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Erdogan, darò dettagli morte Khashoggi
Martedì, annuncia il presidente turco
Afghanistan: chiusi i seggi elettorali4 milioni al voto nonostante le violenze in tutto il Paese
Polonia: amministrative,test per governoIn palio 2.500 sindaci e 47.000 consiglieri comunali
Gorbaciov a Trump, errore uscire da InfEx presidente Urss: ‘Decisione che denota ristrettezza mentale’
Khashoggi: Riad, principe era all’oscuro’Operazione scellerata condotta da uomini che hanno ecceduto’
Germania: 10.000 contro anti-migrantiNel giorno del 4° compleanno di Pegida movimento estrema destra
Usa, pronti a colpire missili russiLo ha detto l’ambasciatrice americana alla Nato
Evitò rimpatrio ad afghano, incriminataStudentessa svedese mise in scena l’azione di protesta a luglio – Israele, al via commemorazioni per Rabin
Rivlin, erosione memoria. Nipote ex premier attacca Netanyahu
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ISTANBUL
– Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che martedì rivelerà i dettagli delle indagini turche sulla morte del giornalista saudita Jamal Khashoggi, ucciso nel consolato di Riad a Istanbul.
– KABUL
– Si sono chiusi in Afghanistan i seggi per il secondo giorno di voto per eleggere la Camera bassa del Parlamento. Lo ha annunciato la commissione elettorale indipendente alla fine di due giorni segnati dalle violenze.
Solo ieri, sono stati sferrati 200 attacchi che hanno provocato la morte di almeno 27 civili e 11 membri delle forze di sicurezza afgane. Mentre oggi, 11 persone, tra cui 6 bambini, sono morte a causa di un ordigno piazzato sul ciglio di una strada nella provincia orientale di Nangarhar.
Il voto è stato esteso a oggi per 401 seggi dopo che ieri molti elettori non hanno potuto votare a causa di problemi tecnici con almeno 500 forze di sicurezza schierate, anche se per motivi di sicurezza solo 253 urne sono state operative.
Il presidente della commissione, Abdul Badi Sayat, si è congratulato con gli elettori che, nonostante la minaccia dei talebanisi sono presentati ai seggi registrando lunghe code.
Sono stati 4 milioni gli elettori che hanno votato in 4.576 seggi, secondo Sayat.
– La Polonia vota per le amministrative, primo test elettorale dal 2015, considerate un vero e proprio banco di prova
in vista delle politiche del 2019 per il partito ‘Diritto e giustizia’ del premier conservatore Mateusz Morawiecki. I polacchi sono chiamati a scegliere 2.500 sindaci e 47.000 consiglieri comunali. In molti casi, si prevede che non sarà sufficiente il primo turno. I ballottaggi si terranno il 4 novembre. Si tratta di un voto locale, ma la posta in gioco è nazionale. Il partito di Morawiecki ha puntato sul welfare e sul sovranismo, avviando allo stesso tempo una svolta autoritaria. Ed è anche entrato in rotta di collisione con l’Unione Europea per una serie di riforme sulla giustizia ritenute un attacco all’indipendenza della magistratura. Secondo gli ultimi sondaggi, ‘Diritto e Giustizia’ avrebbe il sostegno del 45% degli elettori, mentre risultano in calo i partiti di opposizione. ‘Piattaforma civica’ si attesta al 23,9%, mentre tutte le altre formazioni rimangono al di sotto del 10%.
– L’uscita degli Usa dallo storico accordo sui missili con Mosca è “un errore” e una decisione che denota “ristrettezza mentale”. Lo ha detto l’ex presidente dell’Urss, Michail Gorbaciov, che nel 1987 firmò l’Inf con l’allora presidente degli Usa, Ronald Reagan. In un’intervista ad Interfax, Gorbaciov sostiene che la decisione di Donald Trump “minerà tutti gli sforzi compiuti dai leader dell’Unione Sovietica e dagli stessi Stati Uniti per raggiungere il disarmo nucleare”.
