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Pernigotti, produzione resterà in Italia
Azienda,cerchiamo partner industriali per ricollocare dipendenti
Tria, su stime defaillance tecnica UeGoverno impegnato a rispettare 2,4% deficit deciso da Parlamento
Intesa: a Dubai con start up ‘green’Quattro italiane e sei Mediorientali incontrano investitori
Ilva: Jehl parla lavoratori CorniglianoIncalzato da dipendenti promette 150 milioni di investimenti
Borsa: Wall Street apre in caloS&P 500 perde lo 0,31%
Dialoghi avanzati Tim-Open Fiber fibraIn aree remunerative e in quelle a fallimento di mercato
Borsa: Milano frena (-0,7%) con EuropaScivolano Tod’s e Maire, male Unicredit e Mediaset
Borsa: Milano chiude in calo, -0,57%Indice principali titoli di Piazza Affari a 19.429 punti
Toninelli, norma stop targhe estere autoStop esterovestizione, furbi non avranno più vita facile
Mps: analisti, 46 mln utile in trimestreSemestre chiuse con 289 mln profitto. Per ricavi stima è 827 mln
Borsa Europa chiude incerta, ok LondraDeboli Francoforte e Parigi
Borsa Milano fiacca con UnicreditScivola Tod’s, male Mediaset su Spagna, corre Banco Bpm
Ferragamo: in 9 mesi utile -17,5%Cautela su margini e risultati 2018
Spread chiude in rialzo a 294 punti baseRendimento al 3,39%
Fincantieri: trimestre, ricavi +8,5%Carico di lavoro complessivo record a 32,5 miliardi
Petrolio:chiude in calo a NyDa ottobre quotazioni in calo del 21%. E’ ‘bear market’
Borsa Tokyo apre poco variata (-0,09%)Cambi, yen stabile su dollaro ed euro
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NOVI LIGURE (ALESSANDRIA)
– Pernigotti intende “esternalizzare le proprie attività produttive unicamente presso il territorio nazionale”. Lo precisa la proprietà dell’azienda, che “sta procedendo all’individuazione di partner industriali in Italia, a cui affidare la produzione, coerentemente anche con l’obiettivo di cercare di ricollocare il maggior numero possibile di dipendenti coinvolti presso aziende operanti nel medesimo settore o terzisti. L’azienda sta giàdialogando con alcune importanti realtàitaliane del settore dolciario”.
– “Le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano sono in netto contrasto con quelle del Governo italiano e derivano da un’analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio (DPB), della legge di bilancio e dell’andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall’Italia”.
E’ il commento del ministro dell’Economia Giovanni Tria che si dice “dispiaciuto” della “défaillance tecnica della Commissione”. Nonostante la prosecuzione del dialogo con Bruxelles “rimane il fatto – rimarca Tria – che il Parlamento italiano ha autorizzato un deficit massimo del 2,4% per il 2019 che il Governo, quindi, è impegnato a rispettare”.
– Energia, sostenibilità ambientale e smart mobility sono le tematiche affrontate da The Tech Mix, la Startup Initiative organizzata da Intesa Sanpaolo Innovation Center che ha fatto tappa a Dubai, dove nel 2020 l’Expo declina il tema Connecting Minds, Creating the Future. Quattro startup italiane e sei dell’area Middle East and North Africa, individuate e seguite da Dubai Chamber e dalla società di consulenza strategica e aziendale Roland Berger, incontrano i big player, tra cui Google, potenziali investitori e business partner.
Le italiane erano Center Enerbrain (riqualificazione energetica); Greenrail (traversina ferroviaria con pneumatici riciclati); U-earth (purificazione dell’aria); Energica Motors (motociclette elettriche). “Con lungimiranza, gli Emirati hanno fortemente diversificato la loro economia, puntando risorse rilevanti sull’innovazione. Abbiamo quindi scelto di presidiare con attenzione quest’area” spiega Maurizio Montagnese, Presidente di Intesa Sanpaolo Innovation Center.
