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DALLE 10:39 DI VENERDì 26 OTTOBRE 2018

ALLE 04:42 DI SABATO 27 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

Spread Btp-Bund sale a 315
Rendimento al 3,51%

Benetton:Gilberto in duomo con ex basketPer la politica presenti Governatore Zaia e sindaco Treviso

Ponte 1 novembre: oltre 7 mln in viaggioPredilette città arte 28% e montagna 27,6%. Giro affari 2,38 mld

Inail, in 9 mesi +8,5% infortuni mortaliTra gennaio e settembre presentate 469.008 denunce (-0,5%)

Draghi lancia l’allarme-spread, l’Italia abbassi i toniRischi per banche, imprese, famiglie; Italia apre nuovo fronte con Eurotower

Borsa Milano cede il 2%, giù le bancheSpread a 317. Piazze Europa sotto pressione, Parigi cede il 2,5%

Spread Btp-Bund sale a 318 in attesa S&PRendimento al 3,53%

Borsa:Milano migliora con Pil Usa(-1,1%)Unicredit perde meno dell’1%, spread giù a 308

Torna l’ora solare: lancette indietro nella notte tra sabato e domenicaTerna, in 7 mesi risparmiati 554 mln kWh e 111 milioni di euro

Borsa: Europa riduce calo,ma futures giùParigi in coda con scivolone Valeo (20%) dopo conti trimestre

Petrolio in calo a Ny a 66,7 dollariQuotazioni perdono lo 0,94%

Borsa: Europa torna giù con Wall StreetSpread stabile a 308 punti, effetto conti su Valeo e Viscofan

La ricchezza dei Paperoni è a 8.900 miliardiRapporto Ubs-Pwc, boom miliardari cinesi in 12 anni da 16 a 373

Uggè è Cavaliere di Gran CroceIl riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica

Borsa:Europa giù nel finale,Milano -1,9%Effetto Amazon. Parigi, Francoforte e Londra cedono oltre il 2%

Cosa sono le agenzie di rating. Ecco le più temute S&P, Moody’s e Fitch, ora anche Dagong e Dbrs

Borsa: Milano chiude in calo (-0,7%)Indice Ftse Mib a quota 18.683 punti

Borsa:Europa chiude in calo,Parigi -1,2%Deboli anche Francoforte (-0,94%) e Londra (-1,4%)

Spread Btp-Bund chiude stabile a 309Rendimento al 3,44%

Borsa:Milano chiude a -0,7%, banche giùEni in controtendenza con trimestrale, occhi su Pirelli

In 10 anni Piazza Affari riduce valoreRicerca centro studi Mediobanca, segmento Star il più redditizio

Petrolio: chiude in rialzo a 67,5 dlrQuotazioni salgono dello 0,35%

S&P conferma rating Italia BBB, outlook rivisto al negativo”Il piano economico del governo – sostiene l’agenzia – rischia di indebolire la performance di crescita dell’Italia”, rappresenta una “inversione” rispetto al consolidamento di bilancio e “in parte torna indietro sulla precedente riforma delle pensioni”

S&P conferma rating, ecco le pagelle dell’ItaliaDecisione arriva dopo il declassamento deciso da Moody’s

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L’ARTICOLO

Lo spread Btp-bund sale a 315 punti base dai 309 di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è pari al 3,51%: a questi livelli, il differenziale di rendimento fra la Grecia e l’Italia si è assottigliato fino a 63 punti base stamani, il livello più basso dall’ottobre 2009.
– TREVISO

