ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
Borsa, Europa corre con moda e auto
Milano rallenta dopo indice pmi, attesa per dati Usa
Banche: arrivano gli stress test sulla tenuta dei conti, faro sulle big dell’Italia Esame Eba su istituti europei, quattro le italiane
Dbrs, non è atteso un miglioramento della crescita
Pmi manifattura Italia ai minimi da 4 anniSettore in contrazione, oltre le stime
Borsa: Milano regina Europa, bene bancheIn luce lusso e auto con pace Usa-Cina. Spread Btp-Bund a 288
Usa: 250.000 posti a ottobreBalzo salari oltre il 3%, prima volta dalla crisi
Petrolio in calo a 63,5 dollari a NyGreggio cede lo 0,5%
Borsa Ny apre contrastata. Dj +0,47%Indice S&P500 sale dello 0,33%
Ue: i Paesi del Nord avvertono l’Italia, stretta sul fondo Salva StatiIn un paper propongono più responsabilità nazionale su perdite
Borsa: Europa riduce rialziPiazza Affari la migliore, spread Btp-Bund sotto quota 290
Borsa: Milano chiude in rialzo (+1,07%)Indice Fte Mib a 19.390 punti
Borsa: Europa chiude in rialzoFrancoforte (+0,44%), Parigi (+0,32%), Londra (-0,29%)
Mercato auto Italia -7,4% a ottobreNei dieci mesi -3,2%. Fca -16,8% nell’ultimo mese
Bankitalia:in test banche nella media UeBuona capacità tenuta istituti europei
Borsa:Milano chiude a +1% e svetta in UeA Piazza Affari volano banche ed Fca, spread Btp-Bund sotto 290
Banche:italiane superano stress test EbaIntesa la migliore. anche Unicredit, Ubi e Banco Bpm
Fabbisogno cala di 8,9 mld in 10 mesiIncassi asta 5g aiutano i conti, ottobre beneficia di 1,2 mld
Eba, Stress test: promosse Intesa, Unicredit, Ubi Banca e Banco Bpm
Decoded Fashion parla italiano, startup protagonisteSponsor evento Intesa Sanpaolo, realta’ Made in Italy in mostra
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Borse europee in spolvero a un’ora dall’avvio delle contrattazioni con le prove di pace tra Usa e Cina sul fronte commerciale che risvegliano l’appetito degli investitori per il mercato azionario.
Parigi e Francoforte avanzano dell’1,5%, Londra dello 0,8% mentre Milano sale dell’1,1%, ripiegando dai massimi di seduta dopo che l’indice pmi manifatturiero ha subito la maggior flessione da almeno quattro anni. Si allenta la tensione sullo spread Btp-Bund, che scende a 294 punti base.
Gli investitori aspettano a breve anche i dati sull’andamento del comparto manifatturiero nell’Eurozona mentre nel pomeriggio sono attesi dagli Usa i dati sulla bilancia commerciale, sull’occupazione e sugli ordinativi industriali.
A livello settoriale corrono i titoli dei semiconduttori (+3% l’indice Stoxx di settore), le auto (+2,8%) e l’abbigliamento e il lusso (+3,1%), che beneficia delle speranza della fine della guerra commerciale Usa-Cina.
