MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Grecia: si dimette il ministro degli Esteri Kotzias
Scontro con il titolare della Difesa Kammenos sull’accordo con la Macedonia
Crimea: ‘studente ha attaccato college’E poi si è ucciso, dicono autorità. Non si indaga per terrorismo
Khashoggi, 12 sospetti legati a sauditiRimosso console saudita a Istanbul, perquisizione in residenza
Khashoggi: console saudita rimosso,falsoNotizia diffusa su siti arabi e ripresa anche dai media turchi
Merkel, Stati euro tenuti a stabilitàSu Brexit intesa possibile, irrisolta questione migranti
May, vogliamo accordo secondo referendumPremier Gb insiste su possibilità intesa, ma restano paletti
Fumo in cabina, aereo Melania rientraEra appena decollato dalla base di Andrew per Filadelfia
Siria: Onu, de Mistura lascia a novembreE’ inviato speciale nel Paese mediorientale dal 2014
Iran: sanzioni Usa ‘insulto a legalità’Dopo misure contro società ritenute legate a corpo dei Basiji
Gaza: Netanyahu, Israele agirà con forzaPremier, se attacchi non finiscono, li faremo finire noi
Siria: aiuti umanitari per campo RakbanDecine di migliaia di sfollati sopravvivono a confine Giordania
Tunisia: precipita un caccia F-5Iniziativa ‘5+5′, pilota sopravvissuto all’impatto
Strage in una scuola in Crimea, 18 mortiNon è terrorismo, il killer è uno studente che poi si suicida
Brexit: May, un accordo è possibile’Nei prossimi giorni lavoreremo duro’. Premier ha visto Juncker
Brexit: Barnier, serve molto più tempoNelle prossime settimane lavoreremo con calma e pazienza
Libia: Merkel alla conferenza di PalermoFonti P.Chigi: alla giornata di apertura il 12 novembre
Sanchez andrà in visita a CubaIl 22 e 23 novembre. Primo premier spagnolo in 32 anni
Nessun vertice straordinario su Brexit27 leader pronti per summit quando ci saranno progressi decisivi
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Il ministro degli Esteri greco Nikos Kotzias ha rassegnato le dimissioni all’indomani di uno scontro in consiglio dei ministri con il titolare della Difesa Panos Kammenos sull’accordo raggiunto con la Macedonia sull’annoso problema del nome della repubblica ex jugoslava.
Secondo Kathimerini, Kotzias ha così protestato per il mancato supporto da parte del premier Alexis Tsipras dopo gli attacchi di Kammenos, nazionalista e partner di minoranza del governo, da sempre contrario all’intesa.
Secondo le fonti del quotidiano, durante il consiglio dei ministri, Kammenos avrebbe accusato Kotzias di uso improprio dei fondi ministeriali e di essere un uomo del finanziere americano George Soros. Collaboratori di Kotzias riferiscono che il ministro si è detto “profondamente offeso” dalle accuse. Non è chiaro se il premier Tsipras intenda accettare le dimissioni.
– MOSCA
– L’autore dell’attacco al college era uno studente che poi si è ucciso. “Era al quarto anno dell’istituto professionale di Kerch. Il suo corpo è stato trovato in biblioteca al secondo piano”, ha riferito il leader della Crimea Sergei Aksyonov in tv, senza dare il nome, ma aggiungendo che ha agito da solo.
Il caso non è più considerato dagli inquirenti un attacco terroristico ma sarà indagato come “omicidio”. Lo riferiscono fonti investigative riportate da Russia Today.