– In un duomo di Treviso gremito di gente è giunta la bara, in legno chiaro, di Gilberto Benetton portata dagli ex giocatori della squadra di basket. A celebrare il rito don Adelino Bonuzzi, che proprio qualche mese fa aveva celebrato il rito per il fratello Carlo. Presenti tutti i famiglia dai fratelli ai nipoti, i massimi esponenti della finanza locale mentre per il Gruppo Benetton i manager Marco Patuano e Giovanni Castellucci, e Fabio Cerchiai. Assente la politica nazionale, presenti invece il Governatore Luca Zaia e il sindaco di Treviso Mario Conte.
– Saranno 7 milioni 304 mila gli italiani in viaggio per il Ponte del 1 novembre, con un lieve incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Lo rileva Federalberghi. Ognuno spenderà mediamente 326 euro fra trasporto, vitto, alloggio e divertimenti, con un giro di affari complessivo di 2,38 miliardi di euro. La grandissima maggioranza trascorrerà la propria vacanza restando in Italia (88%): predilette le città d’arte (28%), la montagna (27,6%) e il mare (17,1%). Buone performance anche per laghi (4,5%) e località termali (4,2%).
– Tra gennaio e settembre sono state presentate all’Inail 469.008 denunce di infortunio sul lavoro (-0,5% rispetto allo stesso periodo del 2017), 834 delle quali con esito mortale (+8,5%), mentre le patologie di origine professionale denunciate sono state 44.083 (+1,8%). E’ quanto emerge dagli ‘Open data’ aggiornati oggi sul portale dell’Istituto, secondo cui a livello nazionale, una diminuzione dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 401.474 a 398.759 (-0,7%), mentre quelli in itinere, avvenuti cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, hanno fatto registrare un incremento pari allo 0,3%, da 70.044 a 70.249. In particolare sono diminuiti gli infortuni nella gestione Industria e servizi (dai 375.499 del 2017 ai 373.670 casi del 2018), del 2,4% in Agricoltura (da 25.219 a 24.610) e del -0,1% nel Conto Stato (da 70.800 a 70.728).
L’Italia dello spread sopra 300 monopolizza la conferenza stampa di Mario Draghi, che sotto un fuoco di fila di domande sul futuro del Paese lancia l’allarme: rischiano banche, famiglie e imprese, rischia la crescita. La bacchettata – meglio che Roma “abbassi i toni” sull’euro – con esortazione a un compromesso di buonsenso politico con Bruxelles, innesca una serie di repliche da Roma che rappresentano uno scontro senza precedenti con la Bce.Paolo Savona, ministro agli Affari europei, replica che “non c’è alcun dubbio” che il governo rimanderà la manovra “tale e quale” a Bruxelles. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini dice “anch’io sono per un accordo, ma sulle nostre posizioni” mentre il vicepremier Luigi Di Maio replica agli “strali” da Francoforte che “il problema dello spread non è legato alla manovra ma alla paura dei mercati che il Paese possa uscire dall’euro”.E un gruppo di senatori M5s risponde che “se i mercati stanno prezzando la possibile uscita dall’euro è perché ogni giorno da parte dei commissari europei e, ci duole dirlo, anche del governatore della Bce, arrivano attacchi all’Italia”. A Francoforte quella che doveva essere la conferenza stampa sull’addio al ‘Qe’ (gli acquisti di titoli pubblici) della Bce si trasforma in un dibattito con al centro l’Italia, che ruba la scena come non accadeva dai tempi della Grecia in piena crisi.A rispondere c’è un Draghi che, solitamente molto cauto, non si tira affatto indietro, segno che alla Bce si è accesa la spia rossa. Non tanto per i contenuti della manovra, ma per i segnali di un governo che ha fatto del contenzioso con l’Europa la sua ragione sociale. A più riprese Draghi evoca persino l’ipotesi del salvataggio dell’Italia con il suo ‘bazooka’ varato nel 2012.Sono una decina le domande sull’Italia che piovono su Draghi. “Sono personalmente fiducioso (“non molto fiducioso”, preciserà poi) che un compromesso si possa raggiungere”. Sul come, Draghi si affida alle parole di Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue, presente alla riunione Bce: “dobbiamo applicare le regole di bilancio, ma stiamo anche cercando il dialogo”.Draghi mette in fila quelli che chiama “i fatti”. Uno spread che “sta facendo salire i tassi, anche se ancora moderatamente, che famiglie e imprese devono pagare per prendere in prestito dalle banche”, con un “impatto sul credito, alla fine sulla crescita e su quello stesso spazio di manovra di bilancio”.Non solo. I 380 miliardi di Btp in pancia alle banche “perdendo valore intaccano il capitale, è ovvio”, è il monito di Draghi. Che si sofferma anche sull’ipotesi che la strada imboccata dal governo porti a successivi tagli dei rating fino al ‘junk’, che chiuderebbe alle banche la liquidità ordinaria erogata dalla Bce proprio come successo alla Grecia.Se, poi, fino a pochi giorni fa, Draghi aveva spiegato che dallo spread italiano “non si vedevano segni di contagio”, ora “rispetto all’ultima volta che ne ho parlato, abbiamo osservato un certo aumento dei tassi in alcuni Paesi periferici dell’Eurozona, un aumento non importante, ma c’è”. E dunque “forse ci sono alcune ricadute (dall’instabilità italiana, ndr) ma sono limitate”.Di fronte a questi rischi, al governo italiano – del quale alcuni esponenti evocano una ‘Italexit’ nel caso non sia l’Europa a cambiare se stessa – Draghi consiglia di impegnarsi a far scendere lo spread: “abbassare i toni, non mettere in discussione la cornice esistenziale e costituzionale dell’euro”.E torna a fare muro contro le richieste italiane di ‘protezione’ da parte della Bce. “Finanziare i deficit non è nel nostro mandato”. Il ‘caso Italia’ fa quasi passare in secondo piano la politica monetaria.Ma è chiaro che, per ora almeno, non cambia la tabella di marcia di un addio al Qe da gennaio in poi, con reinvestimenti dei bond che man mano scadono con modalità da decidere a dicembre. Perché i rischi di scenario continuano ad essere “bilanciati” nonostante alla Brexit, al tramonto di una ripresa che dura da anni e alla guerra commerciale si sia aggiunto – lo dice Draghi – il rischio Italia.”Non abbiamo parlato di un’estensione” del Qe al prossimo anno, spiega Draghi. Bisogna considerare che la politica monetaria rimane molto accomodante anche uscendo dal Qe il prossimo anno”.  Anche questa è un’implicita replica a chi, dall’Italia, chiede che la Bce prolunghi il Qe.

