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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 12:33 DI GIOVEDì 08 NOVEMBRE 2018

ALLE 07:55 di sabato 10 novembre 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Modena il ‘Satyricon’ di Maderna
In scena nel teatro emiliano domani e domenica

A Milano un ‘Gianni Schicchi’ politicoAllo Spazio Teatro 89 l’opera di Puccini con ‘Salvini’ e ‘Renzi’

In radio Chiaro di luna di JovanottiLorenzo, “è la canzone d’amore definitiva”

Al Mao di Torino tattoo come opera arteEsposte 184 opere dal 9 novembre, anche workshop ed eventi

Winckelmann, omaggio dei Musei VaticaniPercorso speciale con 50 opere che ne influenzarono il pensiero

Zecchino d’oro 61, social e d’attualitàCon Fialdini, Gigi&Ross e Conti direttore. Carrà a speciale 5/12

A teatro la Leningrado di ShostakovicJared McNeill, allievo di Peter Brook, lo porta a Parma e Assisi

Italia ospite d’onore a Book Fair MoscaDal 28 al 2 dicembre 2018, 29 editori al Padiglione Italia

Aida multimediale al Carlo FeliceSancita la collaborazione fra il Teatro e Banca Carige

Entro l’anno la scarpa più cara al mondoLa firma Vietri, il Calzolaio d’oro, che vende agli sceicchi

Al Man di Nuoro dialogo sul MediterraneoNeo direttore Fassi annuncia, pronti a commissionare le opere

Aumentano prenotazioni Uffizi per scuoleGarantiti 2500 posti al giorno tra Gallerie, Pitti e Boboli

A Venezia ‘Un giorno con Ezra Pound’Spettacolo e giornata incontri a 70 anni “Cantos Pisani”

Ad Arcimboldi anteprima mondiale PoluninIn programma anche SGt Pepper’s e torna il Blue Man Group

Cocciante a Londra, torna Notre DameIl musicista, Sanremo? Non lo farò mai più’ come concorrente

Musica, Premio Rossi per i produttoriA Torino i ‘suoi’ autori Caparezza, Turci, Papaleo, Subsonica

Tomassini, digitali con ottimismoInsidie e opportunità ne L’innovazione non chiede permesso

Widows, le vedove rapinatrici di McQueenHeist movie in sala da 15/11. Nel cast Davis, Rodriguez, Farrell

I Tribalistas fanno ballare MilanoSuccesso per la prima delle due date italiane agli Arcimboldi

50/o Bellini d’oro a Bruson e RancatorePromosso dalla società catanese Amici della musica

Frisell in solo al Volo del JazzLa sua chitarra protagonista il 10 novembre a Sacile (Pordenone)

Aztechi, Maya e Inca in mostraOltre 300 pezzi unici al Museo delle Ceramiche di Faenza

X Factor, al terzo live si ferma Emmanuele BertelliScintille e parolacce tra Manuel Agnelli e Mara Maionchi

Isola di Pietro traina turismo SardegnaGrazie a serie tv con Morandi cresce voglia vacanza nell’Isola

A RomaEuropa torna REF Kids + FamilySezione dedicata ai più piccoli, dal 9 novembre al Mattatoio

Il fine vita a teatro con ‘Interruzioni’A Milano spettacolo patrocinato da associazione Luca Coscioni

Giudizio Universale sarà permanent showCon 195 mila spettatori in 8 mesi, in scena a Roma ad oltranza

Il nostro pianeta, docu-serie NetflixDisponibile dal 5 aprile, gli habitat più fragili della terra

Il rapper Macklemore a Collisioni 2019Primo headliner annunciato per la 11/a edizione

Mostra Lego The art of the brick TorinoDa Seul a Promotrice Belle Arti le opere di Nathan Sawaya

Concerto sold out, Ezio Bosso apre proveTeatro Regio Torino accoglie proposta maestro per il 17 novembre

Con Prada in Cina una mostra su Liu YeResidenza Rong Zhai a Shangai dal 10 novembre al 20 gennaio 2019

Da Rebibbia a Kobane, la lotta di ZerocalcareAl Maxxi la prima personale dedicata al fumettista romano

Hendrix, 50 anni di Electric LadylandDal 9 novembre, in versione 7 lp e 4 cd

Laterza pubblica audiolibri con EmonsCollana parte con ‘Caporetto’ di Alessandro Barbero

Animali fantastici 2, padri ideali e cattivi maestriDal 15 novembre nuovo capitolo della saga prequel-spin off di Harry Potter

Hit parade: Benji & Fede scalzano i Maneskin dalla vettaElisa resiste a terzo posto, sorpresa al quarto con Junior Cally

Hit parade, chi è Junior CallyIl rapper in top ten con la maschera antigas

A Salerno inaugurate ‘Luci d’artista’Assente per la prima volta il governatore Vincenzo De Luca

I viaggi dei Romani in AmericaTestimonianze archeologiche e letterarie lo confermano

Meta, autore deve partire da se stessoCantante ad Arezzo del ospite salotto di SudWave

Germano, Gesù ora sarebbe respintoIn sala la commedia religiosa di Zanasi con Alba Rohrwacher

A Raffaele Pisu la Turrita d’oro BolognaLa cerimonia di consegna il 10 novembre in Comune

Hunter Killer, sottomarino guerra freddaIn sala l’action con Butler censurato in Russia e Ucraina

Villetta con ospiti, ciak per De MatteoGiallini, Cescon e Gallo nel film sui sette vizi capitali

Gassmann e Bentivoglio amanti per GodanoSul set Croce e Delizia con Jasmine Trinca e Schicchitano

Nyt in primi 100 giorni Trump è un filmPrima italiana a Festival dei Popoli Firenze, docu in redazione

Efebo d’oro a Dario Albertini per ManuelPremio speciale opera prima

Terence Hill, Germania amica dell’ItaliaAttore a Berlino per rassegna-omaggio Italian Film Festival

Ramazzotti e Virzì si separanoDue figli, a gennaio avrebbero compiuto 10 anni di matrimonio

Bellaria Film Festival si rinnovaDal 27-30 dicembre, ospite Lina Wertmuller premio alla carriera

Depp e Pattinson, Aspettando i barbariLe riprese del film di Ciro Guerra tra Marrakech e Essaouira

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L’ARTICOLO

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MODENA

– Il Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena, attento alla musica del ‘900 e contemporanea, ha in programma il 9 e 11 novembre l’opera di Bruno Maderna, ‘Satyricon’ basata sulla ‘Cena di Trimalcione’ dal ‘Satyricon’ dello scrittore romano Petronio.
Il lavoro di Maderna è costituito da un collage di sedici numeri: parlando in inglese, tedesco, francese e latino, otto commensali si raccontano in modo ipocrita durante una cena orgiastica in casa di Trimalcione, ex schiavo romano arricchito, ostentando le loro ricchezze. La messinscena modenese è frutto di una coproduzione con il Festival di Pasqua di Salisburgo e la Staatsoper di Dresda ed è firmata dal regista Georg Schmiedleitner. Pietro Borgonovo dirigerà l’Ensemble da Camera del Teatro Comunale di Modena e un cast internazionale. Il Satyricon fu composto nell’ultimo anno di vita di Bruno Maderna scomparso nel 1973 e tra i massimi esponenti dell’avanguardia storica europea a fianco di Boulez, Stockhausen, Nono, Berio e Messiaen.
– MILANO

– Salvini e Renzi fanno il loro debutto nella lirica: l’allestimento del Gianni Schicchi di Puccini, in scena allo Spazio Teatro 89 il 17 e il 18 novembre, infatti, ‘aggiorna’ l’intrigo ambientato nel 1299 ai giorni nostri.
E così Gianni Schicchi che viene dalla ‘gente nova’ è un Matteo Renzi che con la burla ‘rottama’ quella vecchia, Lauretta diventa una Maria Elena Boschi, Gherardo il leghista Matteo Salvini. Ma, nell’allestimento firmato da Gianmaria Aliverta, fanno la loro apparizione anche Mariano Apicella, Lele Mora, Giorgia Meloni e Daniela Santanchè.
Schicchi viene eseguito insieme a una selezione dell’opera ballo Le Villi firmata dalla regista polacca Anna Zwiefka che cura anche scene e costumi.
Questo dittico è realizzato dall’associazione VoceAllOpera, che è nata per appassionare i giovani alla lirica coinvolgendo nei propri progetti giovani artisti.
– Arriva in radio il 9 novembre ‘Chiaro di luna’, la nuova canzone di Jovanotti, un singolo attesissimo fin dal primo ascolto dell’album ‘Oh, vita!’, uscito quasi un anno fa e già triplo disco di platino. Il 30 novembre uscirà invece il cofanetto Oh, Live! contenente Oh, vita! e l’inedito dvd del concerto dei record Lorenzo Live 2018. Quando Lorenzo fece ascoltare i demo delle canzoni a Rick Rubin, il grande produttore disse che questa era la melodia più bella del disco. Decisero di realizzarla ottenendo il massimo dell’emozione. “Quando ci sarà il black out gli innamorati potranno sempre contare su questa canzone, e sulla luce della luna”, ha affermato Lorenzo che di questo brano romantico, ispirato, magico, aveva detto ai suoi collaboratori scherzando: “Ragazzi, questa è la canzone d’amore definitiva, tenetevi forte”. Il brano al centro delle 67 repliche di Lorenzo Live pur non essendo singolo fino ad oggi, è già certificato oro.
– TORINO

– Lembi di pelle di cadaveri di criminali, statue classiche trasformate in tele così come un maiale imbalsamato. I corpi tatuati di Horiyoshi III, le immagini di Tin-Tin e Filippo Leu, i tatuaggi rituali maori e quelli sul femminismo. È un viaggio nella storia quello che il Mao propone con ‘Tattoo. L’arte sulla pelle’, mostra di 184 opere in programma dal 9 novembre al 3 marzo.
Quattro sezioni per una riflessione sull’uso sociale, culturale e artistico del corpo. “Il tatuaggio ha rappresentato nei secoli valori e disvalori – sottolinea il presidente della Fondazione Torino Musei Maurizio Cibrario – marchio d’infamia o segno di bellezza e distinzione, contrapposizione fra selvaggi e civiltà, usato da prostitute e confraternite ecclesiali, ricerca di libertà e momento di espressione”. A corollario conferenze, workshop e l’evento Il quadrilatero lascia il segno, al quadrilatero romano, con tanto di concorso di selfie di tatuaggi con premio per l’immagine con più like su Instagram con l’hashtag #myMAOtattoo.

