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La stretta di mano Sarraj-Haftar
Conte suggella il saluto tra i due rivali
Abu Mazen, a Gaza aggressione IsraelePresidente accorcia visita in Kuwait e rientra a Ramallah
Russia: Navalny bloccato in aeroportoVoleva partecipare a udienza Corte Diritti Umani a Strasburgo
3 anni dopo Parigi ricorda vittime 13/11Per la prima volta Macron non partecipa a cerimonia
Gaza: Guterres,serve massima moderazioneInviato Mladenov al lavoro per ‘ripristinare la calma’
Khashoggi: chiamata implicherebbe SalmanKiller telefona e dice,’riferisci al tuo capo’,missione compiuta
California: bilancio vittime sale a 44Sky News, squadre soccorso continuano trovare corpi carbonizzati
Trump attacca Macron su esercito Ue’Paghi per la Nato!’. E ricorda le due Guerre mondiali
Ucraina: disputa gas, migliaia al freddoProteste a Kryvy Rih e Smila
Brexit: ‘accordo possibile in 48 ore’Numero 2 governo May evoca intesa ‘quasi a un passo’
Libia: Turchia abbandona summit,’delusi”Qualcuno ha abusato dell’ospitalità italiana, vertice divisivo’
Egitto, Conte-Sisi soprattutto su RegeniRadi, discusse inchieste e cooperazione giudiziaria
Iraq: umidità distrugge 6 mln dollariAndati persi in seguito ai danni delle infiltrazioni
Brexit: meno 132mila lavoratori Ue in GbFenomeno riguarda Paesi dell’est, dall’Italia flusso è stabile
Iraq: quasi un milione orfani di guerraSenza diritti e privati dei servizi essenziali
Haftar a Sarrj, ‘non si cambia cavallo’Lo riferiscono fonti diplomatiche presenti all’incontro
Monito Pe a Romania su riforma giustizia’Profonda preoccupazione, a rischio l’indipendenza del sistema’
Medvedev, compromessi o la Libia esplodeIl premier: ‘fiducioso’ che si possano ottenere ‘progressi’
Francia,suicida poliziotta simbolo lottaMaggy Biskupski, 36 anni, era la leader degli agenti in lotta
Israele, avanti raid quanto necessarioDecisione del consiglio Difesa, dopo 7 ore di incontro
Fazioni palestinesi, ‘sospeso il fuoco’Riunione fiume Consiglio difesa Israele, Farnesina preoccupata
Causa Cnn a Trump per reporter esclusoA Jim Acosta era stato vietato l’ingresso alla Casa Bianca
Fazioni Gaza, intesa con mediazione EgittoImpegnati se Israele fa altrettanto
Libia: Conte, poste premesse importanti’Lasciamo Palermo portando con noi un sentimento di fiducia’
Libia: Salamè, impegno serio dei libiciInviato Onu: ‘Mi sento più tranquillo’
Brexit: May, restano pochi cruciali nodiUe, progressi, ma ancora non ci siamo – Brexit:Ue, niente visti per viaggi brevi
Timmermans, iniziativa subordinata a reciprocità
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PALERMO
– Il presidente del Governo nazionale libico, Fayez al Sarraj e il generale Khalifa Haftar sorridenti, che si stringono la mano con in mezzo il premier Giuseppe Conte che, con la sua mano, suggella il saluto tra i due leader rivali. E’ quanto si vede nella foto diffusa dopo l’incontro tra Conte, Sarraj, Haftar avvenuto a Villa Igiea prima della Conferenza per la Libia.
Sullo sfondo si vede la bandiera italiana e il logo, di colore blu e con la scritta “forwithLibya” con cui il governo ha presentato la sua iniziativa di Palermo.
– TEL AVIV
– Il presidente palestinese Abu Mazen tornerà oggi stesso a Ramallah, in Cisgiordania, dal Kuwait dove era in visita di stato, vista “l’aggressione di Israele” contro Gaza. Lo ha annunciato, citato dalla Wafa, Hussein al-Sheikh del Comitato centrale di Fatah.
