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Fuga dopo incidente mortale, arrestato
A Bologna dai carabinieri, risponde anche di omissione soccorso
Abusi su minorenni, arrestato istruttoreVittime due adolescenti, una delle quali 13enne
Genova:Salvini,semplificazione antimafia’Città merita risposte immediate, non perdere neanche un’ora’
Verifiche su umidità casette MucciaIn caso trasferimento abitanti spese hotel a carico ditte
Uccise ex incinta: confermati 30anniNel 2017 ragazza 20enne colpita con pietra e poi strangolata
Rogo in palazzo: pm, archiviare per 11Fiamme a Milano a febbraio.’Stabile a norma, fu corto circuito’
Sul web innevamento piste Alta BadiaDigitalizzati gli impianti del Skicarosello Corvara
Non arriva in ospedale, il parto in autoNella notte a Torino. ‘Paura? No, solo tanta felicità’
15enne torturato: autori studenti medieAvvocato, frequentano la terza, ‘ragazzo ancora sotto shock’
Erede Savoia, da capelli verità su morteSassari, equipe esperti svelerà se il conte è stato avvelenato
Sindaco Melucci ritira le dimissioniFirmato documento per ricompattare colazioni di maggioranza – Forestali indagano su sentiero Portofino
Italia Nostra prepara denuncia: ‘uno scempio inutile nel Parco’
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BOLOGNA
– Omicidio stradale aggravato dal fatto che guidava con la patente sospesa, omissione di soccorso e fuga dopo un incidente. Sono le accuse di cui dovrà rispondere Doru Ionut Paladuta, 32 anni, di origine romena. Secondo i carabinieri, che lo hanno fermato ieri sera, era alla guida dell’Alfa 147 che l’altra notte ad Anzola Emilia, nel Bolognese, è finita fuori strada e si è capovolta, causando la morte del connazionale Costel Harabagiu, 38 anni, che era anche il proprietario della macchina, e il ferimento di tre persone. Gli investigatori della compagnia di Borgo Panigale hanno rintracciato il 32enne a Castiglione dei Pepoli, dove abita e dove aveva fatto ritorno dopo l’incidente facendosi accompagnare da un altro amico, ignaro dell’accaduto. Il giovane è stato identificato nonostante l’iniziale reticenza degli altri tre amici rimasti feriti e ricoverati all’ospedale Maggiore e grazie alla collaborazione di alcuni testimoni, che lo avevano visto allontanarsi dal luogo dell’incidente.
– TARANTO
– Un 47enne di Taranto, gestore di una palestra, è stato arrestato dalla polizia per violenza sessuale continuata nei confronti di due adolescenti, una delle quali 13enne. All’uomo è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Vilma Gilli su richiesta del procuratore aggiunto Maurizio Carbone e del sostituto procuratore Marzia Castiglia. In epoca successiva al novembre 2012 e fino al giugno 2018, abusando dell’autorità connessa al proprio status di allenatore e di figura di riferimento, l’uomo avrebbe abusato delle adolescenti. L’indagine scaturisce dalle dichiarazioni rilasciate da una delle ragazze in sede di ascolto protetto, nonché dalle dichiarazioni rese da altre ragazze indicate dalla stessa vittima e successivamente individuate dalla Squadra Mobile, anche loro frequentatrici della palestra gestita dall’indagato, ma che si erano allontanate senza una ragione apparente.
– “Oggi è entrata in vigore la legge di conversione del Decreto legge per Genova, e oggi il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha firmato il Decreto per la semplificazione della documentazione antimafia per la ricostruzione del ponte Morandi. L’inquilino del Viminale aveva due settimane di tempo per dare il via libera. “Genova merita risposte immediate, non possiamo permetterci di perdere nemmeno un’ora” dice Salvini.
– Tutte le casette realizzate per i terremotati nel comune di Muccia, in provincia di Macerata, verranno sottoposte ad una verifica per verificare se sia necessario un intervento finalizzato a risolvere dei problemi di umidità. Lo sottolinea la Protezione Civile dopo il sopralluogo che i tecnici hanno effettuato questa mattina, su iniziativa del Dipartimento, nell’area delle Sae di Pian Di Giove.
