CRONACA TUTTE LE NOTIZIE
Questore Torino,No Tav?No preoccupazioni
Messina, con gli organizzatori una interlocuzione eccellente
Copripiumino con ritratto di ‘SpelacchioUn esemplare sarà regalato al sindaco Virginia Raggi
Maltempo: colpito 1,5% boschi Alto AdigeI maggiori danni in sei Comuni
Morto 18enne che ha accoltellato madreCon il coltello si era poi tagliato la gola, la donna sta meglio
Crollo Morandi in presepe studentiPascal di Pompei. Maria e Giuseppe divisi, Bambino in precipizio
Pg Cassazione, ridurre pena coppia acido’Ritoccare pena al ribasso a Martina, Boettcher e Magnani’
Mafia: Cupola 2.0, convalidati 47 fermiScarcerata solo una donna, accusata di essere ‘cassiera’ clan
Dodicenne investita sulle strisceRicoverata in ospedale nel Milanese per trauma cranico
Infermiere violenta paziente, arrestatoL’uomo era in servizio nella Casa sollievo della sofferenza
Natale: stop luminarie in ospedali sardiDecalogo in circolare Ats sulla sicurezza antincendio
Treno contro piattaforma:aperta indagineTra ipotesi cestello troppo sporgente
Terremoto: i sindaci dal Capitano UltimoDomenica a Roma “contro l’indifferenza e per ricostruire”
Allerta smog al Nord, stop anche a Diesel Euro 4Livelli di Pm10 oltre limiti, scattano misure d’emergenza – Orge per curare, condannato ‘santone’
Ma per 70enne cade accusa associazione a delinquere
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TORINO
– “Quello di domani sarà un dispositivo ordinario. C’è stata un’interlocuzione eccellente con gli organizzatori e non ci sono segnali di preoccupazione”.
Il questore di Torino, Francesco Messina, parla così della manifestazione No Tav di domani, sabato 8 dicembre, a Torino.
“Torino è abituata a queste importanti manifestazioni – aggiunge il questore – Noi garantiremo la libertà di manifestare il pensiero e, in accordo con gli organizzatori, cercheremo di evitare fastidi alla città, secondo la dottrina della questura da un anno a questa parte. Gilet gialli in arrivo dalla Francia? Staremo a vedere…”, dice in merito alla presenza – annunciata dagli organizzatori – di una delegazione francese che condivide alcune delle richieste del movimento transalpino dei gilet jaunes.
“Le manifestazioni che si studiano a tavolino hanno maggiore possibilità di riuscita e – conclude il questore di Torino – ci sono tutti i presupposti perché quella di domani sia una manifestazione democratica”.
– In occasione dell’accensione dell’albero di Natale in Piazza Venezia a Roma dell’8 dicembre, già ribattezzato da molti Spezzacchio, viene lanciata un’edizione limitata di copripiumini raffiguranti il celebre Spelacchio, l’abete che nel 2017 ha polarizzato l’opinione dei romani e non solo sui social.
Uno dei copripiumini #Alettoconspelacchio, realizzato dal marchio milanese Lenzuolissimi, verrà regalato a Virginia Raggi “per celebrare con l’ironia e la leggerezza che i cittadini romani sanno profondere – spiega Michele Cascavilla, fondatore dell’azienda – l’albero che è diventato nell’ultimo anno un’icona del Natale nella Capitale”. La società ha fatto della personalizzazione uno dei suoi cavalli di battaglia. In passato ha fatto il giro del mondo con il copripiumino regalato da Silvio Berlusconi al presidente russo Putin per il suo 65esimo compleanno e con quello della pace raffigurante una stretta di mano tra Donald Trump e Kim-Jong Un.
– BOLZANO
– E’ di 5.000 ettari, pari all’1,5% dell’intera estensione boschiva dell’Alto Adige, la superficie abbattuta dalle raffiche di vento di fine ottobre. A tanto ammonta il bilancio ufficiale dei danni diffuso dall’Ispettorato forestale provinciale. Danni consistenti si sono registrati nelle zone naturali protette, con 808,68 ettari di bosco abbattuti nel Parco dello Stelvio e in generale nei parchi naturali della provincia, pari al 17,5% degli alberi complessivamente sradicati dal vento a fine ottobre. La stima dei danni quantifica in 1,5 milioni di metri cubi il legname abbattuto dal vento in tutto l’Alto Adige. Due terzi di essi sono distribuiti fra 6 Comuni: Nova Levante, Nova Ponente, Aldino, Tires, San Vigilio di Marebbe e Castelrotto. Sul Latemar, dove il vento ha schiantato tanti alberi quanti ne sarebbero stati abbattuti normalmente nell’arco di 16 anni. La quantità complessiva di legname schiantato corrisponde alla quantità normalmente abbattuta in due anni.
