anni, colpevoli soltanto di aver assistito involontariamente all’uccisione del boss Mario Luciano Romito e di suo cognato, Matteo De Palma: per questo furono inseguiti e fucilati. La strage rientra nella cosiddetta faida del Gargano, che anche nella zona di San Marco in Lamis vede il clan Romito contrapposto ai Li Bergolis per il controllo dei traffici illeciti.
– BRUXELLES
– Il 65% degli italiani si dichiara favorevole all’euro, ma gli intervistati in Italia sono i meno convinti dei benefici dell’appartenenza all’Unione europea (43%). Lo rivela l’ultimo sondaggio Eurobarometro condotto tra l’8 e il 26 settembre 2018 da Kantar Public in tutti e 28 gli Stati membri, in base al quale il 68% degli europei ritiene che il proprio Paese abbia tratto beneficio dall’appartenenza all’Ue e il 61% degli intervistati considera positivamente la moneta unica.
– BRUXELLES
– In caso di referendum nel proprio Paese sulla falsariga di quello della Brexit, solo il 44% degli italiani voterebbe per restare nell’Ue contro il 66% a livello europeo. E’ il dato peggiore dei 28, anche a fronte dei britannici dove oggi il 53% è per il ‘remain’. Lo rivela un sondaggio Eurobarometro in base al quale la percentuale degli indecisi nel Belpaese è pari al 32%, la più alta nell’Unione. Tra gli europei solo il 17% degli intervistati sarebbe a favore dell’uscita. Tra i britannici oggi solo il 35% è per il ‘leave’.
– C’è un “esercito di poveri” in attesa che “non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un’allarmante cronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni”. Lo sottolinea Caritas Italiana nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto. Il numero dei poveri assoluti – ricorda l’organizzazione – “continua ad aumentare” e supera i 5 milioni. “Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento” causato dalla crisi. L’obiettivo è di dare delle risposte, anche se, “come cristiani, abbiamo qualche difficoltà a pensare che si possa abolire la povertà – sottolinea il direttore di Caritas, don Francesco Soddu – ma sappiamo che ogni storia riconsegnata alla sua dignità e alla sua libertà rende migliore il nostro Paese, ci rende migliori”. “La povertà non è solo mancanza di reddito o lavoro: è isolamento, fragilità, paura del futuro. Dare una risposta unidimensionale a un problema multidimensionale, sarebbe una semplificazione”.
– ISTANBUL
– Il giornalista saudita Jamal Khashoggi sarebbe stato torturato e fatto a pezzi dentro il consolato saudita a Istanbul mentre era ancora vivo. A rivelare i presunti drammatici dettagli è il quotidiano filo-governativo turco Yeni Safak, che cita una supposta registrazione audio di quei momenti da cui risulterebbe anche la presenza del console Mohammed al-Otaibi. “Fatelo fuori di qui, mi metterete nei guai”, si sentirebbe dire al console. “Se vuoi continuare a vivere quando torni in Arabia, stai zitto”, gli risponderebbe uno dei presunti assassini. Gli aguzzini di Khashoggi gli avrebbero tagliato le dita durante le torture, per poi decapitarlo. Il giornalista sarebbe morto in 7 minuti, secondo quanto riferito al Middle East Eye da un’altra fonte che avrebbe ascoltato l’aidio. Khashoggi sarebbe stato portato dall’ufficio del console in uno studio e steso su un tavolo. A fare a pezzi il corpo mentre il reporter era vivo sarebbe stato il capo dell’unità forense di Riad, il dottor Salah Mohammed al-Tubaigy.
