ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
Petrolio: sale a 53,61 dollari al barile
Su attesa intesa Opec. Brent in rialzo a 62,28
Oro: in rialzo a 1.233 dollari l’onciaSui mercati asiatici
Spread Btp-Bund apre stabile a 284 puntiRendimento al 3,14%
Cambi: euro in rialzo a 1,1380 dollariYen a 128,71
Borse Asia in calo, dubbi su intesa daziTokyo -2,4%, Seul -1% in attesa dettagli. Petrolio in rialzo
Borsa: Milano apre in calo (-0,16%)Indice Ftse Mib scende a 19.590 punti
Borsa: Europa parte in ordine sparsoLondra sale dello 0,4%, Francoforte e Parigi cedono lo 0,3%
Borsa: Milano debole con Stm e MpsDiasorin debutta bene in Ftse Mib, salgono Tim e Mediobanca
Uber Taxi, al via servizio via AppTorino è la prima città italiana, la sesta in Europa
Borsa, Europa in calo, sale la sterlinaSpread a 285, Italia cerca intesa con Ue. Corre il petrolio
Hong Kong città più visitata, Roma 15/aClassifica Euromomitor, Milano 32/a, Venezia 41/a, Firenze 47/a
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Quotazioni del petrolio in netto rialzo sui mercati in attesa di un’intesa per stabilizzare la produzione al vertice Opec di questa settimana. I contratti sul greggio Wti con scadenza a gennaio guadagnano 66 centesimi a 53,61 dollari al barile. Il Brent sale di 59 centesimi a 62,28 dollari al barile.
– Quotazioni dell’oro in rialzo sui mercati asiatici. Il lingotto con consegna immediata guadagna lo 0,2% a 1.233 dollari l’oncia
– Lo spread tra Btp e Bund apre senza sensibili variazioni rispetto alla chiusura di ieri a 284 punti base. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 3,14%
– Lo spread tra Btp e Bund apre senza sensibili variazioni rispetto alla chiusura di ieri a 284 punti base. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 3,14%
– Quotazioni dell’euro in rialzo sul dollaro in avvio degli scambi con la moneta unica europea che passa di mano a 1,1380 contro il valore di 1,1349 di ieri sera New York. L’euro scende nei confronti dello yen a 128,7
– Si spegne dopo un giorno il rally delle Borse asiatiche. L’apertura del dialogo tra Usa e Cina per trovare un accordo sui dazi, che aveva scatenato ieri i listini, appare non avere ancora contorni precisi e presenta molti punti interrogativi. Tokyo ha così chiuso in calo del 2,4%, Sydney dell’1%, Seul dello 0,8% mentre Hong Kong, a scambi ancor in corso, arretra dello 0,3%. Shanghai e Shenzhen sono invece salite dello 0,4%.
Da un lato i consiglieri economici della Casa Bianca non hanno aggiunto dettagli a quanto dichiarato da Donald Trump, dall’altro la Cina non ha confermato né la rimozione dei dazi sulle auto, né l’impegno ad acquistare beni made in Usa.
“Dobbiamo vedere dove porta questo periodo di tre mesi, al momento tutto è un po’ confuso” ha commentato Dwyfor Evan, strategist di State Street. Intanto il petrolio sale (+1,1% sia il brent che il wti) in vista dell’incontro di giovedì dell’Opec e dopo l’uscita a sorpresa del Qatar dall’organizzazione dei Paesi produttori.
– Avvio in calo per Piazza Affari. Il Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in ribasso dello 0,16% a 19.590 punti.
– Avvio in ordine sparso per le Borse europee. A Francoforte l’indice Dax segna un calo dello 0,31% a 11.429 punti, a Parigi il Cac40 arretra dello 0,34% a 5.036 punti mentre a Londra il Ftse 100 sale dello 0,4% a punti 7.090.