I problemi di umidità, dice il Dipartimento, sono “verosimilmente dovuti ad uno stoccaggio inadeguato dei materiali da parte del Consorzio nazionale servizi (Cns) prima dell’installazione dei fabbricati”. Al termine del sopralluogo si è dunque deciso di estendere le verifiche a tutte le casette di Muccia in modo che il “Cns provveda ad un rapido intervento, così come già avvenuto nelle scorse settimane a Visso dove analoghi problemi di umidità erano stati riscontrati e sui quali la ditta Arcale ha tempestivamente lavorato”. Le spese per la eventuale sistemazione in albergo dei residenti saranno a carico del Cns.
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VENEZIA
– La Corte d’Assise d’Appello di Venezia ha confermato la condanna a 30 anni di carcere nei confronti di Mihail Savciuc, il 20enne moldavo che il 19 marzo del 2017 a Vittorio Veneto (Treviso) ha ucciso, secondo l’accusa, l’ex fidanzata Irina Bacal. La vittima, sua coetanea, era al settimo mese di gravidanza ed era stata colpita con una grossa pietra e poi strangolata. In primo grado il giudice aveva condannato Savciuc anche a risarcire la madre della ragazza con una provvisionale di 200mila euro e la sorella Cristina con 80mila. La difesa aveva fatto appello chiedendo l’assoluzione dell’imputato. Il suo avvocato, Giorgio Pietramala, aveva chiesto le attenuanti generiche e l’esclusione dei motivi abbietti incontrando l’opposizione del procuratore generale Paola Cameran e dell’avvocato Andrea Piccoli che assiste la famiglia della vittima. Oggi, dopo un’ora e mezza di camera di consiglio, i giudici della Corte d’Assise d’Appello hanno confermato la pena e le provvisionali.
– MILANO
– Il pm Ilaria Perinu ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta per omicidio colposo e incendio colposo a carico di 11 persone, tra cui tecnici del Comune di Milano, sulla morte del 13enne Haitam Errafi per il rogo divampato il 14 febbraio in una palazzina in via Cogne. Dalle indagini è emerso che lo stabile e l’impianto elettrico erano a norma. L’ipotesi è che l’incendio sia stato causato da un corto circuito nell’appartamento al piano inferiore rispetto a quello in cui viveva il ragazzo.
– BOLZANO
– Grazie all’abbassamento delle temperature sono entrati in funzione i cannoni per l’innevamento in tutto il comprensorio sciistico dell’Alta Badia. Le varie società degli impianti stanno lavorando incessantemente all’apertura della stagione invernale. Questa mattina sono stati misurati a valle circa 5cm di neve fresca mentre a monte 15cm.
La stagione sciistica in Alta Badia inizierà quindi ufficialmente il 1 dicembre.
Gli amanti dello sci hanno inoltre quest’inverno la possibilità di essere aggiornati sul web in tempo reale sulla preparazione delle piste grazie al bollettino innevamento. Si tratta di un nuovo software in cui tutte le 64 piste del consorzio Skicarosello Corvara sono state digitalizzate, così da poter scoprire in pochi click le condizioni delle piste in fase di preparazione. Il bollettino innevamento, consultabile sui siti ufficiali della località (altabadia.org, moviment.it, skicarosello.it).
– TORINO
– Le si sono rotte le acque, ma non ha fatto in tempo ad arrivare in ospedale. Una donna incinta ha partorito, nella notte a Torino, mentre i genitori la stavano portando in ospedale, sull’auto fermata in fretta e furia lungo la strada.
Il parto in corso Casale, poco prima delle 2. Assistiti dall’infermiere della Centrale del 118, i due hanno atteso l’arrivo della medicalizzata che, dopo il parto, ha messo in sicurezza mamma e bimba e le ha portate all’ospedale Sant’Anna.
