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Via al concorso straordinario
Per le scuole dell’infanzia e le elementari
Fondi Sardegna: restituiti 46mila euroMario Bruno (sindaco Alghero) era tesoriere Progetto Sardegna
Droga e armi a Milano, 19 condanneBasi a Quarto Oggiaro e in carrozzeria bunker. Arresti a marzo
Diciotti: tribunale dei ministri di Palermo rinvia gli atti alla ProcuraSalvini: ‘Chiudetela qui e lasciatemi lavorare’
Vigili fermano carro funebre con salmaScout speed segnala revisione scaduta, sconcerto parenti defunto
Cucchi: Trenta,nessuno sproloquio NistriGenerale ha solo rimarcato obbligo a rispetto regole
Farabollini governatori strumentalizzanoEmandamento è passaggio legislativo per snellire ricostruzione
Igor, ammesso ricorso familiari di VerriGip di Ferrara aveva archiviato denuncia dei figli della vittim
Fiamme in palazzo Milano, 13 intossicatiNon lontano dal rogo che da giorni sta bruciando rifiuti
Tap: Potì, revocare autorizzazioniDurante incontro al Ministero dell’Ambiente
Cucchi: ascoltato per sette ore carabiniere indagato per falso Dal pm Giovanni Musarò alla presenza del capo della squadra mobile di Roma, Luigi Silipo
Inseguimento Firenze: chiuse indaginiUccisero Duccio Dini in scontri loro auto. C’è un 7/o indagato
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Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato il decreto che consente di dare avvio alle procedure concorsuali straordinarie per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria previste dal cosiddetto Decreto Dignità.
Il concorso prevede assunzioni sia su posti comuni che di sostegno ed è riservato a chi è in possesso del requisito di abilitazione (Laurea in Scienze della Formazione Primaria, diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002) e ha svolto almeno due anni di servizio nel corso degli ultimi otto anni. Per i posti di sostegno è richiesto anche il possesso dello specifico titolo di specializzazione. Nel decreto vengono dettagliati il contenuto del bando, i termini e le modalità di presentazione delle domande, i titoli valutabili, le modalità di svolgimento della prova orale, i criteri di valutazione dei titoli e della prova, la composizione delle commissioni di valutazione e i programmi di esame.
– CAGLIARI
– Ha restituito al Consiglio regionale i 46mila euro che la Procura di Cagliari gli contesta nell’ambito dell’inchiesta per peculato legata all’uso ritenuto illecito dei fondi destinati ai gruppi dell’Assemblea sarda nella XIII legislatura. E oggi Mario Bruno, ex consigliere regionale di Progetto Sardegna e attuale sindaco di Alghero, ha fornito dei chiarimenti sulla gestione delle risorse del gruppo del quale all’epoca era tesoriere.
E’ successo questa mattina davanti al Gup Roberto Cau, durante il processo che si sta celebrando con rito abbreviato.
Bruno ha risposto a tutte le domande del pubblico ministero Marco Cocco poi l’udienza è stata rinviata al 19 dicembre per la requisitoria della pm, lo stesso giorno potrebbe essere emessa anche la sentenza.
Già in sede di indagini, l’ex consigliere aveva fornito tutte le giustificazioni delle spese che aveva materialmente sostenuto, ma restavano da chiarire quelle che aveva autorizzato ai suoi colleghi.
– MILANO
– Diciannove condanne fino a 12 anni di carcere sono state inflitte con rito abbreviato dal gup di Milano Stefania Pepe, nel processo con al centro un’organizzazione radicata a Quarto Oggiaro, che gestiva un vasto traffico di cocaina e hashish con legami con la Spagna. Un traffico che aveva la sua base in una carrozzeria a Bollate (Milano) trasformata, a detta degli inquirenti, in un ‘bunker’ con tanto di “apparato di videosorveglianza” e con all’interno anche “un poligono di tiro per il collaudo delle armi”. In particolare, a 12 anni di carcere è stato condannato Luciano Beccalli, milanese di 52 anni e uno dei 24 arrestati nel blitz ribattezzato ‘fumo&piombo’ della Gdf di Pavia dello scorso marzo, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm Maurizio Ascione. Tra i condannati, alcuni dei quali accusati anche di detenzione di armi da guerra, figura Marco Ieno, milanese di 39 anni e a cui sono stati inflitti 11 anni e 10 mesi di carcere.
Due imputati, invece, sono stati assolti.