– Sono circa 50 le opere – di arte egizia, etrusca, greca e romana fino al Rinascimento e al Barocco – attorno alle quali si sviluppa la mostra che i Musei Vaticani dedicano a Johann Joachim Winckelmann, in occasione dei duplici anniversari della nascita e della morte. Aperta dal 9/11 al 9/3, “Winckelmann. Capolavori diffusi nei Musei Vaticani”, è a cura di Guido Cornini e Claudia Valeri con l’allestimento di Roberto Pulitani. Un percorso che documenta quanto la collezione vaticana sia stata fondamentale per gli studi, gli scritti e le teorie dell’intellettuale e archeologo tedesco. Sebbene non vide mai i Vaticani così come sono concepiti oggi, Winckelmann a Roma studiò tante delle opere poi entrate a far parte della collezione vaticana. In un percorso tematico diffuso, inserito nel normale itinerario dei Musei ma attentamente valorizzato, il visitatore troverà approfondimenti in 21 aree, con 4 focus specifici (Sala XVII della Pinacoteca, Braccio Nuovo, Cortile Ottagono, Museo Gregoriano Profano).
12 le canzoni inedite in gara i cui temi vanno dall’attualità alle emozioni, lasciando spazio anche alla storia, all’ecologia; 27 gli autori di testi, 16 i piccoli interpreti, con i quali sale a 1018 il numero di bambine e bambini che hanno partecipato alla manifestazione dalla prima edizione ad oggi; 10 le regioni d’Italia rappresentate dai solisti scelti tra oltre 3000 bimbi durante il tour estivo delle Selezioni Nazionali che ha attraversato oltre 30 città; 66 i bambini del Piccolo Coro “Mariele Ventre” diretto da Sabrina Simoni. Lo Zecchino D’oro spegne 61 candeline ma non invecchia, anzi si rinnova ogni anno: sempre più social, sempre più al passo coi tempi. A partire da sabato 10 novembre, per la durata di quattro puntate, dalle ore 16:35, si svolgerà in diretta dall’Antoniano di Bologna, la 61esima edizione della manifestazione, condotta da Francesca Fialdini insieme a Gigi & Ross, con la direzione artistica di Carlo Conti e quella musicale del Maestro Peppe Vessicchio. Conti, che condurrà anche uno speciale in prima serata il 5 dicembre (uno show dedicato al Natale), nella presentazione oggi a Viale Mazzini ha sottolineato tra l’altro che “nelle quattro puntate, ci saranno tra gli ospiti Cristina D’Avena, Pippo Baudo, Amadeus, Giovanna Civitillo. Su Rai Yo Yo da lunedì 12 novembre tutti i giorni alle 19.05 (dal 2019 verrà lanciata sul mercato internazionale), ci sarà il cartone animato nato dal genio di Igino Straffi ideato per i 50 anni dei 44 gatti. Io all’epoca non ero ancora nato… Perché ridono! Io sono del ’71! Lo speciale natalizio, invece, si intitolerà Un Natale d’oro zecchino, con tutte canzoni natalizie. L’ospite d’onore sarà Raffaella Carrà che alla festività ha dedicato il suo ultimo album (‘Ogni volta che è Natale’ contenente un’accurata selezione di canzoni natalizie)”.
A chi chiede a Conti se è più difficoltoso rapportarsi con dei bambini rispetto a degli adulti replica: “Ho iniziato la mia avventura in Rai con Discoring e poi ho fatto Big, la tv dei ragazzi che andava in onda su Rai1. All’epoca, feci anche un reportage in Somalia per mostrare come vivevano i bambini durante la guerra. Per stare bene con i bimbi, occorre scendere al loro livello. Ma vanno lasciati liberi e guai costringerli a imitare gli adulti. Loro hanno un mondo meraviglioso, magico.
‘Zitti tutti, parlano loro’ è stato uno dei programmi più belli che ho fatto nella mia carriera. E il lavoro dell’Antoniano è proprio questo. Non c’è una gara tra i piccoli, vincono le canzoni. Non ci sarà mai lo stacco gaudente delle telecamere sui genitori presenti in studio”. Fialdini: “I testi delle canzoni dello Zecchino sono molto a passo con i tempi, anche 44 gatti lo era. L’offerta esce dalla tv e arriva sul web grazie alla collaborazione tra l’Antoniano di Bologna, Rai Digital e Rai1.
Durante i giorni del festival il pubblico di internet sarà chiamato ad esprimere la propria preferenza sulla propria canzone preferita: sul portale http://www.zecchinodoro.rai.it gli utenti troveranno il sondaggio grazie al quale potranno sostenere con un semplice clic il brano prescelto. Il lavoro che l’Antoniano fa con i bambini è quotidiano. I conduttori sono facilitati”. I giovani interpreti daranno anche voce ad “Operazione Pane”, al progetto annuale di solidarietà di Antoniano onlus – patrocinato da Rai Responsabilità Sociale – a sostegno delle mense francescane diffuse in tutta Italia. A partire dall’8 novembre fino al 9 dicembre è attivo il numero solidale 45588 per cui, per sostenere le mense di Operazione Pane, si può donare con un SMS dal valore di 2 euro da cellulare. Il Direttore dell’Antoniano di Bologna Fra Giampaolo Cavalli sottolinea: “Si tratta di una raccolta fondi, attiva dal 2014, per finanziare una rete di mense in aiuto ai più poveri.
Quest’anno la campagna si estenderà all’aiuto bambini di Aleppo, in Siria”. Iginio Straffi che con la sua Rainbow ha realizzato la nuova serie animata 44 gatti in collaborazione con Antoniano Bologna e Rai Ragazzi ha sottolineato: “Ci piaceva portare un’eccellenza italiana in giro per il mondo. Ci siamo riusciti anche questa volta, c’è stata una vera e propria asta a livello internazionale”
– PARMA

– La storia della Sinfonia n.7 ‘Leningrado’ scritta da Shostakovich nel 1941, durante l’assedio tedesco alla città russa, devastante episodio della Seconda Guerra Mondiale la racconta The Conductor, adattamento teatrale dal romanzo di Sarah Quigley messo in scena da uno degli allievi più promettenti di Peter Brook, Jared McNeill. Lo spettacolo arriva in Italia prodotto da Teatro Due di Parma, dove sarà il 10 e 11 novembre, prima che vada ad aprire la stagione del Teatro degli Instabili di Assisi (Perugia), il 15 novembre, in collaborazione con La Mama Umbria. In scena Joseph Skelton e Deborah Wastell, con le musiche di Shostakovich suonate dal vivo da Daniel Wallington, lo spettacolo (in inglese, sopratitoli in italiano) è una “storia di speranza – recita una presentazione – e di fede resistente”: il compositore scrisse la sinfonia e Karl Eliasberg, direttore di un’orchestra radiofonica, la diffuse tenendo uniti i musicisti affamati e affaticati, in una città dove i corpi venivano ammassati nelle strade.
– L’Italia torna a Mosca come Paese Ospite d’onore alla XX edizione della Non/Fiction International Book Fair, che si svolgerà dal 28 novembre al 2 dicembre 2018, dopo aver preso parte alla Moscow International Book Fair nel settembre 2011.
Ventinove gli editori presenti negli spazi del Padiglione Italia, realizzato dall’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane su una superficie di 160 mq, e un’area libreria con una selezione di circa 2000 volumi tra opere in lingua originale e in traduzione russa. Tra gli autori italiani presenti: Sandrone Dazieri, Fulvio Ervas, Helena Janeczek, Antonia Klugmann, Edoardo Nesi, Roberto Pazzi, Sandra Petrignani, Francesco Piccolo, Tommaso Pincio, Rosella Postorino, Alessandro Sanna, Beppe Severgnini, Matteo Strukul, Nadia Terranova e Paola Zannoner. E tra gli eventi, il reportage fotografico ‘Dov’è Elena Ferrante. Il rione, luogo della letteratura mondiale’, prodotto dall’Istituto Italiano di Cultura di Berlino.

GENOVA

– “Abbiamo bisogno di far venire più gente a Teatro, dobbiamo allargare il nostro pubblico”: lo ha detto il sovrintendente del Carlo Felice Maurizio Roi che questa mattina ha presentato l’Aida di Verdi, lo spettacolo inaugurale della stagione lirica che andrà in scena il 2 dicembre e che avrà una caratteristica scenografia multimediale. ‘Aida’ propone una novità interessante, come ha sottolineato il direttore artistico Giuseppe Acquaviva. Per la prima volta, infatti, la scenografia sarà quasi interamente multimediale. Monica Manganelli, videomaker internazionale, ha ideato una lettura che, pur rispettando luoghi e tempi della partitura verdiana, li ha tradotti in immagini computerizzate che si integreranno con alcune strutture-base e organizzeranno i diversi spazi scenici.
L’opera sarà diretta da Andrea Battistoni per la regia di Alfonso Antoiozzi. La conferenza stampa si è tenuta nella sede di Banca Carige che con il Carlo Felice ha stretto un’alleanza.

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TORINO

– Arriverà entro il 2018 la scarpa più costosa al mondo, destinata a entrare nel Guinness dei primati: 19,9 milioni di dollari il prezzo mentre il record attuale è di 15,5 milioni. E’ firmata dall’artigiano Antonio Vietri, il Calzolaio d’Oro come si presenta nel suo biglietto da visita.
L’annuncio di Vietri – campano di origine e torinese d’adozione, 45 anni – arriva in occasione della prima edizione del Mide, la rassegna di fashion design che unisce Torino ed Emirati Arabi.
“Il prototipo è quasi finito. Una scarpa che mette insieme la produzione e l’eccellenza italiane, grazie anche a tecnologie 3D e il design arabo. L’idea è di fare il lancio contemporaneamente a Torino e a Dubai”, spiega Vietri che da due anni vende agli arabi e ha tra i clienti gli sceicchi. Grazie al Mide, Vietri ha anche chiuso una trattativa con una società di distribuzione degli Emirati per un sandalo made in Italy ma design arabo, prezzo da 400 euro. Per il 2019 due obiettivi: aprire un punto vendita a Torino e allargare l’azienda.
– NUORO

– Tre diversi progetti espositivi per un dialogo a più voci che ha al suo centro il Mediterraneo: “Sabir” e “Sogno d’oltremare”, prima personale in Italia dell’artista israeliano Dor Guez e del franco-ivoriano Francois-Xavier Gbré, e “O Youth and Beauty”, collettiva degli artisti Anna Bjerger, Louis Fratino e Waldemar Zimbelmann. Sono le opere scelte per la nuova stagione espositiva del Man di Nuoro firmata dal neo direttore Luigi Fassi.
“L’idea è quella di offrire un menù con una molteplicità di progetti contemporanei attraverso tre mostre differenti che testimoniano la necessità degli artisti di dar vita a un’indagine sulla propria identità culturale – ha spiegato Fassi nell’incontro per l’anteprima con la stampa – Dalle opere di Dor Guez, che raccontano la storia di sua nonna e della sua famiglia, l’infanzia a Jaffa, passando per le espulsioni del 1948, fino alla dispersione della famiglia in Europa, a quelle di Gbré, che espone una selezione fotografica che documenta l’Africa occidentale insieme a una serie di immagini realizzate nell’interno della Sardegna. E infine la collettiva che riunisce le opere di tre giovani artisti, la svedese Bjerger, il neworkese Fratino, e il tedesco cresciuto in Kazakistan Zimbelmann, che rappresentano frammenti di quotidianità e scene di vita intima mediante l’utilizzo della pittura figurativa. Tre diverse espressioni pittoriche che trasfigurano gesti e situazioni in una inquieta malinconia”.
Con queste mostre inedite – che si potranno visitare al Man dal 9 novembre al 3 marzo 2019 – il neo direttore presenta le linee guida che caratterizzeranno il museo nei prossimi mesi.
“Lavoreremo a stretto contatto con gli artisti – ha annunciato Fassi – non solo per esporre ma anche per produrre. Vogliamo così un museo capace di esprimere un proprio pensiero originale”.