Entrambe stanno bene. “Un parto così non me lo sarei mai immaginato. Era tutto pronto, ma Stella ha deciso di nascere prima del tempo”, racconta Tatiana, 35 anni. “Mio padre guidava, mia mamma era vicino a lui mentre io ero seduta dietro”, racconta la neo mamma. “Ho seguito le direttive del corso pre-parto: mi sono scoperta il petto e ho appoggiato la bimba al ventre, per tenerla calda. Paura? No, solo una grande felicità”. Ad attendere la donna all’ospedale Sant’Anna c’era il marito, Francesco, 37 anni, e i medici.
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VARESE
– “I suoi aggressori sono più piccoli, frequentano la terza media e li vedeva fuori dalla scuola quando andava a prendere il suo fratellino che frequenta lo stesso istituto”. Sono le parole dell’avvocato Augusto Basilico, legale del 15enne di Varese sequestrato la scorsa settimana in un garage per ore da quattro ragazzini che, secondo il suo racconto, lo avrebbero minacciato e torturato per rifarsi di un suo amico che doveva loro dei soldi. “Fatica a parlare – ha aggiunto Basilico – ed è ancora sotto shock”.
– SASSARI
– Il conte di Moriana fu avvelenato? Il dubbio che da oltre duecento anni tormenta gli storici sta per essere svelato. Il mistero sulla morte del principe Benedetto Placido di Savoia – il conte di Moriana, appunto – governatore di Sassari e del Logudoro e fratello del re Vittorio Emanuele, sarà risolto a breve. L’ultimogenito di Amedeo III di Savoia morì a Sassari nel 1802, a 36 anni, poche ore dopo aver bevuto un bicchiere d’acqua. C’è sempre stato il sospetto di un avvelenamento, e ora la verità verrà fuori dagli esami tossicologici sui capelli del rampollo di casa Savoia, i cui resti sono stati ritrovati mesi fa durante il restauro del suo monumento funebre, nel Duomo di Sassari.
Le spoglie del conte erano custodite in due casse di legno, che furono depredate al momento di collocare il monumento nel Duomo, a cinque anni dal suo decesso. Questo spiega il mancato ritrovamento di tracce di indumenti, oggetti e ornamenti come bottoni, fibbie, onorificenze e armi.
– TARANTO
– Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci (Pd), ha ritirato le dimissioni che aveva presentato il 2 novembre scorso per problemi legati alla tenuta della maggioranza. Il termine ultimo per revocare la sua decisione sarebbe stato giovedì. Negli ultimi giorni il primo cittadino ha incontrato i partiti per verificare numeri e alleanze. In 17 (sindaco compreso) hanno firmato un documento politico-programmatico per cercare di ricompattare la coalizione.
Melucci aveva rassegnato le dimissioni all’indomani dell’elezioni provinciali, dove concorreva per la presidenza ma era stato sconfitto perché alcuni consiglieri di maggioranza al Comune di Taranto avevano votato lo sfidante Giovanni Gugliotti, sindaco di Castellaneta.
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GENOVA
– I carabinieri forestali hanno effettuato un sopralluogo nel Parco di Portofino dove si sta costruendo una pista per consentire un transito a mezzi a due ruote per i portofinesi, isolati dal 29 ottobre per la mareggiata che interrotto la strada costiera. I militari si sono mossi contemporaneamente a Italia Nostra che ha preparato una denuncia da presentare alla procura della Corte dei Conti. Il presidente della sezione Ligure Ermete Bogetti spiega: “secondo noi ci sono danni al parco, che è pubblico, e ci sono danni all’ erario perchè la spesa ci appare inutile”. Bogetti ha constatato la presenza di un “cantiere privo di indicazioni dell’impresa che esegue i lavori, dei responsabili del cantiere, della durata dei lavori e del tipo di opera che viene eseguita”. I carabinieri hanno chiesto a Santa Margherita, competente per la parte sul suo territorio, di fornire le autorizzazioni. Nel caso in cui non ci fossero, potrebbero scattare i reati di abuso edilizio e in materia di tutela artistica-ambientale. [print-me title=”STAMPA”]
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