– Continuano le vendite in Piazza Affari, con l’indice Ftse Mib in calo del 2% a 18.440 punti. Lo spread è in salita ed è a 317 punti. Anche gli altri listini europei sono in netto calo, con Parigi che perde il 2,5%, Francoforte il 2% e Londra l’1,77%. A Milano, la società più sotto pressione è Saipem, che perde il 6,34%. Segue una serie di titoli del comparto banche: Ubi cede il 3,7, Mediobanca il 3,4%, Banco Bpm il 3,3% e Unicredit il 2%.
– Lo spread Btp-bund sale a 318 punti base dai 309 di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è pari al 3,53%, in un mercato nervoso in attesa del giudizio sul rating dell’Italia da parte di Standard & Poor’s, atteso per stasera.
– Piazza Affari riduce il calo dopo la diffusione del Pil trimestrale Usa migliore delle stime.
L’indice Ftse Mib cede l’1,1% a 18.726 punti, con Eni (+0,51%) unico tiolo in rialzo, mentre Intesa cede lo 0,85% e Unicredit l’1,31%. Nonostante lo spread in calo a 308 punti restano pesanti Ubi Banca (-3%), Banco Bpm (-2,6%) e, soprattutto, il Carige (-4,35%). Più cauta Mps (-1,46%), mentre continuano le vendite su Saipem (-5,41%). Fuori dal paniere principale prosegue la corsa di Astaldi (+4,9%), mentre frena Tiscali (-7%).
Dopo sette mesi di ora legale, domenica 28 ottobre tornerà l’ora solare: alle ore 3.00 si dovranno spostare un’ora indietro le lancette degli orologi.  L’ora legale sarà di nuovo in vigore dal prossimo 31 marzo 2019.
Secondo le stime preliminari registrate da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, dal 25 marzo 2018, grazie proprio a quell’ora quotidiana di luce in più che ha portato a posticipare l’uso della luce artificiale, l’Italia ha risparmiato complessivamente 554 milioni di kilowattora (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 205 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 290 mila tonnellate. Considerando che nel periodo di riferimento un kilowattora è costato in media al cliente domestico tipo circa 20 centesimi di euro al lordo delle imposte, il risparmio economico per il sistema relativo al minor consumo elettrico nel periodo di ora legale per il 2018 è pari a circa 111 milioni di euro.Nei mesi di aprile e ottobre, prosegue Terna, si è registrato, come di consueto, il maggior risparmio di energia elettrica. Ciò è dovuto al fatto che questi due mesi hanno giornate più “corte” in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell’intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un’ora, quindi, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi come luglio e agosto, invece, poiché le giornate sono più lunghe rispetto ad aprile, l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità. Dal 2004 al 2018, secondo i dati elaborati da Terna, il minor consumo di elettricità per il Paese dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 9 miliardi e 100 milioni di kilowattora (quantitativo equivalente alla richiesta di energia elettrica annua di una regione come la Sardegna) e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di circa 1 miliardo e 545 milioni di euro.
– Riducono il calo le Borse europee dopo il Pil Usa meglio delle stime. mentre i futures su Wall Street segnano il passo. Madrid è la migliore (-0,95%), seguita da Francoforte (-1%) e Milano (-1,3%), con Parigi (-1,57%) in coda, frenata dal tonfo di Valeo (-20%), dopo la trimestrale con conti “peggiori di ciò che temevamo” secodo Citi, mentre SocGen ha tagliato la raccomandazione da ‘comprare’ a ‘tenere’, dimezzandone il prezzo obiettivo a 31 euro. Sotto pressione anche ArcelorMittal, che si è aggiudicata la gara per rilevare Essar Steel in insolvenza. In controtendenza Peugeot (+1,33%), già brillante nella vigilia sulle prospettive per l’intero esercizio. In Piazza Affari salgono invece Stm (+0,66%), Pirelli (+0,13%) ed Eni (+0,15%) e, con lo spread Btp/Bund in calo a 308 punti, Intesa riduce il calo allo 0,8%. Ancora deboli Unicredit (-1,67%), Banco Bpm e Ubi (-2,8% entrambe), insieme a Carige (-4,5%).
– NEW YORK