– PARIGI
– Amnesty International denuncia “violazioni sistematiche” dei diritti di rifugiati e migranti al confine franco-italiano, in seguito a una missione di osservazione realizzata i 12 e 13 ottobre, nella zona di Briancon, nelle Alpi francesi, non lontano dal villaggio italiano Clavière oggetto delle recenti polemiche legate allo sconfinamento della gendarmeria francese. “Il Governo francese la smetta di fare orecchie da mercante”, scrive Amnesty in un documento pubblicato sul suo sito. Nella missione(12-13 ottobre) al confine franco-italiano, gli osservatori di Amnesty International France e di altre Ong hanno certificato una lunga “lunga lista” di violazioni. Alla missione hanno partecipato 60 volontari, di cui 6 avvocati del tribunale di Gap, in Francia, e 3 italiani, con il sostegno di Ong come Anafé, La Cimade, Médecins du Monde, Médecins sans frontières, Secours Catholique Caritas France, Chemins pluriels, Emmaüs France, ASGI, GISTI, Icare 05, Refuges Solidaires e Tous Migrants.
– FIRENZE
– “Pippo Baudo e Fabio Rovazzi presentatori di Sanremo Giovani? Mi piacerebbe, è un’accoppiata interessante”. Claudio Baglioni, che ieri sera ha debuttato al Nelson Mandela Forum di Firenze con il suo nuovo tour Al Centro (dopo le tre serate evento all’Arena di Verona, una delle quali trasmessa ance in diretta su Rai1), non smentisce le voci che vorrebbero il decano della tv italiana e il giovane artista di Andiamo a comandare alla guida del prossimo Sanremo Giovani. Non smentisce, ma allo stesso tempo cerca di frenare: “Li abbiamo incontrati, ma ne abbiamo incontrati anche altri. I cantanti, in fondo, potrebbero anche presentarsi da soli. Io ci sarò, ma non in trasmissione”.
Sanremo Giovani decreterà due vincitori, uno per ognuna delle due prime serate in programma su Rai1 il 20 e 21 dicembre, che andranno di diritto al Festival di Sanremo, in gara con gli altri 22 big, in un’unica categoria. “La mia ambizione – ha detto Baglioni – è riuscire a dare a questa rassegna un’attenzione separata e unica”.
– GENOVA
– “Tutti quanti tornano in campo: non è che torna in campo solo Aspi che è fuori dalla ricostruzione ma non per la demolizione. Ci sono tante altre cose come per esempio la rimozione dei detriti. Autostrade è in campo per tante altre cose”. Così il sindaco e commissario per la ricostruzione Marco Bucci commenta l’emendamento al dl Genova che potrebbe far rientrare in gioco Aspi. “In vita mia ho sempre lasciato tutte le porte aperte: dovevo andare a vivere a Carcare (Savona) e uno mi ha detto ‘vai in Usa’. Così sono andato in America”.
“Per la ricostruzione del ponte Morandi noi inviteremo il mercato. Magari alcune società potrebbero accordarsi con alcune aziende che hanno la filiale in Italia ma che sono estere. Ce ne sono parecchie”, aggiunge Bucci. “Ci sono parecchie aziende che hanno l’attestazione Soa, però magari sono aziende straniere che hanno una filiale in Italia e sono certificate qui”.
– “Smentiamo categoricamente che in Parlamento si stia agendo per ammettere Autostrade per l’Italia ai lavori di ricostruzione di Ponte Morandi a Genova”. Lo afferma Gianluca Rospi, portavoce M5S alla Camera e relatore del decreto Emergenze all’esame delle commissioni congiunte Ambiente e Trasporti di Montecitorio. “Sarebbe infatti assurda una marcia indietro su questa decisione dopo che sia l’Autorità garante della concorrenza sia l’Anac ha ritenuto plausibile e fondata la decisione di escludere Autostrade”, prosegue Rospi.