Uno scenario macroeconomico duro, con una recessione che toglierebbe al Pil italiano un 2,7% in tre anni. Ma allo stesso tempo criteri meno rigidi per la valutazione dello spread, e dunque per i circa 380 miliardi di euro di titoli di Stato in portafoglio alle banche italiane.Arrivano gli stress test dell’Autorità bancaria europea (Eba), l’organismo che da Londra vigila sulle banche dell’Unione europea affiancando la Banca centrale europea: e in assenza di sorprese, per le 4 italiane coinvolte, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi e Banco Bpm, non si prevedono bocciature o risultati dirompenti. Pur con risultati non tutti virtuosi: Bpm, in particolare, appare quella con l’eccedenza di capitale Cet1 più esile rispetto a quanto chiesto negli Srep della Bce 2018, di poco più di un punto percentuale. Gli scenari di ‘stress’ test, banco prova cui vengono sottoposti i bilanci delle maggiori 48 banche dell’Unione europea nelle ipotesi di grave recessione, balzo dei tassi, crollo dei prezzi immobiliari, partono del resto da una fotografia iniziale che è quella di fine 2017: qualche mese prima che il balzo degli spread della primavera di quest’anno facesse peggiorare nuovamente il quadro di numerosi istituti, tornando a far parlare di nuovi aumenti di capitale a causa dei prezzi delle azioni tornati ai minimi storici nelle ultime settimane, e del deterioramento dell’ingente attivo custodito sotto forma di Btp. E non ci saranno promossi o bocciati, non essendoci una soglia ufficiale di capitale Cet1.Lo ‘scenario avverso’ vede per l’Italia un calo del Pil dello 0,6% nel 2018, dell’1,5% per il 2019 e -0,6% per il 2020, con disoccupazione in rialzo fino al 12,7% alla fine del periodo e un calo sensibile dei prezzi immobiliari (-7,3%, -4,9% e -0,1% rispettivamente). Per la Borsa si ipotizza un crollo del 35% quest’anno, del 31% il prossimo innescato da una Brexit in grado di scuotere i mercati, del 25% nel 2020.Gioca a favore dell’Italia il fatto che le banche italiane più problematiche siano escluse dai test dell’Eba (a partire da Carige, che invece sarà passata al setaccio dalla Bce che a gennaio comunicherà i risultati ai singoli istituti, e Mps, esclusa dai test essendo del tesoro dopo il salvataggio). Gli analisti dell’agenzia di rating canadese Dbrs, nonostante lo scenario dell’Eba sia duro, notano i presupposti di partenza meno rigidi per gli spread e l’assenza di una soglia minima per il coefficiente patrimoniale Cet1 che risulta dopo lo stress simulato. Tutte e quattro le italiane appaiono ben al di sopra del 5,5% minimo di capitale Cet1 minimo fissato come standard dai principi di Basilea2.Tuttavia, i risultati dell’esercizio dell’autorità guidata da Andrea Enria saranno di grande importanza per il ‘dopo’: la Bce valuterà l’adeguatezza patrimoniale su base ‘fully loaded’, cioè che i nuovi criteri Ifrs9 (che impone alle banche una stretta sulla gestione dei rischi in tutto il processo del credito) a regime dal 2021 e con i criteri transitori da qui fino ad allora. Francoforte potrà alzare i requisiti patrimoniali, in una congiuntura caratterizzata dall’incognita Brexit, da una crescita globale che rallenta, dalla fine del ‘Qe’ che impatta inevitabilmente sull’Italia, e dalle Borse sotto pressione dopo anni di rialzi.L’attenzione potrebbe finire sulle banche tedesche, con Deutsche Bank particolarmente indebolita dai recenti risultati. Ma nel frattempo l’Eba si appresta – come specificato nelle nuove linee guida sugli Npl – a chiedere strategie di gestione dei crediti deteriorati quando questi superino il 5%., segno che il pressing, in tandem con quello della Bce, su questo ‘vulnus’ delle banche italiane proseguirà per un bel po’.
“Davanti ad uno scenario dove c’è già un rallentamento della crescita, un calo della fiducia delle imprese e tassi di interesse più alti, Dbrs non si aspetta un miglioramento sostanziale della crescita italiana e nel breve termine, ad esempio nei prossimi trimestri, l’economia potrebbe risentirne negativamente”. Così l’agenzia di rating canadese Dbrs, sottolineando che “il tema principale è se il Governo riuscirà a formulare e realizzare un’agenda pro-occupazione che sostenga, piuttosto che invertire, la performance di crescita dell’Italia”. Aggiunge poi l’agenzia: “Non siamo eccessivamente preoccupati circa il previsto peggioramento del deficit di bilancio dell’Italia a condizione che i fondamentali economici” del Paese “non peggiorino”, sottolineando che “i rischi alla stabilità finanziaria causati dall’allargamento dello spread sembrano per il momento contenuti”. Dbrs spiega inoltre che il sistema bancario italiano “ha fatto passi avanti, riducendo lo stock di Npl e rafforzando le riserve di capitale”.