– Il petrolio in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,94% a 66,70 dollari al barile.

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L’ARTICOLO

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L’avvio debole di Wall Street e del Nasdaq a New York spinge all’indietro i listini europei a partire da Milano (-1,5%), che fa meglio solo di Parigi (-1,74%). Più caute Madrid (-1,08%), Francoforte (-1,18%) e Londra (-1,33%). Scivolano Valeo (-20%) dopo i conti con relativa bocciatura da parte degli analisti, il produttore di pellicole Viscofan (-17,86%) dopo l’allarme sui conti, mentre corre la società d’ingegneria francese Altran Technology (+14,56%) dopo la trimestrale migliore delle stime. In Piazza Affari tengono Stm (+0,21%), Pirelli (+0,78%) ed Eni (+0,71%), ma scivolano Saipem (-3,73%) Ubi Banca (-3%), Banco Bpm (-2,63%), Mediobanca (-2,8%), Unicredit (-2%) e Intesa (-1,6%), con lo spread stabile sui 308 punti. Debole Fca (-2,38%) a differenza di Peugeot (+0,8%).
Nel 2017 il patrimonio dei miliardari (in dollari) ha registrato il maggior incremento di sempre, aumentando del 19% fino a 8.900 miliardi di dollari, ripartiti tra 2.158 persone. Lo dice il rapporto Billionaires Insights di Ubs e PwC. E’ cinese il contributo maggiore, con un incremento del patrimonio del 39% a 1.120 miliardi. Dodici anni fa la nazione più popolosa del mondo aveva solo 16 miliardari, oggi ne ha 373, quasi un quinto del totale. In America la crescita della ricchezza (+12% a 3.600 miliardi) è stata più lenta rispetto al tasso globale. I miliardari europei sono 629 (il 29% dei miliardari mondiali) in crescita del 7%, e grazie all’euro forte il loro patrimonio è cresciuto del 17% a 2.500 miliardi. In Italia il club dei ricconi è passato da 42 a 43 membri, con una ricchezza cumulata cresciuta del 12% a 170 miliardi di dollari.
– Al vicepresidente di Confcommercio e di Conftrasporto Paolo Uggè il riconoscimento di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. La cerimonia è avvenuta oggi nella sede della prefettura di Sondrio, dove Uggè ha ricevuto dalle mani del prefetto Giuseppe Mario Scalia l’onorificenza assegnatagli dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla presenza del sindaco di Teglio, Elio Moretti. Nato a Milano il 4 ottobre del 1947, residente a Teglio (Sondrio), Uggè è iscritto all’Albo dei consulenti del lavoro fin dal 1979. Dal 2000 al 2003 è stato segretario generale di Conftrasporto, attualmente guida la Federazione degli autotrasportatori italiani. E’ stato sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti nel secondo e terzo governo Berlusconi. Da marzo 2010 è vicepresidente di Confcommercio Imprese per l’Italia.
– Borse europee pesanti nel finale, con Parigi in calo del 2,55%, Francoforte del 2,11% e Londra del 2% mentre a New York il Dow Jones cede l’1,95% ed il Nasdaq il 3,38%, con Amazon in calo di oltre l’8% dopo la trimestrale. In Piazza Affari, con lo spread Btp/Bund in risalita a 310 punti, cedono i bancari Ubi (-3,26%), Banco Bpm (-3%), Unicredit (-2,9&%) e Intesa (-2,36%).
Le agenzie di rating sono gli istituti che danno la ‘pagella’ agli enti (aziende, istituzioni ma anche Stati) che emettono strumenti finanziari.L’obiettivo è valutarne la stabilità finanziaria, e di conseguenza la possibilità che quello strumento venga ripagato, per permettere così agli investitori (cioè chiunque compera titoli come bond o azioni) di fare scelte ponderate.Dopo essere stata analizzata la capacità di credito viene classificata su una scala standardizzata, divisa in diversi ‘notch’ o gradini.Le principali agenzie sono le americane Standard & Poor, Moody’s, Fitch, la cinese Dagong e la canadese Dbrs. Le scale di valutazione di solito partono dalla tripla AAA, cioè la massima sicurezza del capitale, e terminano con la D, cioè il default, quando il capitale è dato praticamente per perso. In mezzo alla scala c’è una linea di confine, quella dell’investment grade, sotto cui l’investimento viene giudicato altamente speculativo, e dove per policy la maggior parte dei fondi non speculativi non può investire.In passato la affidabilità del giudizio delle agenzie è stato messo in passato in discussione, come quando a Lehman Brothers venne riconosciuta affidabilità fino a pochi giorni prima del suo fallimento.