L’Autorità nazionale palestinese (Anp) ha anche deciso di inviare aiuti medici ai residenti della Striscia.
Le autorità russe hanno impedito ad Alexei Navalny di lasciare la Russia mentre era diretto a Strasburgo per prendere parte a un’udienza della Corte Europea dei Diritti Umani. Lo ha fatto sapere lo stesso Navalny sul suo sito. “Le guardie di frontiera mi hanno prima messo dietro un nastro rosso poi mi hanno detto che mi è stato proibito di lasciare il paese sulla base di una lettera”, ha scritto Navalny pubblicando uno stralcio del documento.
Navalny ha poi precisato che era diretto a Strasburgo, via Francoforte, per partecipare al processo contro il governo russo che deve decidere se i suoi arresti nel 2012 e 2014 siano stati motivati politicamente. “È ovvio che è per questo che mi hanno vietato di partire”, ha detto Navalny all’emittente Eco di Mosca. “Pare molto importante per le autorità russe che io non sia lì, è una questione simbolica”.
A tre anni dagli attentati terroristici allo Stade de France, al Bataclan e negli altri locali del centro di Parigi, la Francia rende omaggio ai 130 morti e agli oltre 350 feriti di quella tragica notte di sangue.
Un corteo è partito questa mattina dallo Stade de France, per raggiungere i caffé e le brasserie del centro colpite dai jihadisti dell’Isis, tra cui il Carillon, il Petit Cambodge e la Bonne Bière. Si concluderà alle ore 11 al Bataclan, la sala concerti del Boulevard Voltaire.
Per la prima volta, il presidente francese, Emmanuel Macron, non parteciperà alla cerimonia a cui sono invece presenti il premier Edouard Philippe, la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, accompagnata dal sindaco di Londra Sadiq Khan. Presenti anche numerose associazioni di vittime e gli ambasciatori di diversi Paesi presenti a Parigi.
– Il Segretario Generale dell’Onu, António Guterres, “sta seguendo da vicino gli ultimi sviluppi sul fronte della sicurezza a Gaza. Egli esorta tutte le parti a esercitare la massima moderazione”: lo ha reso noto in un comunicato il vice portavoce di Guterres, Farhan Haq.
L’inviato dell’Onu per la pace in Medio Oriente, Nickolay Mladenov, “sta lavorando a stretto contatto con l’Egitto e tutte le parti interessate per ripristinare la calma”, ha concluso.
– Poco dopo l’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi il 2 ottobre scorso un membro del team saudita inviato nel consolato di Riad a Istanbul telefonò a un suo superiore dicendogli di “dire al tuo capo” che la missione è stata portata a termine: lo riporta il New York Times citando tre persone a conoscenza di una registrazione dell’assassinio di Khashoggi ottenuta dall’intelligence turca. Secondo il Nyt si ritiene – non ci sono prove – che il ‘capo’ in questione sarebbe stato il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.
– E’ salito a 44 il numero dei morti accertato finora provocati dagli incendi che stanno devastando la California: lo riporta Sky News. Il bilancio precedente era di 42 vittime e le autorità – scrive l’emittente sul suo sito – continuano a trovare corpi carbonizzati nelle carcasse delle auto bruciate e in quello che resta delle abitazioni. Centinaia di persone risultano ancora disperse.
– “Emmanuel Macron suggerisce di costruire un loro esercito per proteggere l’Europa dagli Stati Uniti, Cina e Russia. Ma era la Germania nelle due guerre mondiali. Come è andata a finire per la Francia? Avevano iniziato ad imparare il tedesco a Parigi prima che arrivassero gli Stati Uniti. Paghi piuttosto per la Nato!”. E’ il tweet di Donald Trump che torna così ad attaccare il presidente francese sulla proposta di un esercito europeo.
– MOSCA
– Migliaia di ucraini sono senza riscaldamento per una disputa sul gas tra la società statale Naftogaz e i fornitori locali. Le temperature in molte zone del Paese sono scese sotto lo zero nella notte. Proteste si sono registrate a Kryvy Rih, una città di 600.000 abitanti nel sud-est ucraino, dove gli abitanti locali hanno occupato la sede della società locale del gas. A Smila alcune persone hanno invece bloccato le strade che portano in città. La settimana scorsa il deputato nazionalista Oleg Liashko ha detto che almeno 6 città sono al freddo, per un totale di un milione di persone.