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PAVIA
– E’ morto la notte scorsa nel reparto di rianimazione del Policlinico San Matteo di Pavia, Alessio Di Leo, il 18 enne di Broni (Pavia) che nella notte tra il 5 e il 6 dicembre ha prima accoltellato la madre Maura Amapane, 43 anni, e poi con lo stesso coltello a serramanico si è tagliato la gola in più punti. Le sue condizioni erano apparse gravissime sin dal momento del ricovero. I tentativi dei medici del San Matteo di salvarlo sono risultati vani.
Sta meglio invece la madre, colpita dalla coltellata del figlio tra il petto e la spalla. La tragedia è avvenuta nella loro abitazione di Broni (Pavia) al culmine di una lite, A soccorrere per primo i propri familiari e a chiedere l’intervento del 118 è stato l’altro figlio della donna, un ragazzo di 20 anni. Sul posto sono carabinieri della compagnia di Stradella (Pavia), che continuano le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’ accaduto.
– NAPOLI
– La Madonna e San Giuseppe sospesi su un ponte interrotto, nel precipizio il Bambino Gesù. La tragedia del Ponte Morandi di Genova nella rappresentazione della Natività degli studenti del Liceo Artistico – quarto anno, AF – del Pascal di Pompei (Napoli). “L’intento – la motivazione del progetto e realizzazione del laboratorio di arti figurative, sezione Scultura – quello di interpretare l’arte come strumento di denuncia sociale e promozione di solidarietà. Ed ha guidato i giovani artisti nella scelta di simboli, colori, materiali, forme e dimensioni di forte impatto e suggestione”. Gli elementi di forma triangolare ricordano i piloni del ponte sulla cui ciabatta spezzata sono state posizionate le figure di Maria e Giuseppe, divise dal vuoto creato dal crollo, in contemplazione di un figlio “inghiottito dal vortice di dolore collettivo”.
I materiali per la costruzione sceno-plastica sono di riciclo “ad indicare l’eventuale qualità scadente dei materiali utilizzati per l’edificazione del ponte”.
– Un ritocco al ribasso della pena per Martina Levato, Alexander Boettcher e Andrea Magnani, perché non sussiste il reato di associazione per delinquere: lo ha chiesto il pg della Cassazione Luigi Birritteri alla quinta sezione penale, al processo sulle aggressioni della cosiddetta banda dell’acido, che ha proposto sul resto il rigetto dei ricorsi dei tre imputati giudicati in abbreviato o con rito ordinario. I due procedimenti sono stati unificati. Il pg ha ritenuto quindi che l’accusa vada riqualificata e, considerata la continuazione dei reati, ha chiesto una lieve diminuzione delle condanne inflitte in secondo grado a Milano nel 2017: per Martina si passa da 20 anni a 19 anni e 6 mesi, per Boettcher da 23 a 21 anni e per Magnani da 9 anni e 4 mesi a 8 anni 9 mesi e 10 giorni. Martina e Alex sono accusati di aver compiuto a Milano con l’aiuto di Magnani aggressioni con l’acido a Stefano Savi e Giuliano Carparelli e Pietro Barbini. Alex ha già una condanna definitiva a 14 anni per l’aggressione a Barbini.
– PALERMO
– Sono stati convalidati dai Gip di Palermo e Termini Imerese 47 dei 48 fermi eseguiti nell’ambito dell’inchiesta ‘Cupola 2.0′ della Dda del capoluogo siciliano, che ha svelato il tentativo di ricostituzione della commissione provinciale di Cosa nostra. Tra i provvedimenti convalidati anche quello del boss Settimo Mineo, capomafia del clan di Pagliarelli, ritenuto il nuovo capo della Cupola palermitana.