Cambia sede l’inchiesta per sequestro di persona aperta a carico del ministro dell’Interno Matteo Salvini in merito al trattenimento sulla nave Diciotti dei migranti soccorsi in mare dalla Guardia Costiera il 16 agosto scorso. Il tribunale dei Ministri di Palermo si è spogliato del caso e ha trasmesso gli atti alla Procura dichiarandosi territorialmente incompetente a indagare. L’inchiesta a carico del ministro e inizialmente del suo capo di gabinetto Matteo Piantedosi, poi uscito dall’indagine, è partita ad Agrigento: i pm della città dei templi ritennero infatti che il reato fosse stato commesso nelle acque di Lampedusa. Ipotizzando il coinvolgimento di un esponente dell’esecutivo, furono costretti a passare la carte a Palermo che, come prevede la legge, mandò tutto al locale tribunale dei ministri. Nei giorni scorsi il tribunale dei Ministri ha sentito alcuni funzionari del Viminale e ufficiali della Guardia Costiera per cercare di ricostruire la “catena di comando” attraverso cui passò il divieto di sbarco dei migranti trattenuti a bordo della Diciotti e stabilire così il luogo in cui il reato è stato consumato. La risoluzione della vicenda era particolarmente complessa visto che il divieto del Viminale non è mai stato formalizzato attraverso ordini scritti. Per la vicenda Diciotti, Matteo Salvini, lo scorso 7 settembre, ha ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura di Palermo per sequestro di persona. Il tribunale, composto dai giudici Filippo Serio, Fabio Pilato e Giuseppe Sidoti, aveva 90 giorni per svolgere gli approfondimenti necessari a decidere se archiviare o mandare gli atti in procura perché si chiedesse l’autorizzazione a procedere al Senato a carico del ministro. I magistrati, alla luce delle testimonianze acquisite e dei dati raccolti, si sono fermati evidentemente a una valutazione preliminare ravvisando l’incompetenza territoriale e non approfondendo il merito.”Incredibile, continua l’inchiesta su di me: sarei un sequestratore (rischio 15 anni di carcere) per aver fermato in mare una nave carica di immigrati. Ora l’indagine, partita da Agrigento, passerà da Palermo a Catania… Ma chiudetela qui e lasciatemi lavorare!”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini, commentando l’indicazione della procura di Catania come sede competente per l’inchiesta da parte del Tribunale dei ministri di Palermo.
– BELLUNO
– Vigili inflessibili davanti al codice della strada, anche se si tratta di un funerale e il controllo costringe a fermare il carro con il feretro e corteo al seguito. E’ accaduto a Feltre (Belluno) dove (per un errore) i vigili urbani hanno fermato l’auto che trasportava la bara in chiesa perché il sistema Scout Speed segnalava la revisione scaduta del veicolo. Un errore nella lettura della targa, è stato accertato poi, perché il veicolo era in regola.
Ma lo sconcerto dei parenti del defunto è stato grande. Il fatto è divenuto noto nei giorni scorsi, quando sono giunte le lettere di scuse del sindaco alla famiglia del defunto e alla ditta di onoranze funebri.
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“Il Comandante dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri non ha portato avanti alcun sproloquio e non ha manifestato nei confronti di nessuno pregiudizi punitivi. Ero presente, se lo avesse fatto sarei intervenuta! Semplicemente, ha rimarcato l’obbligo per tutti i gradi al rispetto delle regole, il che rientra nelle sue prerogative di Comandante”. Così il un post su facebook il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, replica ad Ilaria Cucchi a proposito dell’incontro di ieri con il generale.
– ANCONA
– “Prendo atto che i presidenti delle Regioni hanno scelto di interpretare in modo strumentale un passaggio legislativo per lo snellimento della ricostruzione. In questo modo si continua a rispondere non alla gente, ma alle logiche della vecchia politica che non appartengono né a me né al Governo. Mi spiace che i presidenti delle Regioni terremotate invece di prendere atto del nuovo corso realmente condiviso della ricostruzione si prestino ad essere strumento di opposizione anziché di costruzione”. Così il Commissario per la ricostruzione Piero Farabollini commenta il mancato incontro di presentazione con i governatori di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. “Sono un tecnico del territorio nominato dal Governo per procedere insieme al territorio, sindaci in primis, con una ricostruzione che è innegabilmente quasi al palo – aggiunge il commissario – Ho convocato un incontro per presentarmi ed avviare un primo confronto in attesa di incontrare tutte le istituzioni locali il prossimo 30 ottobre a Camerino”.
– BOLOGNA
– Il ricorso dei figli di Valerio Verri, guardia ecologica volontaria uccisa l’8 aprile 2017 nel Mezzano, ha superato il filtro di ammissibilità del Giudice unico di Strasburgo. Il caso che riguarda la famiglia di una delle vittime di Igor il Russo, alias Norbert Feher, dunque, è stato ritenuto ammissibile e sarà discusso alla Corte Europea dei Diritti dell’uomo. I figli di Verri avevano presentato una denuncia alla Procura di Ferrara, ma il fascicolo era stato archiviato. Secondo loro, se le forze dell’ordine si fossero scambiate le informazioni, la zona dove è stato ucciso il padre l’8 aprile poteva essere interdetta ai pattugliamenti anti-bracconaggio, evitando l’agguato mortale in cui è rimasto ferito anche l’agente provinciale Marco Ravaglia. I Verri, difesi dall’avvocato Fabio Anselmo, accusavano investigatori e responsabili della sicurezza, chiedendo di mettere a fuoco le responsabilità. Dopo l’archiviazione avevano annunciato il ricorso alla Cedu, che ora lo discuterà.