– FIRENZE

– Le Gallerie degli Uffizi hanno elevato, fino al raddoppio, il numero delle prenotazioni da riservare alle scuole. I contingenti scolastici sono stati aumentati fino a garantire 2500 posti quotidiani distribuiti fra Uffizi, Palazzo Pitti e Giardino di Boboli. La decorrenza immediata del decreto che fissa questi numeri è una grande opportunità per le scuole che potranno scegliere il momento migliore per il loro soggiorno in città evitando magari i periodi di maggiore afflusso in modo da poter effettuare le loro visite con più agio e tranquillità. Questa decisione a favore delle scuole fa immediato seguito all’istituzione della tessera annuale destinata alle famiglie che è anch’essa un segno dell’importanza che l’istituzione Gallerie degli Uffizi attribuisce alla missione educativa del Museo. “Le Gallerie degli Uffizi – commenta il direttore Eike Schmidt – continueranno a mobilitare le proprie risorse per favorire attività formative destinate agli insegnanti, alle classi di ogni ordine e grado e alle famiglie”.
– VENEZIA

– A 70 anni dalla pubblicazione dei Cantos pisani di Ezra Pound, il Teatro Stabile del Veneto rende omaggio a uno dei poeti più discussi e controversi del Novecento con “Un giorno con Ezra”, giornata di appuntamenti che si conclude con lo spettacolo “Ezra in gabbia. O il caso Ezra Pound”, diretto da Leonardo Petrillo e interpretato da Mariano Rigillo. Basato sulle ossessioni di Pound per la giustizia, la libertà e l’usura che corrode il mondo, lo spettacolo di produzione del Teatro Stabile del Veneto e OTI-Officina del Teatro Italiano va in scena in prima nazionale il 16 novembre al Goldoni di Venezia. In “Ezra in gabbia” Rigillo recita rinchiuso in una gabbia, la stessa che nell’estate del 1945 ospitò per 25 giorni il poeta, nel campo di prigionia dell’ esercito americano di Metàto, a Pisa. Di giorno, sotto il sole, l’Ezra evocato da Rigillo scatena la sua furia ieratica; di notte emerge l’intenso mondo poetico, espresso magistralmente negli indimenticabili Cantos.
– MILANO

– Una “stagione nella stagione” è il modo in cui Show Bees definisce gli appuntamenti con cui prosegue la collaborazione con il Teatro degli Arcimboldi. Tra gli appuntamenti più rilevanti, l’anteprima mondiale, il 10 dicembre, della nuova versione dello spettacolo Sacré, il balletto creato da Sergei Polunin in collaborazione con la danzatrice e coreografa giapponese Yuka Oishi che reinterpreta la figura del ballerino e coreografo Vaslav Nijinsky. In programma anche il musical dedicato a Pino Daniele Musicanti e SGT Pepper’s, il 14 novembre in occasione dei 50 anni dalla pubblicazione del capolavoro dei Beatles. L’album sarà suonato live per la prima volta nella storia (per questioni tecniche gli Scarafaggi non lo eseguirono mai dal vivo) da un’orchestra di 20 elementi. Poi, dal 19 al 24 marzo, Blue Man Group, compagnia del gruppo Cirque du Soleil. Non mancheranno i grandi ritorni come Giuseppe Fiorello, Arturo Brachetti, Jesus Christ Superstar, Edoardo Bennato, Peter Pan Il Musical.
– LONDRA

– A vent’anni dal suo debutto parigino e dopo avere riscosso successo internazionale in 23 paesi nel mondo, torna a Londra ‘Notre Dame De Paris’, lo spettacolo con musiche di Riccardo Cocciante basato sull’omonimo romanzo di Victor Hugo. Nella sua versione originale, però. Il musical che negli ultimi due decenni ha incantato oltre 30 milioni di spettatori, sarà rappresentato infatti al London Coliseum dal 23 al 27 gennaio in francese, con sottotitoli in inglese.
“E’ la prima volta che un musical francese di scena nella capitale britannica non viene tradotto” ha spiegato all’anteprima stampa il produttore storico dello spettacolo, Nicolas Talar. La longevità dello spettacolo è stata una sorpresa per i produttori e autori a cominciare dallo stesso Cocciante. “Non mi aspettavo dopo 20 anni che l’opera fosse ancora in programmazione, perché non l’avevamo realizzata per motivi commerciali, ma per il piacere di scriverla” ha confessato”. Sanremo? “Non l’ho mai rifatto né lo rifarò come concorrente”. Circa l’opera poi:
“Ma è un’opera che ovunque vada sembra parlare con il pubblico”, ha subito aggiunto, sottolineando come per lui si tratti di un’opera popolare contemporanea piuttosto che di un musical. “Innanzitutto è cantata dall’inizio alla fine; in secondo luogo è ispirata alla maniera di raccontare i drammi in musica di grandi compositori come Puccini o Verdi, anche se senza pretese”, ha spiegato. “Sono un fervente ammiratore della forma musicale come espressione. Non come estetica, ma come espressione. Trovo che la musica parli come può parlare un testo, se scritto bene”, ha insistito.
Per la presentazione alla stampa del cast londinese dello spettacolo, che vede l’italiano Angelo Del Vecchio nel ruolo di Quasimodo – il gobbo di Notre Dame – e la libanese Hiba Tawaji in quello della zingara Esmeralda, Cocciante è volato apposta da Dublino, dove vive con la sua famiglia da ormai 18 anni. “Vivo per scelta in un paese dove non sono conosciuto. Ho scelto Dublino per essere fuori da un contesto. Non voglio vivere come la gente mi vede, ma come sono veramente, con i miei spigoli ed asprezze che sono forse la parte più vera di me”, ha detto, osservando di essere rimasto sedotto dal popolo irlandese per la sua semplicità, genuinità e joie de vivre.
A 72 anni, il musicista non nasconde di avere ancora molti progetti. “Vorrei riportare in scena Giulietta e Romeo ed anche Il Piccolo Principe, ma non posso dire altro”, ha dichiarato citando le altre due opere di cui ha realizzato le musiche. Quel che è certo è che non farà più talent: “Anni fa avevo accettato di partecipare a The Voice perché mi sembrava interessante il fatto di scegliere dei cantanti senza vederli. Penso che viviamo in un’epoca in cui si dà troppa importanza al fisico, quando invece altri parametri sono più importanti. Poi, una volta dentro, ho trovato molto crudele questo meccanismo usa e getta dei giovani artisti ed ho sofferto molto a dover eliminare cantanti che mi piacevano”. Cocciante non ama del resto la sensazione d’esser parte di un ingranaggio: “Come filosofia cerco di non ripetere le esperienze. Sanremo ad esempio non l’ho mai rifatto né lo rifarò come concorrente. Ogni volta che vivo un’esperienza cosi forte, rifiuto di ripeterla”.

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TORINO

– Nasce a Torino il primo riconoscimento, in Italia, alla produzione artistica. E’ il premio Carlo Ubaldo Rossi, noto produttore morto nel 2015 in un incidente stradale a Moncalieri(Torino). Sei le categorie – pop, rock, elettronica, hip-hop, migliore produzione emergente e migliore produzione in assoluto. I vincitori saranno individuati attraverso un meccanismo di doppia votazione da 35 giurati che hanno selezionato i migliori partendo dalle 6 liste stilate da 12 commissari tra i dischi italiani usciti tra il primo gennaio 2017 e il 30 giugno 2018.
La premiazione della prima edizione è in programma lunedì 26 novembre, a Torino, presso la sala concerti del Conservatorio: tra aneddoti, inedite performance musicali in acustico di Africa Unite, Baustelle, Caparezza, Giuliano Palma, Paola Turci, Statuto, Subsonica ed interventi di artisti e amici, con la conduzione di Rocco Papaleo, si conosceranno le varie fasi del lavoro della produzione artistica.
– LUCA TOMASSINI, L’INNOVAZIONE NON CHIEDE PERMESSO. COSTRUIRE IL DOMANI DIGITALE (Franco Angeli, pp. 322, 32 euro) La realtà che da virtuale diventa immateriale, le potenzialità straordinarie del nostro cervello, l’intelligenza artificiale, la trasformazione del mondo del lavoro, il Deep Learning e le Deep Fakes, la questione della privacy sul web e la cyber security, le prospettive etiche e sociali di un’innovazione che corre più di quanto noi stessi ci rendiamo conto, tra big data e tecnologie dalle caratteristiche umane: sono alcune delle tematiche affrontate nel libro “L’innovazione non chiede permesso. Costruire il domani digitale” di Luca Tomassini, edito da Franco Angeli. Nel libro il fondatore, presidente e amministratore delegato di Vetrya (gruppo internazionale che opera nel mondo delle telecomunicazioni, media e digital) delinea con chiarezza lo scenario che stiamo vivendo, ormai dominato da tecnologie e ambienti digitali, affrontando in capitoli sintetici molte tematiche complesse. L’assunto da cui si parte è che l’innovazione, il cui ritmo di crescita degli ultimi cinquant’anni supera quello della storia dell’umanità, è inarrestabile: pertanto tutti dobbiamo farci i conti e imparare a gestirla al meglio per non essere soggetti passivi ma attivi.
Siamo frastornati, spiega il libro, perché ci troviamo in una fase di passaggio, in mezzo alla rivoluzione digitale: comprendiamo che la tecnologia e il cyber possono cambiare la nostra vita (e la stanno già cambiando) in meglio, ma non siamo in grado di gestire l’impatto che hanno in ogni sfera del nostro quotidiano. Il segreto per affrontare il cambiamento è non lasciarsi travolgere dal grande fiume in piena dell’innovazione, imparando a navigare utilizzandone i vantaggi e tenendo a bada i pericoli.
Perché se è vero che i rischi di “disumanizzazione” esistono, e alcuni problemi sono già all’ordine del giorno (per esempio la perdita di posti di lavoro, le violazioni della privacy, le fake news) è altrettanto vero che possiamo difenderci acquisendo nuovi strumenti. Quello di cui parla Tomassini è “un futuro di idee, che nascono sul digitale e si sviluppano nel reale per offrire servizi e possibilità sempre nuove”. C’è chi, pensando al futuro, invece immagina scenari apocalittici in cui l’umanità sarà schiacciata e cancellata dalle sue stesse creazioni: è proprio la divisione tra mondo tecnologico e mondo digitale ciò che l’autore respinge con forza, perché è sempre l’uomo il protagonista di ogni cambiamento. “I pessimisti hanno quasi sempre ragione. Gli ottimisti cambiano il mondo” dice in chiusura Tomassini, riassumendo in una frase le sue convinzioni e il suo approccio positivo al domani digitale. Un domani in cui l’uomo avrà un ruolo centrale se non si lascerà imbambolare dalle apocalissi che molti raccontano. “Il cambio di paradigma, l’apertura della finestra attraverso cui guardiamo alla realtà nel suo insieme, non è una alternativa tra le tante, ma l’unica scelta possibile”, scrive, “Tale alternativa, infatti, non è tra il passato e il futuro, ma tra l’innovazione che arriverà, e la nostra estinzione”. E chissà che magari non si verifichi uno dei più begli auspici del libro: la creazione di un “algoritmo della pace” che distrugga le guerre e garantisca ordine e uguaglianza per tutti nel mondo, obiettivi in cui nessun uomo è ancora riuscito.