L’Ucraina ha aumentato le bollette del gas del 23% dal primo novembre come chiesto dall’Fmi per un nuovo finanziamento. Un altro +15% per acqua calda e riscaldamento è previsto dal primo dicembre. Kiev ha interrotto l’acquisto di gas dalla Russia, con cui è ai ferri corti per l’annessione della Crimea e la guerra nel Donbass, e acquista il metano da società europee, alcune delle quali le rivendono il gas acquistato da Mosca.
– LONDRA
– Gran Bretagna e Ue sono “quasi a un passo” sulla strada di un accordo di divorzio sulla Brexit, ma Londra non intende firmare “a qualsiasi costo”. Lo ha ribadito oggi in un’intervista radiofonica alla Bbc David Lidington, numero due del governo di Theresa May. Un accordo è ancora possibile nelle prossime 48 ore, gli è stato chiesto? “E’ possibile, ma non tutto è ancora definito”, ha risposto sottolineando che si è “sempre trattato di un negoziato estremamente difficile”.
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PALERMO
– “Il meeting informale di stamattina” a margine della Conferenza sulla Libia di Palermo “è stato presentato come un incontro tra i protagonisti del Mediterraneo. Ma questa è un’immagine fuorviante che noi condanniamo. Per questo lasciamo questo incontro profondamente delusi”. Lo ha detto il vicepresidente turco Fuat Oktay lasciando Villa Igiea a lavori non ancora conclusi. “Qualcuno all’ultimo minuto ha abusato dell’ospitalità italiana”, ha aggiunto senza mai nominare il generale Khalifa Haftar. “Sfortunatamente la comunità internazionale non è stata capace di restare unita”.
– IL CAIRO
– L’incontro fra il premier Giuseppe Conte e il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi a Palermo “ha riguardato in particolare le inchieste in corso sull’omicidio dell’accademico italiano Giulio Regeni e la cooperazione comune per far luce su questo omicidio e assicurare gli aggressori alla Giustizia”: lo riferisce un comunicato della presidenza egiziana citando il portavoce presidenziale, l’ambasciatore Bassam Radi, senza aggiungere altro sul caso della tortura a morte del ricercatore friuliano.
– BAGHDAD
– Sei milioni di dollari custoditi nei locali della Banca centrale irachena sono andati distrutti e perduti a causa di infiltrazioni di acqua piovana a Baghdad. Lo riferiscono oggi media iracheni, che citano un comunicato della stessa Banca centrale.
A causa delle piogge torrenziali che si sono abbattute nei giorni scorsi in Iraq, l’acqua piovana si è infiltrata nei magazzini sotterranei della Banca centrale a Baghdad danneggiando “completamente” mazzette di banconote per un valore totale di sette miliardi di dinari iracheni, l’equivalente di circa sei milioni di dollari.
Cala sensibilmente, sullo sfondo delle incognite della Brexit, il numero complessivo dei cittadini di Paesi Ue che lavorano nel Regno Unito. Lo rivelano i dati di luglio-settembre diffusi oggi dall’Office for National Statistics, che stima 2,25 milioni di presenze totali, ossia 132.000 in meno rispetto allo stesso trimestre di un anno fa.
Si tratta della riduzione più consistente dal 1997, anche se il cosiddetto ‘Brexodous’ è concentrato esclusivamente fra i lavoratori provenienti dagli 8 Paesi dell’est entrati nell’Ue nel 2004: scesi di 154.000 unità, fino a 881.000. Stabile resta invece il numero dei cittadini di Paesi occidentali (Italia inclusa). John Portes, economista al King’s College, paventa in ogni modo “un impatto economico e sociale significativamente negativo per il Regno Unito”. Al contrario Alp Mehmet, vicepresidente di Migration Watch UK, parla di “buone notizie”, notando come a questa contrazione abbia corrisposto un incremento di “450.000 lavoratori britannici” assunti.