– GENOVA
– L’amministratore delegato e presidente di AmInvestco Matthieu Jehl ha presentato lo staff di Arcelor Mittal Italia ai lavoratori dello stabilimento di Cornigliano.
La presentazione è durata circa un’ora. Jehl avrebbe dovuto tenere una conferenza stampa per presentare il piano industriale per Cornigliano, ma l’appuntamento è stato annullato per consentire la presenza al Mise per un incontro con i sindacati.
Secondo quanto appreso da fonti sindacali, Jehl, incalzato dai lavoratori che hanno anche chiesto di prendere la parola, avrebbe detto che gli investimenti per Genova saranno di 150 milioni e forse anche oltre. L’Ad si sarebbe anche detto disposto a un incontro con la Rsu per discutere del piano industriale. Ilva a Cornigliano ha 1474 dipendenti, attualmente sono al lavoro in 1054, 420 sono in cig: la nuova proprietà ne vuol assumere 1000, 474 dovrebbero essere assorbite da Società per Cornigliano. Intanto da questa mattina la bandiera di Arcelor Mittal sventola sullo stabilimento di Cornigliano.
– NEW YORK
– Apertura in calo per Wall Street in attesa della Fed. Il Dow Jones perde lo 0,18% a 26.129,07 punti, il Nasdaq cede lo 0,45% a 7.536,88 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,31% a 2.805,68 punti.
– Tra Tim e Open Fiber ci sono dialoghi avanzati per un accordo commerciale sulla fibra. Lo chiariscono fonti vicine al dossier spiegando che la trattativa riguarda un maggior ricorso alle infrastrutture Tim da parte di Open Fiber nelle aree remunerative e della possibilità che Tim si serva della rete di Open Fiber in quelle a fallimento di mercato.
L’accordo, anche se le trattative sono avanzate, non è ancora stato raggiunto.
– In vista della chiusura Piazza Affari rallenta, in sintonia con le altre Borse europee: l’indice Ftse Mib cede lo 0,7%, con tutti gli altri mercati principali che oscillano sotto la parità mentre Londra segna un rialzo dello 0,3%.
A Milano scivolano sempre Tod’s (-10%) e Maire Tecnimont (-7%), molto deboli Carige, Mediaset e Unicredit in calo del 4%.
Pirelli e Intesa perdono circa due punti percentuali, mentre Fineco sale del 2,9%, Tim, Poste e Mps di due punti.
– Seduta negativa per la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita dello 0,57% a 19.429 punti.
– “Abbiamo inserito nel decreto Sicurezza una norma che, con alcune deroghe, vieta, a chi risiede in Italia da oltre 60 giorni, di circolare sul territorio nazionale con veicoli a targa estera. Una misura per porre un freno al fenomeno della cosiddetta esterovestizione e bloccare chi, con l’escamotage della targa estera, fino a ieri eludeva il fisco, non pagava né bollo né assicurazione e di fatto anche eventuali multe”. Lo annuncia il ministro dei trasporti Danilo Toninelli, precisando che “coloro che violeranno il divieto che abbiamo imposto dovranno pagare una multa salata e, se non si metteranno in regola, si potrà arrivare sino alla confisca del veicolo”. “Grazie al Governo e alla volontà del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i furbetti che fino a ieri utilizzavano in Italia auto immatricolate all’estero, pur risiedendo nel nostro Paese, non potranno più eludere tasse e controlli”, aggiunge Toninelli, che conclude: “Con noi i furbi non avranno più vita facile”.
