CRONACA TUTTE LE NOTIZIE
Frode informatica, cinque arresti Ps
Gruppo agiva in 90 province, guadagni da 100 mila euro al mese
Appalti sanità e corruzione, sei arrestiPer Ospedale del Mare, coinvolti imprenditori e personale Asl
Gdf Trento smantella filiera del falso36 denunce e 11 arresti
Morto in frontale, ‘non ho ucciso papà’Ieri l’incidente nel Parmense, un camionista ferito grave
A Portofino su fondale paesaggio lunareMareggiata ha estirpato ogni forma di vegetazione e i molluschi
Imbrattate sedi Lega e Psd’Az CagliariNuove scritte nel giorno dell’arrivo del leader del Carroccio
Tamponamento con 25 auto nel SeneseTre feriti gravi ma non in pericolo di vita
Tensioni nel carcere di SaluzzoOsapp, l’istituto è in balia di gruppo organizzati di reclusi
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La Polizia, attraverso indagini tecnologiche complesse, intercettazioni, pedinamenti e incrocio di migliaia di dati, ha sgominato una organizzazione criminale, radicata nell’hinterland napoletano ma operativa sull’intero territorio nazionale, dedita ad attività di frode informatica che permettevano di conseguire guadagni illeciti per oltre 100 mila euro al mese. Cinque le misure cautelari eseguite all’alba su disposizione del GIP di Bologna dagli uomini della Polizia Postale e delle Comunicazioni, a carico di altrettanti soggetti, residenti nelle zone di Frattamaggiore e Giugliano in Campania, accusati di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato, alla frode informatica e all’indebito utilizzo di carte di pagamento elettronico. L’organizzazione agiva in oltre 90 province italiane, partendo con veri e propri agguati ai portalettere di tutta Italia, pedinati e poi derubati del loro carico di raccomandate, contenenti centinaia di carte di credito. Poi l’intervento degli hacker e la frode.
– NAPOLI
– Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli sta eseguendo l’arresto di sei persone accusate di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali, alla turbata libertà degli incanti e alla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente con riferimento a plurime forniture di apparecchiature elettromedicali.
L’inchiesta della Procura riguarda le procedure di approvvigionamento di strumentazioni mediche destinate all’ “Ospedale del Mare” di Napoli e a ulteriori presidi sanitari dell’ASL Napoli 1 Centro, coinvolgendo personale della medesima Azienda Sanitaria e facoltosi imprenditori campani. I finanzieri stanno eseguendo anche delle perquisizioni e il sequestro di beni mobili e immobili riconducibili alle società e agli indagati per per oltre 850.000 euro.
– BOLZANO
– La Guardia di finanza di Trento ha denunciato 36 persone e, su delega della procura di Rovereto, eseguito undici ordinanze di custodia cautelare a livello nazionale, sei in carcere e cinque ai domiciliari, con decine di perquisizioni locali e sequestri, impiegando oltre cento militari delle Fiamme gialle in tutta Italia.
L’operazione a contrasto della contraffazione dei marchi a tutela del “Made in Italy” denominata “Agorà”, eseguita dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Trento, è stata condotta in collaborazione con i comandi del corpo di altre venti province d’Italia. I dettagli saranno illustrati in una conferenza stampa, convocata per le 10.30 al comando provinciale della Guardia di finanza.
– BOLOGNA
– “Sono sereno e non ho fatto nulla a mio padre”. È il messaggio che il 38enne bolognese indagato per l’omicidio del genitore ha inviato ieri a persone a lui vicine, prima di schiantarsi con la sua auto contro un camion, tra Parma e Fidenza, sulla via Emilia. L’uomo è morto sul colpo mentre il conducente del tir è ferito gravemente.
Suo padre era morto il 4 novembre dopo un ricovero in ospedale: l’ipotesi su cui stavano lavorando gli inquirenti era che il 38enne lo avesse avvelenato. C’era stata una denuncia di una cugina e si attendeva l’esito degli esami tossicologici.
In un messaggio all’ex fidanzata prima di uccidersi, l’uomo ha chiesto scusa “per le bugie” e ha affermato di non sopportare più la situazione. Pare che fosse turbato dal fatto che alcuni amici avessero preso le distanze dopo la scoperta che non aveva studiato Medicina, come invece aveva raccontato.
– GENOVA
– La forte mareggiata che ha colpito a fine ottobre il Levante ligure ha reso simile a un paesaggio lunare il fondale a Portofino sotto il promontorio su cui si erge il faro. E’ quanto hanno raccontato i componenti del nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco, impegnati ieri in una immersione di addestramento nell’area, con una immersione a circa 10 metri di profondità.
La fortissima mareggiata ha estirpato ogni forma di vegetazione e molluschi dal fondale, raccontano i Vigili del Fuoco, e vi sono anche i resti di una porzione della ringhiera del sovrastante faro, strappata dalla furia del mare.
– CAGLIARI, 22 NOV – Nuove scritte a Cagliari alla vigilia dell’arrivo del leader della Lega, Matteo Salvini, da oggi in Sardegna per un tour di due giorni tra Olbia, Nuoro, Tortolì e Cagliari. Le scritte compaiono sia nella sede del Psd’Az, in viale Regina Margherita, che in quella della Lega, in viale Sant’Avendrace.
Nel primo caso i muri sono stati imbrattati con due frasi “Psd’Az tzeraccus (“domestici”, in lingua sarda), Sardegna libera dal razzismo” e “Partito sardo d’Azione Mercenari Askari”.
Nella serranda della sede del Carroccio compare invece la scritta “razzisti carogne” con sotto macchie di rosso che dovrebbero raffigurare il sangue.
– SIENA
– Un tamponamento con 25 auto coinvolte si è verificato sulla strada statale 715 ‘Siena-Bettolle’ al km 4,000 in direzione Siena, questa mattina.
Il traffico, al momento, secondo quanto comunicato da Anas, è deviato con uscita obbligatoria allo svincolo di Casetta. Tre i feriti gravi trasportati all’ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena con politraumi ma nessuno è in pericolo di vita mentre altre cinque persone sono state portate al pronto soccorso per accertamenti. Sul posto è presente personale Anas e delle forze dell’ordine per capire la dinamica dell’incidente, per la rimozione dei veicoli incidentati e per ripristinare la circolazione in piena sicurezza.
– TORINO
– Alta tensione nel carcere di Saluzzo (Cuneo), dove i detenuti protestano da alcuni giorni perché, a causa dei lavori di ristrutturazione, vengono serviti pasti non cucinati. Lo denuncia l’Osapp, Organizzazione Sindacale Autonoma di Polizia penitenziaria, che parla di un carcere “in completa balia di gruppi organizzati di reclusi”.
I reclusi, sostiene l’Osapp, hanno preso possesso della 3a sezione, quella a regime aperto dove si trovano i detenuti comuni, costringendo la polizia penitenziaria ad azionare l’allarme e a chiudere la porta principale. Imbrattate la stessa porta principale e le pareti, mentre ieri sera la protesta è proseguita con la ‘battitura’ delle pentole contro le grate di finestre e cancelli.
“Non è ammissibile che un carcere italiano sia di fatto in completa balia dei reclusi – sostiene il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci – tanto da inscenare qualsiasi forma di protesta. Il danno è consistente non solo per la polizia penitenziaria ma per l’intera collettività”. [print-me title=”STAMPA”]
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