– BAGHDAD
– Dei circa 15 milioni di bambini iracheni, quasi un milione sono orfani a causa della guerra e delle violenze in corso dal 2003. Lo riferiscono media iracheni che citano un recente studio commissionato dal parlamento di Baghdad.
Secondo dati disponibili e aggiornati all’anno scorso, la popolazione totale irachena è di quasi 40 milioni di abitanti. E di questi, circa 15 hanno un’età compresa tra i zero e i 14 anni. In questa categoria, i bambini più grandi sono nati nel tra il 2003 e il 2004, subito dopo l’invasione anglo-americana e la deposizione del poi defunto presidente iracheno Saddam Hussein. Secondo Iraqi Body Count, organizzazione non governativa che dal 2003 conta i bilanci dele persone uccise nel paese, le violenze degli ultimi 15 anni e soprattutto la guerra contro l’Isis, scoppiata nel 2014 e conclusasi formalmente nel 2017, sono costate la vita a più di 60mila persone.
– PALERMO
– “Non si cambia cavallo mentre si attraversa il fiume”. E’ quanto ha detto, secondo fonti diplomatiche presenti all’incontro, il generale Khalifa Haftar nel corso della riunione a Palermo con il presidente del governo di unità nazionale libico Fayez al Sarraj. Parole che, sottolineano le stesse fonti, si riferiscono ad un’assicurazione da parte di Haftar a Sarraj che potrà restare al suo posto fino alle elezioni libiche.
– STRASBURGO
– Il Parlamento europeo “esprime profonda preoccupazione per la nuova formulazione della legislazione giudiziaria e penale romena, in particolare per quanto riguarda la possibilità che comprometta in modo strutturale l’indipendenza del sistema giudiziario e la capacità di contrastare in modo efficace la corruzione e che indebolisca lo Stato di diritto”. E’ quanto si legge in una risoluzione non legislativa approvata dalla plenaria di Strasburgo con 473 voti a favore, 151 contrari e 40 astenuti.
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MOSCA
– Tutte le parti in Libia devono raggiungere un “compromesso” altrimenti la situazione esploderà di nuovo. Lo ha detto il premier russo Dmitri Medvedev alla conferenza di Palermo. Lo riportano le agenzie russe. Medvedev si è detto poi “fiducioso” che si possano ottenere “progressi” sulla base degli accordi di Skhirat.
Trentasei anni, bionda, occhi azzurri, era diventata il simbolo dei “poliziotti in lotta”, associazione nata nel 2016 dopo l’ennesimo agguato a una pattuglia di agenti con le bottiglie molotov, nella banlieue di Parigi. Maggy Biskupski è stata trovata morta ieri sera in casa, dopo essersi sparata con l’arma di servizio.
La donna, diventata mediaticamente la portavoce del malessere dilagante nella polizia, era nel mirino di un’inchiesta interna per aver divulgato notizie riservate con una delle sue denunce. Di recente aveva denunciato di sentirsi circondata dalle pressioni e dalle indagini gerarchiche. Marine Le Pen ha parlato subito del suicidio della Biskupski come del “terribile simbolo delle sofferenze dei poliziotti, che lei denunciava instancabilmente”. Eric Ciotti, dei Republicains, chiede di “ripristinare i valori di autorità nel nostro paese”. Il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, assicura di “essere all’ascolto del malessere dei poliziotti”.
– TEL AVIV
– L’esercito israeliano continuerà “le sue operazioni secondo quanto necessario”. Questa la decisione del Gabinetto di difesa riunitosi oggi per 7 ore a Tel Aviv e presieduto dal premier Benyamin Netanyahu sulla situazione a Gaza. “Il Gabinetto – è scritto in un comunicato – ha discusso gli eventi nel sud, ascoltato quanto riferito dall’esercito e dai responsabili della sicurezza circa gli attacchi e le estese operazioni contro elementi terroristici a Gaza”.