– WASHINGTON
– Sarebbero 12, secondo il Washington Post, i sauditi legati ai servizi di sicurezza di Riad che avrebbero fatto parte della squadra di 15 persone sospettate di aver ucciso Jamal Khashoggi, il giornalista saudita dissidente sparito nel consolato del proprio Paese a Istanbul il 2 ottobre scorso. Tra le figure di spicco Khalid Aedh Aloitaibi, identificato come membro della guardia reale saudita e fotografato in varie occasioni accanto al principe ereditario Mohammed bin Salman. L’Arabia Saudita ha intanto rimosso dal suo incarico il suo console a Istanbul, Mohammed al-Otaibi, richiamato ieri in patria. Nei suoi confronti è stata aperta un’inchiesta. Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, al termine del suo incontro con il segretario di Stato americano Mike Pompeo, ha annunciato che oggi saranno perquisite la residenza e le auto del console. “Aspettiamo di vedere l’esito delle indagini”, ha detto Pompeo, assicurando che Riad sarebbe pronta a punire eventuali responsabili, chiunque essi siano.
– ISTANBUL
– Era una fake news la notizia della rimozione dall’incarico del console saudita a Istanbul Mohammed al-Otaibi, ripresa questo pomeriggio dai media turchi dopo essere stata diffusa su alcuni siti arabi. Lo riporta la tv di stato di Ankara, Trt. Il console era stato richiamato ieri in patria dopo la scomparsa del giornalista Jamal Khashoggi.
– BERLINO
– “Ogni Stato è responsabile della sua situazione economica” e “ha il dovere di preoccuparsi della stabilità dell’economia, soprattutto in tempi positivi per l’economia”. Lo ha detto Angela Merkel, parlando oggi al Bundestag, in vista del vertice europeo. Merkel ha sottolineato che nell’eurozona “siamo così strettamente connessi gli uni agli altri, che decisioni nazionali possono incidere su tutti gli altri”. Riferendosi poi alla Brexit, Merkel ha detto che la “chance” di arrivare a un accordo buono per entrambe le parti “è ancora sul tavolo”. Merkel ha però anche sottolineato che “ci dobbiamo preparare a ogni scenario, anche alla possibilità che la Gran Bretagna esca senza un accordo”. “Io auspico che anche dopo la Brexit la Gran Bretagna resti un partner stretto e affidabile per l’Europa”, ha aggiunto. Infine la questione migranti sulla quale la Merkel ritiene che “la distribuzione equa in Europa resta un tema irrisolto”.
– LONDRA
– Theresa May insiste sull’obiettivo di un accordo di divorzio dall’Ue, ma anche sui suoi paletti sul dossier dell’Irlanda del Nord: “Vogliamo un accordo che attui il mandato popolare sulla Brexit e porti benefici a tutto il popolo del Regno Unito”, ha detto la premier Tory rispondendo oggi agli attacchi del leader laburista Jeremy Corbyn nel Question Time che precede il Consiglio Europeo delle prossime ore. May conferma peraltro il suo ‘no’ a ogni ipotesi di referendum bis o di permanenza definitiva di Londra nell’unione doganale.
– WASHINGTON
– Paura sull’aereo che stava portando Melania Trump a Filadelfia dove la first lady avrebbe dovuto visitare un ospedale. Improvvisamente si è sviluppato del fumo in cabina che ha costretto i presenti a coprirsi la bocca con fazzoletti umidi per poter respirare. Il velivolo è quindi stato costretto a tornare alla base di Andrew, in Maryland, da dove era da poco decollato. La first lady starebbe bene.
– NEW YORK
– L’inviato speciale dell’Onu in Siria, Staffan de Mistura, terminerà il suo mandato alla fine di novembre. Lo ha annunciato durante una riunione del Consiglio di Sicurezza, spiegando che utilizzerà il suo ultimo mese per verificare attivamente se le Nazioni Unite sono in grado di convocare una commissione costituzionale credibile e inclusiva. De Mistura, nominato inviato speciale in Siria nel 2014, ha detto che la sua decisione è dettata da “pure ragioni personali”. Fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro non hanno confermato se il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, abbia già individuato un successore per de Mistura, ma tra i papabili ci sarebbero l’ex ministro degli esteri algerino Ramtane Lamamra, il coordinatore speciale per il processo di pace in Medio Oriente, Nickolay Mladenov, e l’inviato speciale in Iraq, Jan Kubis.
