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Migranti:51 a Roma con corridoi umanitari, Salvini li accoglie: ‘Questa è la strada giusta’
Sono stati selezionati dall’Unhcr perché vulnerabili
Ok Camera a mozioni su violenza donneSì unanime. Raggiungere piena applicazione Convenzione Istanbul
Crimi, non c’è un nuovo condono a IschiaSi parla di procedure già avviate e inevase da 33, 24 e 15 anni
Reddito-pensioni misure “da definire”Nuovo testo Dpb rinvia a legge collegata le due misure
Di Maio, dl reddito-pensioni entro 2018Non ci si appigli alla lettera di Tria, le misure non slittano
Di Maio, quota 100 e reddito entro marzoPossibile farlo guardando simulazioni che stiamo facendo
Di Maio, procedura? La invocano da mesiVicepremier replica così ai Paesi che criticano manovra Italia
M5s: Fraccaro, via chi non si trova beneDecideranno probiviri ma per coerenza servirebbe passo indietro
De Falco, io coerente. Espulso?Non credoNon voto con opposizione mia norma è uguale. Restituirò soldi
Tensioni Pd-Bonafede, interviene FicoContestazioni durante il Question Time sulla libertà di stampa
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Arrivati all’aeroporto di Pratica di mare con un volo dal Niger 51 migranti selezionati dall’Unhcr perché vulnerabili. Ad attenderli il ministro dell’interno Matteo Salvini. Al corridoio umanitario ha collaborato l’associazione Giovanni XXIII che ospiterà gli stranieri nelle sue strutture. In 15 sono stati già riconosciuti come rifugiati, mentre gli altri 36 sono richiedenti asilo. Sì tratta di 31 sudanesi, 9 etiopi, 6 eritrei, 4 somali ed un camerunese. Tutti erano rinchiusi in centri di detenzione libici e sono stati individuati dall’Unhcr come persone vulnerabili e trasferiti in una struttura dell’ Alto commissario Onu in Niger.
“L’unico arrivo possibile per i migranti è in aeroplano, non sui barconi, perché sono gestiti dai criminali e io non mi rassegnerò finché c’è un barcone che parte”, ha detto Salvini. Il ministro ha assicurato che “Questo non sarà l’ultimo volo di questo tipo, ma ce ne saranno altri”.
– Sì unanime dell’Aula della Camera, grazie anche ad un gioco di astensioni reciproche, alle mozioni sulle iniziative per prevenire e contrastare la violenza contro le donne. In base ai testi approvati, il governo è impegnato, tra l’altro, “a mettere in campo tutte le iniziative necessarie a rendere efficace il sistema di strumenti e di tutele, con l’obiettivo di raggiungere la piena applicazione della Convenzione di Istanbul; ad assumere iniziative per proseguire nella strada tracciata attuando la strategia delineata dal Piano nazionale 2017-2020 e implementando e monitorando le linee guida nazionali per l’assistenza sociosanitaria alle donne che subiscono violenza e che si rivolgono ai pronto soccorso; ad assumere iniziative per favorire il coordinamento tra processo penale, civile e procedimenti presso i tribunali per i minorenni, al fine di garantire un’efficace protezione delle donne e dei loro figli e per evitare l’affido condiviso nei casi in cui vi sia violenza domestica”.
– “Non c’è un condono a Ischia e non è vero che c’è un nuovo condono”. L’ha scandito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Vito Crimi parlando in Aula, al Senato, nella replica del governo sul decreto Genova e altre emergenze. “Questo decreto contiene 46 articoli, non ci sono solo gli articoli 25 sul condono a Ischia e 41 sui fanghi.
Cercherò di fare un’operazione di verità”, ha premesso. E soffermandosi poi sull’articolo 25, ha chiarito: “Qui si parla delle procedure di condono che sono state già avviate e che sono inevase rispettivamente da 33, 24 e 15 anni. Per queste, si chiede che siano definite solo ed esclusivamente per quanto riguardano case danneggiate dal terremoto del 2017. Quindi non c’è un nuovo condono a Ischia”. E ha concluso: “Nel decreto si dice che prima di concedere ogni eventuale contributo per la ricostruzione, deve essere chiarito se quelle domande avevano diritto rispetto alle richieste di condono fatte 33, 24 e 15 anni fa. Questo è quello che fa questo decreto”.