– A 13 anni, il londinese Steve McQueen, diventato da adulto un artista visuale di fama internazionale e regista, fra gli altri, del film premio Oscar ’12 anni schiavo’ si era appassionato a una serie tv anni ’80, Widows, scritta dalla grande giallista e ideatrice di fiction Lynda La Plante (Prime suspect) su una banda di vedove di criminali, formatasi dopo la morte dei loro mariti, per realizzare una spettacolare rapina. Una storia che il cineasta, anche autore della sceneggiatura insieme a una nuova stella della scrittura noir, Gillian Flynn (Gone Girl Sharp Objects), porta dalla Londra degli anni ’80 nella Chicago di oggi, fra corruzione e tensioni razziali, nel suo heist movie (film su una rapina) Widows – Eredità criminale, con uno spettacolare cast che comprende Viola Davis, Elizabeth Debicki, Michelle Rodriguez, una giovane stella del teatro britannico, Cynthia Erivo, Liam Neeson, Colin Farrell, Robert Duvall, Brian Tyree Henry e Daniel Kaluuya. Il film, in uscita in Gran Bretagna questo weekend, e nelle sale italiane dal 15 novembre con 20th Century Fox (un giorno prima del debutto in Usa), ha esordito con recensioni entusiastiche a Toronto ed ha aperto il London Film Festival.
“Mi immedesimavo nella storia di Widows – ha spiegato il regista – parlava di donne che venivano costantemente sottovalutate, che non venivano considerate capaci di nulla. In quel periodo, da ragazzino nero, subivo lo stesso trattamento a scuola. Vederle reagire e compiere qualcosa di impensabile grazie alle proprie capacità ha avuto un profondo effetto su di me”. In una storia nella quale il ritmo sempre alto si sposa con ritratti profondi dei personaggi, lo spostamento della trama in una metropoli ricca di contraddizioni come Chicago condisce il percorso delle protagoniste con continui richiami all’attualità, dai temi del #metoo, a un razzismo latente, a una classe politica senza ideali. A guidare il gruppo è Veronica (Viola Davis), vedova del capobanda Harry (Liam Neeson). La donna, già provata dalla scomparsa repentina del figlio, si ritrova in una lotta per la propria vita. Infatti Harry aveva rubato nell’ultimo colpo finito male, 2 milioni di dollari, al capo gang locale, Jamal Manning (Brian Tyree Henry), novello candidato alle elezioni del distretto, che ora rivuole indietro i suoi soldi. L’unico modo che la donna ha per procurarseli è realizzare l’ultimo furto progettato dal marito, ma le serve l’aiuto delle altre ‘vedove’: Linda (Rodriguez), mamma di due bambini rimasta senza mezzi e Alice (l’emergente e carismatica Debicki), che dopo la morte del marito violento, sogna di costruirsi una vita libera. Si aggiunge al gruppo Belle (Erivo), madre single che si barcamena fra più lavori. La preparazione del colpo va avanti fra sorprese, tradimenti, violenze, colpi di scena e corruzione legata anche all’altro candidato alle elezioni, Jack Mulligan (Farrell). “Mi piace interpretare personaggi che ribaltano la visione degli altri su di loro, come nella vita mi piace sorprendere chi mi sottovaluta – ha detto Viola Davis a Toronto -. E’ quando ti trovi in terribili circostanze che scopri realmente di cosa sei fatto, come succede alle donne del film. Questa storia rappresenta anche una metafora molto efficace sui cambiamenti. Le persone cambiano quando sono costrette, come capita alle protagoniste che devono prendere il controllo della propria vita”.

– MILANO

– E’ finito con la sala dell’Arcimboldi trasformata in discoteca con tutto il pubblico a ballare sulle note dei successi dei Tribalistas, il trio per la prima volta in tour, in America e Europa, per presentare il nuovo progetto discografico, quindici anni dopo il successo del primo album che ha venduto oltre 3 milioni di copie. Due sole le date in Italia, ieri per l’appunto a Milano e l’11 all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Marisa Monte, Carlinhos Brown e Arnaldo Antunes, oltre ai brani del nuovo album, inciso a Rio de Janeiro nell’agosto del 2017, hanno presentato hit come “Passe em Casa”, “Velha Infncia” e “Já Sei Namorar”. Il teatro degli Arcimboldi era pieno ieri sera per oltre la metà da brasiliani che non hanno resistito al ritmo ed hanno contagiato tutta la sala in un finale dance tra le poltrone, incluso il direttore artistico del Blue Note Night the Nightfly presente alla serata.
– CATANIA

– Il baritono veneto Renato Bruson e il soprano palermitano Desirée Rancatore sono i vincitori del premio Bellini d’oro, che quest’anno compie 50 anni dalla sua prima edizione, promosso dalla Società catanese Amici della musica (Scam) in collaborazione con il teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania. La cerimonia di consegna si tiene il 9 novembre.
– SACILE (PORDENONE)

– Sarà Bill Frisell, uno dei più grandi chitarristi viventi, il protagonista “in solo” il 10 novembre del festival “Il volo del jazz” del Circolo Controtempo a Sacile (Pordenone), appuntamento fra i più noti nel panorama dell’offerta jazzistica italiana. Frisell è considerato il più prolifico e ispirato chitarrista-compositore odierno: l’unico capace di attraversare i generi senza perdere identità e stimoli creativi, nel suo continuo viaggio attorno alla musica. Dopo oltre cento dischi tra progetti personali e collaborazioni con artisti di diversa estrazione (Arto Lindsay, Elvis Costello, John Zorn, Caetano Veloso), Frisell è l’ultimo “guitar hero” della musica americana, epigono di una vicenda artistica che va da Charlie Christian a Jimi Hendrix. Insieme a John Scofield e a Pat Metheny è il più rappresentativo chitarrista della sua generazione. L’appuntamento, alle 21 nel teatro Zancanaro, è con il suo nuovo lavoro in solo registrato per laOkeh Records, Music Is.

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FAENZA (RAVENNA)

– Il Museo internazionale delle ceramiche di Faenza (Mic) possiede la più grande raccolta italiana di ceramiche precolombiane, con testimonianze dall’area peruviana (culture Nasca e Chimu), da Messico (culture Teotihuacan, Atzeca, Mixteca, Maya), Costa Rica e Brasile. Una mostra – ‘Aztechi, Maya, Inca e le culture dell’antica America’, a cura di Antonio Aimi e Antonio Guarnotta, dall’11 novembre al 28 aprile espone oltre 300 pezzi unici: alcuni finora custoditi nei depositi del Mic, ma mai esposti, altri provenienti da collezioni italiane.
La mostra parte dalle ricerche archeologiche ed etnostoriche più recenti ed avanzate per presentare una sintesi degli elementi più affascinanti dell’antica America e proporre una visione complessiva dell’America precolombiana in grado di offrire al visitatore una sintesi dei tratti pan-americani comuni alle diverse culture e allo stesso tempo approfondimenti sulle singole culture. Pezzi straordinari per dar conto di civiltà che la colonizzazione ha soffocato.
– Emanuele Bertelli è l’eliminato del terzo live di X Factor. Mara Maionchi perde così il suo primo concorrente che lascia definitivamente il talent dopo il ’tilt’.
Sul finale dello show si scaldano anche gli animi e il tavolo dei giudici dell’X Factor arena si trasforma per qualche minuto in un ring: i giudici litigano sull’esibizione di Anastasio, a cui la vocal coach Mara Maionchi ha assegnato “Mio fratello è figlio unico” di Rino Gaetano e su cui il rapper ha riscritto una sua strofa. Volano parolacce tra Agnelli e Maionchi: “noi facciamo quel c***o che ci pare”. “E io dico quel c***o che mi pare”, risponde il frontman degli Afterhours.
Liti a parte, la serata ha un inizio zuccheroso: Fedez, in qualità di ospite, apre lo show cantando commosso il singolo “Prima di ogni cosa”, dedicato al figlio Leone. Un bacio alla moglie Chiara Ferragni, in platea, e torna alla sua poltrona da veterano. Dieci i concorrenti ancora in gara verso la finale di Assago: dà il via alla prima manche Naomi con ‘Think’ di Aretha Franklin e i commenti dei giudici partono abbastanza agguerriti: “hai cantato bene non mi ha convinto l’interpretazione: è un pezzo scritto in un periodo di lotte sociali” ma “ho visto un’esibizione molto leggera”, dice Agnelli. I Bowland di Lodo Guenzi si esibiscono con ‘Senza un perché’ di Nada e l’iraniana Leila canta per la prima volta in italiano. Il gruppo convince i giudici per la personalità e il carattere che riescono a mettere nelle rivisitazioni dei brani. La gara continua con Luna, a cui il coach Manuel Agnelli ha assegnato la sexy-hit di Lana del Rey ‘Blue Jeans’, e con ‘Congratulation’ (Post Malone) con cui Emanuele Bertelli prova a riscattarsi dal rischio eliminazione della scorsa settimana. Invece è bocciato: per Fedez “avete ucciso la base Post Malone, l’avete disinnescato completamente”.
D’accordo anche Agnelli: “hai normalizzato il pezzo, anche l’altra volta avevi provato con la trap ma ti spersonalizza”. La prima manche si chiude infine con Sherol che si emoziona su ‘La voce del silenzio’ di Mina: con lei Agnelli “gioca un asso”, gli altri giudici non possono che incassare. Al termine del primo round il pubblico manda Bertelli al ballottaggio finale.
I Sofi Tukker sono gli ospiti internazionali del terzo live e fanno letteralmente ballare l’X Factor Arena tra una manche e l’altra.
Il secondo round riprende con la regina della discografia Mara Maionchi: spera che ‘Hold Back the River’ porti al suo Leo Gassman “la stessa fortuna” che ha dato a James Bay.
L’esibizione piace. Il figlio d’arte è sempre più sciolto su quel palco, forse troppo per i giudici: “inizi naturale ma poi ti senti in dovere di fare qualcosa che non hai bisogno di fare”, ha detto Agnelli. I Seveso Casino Palace tornano al rock con ‘Take on me’ degli Ah-ah ma non convincono del tutto i giudici e neanche al pubblico che alla fine li manda al ballottaggio. Altro classico al femminile con Renza Castelli, che porta sul palco con ‘Mi sono innamorato di te’ di Luigi Tenco: esibizione benfatta, “rispettosa” e delicata per i giudici che però non si strappano i capelli. Martina Attili canta (pattinando) Madonna, una delle sue cantanti preferite, in ‘Material Girl’ (“una passione insana che non sono riuscito a curarle”, scherza il suo coach). È il finale che accende l’X Factor Arena con Anastasio che si confronta con “Mio fratello è figlio unico” di Rino Gaetano e con la sua strofa inedita incendia i giudici: per Agnelli “devi metterti in gioco come gli altri e cambiare formula”, cioè con le cover perché “questo non è un programma di inediti, stai facendo un’altra gara”. Fedez non è d’accordo: “lo metteresti in difficoltà e lo snaturi, non è fuori dal regolamento” portare strofe inedite. Mara, la sua vocal coach, si inserisce nel duello e risponde alla voce degli Afterhours: “tu hai fatto fare la bambola ballante a Martina, fai quel che credi” e poi arrivano le parolacce “noi facciamo quel c***o che ci pare”. “E io dico quel c***o che mi pare”, non le manda a dire Agnelli.
Pace fatta con un “ti amo” reciproco. “Siamo i gloriosi delle liti”, scherza Maionchi.
Al termine della manche, in sfida con Emanuele Bertelli il pubblico manda i Seveso Casino Palace ma ancora una volta è parità al tavolo dei giudici e si torna al ’tilt’. Nei 200 secondi di televoto la decisione torna al pubblico che elimina il sedicenne Emanuele Bertelli.