TEHERAN
– “Uno sfacciato insulto all’ordine legale internazionale”. Così il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Ghasemi, ha definito oggi l’imposizione di nuove sanzioni decise ieri dagli Usa a diverse società iraniane, tra le quali alcune banche. Secondo il dipartimento del Tesoro americano, si tratta di entità legate al corpo dei Basiji, i miliziani islamici di Teheran.
L’iniziativa, ha aggiunto Ghasemi, deriva “dall’ostilità degli Usa”. “Nonostante le sue ipocrite affermazioni di volere sostenere il popolo iraniano – ha sottolineato il portavoce – Washington vuole creare ostacoli alle relazioni economiche della nazione con la comunità internazionale violando le regole internazionali e i diritti umani”. L’economia iraniana sta affrontando gravi problemi dopo il ritiro degli Usa dall’accordo sul nucleare del 2015 e la reimposizione di sanzioni. All’inizio di novembre è prevista l’applicazione di nuove misure restrittive sulle transazioni iraniane nel settore del petrolio e del gas.
– TEL AVIV
– “Israele agirà con tutta la sua forza”. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu sulla situazione con Gaza. “Guardiamo con grande severità agli attacchi alla frontiera, nell’area adiacente alla Striscia, a Beer Sheba, ovunque. Ripeto – ha aggiunto – che se gli attacchi non finiranno, gli metteremo noi fine”. Il premier ha convocato per il tardo pomeriggio una riunione del Consiglio di difesa del governo per esaminare la situazione.
– BEIRUT
– Dopo giorni di pressioni internazionali, il governo siriano ha dato il via libera all’invio di aiuti umanitari a un campo di circa 50 mila sfollati siriani da anni costretti a sopravvivere nel deserto tra Siria e Giordania. Lo riferiscono fonti dell’Onu citate da media panarabi. Le fonti affermano che da Damasco è arrivato oggi il via libera perché un convoglio umanitario delle Nazioni Unite possa giungere al campo di Rukban, nella Siria sud-orientale, nei pressi della porosa frontiera con la Giordania. Nei giorni scorsi, attivisti umanitari siriani, giordani e internazionali avevano denunciato l’assedio di fatto imposto da da settimane agli sfollati del campo di Rukban. Giunti nella zona negli anni scorsi durante la guerra siriana, le decine di migliaia di sfollati sono costretti a vivere in condizioni umanitarie definite “disperate” dagli attivisti: privati dei servizi essenziali come cure mediche, acqua potabile, elettricità, in una delle zone più inospitali del Paese.
TUNISI
– Un caccia intercettore F-5 dell’aeronautica militare tunisina è precipitato oggi in acque territoriali tunisine, a circa 170 chilometri a nord di Biserta.
Lo riferisce ai media locali una fonte del ministero della Difesa di Tunisi secondo cui il caccia stava partecipando ad una esercitazione militare congiunta nell’ambito dell’iniziativa “5+5” Difesa. Sempre la stessa fonte ha dichiarato che la macchina dei soccorsi, prontamente avviata, ha tuttavia consentito di ritrovare ancora in vita il pilota. Il velivolo partecipava a “Circaete 2018”, esercitazione di difesa aerea con la partecipazione dei Paesi del Mediterraneo Occidentale aderenti all’ “Iniziativa 5+5” allo scopo di testare la reattività dei sistemi nazionali di sorveglianza e difesa dello spazio aereo nel contrasto di minacce aeree di tipo non militare e promuovere un uso coordinato dei relativi centri di comando e controllo, dei siti radar e dei caccia intercettori.
