MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Statua a prima afro-americana Congresso
Pioniera Shirley Chisholm eletta in 1968. Era di Brooklyn
Brexit: May apre a deputati su backstopVoci di ipotetici rinvii sui giornali ma la premier va avanti
Proteste contro candidatura MoralesCritiche anche da chiesa, governo difende sentenza a suo favore
‘Piccolo Messi’ minacciato da talebaniUomini armati in casa:’Dacci i soldi che ti ha dato il campione’
Scontri a Atene in ricordo GrigoropoulosFreddato da un poliziotto dopo un banale diverbio. Aveva 15 anni
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New York dedicherà una statua a Shirley Chisholm, la prima afro-americana eletta al Congresso degli Stati Uniti. La Chisholm, originaria di Brooklyn, e una democratica, fu eletta nel 1968 e nel 1972 fu anche la prima candidata di colore a cercare una nomination per la candidatura alla presidenza. Il monumento sarà eretto a Prospect Park a Brooklyn. La decisione di scegliere la deputata afro-americana morta nel 2005 e’ stata presa dopo aver esaminato circa 2000 candidature nell’ambito di una iniziativa che ha lo scopo di onorare la storia delle donne di New York.
Secondo quanto riferisce Cnn, a New York ci sono solo quattro statue di donne. A Central Park, il parco urbano più visitato degli Stati Uniti, ci sono 132 statue, sono una raffigura una donna.
– LONDRA
– Theresa May apre a un possibile “ruolo” del parlamento britannico sull’ipotetica attivazione futura del backstop – il meccanismo imposto dall’Ue a garanzia del confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord – per cercare di racimolare consensi fra i deputati in vista del voto di ratifica dell’11 dicembre sull’accordo sulla Brexit.
In un filo diretto radiofonico Bbc, la premier Tory allontana le voci di stampa di possibili proroghe dell’iter della Brexit, affermando che “il dibattito è iniziato” (oggi prosegue in aula sugli aspetti economici dell’intesa, con gli interventi dei ministri Philip Hammond e Liam Fox) e durerà “5 sedute”. Mentre dice di “comprendere le preoccupazioni dei colleghi sul backstop” e di voler “dare loro un ruolo” di controllo. May nega peraltro nuovamente l’orizzonte di un referendum bis. E glissa sulle indiscrezioni secondo cui alcuni dei suoi stessi ministri auspicherebbero un rinvio del voto dell’11 nel timore d’una sconfitta di proporzioni insostenibili per il governo.
– LA PAZ
– Uno sciopero nazionale di 24 ore organizzato dall’opposizione boliviana è in corso oggi in Bolivia in segno di protesta per la legittimazione da parte della Corte costituzionale boliviana del binomio formato dall’attuale presidente Evo Morales e dal suo vice, Alvaro García Linera, per le elezioni presidenziali del 2019.
Vari movimenti oppositori insistono nel denunciare che la ricandidatura di Morales “è illegittima”, perché respinta dal referendum costituzionale svoltosi in Bolivia il 21 febbraio 2016.
A sostegno di questa posizione, critica anche con la decisione del Tribunale supremo elettorale (Tse) di accettare la candidatura di Morales e Linera per le primarie di gennaio, si è schierata la chiesa cattolica. In un comunicato la Conferenza episcopale (Ceb) ha sottolineato che “con questa decisione il Tse non ha agito come potere autonomo, suscitando dubbi sulle basi della democrazia e aprendo un futuro incerto per i boliviani”.
Non c’è tregua per il ‘piccolo Messi’, il bambino afghano diventato una star di internet due anni fa per una foto che lo ritraeva con la maglietta del suo idolo ricavata da una maglietta di plastica. La sua famiglia ha raccontato alla Bbc di aver ricevuto nuove minacce dai talebani e di aver dovuto lasciare il loro villaggio nella provincia sudorientale di Ghazni per fuggire a Kabul.
“Uomini armati sono venuti e ci hanno detto: ‘Siete diventati ricchi, dateci i soldi che vi ha dato Messi o prenderemo tuo figlio”, ha raccontato la madre Shafiqa. Murtaza Ahmadi, oggi sette anni, aveva commosso il mondo e pochi mesi dopo era riuscito a realizzare il suo sogno di incontrare Lionel Messi in Qatar. Il campione argentino tramite l’Unicef gli aveva anche inviato un completo del Barcellona e una sua maglia della nazionale Albiceleste autografata. Nella fretta di fuggire, ha detto la madre, non sono riusciti a prendere nessun oggetto personale, compresa la celebre maglia della Pulce.
– ATENE
– A 10 anni di distanza dalla morte dell’adolescente Alexandros Grigoropoulos, ucciso da un poliziotto il 6 dicembre del 2008, circa 1700 persone sono scese in piazza ad Atene per ricordarlo. Ma in serata un altro corteo – nel distretto di Exarchia, dove fu ucciso il quindicenne – è degenerato in violenza. I manifestanti hanno lanciato bombe incendiarie e scagliato sassi contro la polizia antisommossa greca che ha risposto con il lancio di lacrimogeni e ha fatto ricorso a cannoni ad acqua.
La polizia ha riferito che sono stati effettuati 35 arresti e tre persone risultano ferite, due di queste sono poliziotti.
Grigoropoulos fu ucciso dopo un banale diverbio, il colpevole è in carcere con una condanna all’ergastolo in primo grado, ma il processo d’appello è in corso. Quella morte, a cui seguirono due settimane di violenze in tutta la Grecia, è diventata per il Paese il simbolo di uno Stato cattivo e di una crisi economica che solo ora si sta allentando. [print-me title=”STAMPA”]
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