Contrazione oltre le stime per l’attività del settore manifatturiero in Italia ad ottobre, che segna il ritmo di crescita più debole da quattro anni a questa parte.
L’indice Pmi rilevato da IHS/Markit scende a 49,2 punti da 50 di settembre contro stime per un calo 49,7. Si tratta del livello più basso da dicembre 2014.
Quota 50 è la soglia di demarcazione tra espansione e contrazione del ciclo.
– Piazza Affari si posiziona in testa alle Borse europee in una seduta positiva per tutto il Vecchio Continente, che come l’Asia beneficia dell’onda lunga delle prove di pace con cui Usa e Cina stanno cercando di seppellire la guerra commerciale che le contrappone.
Il Ftse Mib sale dell’1,6% davanti a Francoforte (+1,4%), Parigi (+1,3%) e Londra (+0,8%), nonostante i dati deludenti sul comparto manifatturiero italiano, che ha visto l’indice pmi scendere ai minimi da quattro anni. Il clima più disteso sui mercati agevola anche lo spread Btp-Bund, che scambia a 288 punti base.
Sui listini si mettono in luce i titoli del lusso e delle auto, in scia all’allentamento delle tensioni commerciali. A Milano corrono Moncler (+5,4%), Fca (+4,7%), grazie anche ai dati sulle immatricolazioni Usa, Cnh (+4%). Bene anche i bancari nel giorno dei risultati dello stress test: Banco Bpm avanza del 3,7%, Bper del 2,9%, Mps del 2,8% e Unicredit del 2,3%.
L’economia americana, nel mese di ottobre, ha creato 250 mila nuovi posti di lavoro, ben al di sopra delle attese che erano di 190 mila. La disoccupazione resta stabile al 3,7%.
Intanto ad ottobre sempre negli Stati Uniti la crescita dei salari ha fatto registrare un balzo in avanti di oltre il 3% rispetto allo scorso anno, la prima volta dalla crisi e dalla grande recessione.
La paga media oraria e’ aumentata rispetto al mese precedente del 5% e anno su anno del 3,1%. Ora gli occhi sono sulla Fed che a dicembre dovrà decidere se alzare nuovamente i tassi.
– NEW YORK
– Petrolio in calo a New York scambiato a 63,37 dollari al barile (-0,50%).
– NEW YORK
– Apertura contrastata per Wall Street, col Dow Jones che guadagna lo 0,47% e il Nasdaq che perde lo 0,20%.
In territorio positivo l’indice S&P500 che sale dello 0,33%.
Riformare l’eurozona con una stretta sul fondo Salva Stati ed una maggiore responsabilità dei singoli stati sulle perdite. E’ quanto hanno messo nero su bianco in un ‘paper’ i ministri delle Finanze di 10 Paesi nordici europei (Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lituania, Lettonia, Svezia, Olanda, Slovacchia e Repubblica Ceca) della ‘neo-lega anseatica’. Secondo il quotidiano olandese De Volkskrant si tratterebbe di un “forte avvertimento all’Italia: gli investitori in titoli di stato italiani potrebbero perdere i loro soldi”.I 10 Paesi della ‘neo-lega anseatica’ sono convinti che il “fondo SalvaStati debba essere adeguatamente attrezzato” e avere per questo “pieno accesso” alle informazioni dei bilanci pubblici degli stati. Tali Paesi, chiedono politiche fiscali prudenti e sostengono “il ruolo rafforzato dell’Esm, come istituzione intergovernativa responsabile dei suoi azionisti. Il suo ruolo principale dovrebbe rimanere il finanziatore di ultima istanza per gli Stati”.