– CAGLIARI

– L’appeal turistico del sud ovest della Sardegna cresce grazie a “L’Isola di Pietro”, la serie tv con Gianni Morandi trasmessa da Canale 5 e ambientata nell’isola di Carloforte. Secondo uno studio realizzato da Michele Casula per Ergo Research, gli spettatori della fiction targata Lux Vide, sia occasionali che regolari, sono molto propensi a indicare la Sardegna come possibile destinazione di vacanza. Se negli anni scorsi solo l’11% del campione segnalava il sud-ovest della regione come meta, dopo la prima stagione della serie il dato sale fino al 32% nel caso di chi non perde una puntata e al 24% per gli occasionali. Insomma, ciò che distingue la fiction di Mediaset rispetto ad altre è proprio il valore aggiunto della location. Considerando questo fattore si colloca al terzo posto dopo “veterani” del gradimento Tv come “Il commissario Montalbano” e “Don Matteo”.
In occasione della seconda stagione in onda dal 21 ottobre – arricchita dal contributo di nuovi personaggi interpretati da Elisabetta Canalis, Lorella Cuccarini e Stefano Dionisi – è già stata avviata un’attività di “web monitoring” delle conversazioni social che riguardano la Sardegna, Carloforte e l’Isola di San Pietro. “Stiamo andando nella direzione giusta”, ha commentato l’assessora regionale al Turismo, Barbara Argiolas, che oggi ha illustrato i risultati della ricerca.
La Regione ha finanziato la prima stagione (tre puntate) con 400mila euro di fondi Por, 800mila per la seconda (sei episodi).
“Produzioni come questa danno grande notorietà ai luoghi, li imprimono nell’immaginario degli spettatori – ha spiegato l’esponente della Giunta – siamo convinti che l’industria dell’intrattenimento costituisca un motore di sviluppo per la nostra Isola che ha ampi margini di crescita ed è in grado di incrementare i flussi turistici e l’indotto occupazionale”.
– Teatro, musica, performance, danza, arti visive, nuovo circo. Dopo i 10 mila spettatori dello scorso anno, al RomaEuropa Festival torna REF Kids + Family, sezione curata da Stefania Lo Giudice tutta dedicata ai bambini e famiglie. Un festival nel festival che dal 9 al 25/11 trasformerà il Mattatoio di Testaccio in uno spazio per i giovanissimi, pur con i linguaggi contemporanei che hanno da sempre caratterizzato il Festival.
Sette le produzioni pensate dai 6 anni in su, come I sogni di Antonio dall’Ermitologie per il duo francese Clèdat et Petitpierre; Gretel e Hansel del Teatro delle Briciole; il nuovo circo degli Ondadurto sul sentimento della Meraviglia; e la scommessa di Letizia Renzini su come far appassionare i piccoli all’ascolto della musica contemporanea. Fino a Le avventure di Pinocchio in teatro musicale di Lucia Ronchetti e i solisti dell’Ensemble Intercontemporain, realizzato da Romaeuropa, Teatro dell’Opera di Roma e Museo Nazionale Romano, nell’Aula Ottagona dell’ex planetario(22-24/11).
– Il testamento biologico e il fine vita approdano per la prima volta a teatro con lo spettacolo ‘Interruzioni’, che debutta il 16 novembre a Milano, a Linguaggicreativi. E’ una produzione Spericolata Quinta in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni, scritto da Camilla Ghedini e Gianna Coletti, che ne è anche l’interprete.
Lo spettacolo – dove Coletti interpreta tutte e tre le protagoniste – ruota attorno all’incomunicabilità tra una figlia malata, pacificata con ciò che il destino le ha riservato, e una madre che pare non comprendere la realtà. La terza voce è quella di una dottoressa, che si rivolge esclusivamente al pubblico toccando temi come il testamento biologico, l’accanimento terapeutico e le tante battaglie per decidere della propria vita sino all’ultimo respiro.
– Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel, lo show immersivo firmato Marco Balich, diventa il primo ‘permanent show’ d’Italia.
Realizzato con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani e prodotto da Artainment Worldwide Shows, lo spettacolo in cartellone all’Auditorium della Conciliazione di Roma da marzo, dopo i primi 195.000 spettatori in 8 mesi ha vinto la scommessa, conquistando sia il pubblico italiano (78%) che straniero (22%).
È stato richiesto all’estero e pur rimanendo stabile a Roma avrà occasione di diventare anche il primo permanent show Made in Italy. Protagonista, la Cappella Sistina e il suo maestro Michelangelo, raccontanti con la voce di Pierfrancesco Favino, il main theme musicale di Sting e le meraviglie delle ultime tecnologie messe a frutto da Balich. Il pubblico ha apprezzato la possibilità di abbinare il biglietto alla visita notturna ai Musei Vaticani, mentre le indagini rilevano che per l’81% degli spettatori lo show ha superato le aspettative.

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La ricchezza e la varietà degli habitat di tutto il mondo, dalla natura più remota dell’Artico alle misteriose profondità oceaniche, passando per i maestosi paesaggi africani e le ricchissime foreste del Sud America.
Netflix ha rilasciato il teaser e le immagini della nuova docu-serie originale ‘Il nostro pianeta’ che esordirà il 5 aprile 2019 in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo. E’ stata creata in collaborazione con Silverback Films, il cui direttore è Alastair Fothergill (mente creativa delle serie originali Pianeta Terra e The Blue Planet acclamate dalla critica), e con il WWF, l’organizzazione per la tutela dell’ambiente più importante al mondo. E’ sviluppata in otto parti è mostrerà le specie più rare e gli habitat più fragili del pianeta, rivelando strepitose immagini della Terra catturate attraverso le ultime tecnologie di ripresa in 4K. La produzione di questo ambizioso progetto è durata quattro anni e si è svolta in 50 paesi diversi in tutti i continenti.
– TORINO

– Collisioni, il celebre festival agrirock che da 11 anni viene organizzato nel piccolo borgo di Barolo, sulle colline delle Langhe patrimonio Unesco, ha annunciato il primo headliner internazionale, Macklemore, il rapper di Seattle che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo per la sensibilità dei suoi testi e l’energia della sua musica. Sarà sul palco il prossimo 10 luglio. Le prevendite aprono il 12 novembre su ticketone.
Macklemore si è fatto conoscere in tutto il mondo insieme a Ryan Lewis nel 2012, con le super hits ‘Thrift Shop'(multi platino), e ‘Can’t Hold Down’, triplo disco di platino in Italia. Sono seguiti due album amati da critica e pubblico, ‘The Heist’ e ‘This Unruly Mess I’ve Made’, che li hanno portati a raccogliere più di 2 miliardi di visualizzazioni su Youtube, quattro Grammy Awards, svariati dischi di platino e oro in tutto il mondo, oltre che la stima del Presidente Barack Obama che nel 2016 ha voluto Macklemore accanto a lui in un messaggio televisivo alla nazione.
– TORINO

– Arriva da Seul l’ultima mostra dedicata alle celebri opere in mattoncini Lego dell’artista Nathan Sawaya, che apre domani alla Promotrice delle Belle Arti di Torino per restarvi esposta fino al 24 febbraio.
Recentemente segnalata dalla Cnn nella lista delle 10 mostre ‘da vedere’, visitata da oltre 5 milioni di persone nel mondo ed esposta in oltre 50 paesi, la mostra espone 80 imponenti e affascinanti opere di Sawaya, creatore stesso dell’esposizione.
Nato negli Stati Uniti, Sawaya è il primo ad aver portato i Lego nel mondo dell’arte trasformando questo semplice gioco di costruzioni in opere capaci di ispirare e trasmettere emozioni.
Esistono 5 mostre itineranti firmate Sawaya nel mondo. La versione presentata a Torino arriva per la prima volta in Italia, con diverse novità tra cui la Testa Moai, ispirata alle statue di pietra dell’Isola di Pasqua e un dinosauro a grandezza naturale. Tra le altre sculture Monna Lisa di Leonardo, La ragazza di perle di Vermeer, l’Urlo di Munch, il Bacio di Klimt.
– TORINO