– Avvio di seduta debole per Piazza Affari che si muove in linea con la maggior parte degli altri listini europei, dove l’entusiasmo per il dialogo Usa-Cina sui dazi lascia posto a dubbi sui contorni della possibile intesa.
Il Ftse Mib cede lo 0,16% a 19.590 appesantito Stm (-1,6%), Prysmian (-1,5%) e Cnh (-1,2%). Fiacca anche Moncler (-0,8%) e Brembo (-1,1%) mentre fuori dal Ftse MIb scivola Mps (-2,9%) in una seduta debole per il comparto bancario, nel quale faticano Banco Bpm (-0,7%) e Ubi (-0,6%). Bene Diasorin (+1,1%), al debutto nell’indice dello blue chip al posto di Luxottica, e Atlantia (+1,2%), acquisti anche su Tim (+0,6%) e Mediobanca (+0,4%) alla vigilia della riunione del patto che dovrà decidere come mantenersi in vita dopo l’addio di Vincent Bolloré. Fuori dal Ftse Mib brillano D’Amico (+7,5%) e Bioera (+3,7%) mentre scivola Mondadori (-2,2%).
– TORINO
– Uber sceglie Torino per lanciare in Italia il nuovo servizio taxi da prenotare via App. E’ la sesta città in Europa – il servizio è già disponibile a Berlino, Dusseldorf, Atene, Dublino e Istanbul – e la prima città italiana in cui viene attivato Uber Taxi.
Uber Black, Lux e Van sono infatti disponibili a Roma e Milano mentre da oggi a Torino muoversi con Uber sarà possibile grazie alla collaborazione con i taxi. Nel capoluogo piemontese oltre 350.000 persone – secondo i dati forniti dalla società – hanno provato a prenotare un viaggio attraverso la app da quando Uber se ne è andata nell’estate 2015.
L’obiettivo di lungo termine di Uber è quello di diventare una piattaforma multimodale in grado di offrire diverse soluzioni per il trasporto, dalle auto con conducente professionista, ai taxi, alle bici, ai monopattini elettrici, fino alla possibilità di accedere al servizio di trasporto pubblico di linea.
– L’entusiasmo per la possibile fine della guerra commerciale si spegne anche in Europa, con gli investitori che si mostrano cauti sull’esito del percorso avviato ieri da Usa e Cina. Parigi e Francoforte cedono lo 0,5%, Milano lo 0,2% e Londra lo 0,1%. L’andamento riflette quello delle Borse asiatiche, dove i ribassi sono stati più consistenti, e potrebbe proseguire a Wall Street, sulla quale i future sono negativi.
Lo spread Btp-Bund si mantiene a 285 punti base mentre il governo italiano cerca un accordo con la Ue sulla riduzione del rapporto deficit-pil in manovra. Il petrolio continua a correre (+1,8% il brent) nella convinzione che i Paesi produttori, che giovedì si vedranno all’Opec, eviteranno un eccesso di offerta.
Sterlina in rialzo su dollaro, euro e yen dopo che l’avvocato generale della Corte Ue ha chiarito che la Gran Bretagna può fermare la Brexit unilateralmente.
Sui listini vanno male i titoli dell’auto (-1,6% l’indice Stoxx di settore) mentre salgono gli energetici (+0,2%).
– Notizie in chiaroscuro per l’Italia dalla classifica delle 100 città più visitate al mondo nel 2017 di Euromonitor che vede in testa Hong Kong (con 27.8 milioni di arrivi internazionali), Bangkok e Londra. Le 4 italiane presenti sono infatti tutte in discesa nel ranking pur con numeri assoluti in lieve crescita: Roma slitta dal 12/o al 15/o posto, Milano scende al 32/o, Venezia al 41/o e Firenze al 47/o. La Capitale (9.5 milioni di arrivi) e Milano (6.3) assieme non raggiungono i numeri di Londra (19) e eguagliano appena quelli di Parigi (15.8). [print-me title=”STAMPA”]
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