– Le Borse europee riducono i rialzi con Wall Street in territorio negativo. Piazza Affari (+1,2%) guida i listini del Vecchio Continente spinta dalle banche e da Fca. Si riduce lo spread tra Btp e Bund tedesco che torna sotto quota 290 a 289 punti con il rendimento del decennale italiano al 3,32%. Sempre in rialzo l’euro sul dollaro che viaggia a 1,1414 a Londra.
L’indice euro stoxx guadagna lo 0,4%. In positivo Francoforte (+0,8%), Parigi e Madrid (+0,5%) e Londra (+0,1%). Marciano bene i comparti delle auto (+2%) e le banche (+1,3%), queste ultime in attesa dei risultati dello stress test.
A Piazza Affari volano Moncler (+5,4%) ed Fca (+4,4%). Le banche procedono con rialzi medi di oltre il 3%. Andamento positivo anche per Tim (+1,2%). In rosso Luxottica (-1,5%), Astaldi (-2,2%) e Saipem (-0,7%).
– Seduta positiva per la Borsa di Milano. L’indice Ftse Mib ha chiuso in rialzo dell’1,07% a 19.390 punti.
– Le Borse europee chiudono in rialzo con gli investitori che guardano positivamente al disgelo tra Usa e Cina sul fronte delle tensioni commerciali. I listini del Vecchio continente hanno ridotto i rialzi dopo l’andamento negativo di Wall Street che ha risentito della decisione dell’amministrazione statunitense sulle sanzioni all’Iran e delle perdite di Apple dopo i conti.
L’indice d’area stoxx 600 guadagna lo 0,28%. In rialzo Francoforte (+0,44%), Madrid (+0,43%) e Parigi (+0,32%). In controtendenza Londra (-0,29%).
– TORINO
– Ancora un segno negativo per il mercato delle auto in Italia. A ottobre i veicoli immatricolati sono stati 146.655, il 7,4% in meno rispetto allo stesso mese del 2017, quando furono 158.417. I dati sono del ministero dei Trasporti.
Nei primi dieci mesi dell’anno, le immatricolazioni sono state 1.638.364, il 3,2% in meno dello stesso periodo del 2017.
A settembre le immatricolazioni erano diminuite del 25,3% dopo gli incrementi di luglio (+4,7%) e di agosto (+9,5%).
Le immatricolazioni di Fca in Italia nel mese di ottobre sono state invece 34.315, il 16,8% in meno rispetto allo stesso mese del 2017. La quota scende dal 26,04% al 23,4%. Nei primi dieci mesi dell’anno, il Gruppo ha venduto 432.411 vetture, l’11% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017, quando le immatricolazioni furono 486.271. La quota dei 10 mesi è pari al 26,4%, contro il 28,7% dell’analogo periodo del 2017.
– “Per le quattro banche italiane incluse nel campione la riduzione media ponderata del CET1 ratio nello scenario avverso è pari a 3,9 punti percentuali su base fully loaded, un risultato in linea con quello medio del complesso delle banche dell’SSM (meccanismo unico vigilanza) incluse nel campione e con la media totale EBA”. Lo afferma la Banca d’Italia che ricorda come “nel complesso le banche europee hanno mostrato una buona capacità di tenuta”. “I risultati confermano il generale rafforzamento della solidità del sistema bancario europeo”.
– MILANO
– La Borsa di Milano (+1%) archivia in positivo l’ultima seduta della settimana e svetta tra i listini europei. I mercati hanno apprezzato il disgelo tra Usa e Cina sul fronte delle tensioni commerciali ma sono state frenate dal calo di Wall Street. Sulla Borsa americana pesa l’effetto delle sanzioni Usa all’Iran ed il calo di Apple dopo i conti. In riduzione lo spread tra Btp e Bund che chiude sotto quota 290 a 289 punti con il rendimento al 3,31%.
A Piazza Affari volano Fca (+4%), in linea con tutto il settore europeo delle auto all’indomani dei dati sulle vendite negli Usa. Corrono anche le banche nel giorno degli esiti dello stress test, con Banca Generali e Fineco (+4,3%), Bper (+4%), Banco Bpm (+3,6), Unicredit (+3,2%), Ubi (+2,6%) e Intesa (+1%).