– GAZA
– Il comando congiunto delle fazioni armate palestinesi di Gaza ha annunciato di aver sospeso il fuoco in direzione di Israele alle ore 15.30 locali (un’ora prima in Italia). Questo sviluppo, aggiunge il comunicato, è giunto in seguito a pressioni egiziane. Le fazioni palestinesi – fra cui Hamas e la Jihad islamica – si attendono adesso che anche Israele faccia altrettanto. Il lancio dei razzi verso lo stato ebraico è avvenuto tuttavia anche dopo l’annuncio, secondo fonti israeliane. Intanto è salito a sette il numero complessivo dei palestinesi rimasti uccisi da ieri nella Striscia in seguito ad attacchi israeliani. Il Gabinetto di difesa israeliano si è riunito per sette ore. Al termine non è stata annunciata alcuna decisione. La Farnesina ha espresso “profonda preoccupazione per la grave escalation delle ultime ore tra Gaza e Israele, esprime ferma condanna per il lancio di razzi dalla Striscia verso il territorio israeliano e fa appello a tutte le parti affinché cessino immediatamente le violenze”.
– WASHINGTON
– La Cnn fa causa a Donald Trump per aver ritirato le credenziali al suo corrispondente dalla Casa Bianca Jim Acosta, vietandogli di fatto l’ingresso. Lo rende noto la stessa rete televisiva. Oltre che al presidente americano la causa, presentata di fronte alla corte distrettuale federale di Washington Dc, è stata intentata anche contro diversi funzionari della Casa Bianca, dal capo dello staff John Kelly alla portavoce Sarah Sanders. L’accusa mossa dalla Cnn è quella di aver violato il primo e quinto emendamento della Costituzione, quelli che proteggono la libertà di parola e di stampa, Chiede quindi che Jim Acosta ottenga nuovamente e immediatamente le sue credenziali da corrispondente, quell’hard pass che viene rilasciato dal Secret Service dopo i controlli del caso. Il ritiro delle credenziali ad Acosta era stato deciso dalla Casa Bianca dopo il battibecco tra il giornalista e il presidente americano nel corso della conferenza stampa seguita al voto delle midterm.
– TEL AVIV
– Gli sforzi egiziani hanno prodotto “un cessate il fuoco tra la resistenza e Israele”. Lo dice da Gaza il Comando unificato delle fazioni palestinesi secondo cui “la resistenza resterà impegnata nella misura in cui Israele faccia altrettanto”. Poco prima il capo di Hamas Ismail Haniyeh si era espresso in termini analoghi affermando che “se Israele ferma la sua aggressione è possibile tornare alle precedenti intese per un cessate il fuoco”.
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PALERMO
– “Lasciamo Palermo portando con noi il sentimento di fiducia” per aver dato “una prospettiva di stabilizzazione” della Libia. “Non dobbiamo illuderci, ma sono state poste premesse importanti di questo cammino”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa al termine della conferenza sulla Libia a Palermo.
– “C’è stato un impegno serio da parte dei libici presenti. Mi sento più tranquillo’. Così l’inviato Onu per la Libia Ghassam Salamè nella la conferenza stampa finale a Palermo al fianco del premier Giuseppe Conte.
La premier britannica Theresa May ha convocato per domani mattina una riunione straordinaria del governo per esaminare una bozza d’accordo dei negoziati di divorzio dall’Ue sulla Brexit. Lo rende noto la Bbc, confermando la notizia della tv pubblica irlandese Rte sul testo concordato a livello tecnico delle ultime ore anche sull’ultimo nodo ancora aperto della trattativa, quella del mantenimento del confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord
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BRUXELLES
– In vista della Brexit, la Commissione Ue propone di modificare il regolamento sui visti.
Questo significa che quando il diritto dell’Ue non si applicherà più nel Regno Unito, in caso di mancato accordo o alla fine del periodo di transizione, i cittadini britannici verranno esentati dall’obbligo del visto per permanenze brevi nell’Unione. Lo ha annunciato il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans, chiarendo che l’iniziativa è subordinata al fatto che il Regno Unito faccia altrettanto con cittadini Ue. [print-me title=”STAMPA”]
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