L’unica scarcerata, per mancanza di gravi indizi di colpevolezza, è Rosalba Crinò, sola donna fermata nell’operazione. Difesa dall’avvocato Giuseppe Minà, era ritenuta la “cassiera” della “famiglia” mafiosa di Misilmeri.
Dopo l’interrogatorio il giudice ne ha disposto la liberazione non convalidando il fermo. Durante il blitz, eseguito dai carabinieri, sono stati fermati boss, gregari ed estorsori dei mandamenti di Pagliarelli, Porta Nuova, Villabate, Bagheria e Belmonte Mezzagno-Misilmeri. Accertate 28 estorsioni, traffici di droga e l’interesse dei clan per le scommesse online.
– MILANO
– Una ragazzina di 12 anni è stata investita da un’auto guidata da un 41enne mentre attraversava sulle strisce pedonali all’incrocio tra via Quintino di Vosa e via Frati della Mensa, a Cassano d’Adda (Milano). La studentessa è stata trasportata all’ospedale Santa Maria delle Stelle a Melzo (Milano) con un trauma cranico, le sue condizioni sono serie ma non sarebbe in pericolo di vita. L’automobilista è stato sottoposto all’alcol test ed è risultato negativo.
L’ipotesi è che si sia distratto.
– SAN GIOVANNI ROTONDO (FOGGIA)
– Un infermiere in servizio nell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo è stato arrestato e posto ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una paziente della stessa struttura sanitaria.
L’uomo, le cui generalità non sono state rese note per tutelare la vittima, è stato sospeso dal lavoro e nei suoi confronti è in atto la pratica di licenziamento. La vittima, subita la violenza, ha immediatamente chiesto aiuto ai medici di San Giovanni Rotondo che hanno informato dell’accaduto i militari.
Gli inquirenti sostengono che l’infermiere avrebbe effettuato pratiche sanitarie non di sua competenza e, tra le altre cose, molto invasive.
– CAGLIARI
– Niente luminarie quest’anno per Natale negli ospedali sardi. Lo prevede una circolare del Servizio tecnico sulla sicurezza antincendio dell’Ats, l’azienda per la tutela della salute che ha unificato tutte le Assl dell’Isola. Banditi quindi nelle corsie gli alberi di Natale ma anche i presepi se illuminati. Non proprio tutti: si potranno esporre, infatti, solo quelli di piccole dimensioni purché lontano dai luoghi di degenza e dagli ambulatori. E via libera anche agli addobbi.
La notizia anticipata dall’Unione Sarda è stata confermata dallo stesso dirigente che ha firmato la circolare interna, il dott. Martino Ruiu. “Dal report delle squadre antincendio dello scorso anno sono emerse situazioni anomale: presepi monumentali, con statuette alte mezzo metro nei corridoi, presepi addobbati con carta velina altamente infiammabile e luminarie di indefinita provenienza – spiega il dirigente – Queste sono situazioni ad alto rischio, che possono portare ad incendi”.
– FIRENZE
– La procura di Firenze ha aperto un fascicolo per lesioni colpose, al momento a carico di ignoti, in merito all’incidente ferroviario avvenuto nella notte all’altezza della galleria del Pellegrino, tra le stazioni Statuto e Campo di Marte. Il pm Paolo Barlucchi, titolare delle indagini, ha disposto il sequestro della piattaforma su cui stavamo lavorando i tre operai rimasti ferito e del locomotore del treno merci. Una delle ipotesi che in questo momento sarebbero al vaglio, è che il cestello si trovasse spostato lateralmente rispetto ai binari, in una posizione troppo sporgente per permettere il passaggio del treno.
Secondo quanto appreso, al momento dell’incidente gli operai, dipendenti della ditta Cemes con sede a Pisa, si trovavano su un cestello sopraelevato rispetto alla piattaforma, impegnati in lavori di manutenzione della linea elettrica. Sempre in base a quanto emerso, il treno merci, che era autorizzato al transito sul binario, avrebbe urtato violentemente il cestello.