– WASHINGTON
– La morte di Jamal Khashoggi è stata “un’operazione scellerata” di cui il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman non era assolutamente a conoscenza.
Lo ha detto il ministro degli Esteri di Riad, Adel al-Jubeir, in un’intervista a Fox News. “E’ stata un’operazione – ha aggiunto il capo della diplomazia dell’Arabia Saudita – dove alcuni individui hanno ecceduto le indicazioni delle autorità e le responsabilità che avevano. Hanno compiuto un errore uccidendo Khashoggi”.
– BERLINO
– Al grido di “heart not hatred (cuore non odio, ndr)” circa 10.000 persone hanno preso parte a una marcia di protesta contro il movimento anti-migranti di estrema destra Pegida a Dresda, nella Germania orientale. Lo riferisce la polizia tedesca.
Ad animare la marcia sono stati i principali partiti, gruppi sindacali e organizzazioni della società civile.
Pegida, il movimento “patriottico” che negli anni scorsi ha agitato il Paese, sfilando ogni lunedì sera a Dresda e in altre citta’ tedesche, contro la presunta islamizzazione del Paese celebra oggi il suo quarto compleanno. Per festeggiare ha tenuto una manifestazione separata a Dresda alla quale hanno partecipato circa 5.000 persone.
– WASHINGTON
– Gli Stati Uniti sono pronti ad intercettare ed abbattere i missili russi di medio raggio dispiegati in violazione del trattato Inf e che potrebbero colpire i Paesi Nato in Europa, o l’Alaska in America: lo ha detto l’ambasciatrice Usa presso la Nato, Kay Bailey Hutchison.
“Abbiamo cercato di inviare un messaggio alla Russia per tanti anni – afferma l’ambasciatrice – spiegando che sapevamo delle loro violazioni del trattato, ma loro stanno ora costruendo un missile balistico a medio raggio vietato. Questo è un fatto di cui noi abbiamo le prove”.
– BERLINO
– E’ stata incriminata dai pubblici ministeri svedesi la studentessa attivista per i diritti umani, Elin Ersson, che a luglio scorso bloccò un aereo nell’aeroporto di Goteborg per evitare che un richiedente asilo afghano fosse rimpatriato.
La ragazza di 21 dovrà affrontare l’accusa di aver violato le leggi sull’aviazione. Per i magistrati, non ha rispettato gli ordini dall’equipaggio dell’aereo che le avevano chiesto di sedersi. L’attivista aveva intenzionalmente acquistato un biglietto per il volo, sostenendo che l’afghano sarebbe stato “molto probabilmente ucciso” se fosse stato rimandato a casa.
Ersson aveva diffuso in diretta su Facebook la sua protesta dall’interno dell’aereo della Turkish Airlines. Sia lei sia il richiedente asilo furono infine fatti scendere dall’aereo.
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TEL AVIV
– Israele si appresta a commemorare la morte dell’ex premier Yitzhak Rabin ucciso 23 anni fa da un estremista di destra ebreo. Questa sera sono attese migliaia di persone nella centralissima piazza di Tel Aviv dove il 4 novembre 1995 – al termine di un comizio sulla pace – Rabin venne colpito a morte da Ygal Amir. Alla manifestazione parteciperà anche la figlia dell’ex premier Dalia Rabin-Pelossof, oltre altri numerosi esponenti politici.
Questa mattina in una cerimonia nella residenza ufficiale a Gerusalemme, il presidente Reuven Rivlin ha denunciato che, anno dopo anno, si assiste “all’erosione della centralità dell’assassinio e cosa questa significhi nei discorsi pubblici di Israele”. Il nipote di Rabin, Yonatan Ben-Artzi, in un intervento all’Università Ebraica, ha attaccato il premier Benyamin Netanyahu per aver diviso il paese e che questo potrebbe portare alla distruzione di Israele. [print-me title=”STAMPA”]
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