Chiudono le contrattazioni in positivo Moncler (+5,2%), Tim (+1,4%), Mediaset (+0,1%).
Seduta in rosso per Astaldi (-2,8%), Carige (-2%), Saipem (-1,4%) e Luxottica (-1,2%).
e banche italiane superano l’esame dello Stress test dell’Eba, l’autorità bancaria europea, che ha valutato come reagirebbero Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm e Ubi in caso di situazione economica e finanziaria particolarmente difficile. L’istituto risultato più solido è Intesa. Prendendo l’8% come ipotetica soglia minima di riferimento per il coefficiente patrimoniale, per Intesa Sanpaolo, in caso di scenario avverso il valore al 2020 è indicato al 10,40% (al 10,80% nel 2018, al 10,64% nel 2019), per Unicredit al 9,34% (al 10,31% nel 2018, al 9,58% nel 2019), per Bpm all’8,47% (al 9,93% nel 2018, al 9,40% nel 2019) e per Ubi (Unione di Banche Italiane) all’8,32% (al 9,76% nel 2018, al 9,25% nel 2019). I quattro istituti si piazzano così tutti davanti a Deutsche Bank, ‘ferma’ all’8,14%.
Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, prende atto con soddisfazione dell’esito degli stress test condotti dall’Autorità bancaria europea (EBA) sullo stato di salute del sistema bancario italiano. Per le quattro banche italiane incluse nel campione la riduzione media ponderata del CET1 ratio nello scenario avverso è pari a 3,9 punti percentuali su base fully loaded, un risultato in linea con quello medio del complesso delle banche dell’SSM (meccanismo unico vigilanza) incluse nel campione e con la media totale EBA”. Lo afferma la Banca d’Italia che ricorda come “nel complesso le banche europee hanno mostrato una buona capacità di tenuta”. “I risultati confermano il generale rafforzamento della solidità del sistema bancario europeo
– Buone notizie sul fronte dei conti pubblici. Il fabbisogno del settore statale nei primi 10 mesi dell’anno si attesta a 53,4 miliardi, con una flessione di 8,9 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2017. A ottobre 2018 il fabbisogno si ferma a 3,9 miliardi con un calo di 1,2 miliardi rispetto ad ottobre 2017: il risultato beneficia in questo caso di una prima quota di maggiori incassi registrati dall’asta per l’assegnazione delle frequenze 5g. Lo comunica il ministero dell’Economia.
Lo stress test reso noto oggi dall’Eba indica per Unicredit un capitale al 9,34% in caso di scenario avverso nel 2020 (al 10,31% nel 2018, al 9,58% nel 2019) contro un dato della situazione al 2017 ridefinito al 12,80%. Il delta negativo in presenza di scenario avverso al 2020 è indicato fra un massimo di 438 e un minino di 346 punti base.
Lo stress test indica per Intesa Sanpaolo un capitale all’10,40% in caso di scenario avverso nel 2020 (al 10,80% nel 2018, al 10,64% nel 2019) contro un dato della situazione al 2017 ridefinito al 13,24%. Il delta negativo in presenza di scenario avverso al 2020 è indicato fra un massimo di 287 e un minino di 284 punti base.
Lo stress test indica per Bpm un capitale all’8,47% in caso di scenario avverso nel 2020 (al 9,93% nel 2018, al 9,40% nel 2019) contro un dato della situazione al 2017 ridefinito al 13,94%. Il delta negativo in presenza di scenario avverso al 2020 è indicato fra un massimo di 547 e un minino di 389 punti base.
Lo stress test indica per Ubi (Unione di Banche Italiane) un capitale all’8,32% in caso di scenario avverso nel 2020 (al 9,76% nel 2018, al 9,25% nel 2019) contro un dato della situazione al 2017 ridefinito all’11,70%. Il delta negativo in presenza di scenario avverso al 2020 è indicato fra un massimo di 338 e un minino di 324 punti base.
Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, prende atto con soddisfazione dell’esito degli stress test condotti dall’Autorità bancaria europea (EBA) sullo stato di salute del sistema bancario italiano. Lo rende noto il ministero dell’Economia in una nota.
Bankitalia: in stress test banche Italia in media Ue – “Per le quattro banche italiane incluse nel campione la riduzione media ponderata del CET1 ratio nello scenario avverso è pari a 3,9 punti percentuali su base fully loaded, un risultato in linea con quello medio del complesso delle banche dell’SSM (meccanismo unico vigilanza) incluse nel campione e con la media totale EBA”. Lo afferma la Banca d’Italia che ricorda come “nel complesso le banche europee hanno mostrato una buona capacità di tenuta”. “I risultati confermano il generale rafforzamento della solidità del sistema bancario europeo”.
Bce, da stress test banche Eurozona emergono più solide – Tutte le 33 banche sotto la vigilanza della Bce appaiono oggi “più solide di fronte a shock finanziari”. Così Daniele Nouy, presidente del Consiglio di Vigilanza bancaria della Bce, commenta i risultati degli stress test, che mostrano dei ‘cuscinetti’ patrimoniali maggiori nonostante un deterioramento del capitale bancario maggiore causato, nello scenario avverso calcolato dall’Autorità bancaria europea che è più duro rispetto agli analoghi esercizi di due anni fa.
Deutsche in scenario avverso peggio di italiane – Dati per Deutsche Bank più bassi delle italiane negli stress test dell’Eba: in caso di scenario avverso il capitale è indicato per l’istituto tedesco per il 2020 al 8,14% contro il 14,65% del 2017 e un delta negativo indicato fra 666 e 651 punti base. Ancor peggio Nordeutsche Landesbank, il cui dato Cet1 transitional con scenario avverso nel 2020 è il più basso fra tutte le banche censite: al 7,07%. Risultati poco brillanti pure per le quattro britanniche sullo sfondo delle incognite della Brexit: con uno scenario avverso al 7,28% nel 2020 per Barclays, all’8,55 per Lloyds, al 9,42 per HSBC, al 9,93 per Rbs e con delta negativi compresi per tutte e quattro fra gli oltre 500 e gli oltre 600 punti base. Il dato Cet1 transitional aggregato di tutte e 48 le banche prese in esame (di 15 Paesi dell’Ue o dell’Area Economica Europea) è indicato al 10,3% con condizioni avverse nel 2020, contro un punto di partenza nel 2017 fra 14,4 e 14,5%. Il dato Cet1 fully loaded è invece al 10,1% in presenza di scenario avverso 2020 (punto di partenza 2017 fra 14 e 14,2%).
Barclays la peggiore negli stress test, male Socgen – La britannica Barclays e la francese Societe’ Generale escono con alcuni dei risultati peggiori fra i maggiori gruppi bancari europei dagli stress test Eba-Bce appena pubblicati. Lo si legge nei dati forniti dall’Autorità bancaria europea, che per Barclays, nello scenario peggiore, calcola un coefficiente di capitale regolamentare Cet1 al 7,28% (6,37% nel conteggio ‘fully loaded’ dei nuovi standard contabili Ifrs9): il peggior risultato di tutte le 48 banche europee considerate. Per il ‘big’ francese dell’investment banking il Cet1 transitorio è al 7,61%. Risultati superiori ai minimi di Basilea ma al di sotto dell’8% spesso utilizzato come soglia minima. La banca d’Inghilterra, in una nota, ha scritto che i risultati degli stress test confermano la sua precedente valutazione secondo cui le quattro principali banche inglesi sono preparate a un grave shock economico e di mercato. Male anche la tedesca Norrdeutsche Landesbank (7,07%) mentre è al di sopra Danske Bank, al 12,77%. Fra le spagnole, Santander e Bbva sono al di sopra del 9%, Sabadell all’8,40%.