– Il Teatro Regio di Torino apre al pubblico le prove generali del concerto del maestro Ezio Bosso, che ne aveva fatto richiesta. La mattina del 17 novembre sarà quindi possibile assistervi al prezzo simbolico di 5 euro.
“Amo molto le prove aperte perché aumentano la possibilità di condivisione della musica e la capacità di comprensione del pubblico, e sono felice che questa mia richiesta sia stata sposata dal Teatro e dalla Città – sottolinea Bosso -, così come sono grato a OperaBarolo per lo Studio Aperto che facciamo tutti gli anni e che cadrà proprio in questi miei intensi giorni torinesi”.
Orgogliosi e onorati della presenza di Bosso al Regio anche l’assessora alla Cultura della Città di Torino, Francesca Leon, e il sovrintendente William Graziosi. In programma anche una prima esecuzione per Torino: ‘Oceani’, Concerto per violoncello e orchestra tratto dalla Sinfonia n. 1 ‘Oceans’, con Relja Lukic violoncello solista.
– Prada presenta “Storytelling”, una mostra personale del pittore cinese Liu Ye a cura di Udo Kittelmann, organizzata con il supporto di Fondazione Prada, in programma dal 10 novembre al 20 gennaio 2019 a Shanghai nella Rong Zhai, residenza storica del 1918 restaurata da Prada e riaperta nell’ottobre del 2017. Il progetto espositivo esplora l’opera di Liu Ye attraverso una selezione di 20 dipinti realizzati dal 1992 a oggi. L’immaginario intimo e sensuale di Liu Ye trova le sue molteplici fonti d’ispirazione nella letteratura, nella storia dell’arte e nella cultura popolare del mondo occidentale (c’è anche un Pinocchio) e orientale, dando vita ad atmosfere che evocano introspezione, purezza e sospensione. Nella sua pratica artistica coesistono racconto fiabesco e ironia, percorsi da una vena parodistica. A proposito della sua produzione, Liu Ye, nato a Pechino nel 1964, ha sottolineato che “ogni opera è un mio autoritratto”.
In una combinazione di fonti ed elementi diversi, nelle sue tele si possono identificare diverse forze creative: memoria, osservazione, immaginazione e formazione artistica. Le sue opere sono pervase da un’ambiguità sospesa tra realtà e invenzione.
Nel corso del suo percorso Liu Ye ha sviluppato un universo personale, accessibile e anche impenetrabile. Liu Ye mette in campo una collisione di anacronismi, tipica dell’individuo immerso in una cultura straniera: i motivi dell’arte moderna sono combinati a citazioni dei grandi maestri e riferimenti alla cultura occidentale sono associati a icone di quella cinese.
La natura autobiografica dell’opera assume connotazioni diverse alla fine degli anni Novanta quando l’artista lascia l’Europa per tornare nel suo paese. La sua arte è un mezzo per investigare e scoprire se stesso, in un contesto fondato sullo scambio reciproco tra produzione artistica e vita quotidiana.
All’interno degli spazi decorati di Prada Rong Zhai, le opere enigmatiche di Liu Ye si aprono a nuovi significati, entrando in dialogo con l’architettura e l’atmosfera della villa costruita agli inizi del XX secolo come luogo d’incontro fra tradizioni cinesi ed europee.
– I drammatici fatti del G8 di Genova come prima fonte di ispirazione, la morte di Giulio Regeni, la resistenza dei Curdi a Kobane, le vittime delle organizzazioni neofasciste, ma anche la generazione degli anni ’80, la scena underground, i social e il loro linguaggio, un armadillo come forma di autocoscienza; e poi Roma, con l’amata Rebibbia che con un grande murales dà il benvenuto ai visitatori. E’ un mondo a disegni, fatto di battaglie, impegno civile e sentimenti vissuti nella periferia della Capitale quello di Michele Rech, in arte Zerocalcare, protagonista al Maxxi con la sua prima personale, “Scavare fossati. Nutrire coccodrilli”, allestita dal 10 novembre al 10 marzo.A cura di Giulia Ferracci, la mostra ripercorre 18 anni di lavoro e di vita del fumettista romano attraverso un percorso curvo idealmente strutturato “ad armadillo”, in un omaggio al buffo personaggio che è compagno di mille battaglie nonché alter ego dell’autore, presentando al pubblico poster, illustrazioni, copertine di dischi, etichette e loghi, oltre alle tavole dei suoi 9 libri e a un lavoro site specific. Tre le sezioni che compongono l’esposizione, nelle quali emerge la capacità di Zerocalcare di leggere con ironia e grande profondità la realtà sociale e politica, senza personalismi (pur partendo spesso dalla sua stessa storia) ma pensandosi sempre come parte di una collettività. Se in Pop, primo capitolo della mostra, c’è il ritratto della sua generazione, tra cartoni animati, manga e la delusione per un mondo dorato ma senza diritti che non ha mantenuto le sue promesse di felicità, in Lotte e Resistenze sono le storie di cronaca a farla da padrone, con il racconto di conquiste politiche e opposizione sociale. Infine il terzo nucleo, Non-Reportage, con i resoconti dei grandi fatti, da Genova a Kobane, nati da esperienze vissute direttamente dall’autore. Nel percorso anche Tribù, ossatura della mostra, in cui appare la rete sociale del fumettista e l’attività legata al mondo del punk e dei centri sociali, nonché un’anteprima del progetto Demopatia, ideato e realizzato per ActionAid (con Manolo Luppichini e Ivan Giordano) per riflettere sull’importanza e la fragilità del concetto di democrazia.”La mostra racconta 18 anni di una storia che riguarda me ma che è anche collettiva: è questa la cosa più bella”, spiega oggi Zerocalcare, “la mia paura era di tradire sensibilità diverse dalla mia che hanno pensato con me una parte dei progetti esposti, ma fino a ora non è successo, anche perché lo staff è stato rispettoso del mio lavoro, senza edulcorare né spettacolarizzare”. “In periferia ci sono cresciuto, è tutto quello che ho sempre visto, un luogo dove ci sono solidarietà e risorse umane”, prosegue, spiegando anche la scelta di chiamare una sezione non-reportage “perché non c’è distanza tra me e quello che racconto: ho sempre partecipato in prima persona ai fatti”. “Il lavoro di Michele Rech è straordinario perché ha tante cifre per comprenderlo: la denuncia politica, l’ironia, la tenerezza, l’indagine introspettiva, la riflessione sul mondo”, dice Giovanna Melandri, presidente Fondazione Maxxi, “il fatto che un’istituzione come la nostra si incontri con una realtà indipendente come la sua per noi non è una novità. Il fumetto entra dunque nelle linee di ricerca del Maxxi”. E domani Zerocalcare, dopo un firmacopie nel primo pomeriggio, sarà protagonista insieme al fotografo Paolo Pellegrin (in mostra in contemporanea al Maxxi) di un incontro moderato da Marco Damilano.

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A 50 anni dall’uscita, il capolavoro di Jimi hendrix, “Electric Ladyland”, torna a nuova vita. La Experience Hendrix, L.L.C. e Legacy Recordings (la divisione catalogo di Sony Music Entertainment) pubblicano un cofanetto in edizione Deluxe, nei negozi dal 9 novembre. ‘Electric Ladyland Deluxe Edition’ sarà disponibile in versione 7 lp e 4 cd.
I cofanetti includono il doppio album originale, rimasterizzato da Bernie Grundman a partire dai nastri analogici, oltre a ‘Electric Lady: The Early Takes’ che raccoglie i demo e gli outtake in studio di quel periodo della carriera di Hendrix, con un nuovo mix audio surround 5.1 dell’intero album originale prodotto da Eddie Kramer (lavoro fatto per la prima volta con un album in studio di Hendrix e offre i mix stereo originali in audio non compresso ad alta risoluzione a 24 bit/96 kz.).
– Editori Laterza entra nel mondo degli audiolibri con una nuova collana, in coedizione con Emons, che parte con ‘Caporetto’ di Alessandro Barbero letto da Marco Baliani, maestro del teatro di narrazione e grande appassionato di storia. La nuova collana in coedizione è unica, ma si suddivide per tematiche tra Battaglie, Biografie e audiolibri cosiddetti “speciali”. Dopo ‘Caporetto’ usciranno, il 22 novembre, ‘Miraggi alimentari’ di Marcello Ticca, letto dallo stesso Ticca e per il 2019 è in programma ‘L’incredibile viaggio delle piante’ di Stefano Mancuso, ‘Leonardo’ di Antonio Forcellino e ‘La montagna dentro’ di Hervé Barmasse (Speciali).
“È stata una Caporetto”. Tanta è la fama di quest’episodio della prima guerra mondiale che ogni italiano usa quest’espressione come metafora della disfatta in sé, della totale débâcle. Ma cosa successe veramente quel 24 ottobre del 1917? Lo racconta Baliani con le parole di Alessandro Barbero e del suo Caporetto, in 2 CD MP3 (euro 19,90, download euro 11,94).
“Bisogna sfatare l’idea che a Caporetto l’esercito italiano sia stato colto di sorpresa”, insiste su questo punto Alessandro Barbero. Alle due del mattino del 24 ottobre 1917, i cannoni austro-tedeschi cominciarono a colpire le linee italiane.
All’alba le Sturmtruppen, protette dalla nebbia, andarono all’assalto. In poche ore, le difese vennero travolte e la sconfitta si trasformò in tragedia nazionale. Oggi sappiamo che quel giorno i nostri soldati hanno combattuto, eccome, finché hanno potuto. Ma perché l’esercito italiano si è rivelato così fragile, fino al punto di crollare? Era, spiega Barbero, un esercito in cui nessuno voleva prendersi delle responsabilità, e in cui si aveva paura dell’iniziativa individuale.
– Scontro fra bene e male i cui confini si possono fare tenui, divisioni familiari, tragedie legate all’infanzia, sensi di colpa mai superati, amour fou, tensioni razziali, emarginazione, repressione violenta del dissenso, paura dell’altro, ricerca d’identità, desiderio di libertà, padri ideali e cattivi maestri. Tutti temi che J.K Rowling ha esaltato nella saga di Harry Potter e che sviluppa in mille rivoli, creando, quando la ricetta funziona, echi sempre attuali, da sceneggiatrice di Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald di David Yates, secondo capitolo (dei cinque) della nuova saga prequel/spin-off, in sala dal 15 novembre con Warner Bros, che racconta guerre, alleanze, scoperte, tradimenti, e rivoluzioni nel mondo segreto dei maghi decenni e decenni prima della comparsa di Harry Potter.Anche stavolta al centro della storia (Salani farà uscire il 3 dicembre la sceneggiatura in italiano) c’è il magizoologo Newt Scamander, interpretato da Eddie Redmayne, ma acquistano spessore anche le vicende di tutti gli altri personaggi, in un cast che comprende Johnny Depp, nei panni del carismatico ‘cattivo maestro’ con toni da populista, mago oscuro Gellert Grindwelwald; Jude Law, nel ruolo di un quarantenne Albus Silente, e fra gli altri, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol, Zoe Kravitz, Callum Turner e Claudia Kim. Si riparte dal 1927 con la spettacolare fuga di Grindelwald (Depp), che alla fine del primo film era stato imprigionato dal Ministero della magia statunitense. Occhi di colore diverso (uno marrone e uno grigio), taglio di capelli nazi/punk biondo platino, il ‘nemico pubblico’, potente e seduttivo, trova nella più liberale Parigi la sede ideale per diffondere il suo messaggio: vuole riunire intorno a sé un esercito di maghi, promettendogli la libertà dai vincoli e dalle ingiustizie che gli impone la convivenza con il mondo babbano (degli umani senza poteri magici), ma in realtà il suo è un piano di conquista.Scamander, che l’ha affrontato già nel primo capitolo, se lo ritrova contro, quando su incarico di Silente (del quale viene accennata, come già preannunciato dalla Rowling l’omosessualità, con una scena piena di grazia legata al passato) va a Parigi per ritrovare l’obscurial (nato mago incapace di controllare i propri poteri) Creedence Barebone (Miller), che Grindelwald vorrebbe al suo fianco. Una missione in cui lo accompagna l’amico babbano Jacob (Fogler), preoccupato per l’amata maga Queenie (Sudol), che si ritrova a dover scegliere fra bene e male. E anche Newt fa i conti con i propri sentimenti: dall’incontro con l’ex compagna di scuola Leta Lestrange (Kravitz) ora fidanzata del fratello Theseus Scamander (Turner) capo degli Auror britannici (membri del Ministero della Magia che combattono le Arti Oscure) alla volontà di ritrovare un dialogo con Tina (Waterston), sorella di Queenie, anche lei entrata negli Auror. Non mancano incantesimi, scontri a colpi di bacchetta e gli animali fantastici del titolo: fra le new entry l’enorme Zouwu, enorme felino con un corpo a strisce tipo tigre, una criniera leonina, con artigli e zanne letali, ma anche la capacità di giocare, e gli eleganti Matagot.”Questa storia è più stratificata e intricata con lo sviluppo di nuovi filoni di personaggi, oltre a essere più oscura e accattivante – spiega il regista -. Ma quel che più mi ha colpito è stata la capacità di creare questa sensazione di un thriller emotivo, con colpi di scena che non ho mai visto prima. Jo (Rowling) evolve costantemente l’universo che ha costruito”. Una complessità che sta ottenendo recensioni discordanti dai critici Usa, ma si attende la risposta del pubblico: finora non è mai mancato all’appello.