– Anche in Europa “le disuguaglianze si sono approfondite e la forbice sociale si è ampliata. In Italia sia i casi di povertà assoluta, sia i casi di povertà relativa sono aumentati. Per questo è indispensabile continuare con politiche di sostegno a quanti vivono in povertà o vi sono fortemente esposti. Gli interventi devono avere la capacità di tradursi in un investimento sulle persone, sulle loro abilità e la loro formazione, al fine di promuovere un percorso di crescita individuale e di evitare che la povertà si traduca in crescente marginalità sociale”. Lo scrive il presidente Sergio Mattarella nel ventiseiesimo anniversario della Giornata delle Nazioni Unite dedicata alla lotta alla povertà.
– BRUXELLES
– “L’Italia è ancora in tempo per fare marcia indietro. Lo faccia rapidamente, nell’interesse degli italiani”. Così oggi a Bruxelles il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, rispondendo a chi chiedeva se fosse realistica l’ipotesi di una bocciatura della manovra. “Mi auguro che questo non accada, ma il rischio è forte”, ha avvertito Tajani sottolineando che la manovra “non va nella direzione dell’interesse” dell’Italia.
– “Sono molto preoccupato del fatto che non ci si renda conto che, piano piano, tutti i giorni, c’è un peggioramento costante della situazione economica. Magari un giorno ce ne renderemo conto e proveremo a prendere contromisure ma sarà troppo tardi. E poi sono allibito dal fatto che il governo cerca lo scontro anziché il dialogo. Questa manovra si basa su prospettive di crescita poco credibili. Quindi se non si cresce ci sono problemi di finanza pubblica. Lo dice Piercarlo Padoan (Pd) intervenendo a Radio anch’io.
L’ex titolare del Tesoro guarda poi alla “dubbia qualità” delle misure che – dice – accompagnano questa manovra. E come esempio porta la riforma della legge Fornero. “Malgrado gli impegni sulla crescita – sottolinea infine – i cantieri restano chiusi. Questa manovra aumenta fortemente le tasse per le banche e le imprese. Per le imprese si cancellano IRI e ACE – strumenti di agevolazione importanti – per finanziare quello che alla fine è un condono”.
– Grazie a Italia e Spagna nasce il primo polo europeo per la certificazione digitale, indispensabile a garantire la sicurezza delle transazioni commerciali che avvengono in rete. A metterne le basi sono state l’italiana InfoCert (Gruppo Tecnoinvestimenti), la più grande Certification Authority in Europa, e Camerfirma, una delle principali autorità di certificazione spagnole. Se ne è parlato oggi a ;Madrid, durante il convegno ‘Costruendo il futuro digitale’.
La necessità di certificare ‘chi è chi’ online, è emerso dal convegno, è la principale sfida che le aziende impegnate nel processo di trasformazione digitale stanno affrontando oggigiorno. Quando si arriva al momento di stipulare accordi col cliente contratti e transazioni bisogna garantire la certezza delle identità delle parti che interagiscono online e il valore legale degli documenti sottoscritti, occorre conciliare sicurezza e aderenza alle normative con l’immediatezza e la praticità del mondo digitale.
– TORINO
– Nel mese di settembre nell’Europa dei 28 più Efta sono state vendute 1.123.184 auto, con una flessione del 23,4% rispetto allo stesso mese del 2017. I dati sono dell’Acea, l’associazione dei costruttori europei, che ricorda come il calo non sia una sorpresa in quanto l’introduzione dei nuovi test Wltp di omologazione ha fatto crescere in modo eccezionale le vendite in agosto (+31,2%). Da inizio anno le immatricolazioni sono 12.304.711, il 2,3% in più dell’analogo periodo dell’anno scorso.
Il gruppo Fca ha venduto 61.882 auto in Europa nel mese di settembre, con un calo del 31,4% rispetto allo stesso mese del 2017. La quota scende dal 6,2 al 5,5%. Nei nove mesi le immatricolazioni del gruppo sono 825.377, lo 0,7% in meno dell’analogo periodo dell’anno scorso con la quota pari al 6,7% (era 6,9%). Per il Centro Studi Promotor “è profondo rosso in Ue ma non è un dato allarmante”.
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