– Il reddito di cittadinanza e i pensionamenti anticipati con “Quota 100” sono misure non “a efficacia immediata” ma “da definire con legge collegata”. E’ una delle novità che emerge nella versione aggiornata del Documento programmatico di bilancio (Dpb) approvato ieri in Consiglio dei ministri. Nella versione precedente l’entrata in vigore delle due misure era indicata con “efficacia immediata”.
– “Da ministro del Lavoro la norma su ‘quota 100’ e reddito di cittadinanza ce l’ho già pronta: sarà in un decreto legge subito dopo la legge di bilancio. Non c’è slittamento, collegato, calende greche…”. Lo dice Luigi Di Maio a margine del question time alla Camera. “Appena diventa operativo, con il voto del Parlamento sulla manovra, il fondo da 16 miliardi, chiederò a Conte di convocare il Cdm e fare il dl con le misure. Non ci si appigli alla lettera di Tria: nessuno slittamento, il ‘reddito’ sarà legge alla fine del 2018”.
– “Guardando le simulazioni che stiamo facendo al ministero penso che marzo sarà il mese in cui partirà il reddito di cittadinanza e un mese prima partirà ‘quota 100’.
Comunque nei primi tre mesi partono entrambe le misure”. Lo dice il vicepremier Luigi Di Maio interpellato sulla manovra, a margine del question time alla Camera, all’indomani del Cdm che ha approvato una versione aggiornata del Documento programmatico di bilancio.
– “Sono tre mesi che la invocano…”.
Così il vicepremier Luigi Di Maio, interpellato a margine del question time alla Camera, risponde a chi gli domanda di commentare i governi di Austria e Olanda che invocano la procedura d’infrazione contro l’Italia sulla legge di bilancio.
– “Se qualcuno non si trova più bene nel Movimento, c’è una regola che abbiamo sempre enunciato in campagna elettorale: fa un passo indietro e va a casa, lasciando il posto a qualcun altro”. Così il ministro Riccardo Fraccaro, interpellato sui senatori ‘dissidenti’ De Falco e Nugnes. “Coerenza vuole questo, poi decideranno i senatori coinvolti”, aggiunge. Provvedimenti, spiega, “potrebbe prenderli Patuanelli o il collegio dei probiviri M5s. Lo vedremo nelle prossime ore, nei prossimi giorni. Ora è inutile anticiparlo”.
– “Non cerco protagonismo, non ho votato con le opposizioni, il 25.10 è il mio emendamento, è uguale”: così il senatore M5S Gregorio De Falco, che ieri ha mandato sotto la maggioranza in Commissione sul dl Genova, risponde a il Fatto Quotidiano.it e Repubblica.it. Di Maio dice che lo fate per i soldi. “Zemeckis, ritorno al futuro – risponde – ne parliamo tra qualche ora”. “Restituire i soldi? Devo fare i rendiconti. Ci mancherebbe. Continuo a restituire come sempre perché sono coerente, non dissidente. Se temo l’espulsione? Credo proprio di no anche perché nessuno mi ha fatto sapere nulla”.
– Movimentato question time alla Camera durante la risposta del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede alle interrogazioni presentate sulla libertà di stampa.
Dai banchi del Pd sono partite contestazioni al Guardasigilli, che lo hanno spinto a interrompere il suo intervento. Il presidente della Camera ha richiamato i deputati Ivan Scalfarotto, Filippo Sensi ed Emanuele Fiano. E alle loro ulteriori proteste ha replicato, invitando i parlamentari a non interrompere il ministro: “State urlando ogni tipo di offese, non sto difendendo il governo, sto difendendo l’Aula”. [print-me title=”STAMPA”]
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