– È di diciotto morti eDI UNA quarantinaDI feriti il bilancio della strage in una scuola professionale di Kerch, in Crimea, il cui autore era uno studente che si è poi tolto la vita. All’inizio gli inquirenti hanno pensato a un attentato terroristico, poi hanno aperto un’indagine per ‘omicidio’. Prima di aprire il fuoco, il killer ha fatto esplodere un ordigno nella mensa della scuola. Dei quaranta feriti, sei sono in gravi condizioni e una trentina saranno trasferiti in altri due ospedali, a Simferopoli e Krasnodar.
– BRUXELLES
– “Credo che un accordo possa essere raggiunto e lavoreremo duro nei prossimi giorni, per un accordo che è nell’interesse dell’Ue e del Regno Unito”. Così la premier britannica Theresa May entrando al vertice dei leader Ue, a Bruxelles, dopo l’incontro in bilaterale col presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker. “Stasera parlerò” ai capi di Stato e di governo “dei progressi molto buoni che sono stati fatti” dal vertice di Salisburgo “sull’accordo per l’uscita” dall’Ue e sulla “relazione futura” con l’Unione, ha annunciato la premier Theresa May in arrivo per al vertice dei leader Ue. “I team negoziali – ha sottolineato – stanno lavorando duramente. Abbiamo sciolto diversi nodi. C’è ancora la questione del backstop”, ha ammesso la May, secondo cui “ognuno intorno al tavolo vuole arrivare all’intesa. Credo che l’accordo sia raggiungibile – ha assicurato – e ora dobbiamo far sì che ci sia”.
– BRUXELLES
– “Aggiornerò i leader sui negoziati” sulla Brexit. “Abbiamo lavorato molto per arrivare ad un’intesa, ma non ci siamo ancora. Serve molto più tempo. Nelle prossime settimane lavoreremo con calma e pazienza”. Così il capo negoziatore della Ue Michel Barnier arrivando al Consiglio dei leader Ue.
– BRUXELLES
– La cancelliera tedesca Angela Merkel sarà alla giornata inaugurale della conferenza sulla Libia a Palermo, il prossimo 12 novembre. E’ quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi al termine del bilaterale tra il premier Giuseppe Conte e Merkel.
– Pedro Sanchez visiterà Cuba il 22 e 23 novembre, e sarà la prima missione di un premier spagnolo nell’isola dopo 32 anni. Lo riferisce El Pais.
Le fonti diplomatiche citate dal Pais rilevano che le mancate visite a Cuba di un premier spagnolo sono state un’anomalia, considerato che negli ultimi anni alcuni tra i principali leader mondiali, da Obama a Hollande, passando per Renzi ed il premier portoghese de Sousa, così come gli ultimi tre papi, avevano fatto visita a Cuba. L’obiettivo del viaggio di Sanchez è di normalizzare i rapporti con Cuba, colonia spagnola per quasi quattro secoli, che è entrata in una nuova fase lo scorso aprile, quando Miguel Diaz-Canel ha preso il comando, chiudendo l’era dei fratelli Castro. Se la visita di Sanchez avrà successo, potrebbe seguire quella di re Felipe nel 2019, per i 500 anni dalla fondazione dell’Avana. In quel caso, sarebbe la prima visita di un monarca spagnolo nella storia dell’isola.
Nel corso della cena sulla Brexit 27 leader europei si sono detti pronti per un vertice europeo, quando il negoziatore della Ue, Michel Barnier, farà sapere che ci sono stati “progressi decisivi” nel negoziato con Londra. Per il momento non è prevista l’organizzazione di un summit straordinario a novembre. Si apprende da fonti Ue.
Nel corso della serata i 27 leader hanno riaffermato la loro piena fiducia nel capo negoziatore Michel Barnier e la loro determinazione a restare uniti, spiegano le fonti. Inoltre hanno chiesto a Barnier di proseguire negli sforzi, per raggiungere un accordo secondo le linee guida già concordate. [print-me title=”STAMPA”]
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