– Chiusura in calo ma al di sopra dei minimi di seduta per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,7% a 18.683 punti.
– Chiusura in ribasso per le principali borse europee. Parigi ha ceduto l’1,29% a 4.967 punti, Francoforte lo 0,94% a 11.200 punti e Londra l’1,4% a 6.906 punti.
– ROMA, 26 OTT – Lo spread tra Btp e Bund chiude stabile a 309 punti base, lo stesso livello della chiusura di ieri, in attesa del giudizio di S&P sul merito di credito dell’Italia. A metà giornata il differenziale ha raggiunto un massimo di seduta di 318 punti base per poi scivolare fino al minimo di 307. Il rendimento del decennale del Tesoro è in calo al 3,44%.

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Piazza Affari ha chiuso in rosso, ma nella parte alta della classifica europea, dietro solo a Madrid, sollevandosi nel finale (Ftse Mib -0,7%), tra scambi nella norma per 2,2 miliardi di euro di controvalore. Lo spread in calo a 309 punti, ma sempre sopra la soglia psicologica dei 300, ha penalizzato anche oggi le banche, in vista anche della decisione di S&P sull’Italia, attesa dopo la chiusura di Wall Street. In particolare hanno sofferto Azimut (-3,69%), Fineco (-3,07%), Mediobanca (-2,7%)Ubi (-2,44%)Banco Bpm (-1,94%), Unicredit (-1,4%) e Intesa (-0,79%), che ha tentato una risalita nel finale. In controtendenza Mps (+0,82%), invariata Carige.
Pochi ma significativi i rialzi, con Pirelli (+1,76%) in luce dopo la recente stima degli analisti di Oddo Bhf, che hanno indicato un prezzo obiettivo di 7,2 euro a fronte dei 6,24 della chiusura odierna. Bene Eni (1,07%) dopo la trimestrale, seguita da Stm (+0,83%), Luxottica (+0,22%) e Poste (+0,1%). In calo Mediaset (-2,05%), Tim (-1,18%) ed Fca -1,17%).
– Wall Street si conferma in cima alle 20 Borse internazionali con il Nasdaq che la fa da padrone in termini di performance media annua. Stabile Piazza Affari al 19/o posto con 540 miliardi di euro di capitalizzazione. E’ quanto emerge da una ricerca del Centro Studi di Mediobanca che ha analizzato l’andamento della Borsa Italiana, raffrontandola alle principali piazza finanziarie internazionali. I dati si riferiscono al periodo compreso da fine 2007 ai primi mesi del 2018.
A fine 2007 la Borsa Italiana era 18/a al mondo, con 735 miliardi di euro di capitalizzazione; tra il 1998 e il 2001 occupava una posizione tra l’ottava e la nona. A settembre del 2018 la Borsa Italiana si attesta al 19/o posto con 518 miliardi di euro di capitalizzazione. A Piazza Affari l’investimento più redditizio è quello sul segmento Star. In dieci anni, un investimento di 100 euro ha avuto un rendimento complessivo (dividendi inclusi) pari al 10,5% medio annuo.
– NEW YORK