– Il Capitano Ultimo a fianco dei terremotati del centro Italia, “sfiancati dai ritardi della burocrazia e che dopo oltre due anni dal sisma – denuncia l’ufficiale dei carabinieri che arrestò Totò Riina – non solo non riescono a rientrare nelle loro case, ma neppure a cominciare i lavori di ricostruzione”. Per questo, “per sensibilizzare l’opinione pubblica e chi ha il potere e il dovere di intervenire”, domenica alle 12.30 alla Casa famiglia del Capitano Ultimo, a Roma, si riuniranno i sindaci e gli amministratori delle zone colpite “per non dimenticare, per ricostruire, per alzare la testa” e “dire basta ai ritardi, alle lungaggini, all’indifferenza” che stanno paralizzando i territori terremotati dell’Umbria, delle Marche, del Lazio e dell’Abruzzo.
“Abbiamo invitato i primi cittadini e gli amministratori dei comuni disastrati dal terremoto, da Amatrice a Norcia, da Arquata del Tronto ad Accumoli – spiega il colonnello Sergio De Caprio, alias Ultimo,
– perchè insieme a loro vogliamo ripartire”.
Non si respira in Emilia-Romagna e Lombardia, in particolare, e le condizioni meteo non aiutano, anzi favoriscono la concentrazione di inquinanti nell’aria: da giorni i livelli di polveri sottili sono oltre i limiti di guardia, scattano misure d’emergenza. Tra queste lo stop anche ai veicoli diesel euro 4, riscaldamenti abbassati in case e locali commerciali, divieto di biomasse nel riscaldamento domestico.
In Emlia Romagna l’Arpae conferma le allerte per Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Forlì-Cesena. In queste cinque province i livelli di polveri Pm10 sono oltre i limiti di legge (50 microgrammi per metro cubo) dal 30 novembre e le misure d’emergenza, scattate già lunedì, sono state quindi prorogate. Non solo.
Da oggi le stesse saranno imposte anche nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna e Rimini dove il limite di Pm10 è stato superato dal primo dicembre. Stando alle previsioni meteo, nemmeno la ventilazione attesa per i prossimi giorni riuscirà a garantire un rientro delle concentrazioni di Pm10 entro i livelli di guardia.
Non va meglio in Lombardia, dove, denuncia Legambiente, “quasi tutte le province sforano la soglia dei 4 giorni consecutivi di superamento del pm10”. Sempre secondo l’associazione, “in vista del Natale la situazione potrebbe anche peggiorare nelle prossime settimane, che saranno interessate da intensi spostamenti soprattutto in auto”.
E lo smog presenta il conto. Secondo uno studio dell’Ausl Bologna anticipato in Comune a Bologna un bambino che nasce oggi, e che trascorrerà il resto della sua vita nel capoluogo emiliano-romagnolo, o comunque in una zona altrettanto inquinata, vivrà sei mesi in meno rispetto a un neonato venuto al mondo in un posto dove l’aria è più pulita e si respira meglio.
Le misure emergenziale previste a livello regionale rimarranno in vigore fino a lunedì 10 dicembre, quando arriverà il nuovo bollettino dell’Arpae. Imposta l’astensione dei limiti alla circolazione anche ai veicoli diesel Euro 4 nelle aree delimitate dai vari Comuni. Uno stop che si aggiunge ai limiti alla circolazione nei centri urbani per i veicoli più inquinanti che restano validi tutti i giorni – compresi il sabato e la domenica – dalle 8.30 alle 18.30. –
TORINO
– Dieci anni e undici mesi di carcere per Paolo Meraglia, il ‘santone’ di 70 anni che con la scusa di curare le donne abusava sessualmente di loro. La quarta sezione penale del tribunale di Torino ha condannato l’uomo per alcuni reati a lui contestati e lo ha assolto per altri, stabilendo una pena più bassa rispetto ai 23 anni di reclusione chiesti dai sostituti procuratori Marco Sanini e Fabiola D’Errico.
Condannati anche Biagino Viotti (4 anni e 2 mesi) e Luisa Nota (2 anni e 9 mesi), ritenuta la ‘vestale’ che partecipava ai riti. Assolti invece Carlo Volpi, Lorella Bavosio e Matteo Forneris, scoppiato in lacrime alla lettura del verdetto.
La procura, che ha coordinato l’indagine della Squadra mobile della Questura di Torino, ipotizzava l’esistenza di un’associazione a delinquere. Accusa ridimensionata: l’ipotesi di associazione a delinquere non ha tenuto e neanche alcuni casi di violenza e truffa. I condannati dovranno risarcire 4 vittime con provvisionali dai 20mila ai 35mila euro.
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