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Benji & Fede, i due teen idol modenesi, hanno conquistato la vetta della classifica dei dischi più venduti della settimana (secondo le rilevazioni Fimi-Gfk) con la Limited Edition di Siamo Solo Noise, che contiene 4 nuovi inediti, a pochi giorni dal Siamo Solo Noise Indoor tour che ha in cartellone due date al Mediolanum Forum di Assago (il 16) e al PalaLottomatica di Roma (il 25). Scalzati dal primo posto i giovanissimi Maneskin con Il Ballo della vita. Sul terzo gradino del podio, il nuovo album di Elisa, Diari Aperti (secondo una settimana fa), tutto in italiano e tratto dai suoi scritti più personali. Sorpresa, al quarto posto, dove si inserisce il rapper Junior Cally al debutto con Ci entro dentro. Alessandra Amoroso, con 10, l’album che celebra i primi 10 anni della sua carriera, resiste al quinto posto a oltre un mese dall’uscita. La cantante salentina è seguita da Irama con Giovani. Settima piazza per Andrea Bocelli e il suo Sì, che nei giorni scorsi è stato il primo italiano a raggiungere il n.1 sia in America che in Gran Bretagna e che è in radio con “If Only”, il duetto con la popstar Dua Lipa. Ottava posizione per il Peter Pan di Ultimo, che a 9 mesi dalla vittoria tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo, continua la sua corsa tra i big. Chiudono la top ten, la colonna sonora del film A Star is born, cantata da Lady Gaga e Bradley Cooper, e Love dei TheGiornalisti, che perdono rispettivamente 4 e 3 posizioni. Tra i singoli, primo posto a Fedez con il brano Prima di ogni cosa, dedicato al figlio Leone, che anticipa il nuovo progetto discografico. Red Canzian con Testimone del Tempo è in vetta alla classifica dei vinili.
Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 2 all’8 novembre 2018:
1) SIAMO SOLO NOISE, BENJI & FEDE (WM ITALY-WMI)
2) IL BALLO DELLA VITA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SONY)
3) DIARI APERTI, ELISA (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)
4) CI ENTRO DENTRO, JUNIOR CALLY (SUGAR-ARTIST FIRST)
5) 10, ALESSANDRA AMOROSO (COLUMBIA-SONY)
6) GIOVANI, IRAMA (WARNER BROS-WMI)
7) SÌ, ANDREA BOCELLI (SUGAR-ARTIST FIRST)
8) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)
9) A STAR IS BORN (O.S.T.), LADY GAGA & BRADLEY COOPER (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)
10)LOVE, THEGIORNALISTI (CAROSELLO RECORDS-ARTIST FIRST)
Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:
1) PRIMA DI OGNI COSA, FEDEZ (EPIC-SME)
2) TORNA A CASA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SME)
3) TAKI TAKI, DJ SNAKE FEAT. SELENA GOMEZ, OZUNA & CARDI B (VIRGIN-UNI)
4) SHALLOW, LADY GAGA & BRADLEY COOPER (VIRGIN-UNI)
5) CAMBIARE ADESSO, DARK POLO GANG (VIRGIN-UNI)
Infine, la classifica dei vinili:
1) TESTIMONE DEL TEMPO, RED CANZIAN (BMG RIGHTS MANAG.-WMI)
2) NEVERMIND, NIRVANA (GEFFEN RECORDS/USM-UNIVERSAL MUSIC)
3) DIARI APERTI, ELISA (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)
4) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)
5) LOVE, THEGIORNALISTI (CAROSELLO RECORDS-ARTIST FIRST).

– Benji e Fede, Maneskin, Elisa e poi il rapper con la maschera antigas. Junior Cally irrompe, a sorpresa, nella classifica Fimi-Gfk degli album più venduti, con il primo album “Ci entro dentro”, prodotto da Sugar. Poco si sa circa l’identità di uno dei rapper di maggior successo degli ultimi tempi. Cally è apparso per la prima volta a inizio 2017 e da allora è stato un crescendo. Classe 1991, tra un post su Instagram e il nuovo singolo, sta spopolando: il brano Bulldozer è arrivato a un milione e mezzo di visualizzazioni in poche settimane. Ad alimentare l’interesse, oltre al talento, l’alone di mistero: di Junior Cally non si conosce né l’identità né il volto. Il ragazzo non si è mai fatto vedere senza maschera antigas, alla quale non rinuncia nemmeno durante gli eventi pubblici. Su Instagram anche madre e padre indossano maschere antigas: impossibile risalire alla sua vita privata. Unica informazione nota è che è di Roma e che il nome lo ha scelto in omaggio a Junior Kelly, cantante reggae giamaicano.

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SALERNO

– È il mare uno dei temi predominanti della tredicesima edizione di Luci d’Artista, evento inaugurato questo pomeriggio a Salerno e che proseguirà fino al 20 gennaio.
L’accensione delle luminarie, quest’anno installate dalla Blachere Illumination, è avvenuta alle 17,15 in villa comunale, alla presenza del sindaco di Salerno, Enzo Napoli. Assente per la prima volta il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, trattenuto a Caserta da impegni istituzionali.
Tante le luminarie richiamanti il mare: le conchiglie in Piazza Sedile del Campo, le meduse tra i vicoli del centro storico, ippocampi e pesci a sovrastare un fondale marino in Piazza Sant’Agostino. In Piazza Flavio Gioia l’azienda francese ha invece pensato di realizzare un grande tempio di Poseidone dinanzi al quale vi è un carro trainato da animali marini e guidato da un Babbo Natale che impugna un tritone. Su Corso Vittorio Emanuele, invece, l’omaggio alla Costiera Amalfitana con i caratteristici limoni che sovrastano l’arco degli innamorati.
– Per gli Antichi l’Oceano era un mare noto e navigato in ogni sua direzione. Le prove sono contenute nell’ultimo saggio di Elio Cadelo “L’Oceano degli Antichi – I viaggi dei Romani in America” per l’editrice goriziana LEG (p.
480, euro 28).
La gran quantità di testimonianze archeologiche e letterarie prodotte da Elio Cadelo, studioso e divulgatore scientifico, confermano la presenza in America dei Romani. Infatti, frutti come l’ananas, piante come il mais o fiori come il girasole, tutte di origine americana non sono giunte in Europa dopo il 1492, l’anno cui tradizionalmente si attribuisce la scoperta dell’America, ma erano già note al tempo di Roma tanto da essere raffigurate in affreschi, mosaici e sculture.
Non solo piante, i Romani importarono dall’America anche animali tra i quali pappagalli, in particolare il pappagallo Ara, raffigurato in affreschi di ville romane.
In questo volume vengono presentate numerose prove di scambi tra il Vecchio e il Nuovo continente in epoca romana, tra le quali vi sono le analisi del dna compiute sui farmaci fitoterapici rinvenuti in un relitto romano del primo secolo d.C. davanti alle coste toscane. “Su quella nave viaggiava anche un medico e questo gli archeologi lo deducono dal fatto che sono state ritrovate fiale, bende, ferri chirurgici e scatolette sigillate contenenti pastiglie composte da numerosi vegetali, preziosissime per la conoscenza della farmacopea nell’antichità classica” dice Cadelo.
Ma tracce della presenza di Roma in America sono state rinvenute in una tomba azteca: una testa marmorea con acconciatura romana di età imperiale nota come “la testina di Toluca”, oltre ai numerosi reperti esposti nel museo di Comalcalco, città maya sulla costa sud-occidentale del Messico. Tra le diverse prove nel saggio di Elio Cadelo viene pubblicata per la prima volta una lettera di Cristoforo Colombo indirizzata ai re di Spagna nella quale l’ammiraglio spiega che per giungere alle Indie da occidente avrebbe seguito la stessa rotta già percorsa dal Romani.

– AREZZO

– “Nelle mie canzoni cerco di parlare delle esperienze personali perché un autore deve sempre partire da se stesso”. Lo ha detto Ermal Meta ospite al Circolo Artistico di Arezzo del salotto di SudWave, manifestazione realizzata dalla Fondazione Arezzo Wave che punta il faro sulla musica dei paesi del Sud Europa. Tantissime le persone che hanno affollato la sala con una lunga coda all’esterno. Ad intervistare il cantante di origine albanese Drigo dei Negrita, gruppo ai vertici musicali europei che con Meta ha diviso una casa nell’aretino qualche anno fa per comporre testi e musica.
“Sono impegnato in 12 concerti in altrettanti teatri – ha detto -. Per me è un’esperienza nuova visto che mi esibisco con un quartetto di archi”. “Ho suonato ad Arezzo Wave con due gruppi diversi ormai dodici anni fa. Spero che SudWave serva per rilanciarla”.