– Gli analisti stimano che Banca Mps abbia chiuso il terzo trimestre 2018 con un utile di 46,2 milioni di euro, che andrebbe a sommarsi ai 289 milioni di utili nel semestre. Se le previsioni saranno confermate, per la banca senese sarebbe il terzo trimestre positivo: il primo lo fu per 188 milioni. Il bilancio ufficiale dell’attività dell’istituto verrà diffuso domani dalla banca. Le stime sugli utili di cinque analisti citati da Bloomberg vanno da 17 milioni a 93 milioni di euro. La media dei ricavi è invece di 827,8 milioni di euro: le sei stime raccolte dall’agenzia vanno da 777 milioni a 870 milioni di euro. La banca senese ha chiuso il bilancio 2017 con una perdita di 3,5 miliardi di euro.
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Mercati azionari del Vecchio continente senza una direzione precisa: Londra ha concluso in aumento dello 0,3%, mentre Francoforte ha perso lo 0,4% e Parigi lo 0,1%.
– Wall street incerta, il ritorno della tensione sui titoli di Stato italiani e qualche trimestrale deludente hanno pesato su Piazza Affari, la peggiore Borsa di giornata in Europa: l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita dello 0,57% a 19.429 punti, l’Ftse All share in ribasso dello 0,71% a quota 21.359.
Tra i titoli principali, con gli operatori in attesa della decisioni sui tassi della Federal reserve, debole Unicredit (-3,8% finale a 11,35 euro) dopo i conti con target rivisti in lieve calo. Vendite anche su Mediaset, che ha perso il 3,6% in parallelo allo scivolone del 7% a Madrid di Mediaset Espana su una trimestrale con ricavi inferiori alle stime. In calo del 2,7% Salvatore Ferragamo, in ribasso del 2,2% Pirelli. Forte invece Banco Bpm (+3% a 1,84 euro) premiata anche dalla possibile vendita di Npl e della piattaforma di servicing, Poste in rialzo finale del 2,1% e Tim dell’1,3%. Nel paniere a minore capitalizzazione, Tod’s ha ceduto il 10% dopo i conti, Carige l’8% e Maire Tecnimont il 7,7%.
– Nei primi nove mesi dell’anno Salvatore Ferragamo ha realizzato ricavi per 972 milioni di euro (-3,3%, -1,6% a cambi costanti), anche se i ricavi del terzo trimestre sono cresciuti del 3,9% (+2,5% a cambi costanti). Il risultato operativo lordo (ebitda) è a 149 milioni di euro (-7,9%), il risultato operativo (ebit) a 102 milioni (-11,4%).
L’utile netto si attesta a 65 milioni di euro (-17,5%). La posizione finanziaria netta registra una liquidità netta di 140 milioni di euro, erano 95 milioni al 30 settembre. Le dinamiche attese, spiega il gruppo “relativamente alle vendite, ai margini e ai risultati dell’esercizio 2018, permangono improntate a cautela”.
– Lo spread tra Btp e Bund chiude in rialzo a 294 punti base dai 288 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo italiano a 10 anni è al 3,39%.
– TRIESTE
– Ricavi al 30 settembre 2018 in incremento del 8,5% rispetto al medesimo periodo del 2017; Ebitda margin al 7,3% in aumento rispetto al 6,5% del 30 settembre 2017; carico di lavoro complessivo record a 32,5 miliardi (quasi 6,5 volte i ricavi del 2017). Sono i dati approvati dal Cda di Fincantieri, riunitosi oggi sotto la presidenza di Giampiero Massolo, al 30 settembre 2018.
– NEW YORK
– Il petrolio chiude in calo a New York, dove le quotazioni perdono l’1,65% a 60,67 dollari al barile. Un calo con il quale il greggio entra nel ‘bear market, il mercato orso: dai picco di ottobre le quotazioni sono in calo del 21%.
– TOKYO
– La Borsa di Tokyo avvia l’ultima seduta della settimana poco variata, con gli investitori che fanno scattare le prese di profitto dopo i recenti rialzi degli indici. Il Nikkei segna una variazione appena negativa dello 0,09% a quota 22.471,31. Sul mercato dei cambi lo yen è stabile sul dollaro, poco sotto quota 114, e sull’euro a 129,50. [print-me title=”STAMPA”]
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