Stress test è diagnosi, sancì febbre Mps – Gli stress test sono le prove a cui periodicamente l’Autorità bancaria europea (Eba) sottopone gli istituti del Vecchio Continente, misurando la loro tenuta nel caso in cui si realizzasse uno scenario economico e finanziario particolarmente avverso. Due anni fa, la bocciatura accelerò la corsa verso la crisi di Mps, poi evitata grazie all’intervento dello Stato. Quest’anno la banca senese è esclusa dall’esame, perché è sottoposta a un Piano di ristrutturazione concordato con le autorità europee. Sono invece stati di nuovo ‘radiografati’ altri 48 istituti europei, di cui quattro italiani: Intesa, Unicredit, Ubi Banca e Banco Bpm. Non ci sono promozioni o bocciature, ma solo un’indicazione di cosa succede a ognuna di fronte allo scenario avverso. Anche Bper, Mediobanca, PopSondrio, Iccrea, Credem e Carige sono stati sottoposti a un esame. Per loro non c’è pagella, ma i risultati forniranno alla Bce una base per stabilire i requisiti di adeguatezza patrimoniale (Srep) dei singoli istituti. Lo scenario avverso considerato per gli stress prevede per l’Italia un calo del Pil cumulato del 2,7% nel triennio 2018-2020. La fotografia si basa sui bilanci 2017.
NEW YORK
– Fashion, bellezza, retail e tecnologia: Decoded Fashion parla anche italiano. Fra le protagoniste dell’evento in corso a New York, sponsorizzato fra gli altri da Intesa Sanpaolo, ci sono quattro startup ‘Made in Italy’ in vetrina: con le loro tecnologie sposano la moda con la tecnologia facilitando la vita dei consumatori e aiutando le aziende.
L’appuntamento di Decoded Fashion e’ infatti l’intersezione perfetta fra i trend della moda, le divisioni fashion dei Big Five (i giganti della Silicon Valley) e le start up: e’ insomma la ‘state of the art’ per il fashion-tech. Decoded Fashion nasce da un’idea di Liz Bacelar, che l’ha fondata nel 2012 con l’obiettivo proprio di promuovere la collaborazione fra la tecnologia e i decision-maker del fashion. A oggi Decoded Fashion fa capo a Stylus, che l’ha rilevata. Nella serie di incontri che scandiscono l’appuntamento newyorkese si e’ parlato di ‘circular fashion’, ovvero della possibilità’ di riprogettare il settore della moda in modo da limitarne l’impatto ambientale, ad esempio con l’uso di materiali ricavabili. L’idea di fondo e’ il fashion, cosi’ come e’ strutturato oggi, si basa sul modello datato del ‘take-make-dispose’ che e’ molto inquinante. Basta pensare che circa ogni secondo un camion di spazzatura di tessili viene bruciato: ogni anno circa 500 miliardi di dollari di valore sono persi per abiti appena indossati e raramente riciclati.
Fra le startup italiana in mostra a Decoded Fashion c’e’ Tooso. A rappresentarla Mattia Pavoni e Ciro Greco, che attualmente vivono a San Francisco, ”insieme all’altro cofondatore Jacopo”. Un anno e mezzo fa, Mattia, Ciro e Jacopo si sono trasferiti in California dopo che il prototipo al quale avevano lavorato mentre erano uno a Monaco, uno in Belgio e uno New York, ha destato l’attenzione di un’azienda della Silicon Valley: insieme hanno sviluppato una piattaforma di intelligenza artificiale per migliore le ricerche sui siti che offrono e commerce. C’e’ poi Stentle, una piattaforma ‘omnichannel Commerce’ ottimizzata per l’industria fashion e che consente alle aziende che la adottano di migliorare le esperienze dei consumatori. Ma anche Yobs Tecnologies, che usa l’intelligenza artificiale per le assunzioni di talenti e il management. E 1trueid, un sistema di sicurezza per verificare l’autenticità’ dei prodotti tramite la tecnologia dell’identificazione: con 1trueid ogni prodotto e’ associato a un singolo codice che ne consente di verificare l’autenticità’ e combattere la contraffazione. [print-me title=”STAMPA”]
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