– MILANO
– Sono 13 le persone rimaste intossicate nell’incendio divampato questo pomeriggio al sesto piano di un palazzo in via Vittani, a Milano. Solo un inquilino, di cui non sono state fornite le generalità, è stato trasportato all’ospedale Sacco per ulteriori accertamenti ma le sue condizioni non sono preoccupanti. I vigili del fuoco hanno dichiarato inagibili tre appartamenti al quinto, sesto e settimo piano. Le cause del rogo – scoppiato in zona Quarto Oggiaro, non lontano da via Chiasserini, dove un deposito di rifiuti brucia dalla sera del 14 ottobre – sono ancora in via di verifica.
Due famiglie che non possono fare rientro nei loro appartamenti verranno ospitate dal Comune di Milano in un albergo convenzionato.
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LECCE
– Il sindaco di Melendugno, Marco Potì, durante l’incontro informale di oggi a Roma con i tecnici del ministero dell’Ambiente ha chiesto che le autorizzazioni rilasciate a Tap per la costruzione del gasdotto “debbano essere sospese o revocate” in modo tale che “i lavori non possano riprendere. Ho chiesto al Ministro dell’Ambiente di farlo – spiega – attraverso un’azione di autotutela, senza aspettare né i Tribunali amministrativi né le Procure. Posso dire di aver trovato attenzione e ascolto, ora spero che a questa attenzione e a questo ascolto seguano presto i fatti. Non sono ottimista, ma sono attaccato alla speranza che ci sia un Governo che ascolti di più i cittadini e meno le multinazionali”.
Secondo Potì, la richiesta di sospensione o revoca delle autorizzazioni deve essere presa “alla luce di queste che noi riteniamo essere illegittimità che modificano il quadro prescrittivo della Via nazionale del 2014 e in attesa di valutazioni e di pareri vincolanti ai sensi di quel decreto ministeriale”.
Interrogatorio fiume oggi in Procura per luogotenente Massimiliano Colombo, il comandante della Stazione Tor Sapienza indagato per falso ideologico nell’ambito del nuovo filone legato alla morte di Stefano Cucchi. Il carabinieri è stato interrogato per oltre sette ore dal pm Giovanni Musaro’ alla presenza del capo della squadra mobile di Roma, Luigi Silipo.Colombo è stato tirato in ballo dal carabiniere scelto Francesco Di Sano che nel corso del processo a carico di altri cinque carabinieri, tra cui Francesco Tedesco che ha ammesso con i pm di avere assistito al pestaggio di Cucchi, ha dichiarato di aver dovuto, dopo un ordine gerarchico, modificare il verbale sullo stato di salute di Cucchi quando fu portato alla Stazione di Tor Sapienza proveniente dalla caserma Casilina. L’indagato, assistito dall’avvocato Antonio Buttazzo, potrebbe avere fornito elementi sulla scala gerarchica da cui è partito l’ordine. Sul punto gli inquirenti potrebbero avere mostrato al militare dell’arma una serie di mail sequestrate dal suo server nel corso della perquisizione svolta alcuni giorni fa. L’attività di indagine proseguirà nei prossimi giorni: gli inquirenti potrebbero ascoltare come persona informata sui fatti anche Gianluca Colicchio, il piantone che, alternatosi a Di Sano nella custodia di Cucchi, ha parlato anche lui durante il processo di anomalie contenute in una relazione di servizio.
– FIRENZE
– Volevano punire un parente e lo inseguirono in auto a 100 chilometri all’ora nelle strade di Firenze, zona via Canova, causando la morte di un ignaro passante in scooter, Duccio Dini, 29 anni, travolto da auto mentre era fermo a un semaforo rosso il 10 giugno 2018. La procura di Firenze ha concluso le indagini indicando come responsabili dell’omicidio 6 uomini del campo nomadi Poderaccio.
Sono Dehran Mustafa di 36 anni, Remzi Mustafa di 20, Remzi Amet di 65, Antonio Mustafa di 44, Emin Gani di 27, Kole Amet di 39.
Il procuratore Giuseppe Creazzo e il sostituto Tommaso Coletta li accusano, in concorso, dell’omicidio di Duccio Dini e del tentato omicidio del loro parente, Bajram Rufat che rimase gravemente ferito, e di lesioni per un altro automobilista di passaggio, anche lui, come Duccio Dini, estraneo allo scontro fra rom. Nell’inchiesta c’è un settimo indagato, Kamjuran Amet, 37 anni, per violenza privata: la procura lo accusa di aver minacciato gravemente di morte Bajram Rufta. [print-me title=”STAMPA”]
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