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Nuova Caledonia, rientra allarme tsunami
Almeno sei scosse minori seguite a sisma magnitudo 7.5
Khashoggi:Turchia ordina arresto sauditiMandati cattura contro alti ufficiali, Riad esclude estradizioni
Turchia: mandato arresto per noto attoreNuova escalation contro manifestazioni anti-Erdogan del 2013
Russia: perseguiti militari ucrainiPortavoce, ‘nonostante le critiche di altri Paesi’
Gilet gialli: forse torna patrimonialeSua abolizione valse a Macron nomea di ‘presidente dei ricchi’
Khashoggi: Onu, inchiesta internazionaleAlto commissario Bachelet, ‘accertare chi sono i responsabili’
Brexit: ecco il parere legale’Rischi transizione protratta’
Grenfell: l’ultima terribile telefonataMadre racconta telefonata dall’inferno in testimonianza scritta
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Il centro di allerta tsunami del Pacifico (Pacific Tsunami Warning Center) ha reso noto che il rischio tsunami legato al terremoto di magnitudo 7.5 registrato questa mattina al largo della Nuova Caledonia è rientrato.
Secondo l’istituto geofisico statunitense (Usgs) almeno sei scosse minori – di magnitudo tra 5.6 e 6.6 – sono state registrate successivamente al sisma.
– ISTANBUL
– La procura di Istanbul ha emesso mandati di cattura per l’omicidio di Jamal Khashoggi nei confronti di Saud al Qahtani, stretto consigliere ed ex responsabile della comunicazione sui social del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, e del generale Ahmed al Asiri, ex numero 2 dell’intelligence, entrambi rimossi da Riad dopo il delitto. Lo riferiscono media locali. I due si troverebbero però in Arabia Saudita e il Regno ha già respinto le richieste turche di estradizione dei sospetti.
– ISTANBUL
– A più di 5 anni di distanza, non si fermano in Turchia le iniziative giudiziarie contro le proteste di Gezi Park. Un mandato d’arresto è stato emesso stamani nei confronti dell’attore turco Mehmet Ali Alabora – molto noto nel Paese e seguitissimo su Twitter con quasi 3 milioni di follower – per la sua partecipazione alle proteste contro il governo di Recep Tayyip Erdogan. L’attore vive da qualche tempo in Inghilterra, secondo i media locali. Si tratta di una nuova escalation della magistratura dopo il fermo il mese scorso di una dozzina di accademici e attivisti legati all’organizzazione Anadolu Kultur, il cui fondatore Osman Kavala è detenuto da oltre un anno. Erdogan lo ha accusato di essere il “Soros turco” che ha finanziato le manifestazioni di Gezi Park, mentre l’Ue ha più volte espresso preoccupazione per la sua detenzione preventiva.
– MOSCA
– La Russia proseguirà le procedure legali contro i militari ucraini che hanno violato i confini russi nonostante le critiche di altri paesi. Lo ha riferito il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, citato dalla Tass.
“Le critiche e tutte le sortite varie per la Russia non rappresentano la ragione per interrompere il procedimento legale nei confronti di chi ha violato i suoi confini: questi procedimenti continueranno ad essere portati avanti”, ha assicurato il portavoce del Cremlino, citato dalla Tass.
– PARIGI
– Dinanzi alla protesta dei gilet-gialli, il portavoce del governo francese, Benjamin Griveaux, non esclude un eventuale ritorno all’Isf, l’imposta sul patrimonio che il presidente Emmanuel Macron cancellò all’inizio del quinquennato all’Eliseo guadagnandosi l’etichetta di ‘Presidente dei ricchi’. Intervistato in radio, Griveaux ha assicurato per la prima volta che l’esecutivo potrebbe fare una svolta clamorosa su quella controversa decisione oggi duramente contestata dalle casacche gialle. Attualmente il cosiddetto ‘Impot sur la Fortune’ è stato eliminato e sostituto da un’altra tassa, l’imposta sul patrimonio immobiliare (Ifi). Ai microfoni di RTL, Griveaux ha spiegato che questa sarà oggetto di una valutazione a fine 2019, “se non funziona, rinunceremo”, ha detto, aprendo dunque un possibile ripristino della versione precedente Isf.
– ISTANBUL
– Nel caso di Jamal Khashoggi, “credo che ci sia davvero bisogno” di un’inchiesta internazionale “per accertare ciò che è realmente accaduto e chi sono i responsabili di quel terribile omicidio”. Lo ha detto l’Alto commissario Onu per i Diritti Umani, Michelle Bachelet, in una conferenza stampa a Ginevra. La necessità di un’indagine internazionale per evitare un insabbiamento sull’omicidio del reporter nel consolato saudita di Istanbul è fortemente sostenuta anche dalla Turchia.
– LONDRA
– Il governo conservatore britannico ha reso pubblico il parere legale raccolto dall’attorney general Geoffrey Cox sull’impatto dell’accordo sulla Brexit raggiunto dalla premier Theresa May con l’Ue. Si tratta di un atto dovuto dopo l’umiliante sconfitta subita ieri alla Camera dei Comuni sulla mozione presentata dal ministro ombra laburista Keir Starmer che ha sancito come “oltraggio al Parlamento” il rifiuto iniziale dell’esecutivo di rilasciare la versione integrale del documento. Documento che nelle conclusioni – come già emerso ampiamente da indiscrezioni filtrate sui media – evidenzia i rischi legati alla permanenza transitoria del Regno Unito nell’unione doganale, garantita dal meccanismo di salvaguardia del backstop per assicurare il mantenimento del confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord, in mancanza del diritto di uscirne unilateralmente. Una situazione, nota Cox, che potrebbe rendere poi Londra “soggetta a protratti e ripetuti round negoziali” sull’accordo definitivo sulle relazioni future.
– LONDRA
– Un’ultima telefonata da far ghiacciare il sangue nelle vene, durata 22 minuti e interrotta per evitare che i genitori la sentissero morire. Si è consumato così l’addio di Gloria Trevisan, la 26enne veneta morta l’anno scorso a Londra nell’inferno del rogo della Grenfell Tower con il fidanzato Marco, secondo il doloroso racconto scritto inviato da sua madre, Emanuela Disaro, alla commissione d’inchiesta britannica impegnata a cercare di far luce sulla tragedia anche attraverso le testimonianze di superstiti e familiari delle 72 vittime. Nella missiva, ripresa dai media del Regno, la mamma di Gloria ricorda quei minuti come un incubo nei quali la figlia passò “dal panico, al terrore, alla consapevolezza e infine alla rassegnazione”. Emanuela Desaro non si risparmia nulla: la memoria delle grida della ragazza, il suo incoraggiamento a cercare una via di fuga, il momento tragico in cui fu chiaro a entrambe che le squadre di soccorso avevano ormai rinunciato a raggiungere i piani alti. [print-me title=”STAMPA”]
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