– Il petrolio chiude in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,35% a 67,59 dollari al barile.
Rating confermato ma outlook negativo. Il verdetto dell’ agenzia Standard & Poor’s sulla sostenibilità finanziaria del sistema italiano arriva alle dieci di sera e suona come un campanello di allarme, materializzando i timori di un percorso sempre più a ostacoli per il governo italiano alle prese con la presentazione della legge di bilancio.”Il piano economico del governo – fa sapere S&P – rischia di indebolire la performance di crescita dell’Italia”. Nel mirino anche la riforma delle pensioni, che rappresenta “una minaccia ai conti pubblici”. Per ora però il declassamento non c’è, mantenendo l’Italia a due lunghezze di distanza dal livello ‘spazzatura’ (BBB).Il nuovo test è atteso per lunedì, alla riapertura dei mercati, quando gli occhi saranno di nuovo sullo spread e la tenuta dei bancari. “S&P lascia invariato il suo rating. Riteniamo che questo giudizio sia corretto alla luce della solidità economica del Paese: l’Italia è la 7/a potenza industriale al mondo e la 2/a manifattura Ue. La competitività delle imprese ci permette di avere un surplus commerciale consistente e il risparmio delle famiglie è solido. Sulla decisione di portare in negativo l’outlook e su alcuni giudizi negativi sulla manovra economica, siamo fiduciosi che mercati e istituzioni internazionali comprenderanno la bontà delle nostre misure”.Tutto un “film già visto”, commenta Matteo Salvini che assicura che in Italia non salteranno “né banche né imprese”.

E poco dopo, su Twitter, Luigi Di Maio assicura che il governo è pronto ad andare avanti: “chi aspettava Standard&Poor’s per continuare a remare contro il governo oggi ha avuto una brutta sorpresa”.

Fatto sta che per l’agenzia di rating Usa le stime del governo non tornano: la crescita, sostengono gli analisti americani, viene rivista al ribasso (1,1%) e il deficit è più alto di quello messo nero su bianco da Roma e pari al 2,7%. Dopo giorni in cui i due vicepremier hanno sostenuto ripetutamente di non essere disponibili a cambiare manovra e strategia in politica economia, non è però detto che non diventi più forte la posizione di chi sostiene la necessità di qualche ritocco, con un occhio in particolare alle banche che potrebbero subire più di altri il peso del differenziale fra i Btp e i Bund. La partita certo resta complicata, anche per i toni accesi scelti dagli alleati. Solo poche ore prima della valutazione negativa di S&P, Luigi DI Maio aveva infatti assicurato di non temere le agenzie di rating. Ma non solo. Il leader pentastellato sceglie anche di andare allo scontro con il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi, che ha messo in guardia dalle ricadute dell’innalzamento dello spread proprio sugli istituti di credito. “Siamo in un momento in cui bisogna tifare Italia – osserva – e mi meraviglio che un italiano si metta in questo modo ad avvelenare il clima ulteriormente”. Riescono a mostrare “molto più rispetto” addirittura i ministri tedeschi, è la chiosa.
Un risultato atteso. Abbiamo sperato che il giudizio potesse essere meno severo, ma le dimensioni e i contenuti della Manovra scritta da questo governo non lasciavano molto margine. Il problema – come sempre – non sono le agenzie di rating, ma gli effetti che una politica scellerata e incomprensibile sta scaricando sui conti delle famiglie e sulle imprese italiane. Oggi chi vuole farsi finanziare un nuovo capannone, un macchinario o il mutuo della casa dei figli pagherà più di prima. Per cosa? Per pagare misure assistenziali e mance elettorali. M5s e Lega si fermino: vengono prima gli italiani, non prima i sondaggi”. Così Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia, in una nota.
“Il giudizio severo sulla situazione italiana e sulla manovra del governo espresso questa sera da Standard e Poors, dovrebbe indurre tutti ad una meditata serietà di giudizio. La spocchia e l’arroganza delle prime risposte del vicepresidente Di Maio aumentano le nostre preoccupazioni per il futuro degli italiani. Nessun giudizio esterno è mai accettato da questa maggioranza, l’importante è trovare un nemico. A noi invece interessa difendere il futuro dell’Italia.” Lo dichiara Emanuele Fiano, della presidenza del Gruppo Pd.

Standard & Poor’s conferma il rating dell’Italia a BBB e rivede al ribasso l’outlook a negativo da stabile. La decisione arriva dopo il declassamento deciso da Moody’s solo una settimana fa e la bocciatura della
manovra da parte dell’Ue.Ecco di seguito una tabella che riporta le valutazioni della maggiori agenzie di rating.
===================================================
AGENZIA      RATING      OUTLOOK
—————————————————
MOODY’S       Baa3          Stabile
S&P               BBB           Negativo
FITCH            BBB           Negativo
Dbrs              BBB (high) Stabile
===================================================(   [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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