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Di questi tempi potrebbe capitarci di incontrare un Ufo o un qualunque personaggio dei fumetti come Batman senza trovarlo poi così scandaloso, “se invece arrivasse di nuovo Gesù, povero, scalzo, si troverebbe a predicare su un barcone e da migrante neppure lo farebbero sbarcare”, dice Elio Germano. E se arrivasse la Madonna come pure capita alla geometra ragazza madre Lucia (Alba Rohrwacher) in Troppa Grazia di Gianni Zanasi? “Si renderebbe presto conto – aggiunge Germano, Ligabue nel nuovo film di Giorgio Diritti – che non sono questi i tempi per starla a sentire, tutti indaffarati noi poveretti a far quadrare le cose di una società in profonda crisi”.
Al di là della storia, che dopo la Quinzaine di Cannes 2018, il premio Label Europa Cinema miglior film europeo, arriva in sala dal 22 novembre da Bim, il tema con i toni della commedia è di quelli importanti e riguarda la spiritualità e quanto siamo disposti a darle spazio nelle nostre vite. E poi la salvaguardia del territorio e la questione morale

– BOLOGNA

– L’attore e conduttore Raffaele Pisu riceverà la Turrita d’Oro di Bologna. A consegnargli l’importante riconoscimento, sarà l’assessore alla Cultura, Matteo Lepore sabato a Palazzo d’Accursio.
Nato a Bologna 93 anni fa, Pisu è stato un combattente partigiano e venne a lungo internato nel campo di Wilhelmshaven, in Germania. Al termine della Seconda Guerra Mondiale inizia la sua carriera di artista come presentatore di trasmissioni di varietà ai microfoni di Radio Bologna e nel 1945 è, con Enzo Biagi, tra i fondatori del Teatro La Soffitta.
Nel 1957 viene diretto da Mario Monicelli nel film ‘Padre e figli’, mentre nel 1964 lavora con Giuseppe De Santis in ‘Italiani brava gente’. Nel 1968 nella trasmissione Rai ‘Ma che domenica amici’ lancia il pupazzo ‘Provolino’. Dopo una pausa di quasi 15 anni torna in tv come conduttore di ‘Striscia la notizia’ e recita in diversi film. Dal 10 al 14 novembre, la Fondazione Cineteca di Bologna dedicherà all’attore la rassegna ‘Omaggio a Raffaele Pisu’.
– Bloccata in Russia e Ucraina l’uscita in sala di ‘Hunter Killer’, action movie in cui si vede l’esercito americano salvare un presidente russo durante un colpo di stato. Il distributore russo ha detto di non aver ricevuto la necessaria licenza di proiezione, mentre il ministero della cultura russo, che rilascia appunto le licenze, ha replicato che la società di distribuzione avrebbe fornito un pacchetto incompleto di documenti. Per molti il blocco del film non è affatto casuale e dipenderebbe dal suo contenuto. Il film di Donovan Marsh, già in sala con Eagle Pictures, interpretato dall’attore scozzese Gerard Butler assieme a Gary Oldman, racconta infatti la storia di una squadra di US Navy Seals che salva un presidente russo preso in ostaggio dal suo falso ministero della difesa, evitando così una guerra globale.
Il film è liberamente ispirato a un romanzo Firing Point di George Wallace che nella vita è stato un vero comandante di un sommergibile nucleare.
– Ventiquattr’ore per raccontare una splendida famiglia borghese e una ricca cittadina del nord Italia nel nuovo film di Ivano De Matteo con protagonisti Marco Giallini, Michela Cescon, Massimiliano Gallo e con Bebo Storti e la partecipazione di Vinicio Marchioni intitolato Villetta con ospiti. Le riprese sono cominciate a Bassano del Grappa in Veneto e si sposteranno poi a Roma. Nella storia scritta da De Matteo con Valentina Ferlan. Di giorno le nostre signore e i loro mariti ostentano pubblica virtù ai tavolini dei caffè. Poi, di notte, la commedia scivola nel noir ed esplode il lato oscuro della provincia in un susseguirsi di meschinità e violenze.
I sette vizi capitali incarnati dai sette protagonisti si palesano ai nostri occhi quasi con innocenza. Nessuno è accusabile di nulla anche se, tutti insieme, si macchieranno del peggiore dei peccati.
Prodotto da Marco Poccioni e Marco Valsania è una coproduzione italo-francese Rodeo Drive con Rai Cinema e Les Films d’Ici.
– Primi ciak per Croce e Delizia il nuovo film di Simone Godano, che dopo il successo di Moglie e Marito, torna dietro la macchina da presa per dirigere Alessandro Gassmann, Jasmine Trinca, Fabrizio Bentivoglio e Filippo Scicchitano.
I Castelvecchio sono una famiglia di eccentrici, hanno una mentalità aperta, ma sono narcisisti e disuniti. I Petagna sono tutto l’opposto: gente molto affiatata, di estrazione sociale più umile, dai valori tradizionali ma conservatori.
Come mai queste due famiglie così diverse si ritrovano a trascorrere le vacanze estive insieme? Lo sanno solo i capifamiglia Tony (Fabrizio Bentivoglio) e Carlo (Alessandro Gassmann): l’inaspettato annuncio del loro amore scardinerà gli equilibri delle due famiglie ma soprattutto quelli di Penelope (Jasmine Trinca) e Sandro (Filippo Scicchitano), i loro rispettivi primogeniti. Le riprese tra Roma e Gaeta.

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FIRENZE

– Le indiscrezioni dell’Fbi, il contatto con i funzionari russi, le inchieste rischiose e le tante discussioni per arrivare alla pubblicazione di ogni notizia. I momenti concitati della redazione del New York Times durante i primi 100 giorni di Donald Trump da presidente degli Stati Uniti d’America sono raccontati nel documentario ‘The Fourth Estate’ diretto dalla regista nominata agli Oscar Liz Garbus e stasera in prima italiana a Firenze nell’ambito della 59esima edizione del Festival dei Popoli. “Volevo fare un documentario – ha spiegato la regista sulla stampa americana – su come i mezzi di comunicazione hanno coperto la presidenza Trump. Eravamo in un momento in cui le regole d’ingaggio tra Casa Bianca e stampa potevano venire alterate in modi che si riscontrano più nei regimi autoritari. Questo era il mio obiettivo. Decisamente un film andrà realizzato e scommetto che qualcuno lo sta facendo, sulla copertura mediatica delle elezioni, una materia molto complicata di Trump”.
– L’Efebo d’oro festeggia quest’anno a Palermo 40 anni di storia e il centro di ricerca per la narrativa e il cinema consegna a Dario Albertini il prestigioso Premio Speciale Opera Prima per il suo acclamato esordio MANUEL con la seguente motivazione “Manuel riesce ad essere per tanti di noi l’uomo che proviamo a immaginare il simbolo con cui dobbiamo fare i conti: quelli del nostro rapporto con la vita, con tutte le facce che ci ha mostrato e che ci mostrerà, con le tentazioni nuove e le sofferenze antiche, con la paura e il disagio per la strada che comunque dobbiamo percorrere, accompagnati dallo sguardo carico di domande di un bravissimo Andrea Lattanzi” Manuel è prodotto da BiBi Film e Timvision Production e distribuito da Tucker Film.
– BERLINO

– Sulla Germania “si dicono tante bugie in Italia con il solo scopo di prendere più voti perchè Angela Merkel in realtà è molto pro-Italia”, il resto “è propaganda”: a dirlo è Terence Hill, padre umbro e mamma tedesca di Dresda, in un insolito ruolo di “pontiere” tra due culture.
L’attore è a Berlino in occasione della presentazione del suo ultimo film “Il mio nome è Thomas”, road movie di cui è interprete, regista e sceneggiatore, all’Italian Film Festival, di cui sarà anche ospite d’onore e a cui è dedicata una retrospettiva. Sono parole d’amarezza quelle del protagonista de ‘Lo chiamavano Trinità sui rapporti tra Italia e Germania in questa fase storica. “In realtà la Germania è più amico degli altri paesi dell’eurozona” solo che dire che i Paesi Bassi pretendono il rispetto dei patti con l’Ue non fa effetto “mentre la Germania è forte e fa più effetto” sostiene Terence Hill, al secolo Mario Girotti. In realtà, prosegue “tra i due paesi c’è una fratellanza ma è messa da parte perché non serve adesso”.
– Micaela Ramazzotti ha chiesto la separazione dal coniuge Paolo Virzì. La coppia già da circa due mesi non abita più insieme ed i rispettivi legali hanno dato corso alle procedure necessarie per definire la separazione. Lo confermano amici della coppia a seguito delle voci raccolte nel mondo dello spettacolo in questi giorni.
L’attrice e il regista toscano il prossimo 17 gennaio avrebbero compiuto 10 anni di matrimonio. La coppia ha due figli, Jacopo nato nel 2010 e Anna nel 2013.
– Nuova direzione artistica affidata al produttore teatrale, musicale e cinematografico Marcello Corvino e nuove date, dal 27 al 30 dicembre, per il Bellaria Film Festival. La storica rassegna dedicata al cinema indipendente si rinnova e nella 36/a edizione, che avrà come tema l’articolo IX della Costituzione Italiana, si presenta con un programma più ampio e un nuovo concorso, il “Bei 3.0″, che assegnerà una menzione speciale al corto, lungometraggio, video, filmato o doc con miglior innovazione tecnologica. Nella serata inaugurale verrà presentato ‘Una vita da film: Luis Bacalov’ al quale è dedicato un omaggio.
Diciotto i documentari in gara, con ospite d’eccezione Lina Wertmüller, alla quale verrà consegnato il premio alla carriera, e tra gli eventi una retrospettiva sul cinema internazionale con omaggi alla musica nel cinema. Il festival si svolgerà al Cinema Astra di Bellaria Igea Marina, in provincia di Rimini, e in varie location della città.

– RABAT

– Da pirata degli oceani a colonnello dell’Impero britannico. Johnny Depp, in questi giorni a Marrakech, è impegnato nelle riprese di ‘Aspettando i Barbari’, adattamento cinematografico del romanzo del premio Nobel John Maxwell Coetzee, sarà l’antieroe del film diretto da Ciro Guerra, il regista colombiano di ‘El abrazo de la serpiente’.
Girato tra Bologna in Italia, gli altopiani cileni e Essaouira e Marrakech, in Marocco, il lungometraggio ripropone la storia della crisi di coscienza del magistrato britannico, che dopo molti anni di rigore si ribella al regime. Cast stellare: oltre a Johnny Depp ci sono il premio Oscar Mark Rylance, premiato con la statuetta hollywoodiana per ‘Il ponte delle spie’ di Spielberg, Robert Pattinson, l’Edward Cullen di ‘Twilight’ e la ‘Wonder Woman’ Gana Bayarsaikhan. In questi giorni le riprese bloccano la vita caotica delle medine e le immagini rimbalzano sui social.   [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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