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Ryanair: Antitrust, ultimatum su bagagli
Altroconsumo, avviato procedimento,9 giorni tempo per rispondere
Alitalia: Assolombarda chiede referendumBonomi, italiani dicano se vogliono che torni pubblica
Manovra: Camusso, condono pro-evasoriInvito a continuare a evadere perché tanto poi qualcuno li salva
Borsa Milano non trova direzioneBanco Bpm perde il 2%, Unicredit lo 0,96%. Continua crollo Buzzi
Covip, 14,1 mld Casse in titoli di StatoPadula, 77% emittenti sovrani area euro, 4/5 sono italiani
Falso che Marina voglia vendere MediasetPresidente gruppo tv, nessuna novità con Vivendi per Premium
Bonomi, Assolombarda non fa opposizioneClima post voto 4 marzo non chiede a imprese di schierarsi
Borsa: Europa sale, ma Milano in caloSpread a 310 punti, giù banche. Bene Francoforte e Parigi
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L’Autorità Antitrust ha avviato un procedimento di sospensione di pratica commerciale scorretta contro Ryanair per la nuova politica adottata dalla compagnia sui bagagli a mano a pagamento. Ad annunciarlo è l’associazione Altroconsumo che ricorda la segnalazione fatta all’autorità in proposito. Ryanair ha ora nove giorni di tempo per rispondere alle contestazioni e far valere la propria tesi.
Secondo l’Antitrust c’è un danno per i consumatori costretti a pagare un supplemento rispetto alle tariffe standard della compagnia per un servizio – lo spazio per il bagaglio a mano grande – che è un elemento essenziale del contratto di trasporto.
“Migliaia di viaggiatori ci hanno tempestato di chiamate e messaggi per protestare sul pagamento in più, non dovuto secondo la nostra Organizzazione e le altre associazioni di consumatori in Europa, con cui stiamo portando Ryanair in tribunale”, commenta Ivo Tarantino, responsabile Relazioni esterne di Altroconsumo.
– Il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi chiede che gli italiani si possano esprimere “con un referendum” per “dire se vogliono pagare di tasca propria per Alitalia”. “Diciamo no a uno Stato che crede di poter rigestire il trasporto aereo”, afferma e ricorda che “abbiamo profuso sei volte l’ammontare di quello che il Venture Capital dà alle start-up in un anno e tutto questo per un vettore che perde 1,2 milioni di euro al giorno”.
– PALERMO
– “Della manovra conosciamo al momento il comunicato di Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri che elenca molte cose ma mancano i dettagli ed è anche difficile commentare gli annunci. Colpisce che, la prima e fondamentale ipotesi che c’è dentro il decreto fiscale, è un gigantesco condono”. Lo dice la leader della Cgil Susanna Camusso a margine della presentazione a Palermo di un libro su Pio La Torre. “Per un Paese che ha bisogno di trovare risorse per lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro – aggiunge Camusso – si parte invece con una operazione che è quella di dire ancora una volta agli evasori continuate pure a evadere perché tanto poi qualcuno vi salverà. E credo che, come tutti siamo in grado di vedere siamo passati da una teorica rottamazione delle cartelle di nuovo a un gigantesco condono, questo diventerà il segno della manovra”.
– MILANO
– Continui cambi di direzione per Piazza Affari, che adesso viaggia sulla parità a 19.470 punti, mentre in Ue si discute della manovra e il Movimento Cinque Stelle parla di un testo manipolato del decreto fiscale. Il settore bancario è in ribasso, mentre lo spread è a 308 punti, dopo aver aperto a 310. Banco Bpm perde il 2%, Unicredit lo 0,96%, Ubi l’1,3%, Intesa l’1%, Mps l’1,1%, Bper lo 0,7%.
Continua il crollo di Buzzi Unicem (-6%), in scia alle perdite del settore dovute al taglio del target per il 2008 del gruppo tedesco HeidelbergCement (-8,6%). Fra i titoli a minor capitalizzazione, il gruppo Trevi perde l’1,4%, dopo aver comunicato il rinvio dell’approvazione della semestrale. Salgono invece Tim (+2,8%) e Ferragamo (+2,4%). Bene Astaldi (+1,4%), dopo il via libera del Tribunale alla proposta di concordato.
– I titoli di debito delle Casse previdenziali dei professionisti, nel 2017, “ammontano a 19,1 miliardi di euro, pari al 22,4% delle attività, in diminuzione di 2 punti percentuali rispetto al 2016” e, nel dettaglio, “i titoli di Stato, pari a 14,1 miliardi, formano il 16,5% dell’attivo, in calo di 1,5 punti percentuali” in un anno. A renderlo noto il presidente della Covip, Mario Padula, specificando come i titoli di Stato su cui gli Enti pensionistici hanno investito “per il 77% son costituiti da emittenti sovrani dell’area euro (circa i quattro quinti sono italiani), per il 13,1% da titoli degli Stati Uniti e per il 2,3% dal Giappone”, percentuali “in linea con quelle rilevate nel 2016”. I titoli di Stati non aderenti all’Ocse sono, infine, pari al 3,5% del totale.
– “Non è vero” che la presidente di Fininvest Marina Berlusconi stia spingendo il padre Silvio a vendere Mediaset. La smentita è arrivata dal presidente del gruppo televisivo, Fedele Confalonieri, a margine dell’assemblea di Assolombarda.
L’ipotesi che Marina avesse suggerito al padre di cedere il gruppo televisivo è stata fatta da un sito di gossip cui Fininvest ha già risposto: “Contrariamente a quello che avete scritto, Marina Berlusconi ritiene un’idea totalmente senza senso quella di vendere Mediaset”.
Nessuna novità poi su un eventuale accordo extragiudiziale tra Mediaset e Vivendi per il mancato perfezionamento della vendita di Premium ai francesi. “Siamo in tribunale”, ha detto Confalonieri.
– Assolombarda, la più grande organizzazione territoriale di Confindustria, non fa opposizione e “tifa da sempre per l’Italia”. Lo afferma il presidente Carlo Bonomi all’assemblea annuale in corso al Teatro alla Scala di Milano. “Il clima sociale e culturale che ha portato al voto dello scorso 4 marzo – scandisce – non chiede alle imprese di mettere in campo forme di opposizione ai partiti e al Governo” .
“Noi – sottolinea – non tifiamo per questo o per quello né contro questo o quello, noi tifiamo per l’Italia da sempre”.
– Le Borse europee sono in generale rialzo, con Francoforte in crescita dello 0,34% e Parigi dello 0,4%. Londra è piatta. Nei giorni dell’esame Ue alla manovra italiana e dopo la polemica dei Cinque stelle sulla manipolazione del testo sulla pace fiscale, Milano cede lo 0,3%.
Madrid fa peggio e perde lo 0,5%. In Piazza Affari, Buzzi scivola del 7%, con il settore edile in calo in tutta Europa dopo che HeidelbergCement (-8,7%) ha tagliato i target al 2018.
Con lo spread a quota 310 punti, in Piazza Affari le banche sono sotto pressione: Banco Bpm cede il 2%, Unicredit l’1,2%, Mps l’1,1%, Intesa lo 0,95%, Ubi lo 0,77% e Bper lo 0,87%. Salgono Tim (+2,5%) e Astaldi (+2,2%), dopo il via libera del Tribunale alla proposta di concordato. [print-me title=”STAMPA”]
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