SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Nadia Murad, il coraggio contro la barbarie
In sala docu su ragazza yazida Premio Nobel per la pace 2018
Lansdale, rapporti sale della scritturaEsce ritratto dello scrittore, arriva nuovo capitolo Hap e Leo
Trovato in soffitta palazzo Presepe ‘700Attribuibili alla scuola del Maragliano, sono in legno
Fresu suona al Mercatino di BolzanoDomani si esibisce come artista di strada in piazza Walther
Nasce il MoRA, museo d’arte del ricicloA Roma, a San Lorenzo, ideato da Mariaceleste de Martino
Mostra foto ‘La persistenza della luce’A Ravenna dal 9 dicembre con la tecnica del ‘foro stenopeico’
Istituito il parco di Villa del CasaleIstituzione apre nuovi scenari per valorizzazione patrimonio
Con Augias alla scoperta di Parigi, Londra, RomaTre serate evento dall’8 dicembre su Rai3
Discendenti Cherubini,sì spoglie S.CroceAppello lanciato da Muti ha raggiunto già oltre 35 mila firme
Scala: centinaia in fila per loggione140 posti per Attila, che inaugura la stagione lirica
Altre due date per il Lucca SummerNew Order, Elbow il 12 luglio,The Good The Bad & The Queen il 20
X Factor, fuori dai giochi Martina e Leo Ospiti Licitra e Salmo. In finale Bowland, Naomi, Anastasio e Luna
Grammy, Kendrick Lamar guida nominationPoi Drake, Lady Gaga e Cardi B. C’è anche il film di Guadagnino
Omaggio a Bertolucci tra digitale e commozioneE ora piattaforma su serata con video-lettere integrali
Debutto boom al Sacher per film MorettiOttima media copia, la seconda dell’intero box office Italia
Massimo Sestini, il mondo alla giusta distanzaA Roma L’aria del tempo, 40 scatti dall’alto allo spazio WeGil
Michael Dobbs, Ue è lenta e inefficienteAutore di House of Cards, ‘ottimista sul futuro del Regno Unito’
Scala, 5 minuti applausi per Capo StatoBattimani anche nel carcere di San Vittore prima proiezione
Scala: Sergio Mattarella vede artistiDelegazione orchestrali, coristi e sindacalisti, ‘onorati’
Frasi omofobe, Hart non condurrà OscarLe scuse alla comunità Lgbt, ‘parole fanno parte del passato’
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Nadia Murad “è un essere umano di grande carisma, senti quanto sia speciale ogni volta che sei nella stanza con lei. Trasmette una straordinaria forza e capacità di resilienza”. Così Alexandria Bombach descrive la 25enne yazida, che riceverà lunedì 10 dicembre il premio Nobel per la Pace 2018, della quale ha firmato un coinvolgente e potente ritratto in ‘Sulle sue spalle’, vincitore del premio per la migliore regia di un documentario al Sundance Film Festival di quest’anno. Il film non fiction è in sala come evento speciale dal 6 al 12 dicembre con I Wonder Stories, in collaborazione con Sky Arte, che manderà in onda anche 10 minuti in esclusiva del film proprio nei giorni della consegna del premio a Nadia. Nadia Murad viene premiata insieme al medico e attivista congolese Denis Mukwege per l’impegno volto a denunciare e porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra. Un obiettivo al quale la giovane yazida, sostenuta anche da Amal Clooney, ha dedicato la sua vita, dopo essere fuggita dall’Isis, che l’aveva catturata ventenne nell’estate 2014 durante un raid nel nord dell’Iraq che aveva come obiettivo sterminare la minoranza religiosa yazida, da secoli vittima di genocidi. I terroristi islamici hanno ucciso in quelle poche settimane oltre 5000 persone e catturato fatto e fatto prigionieri circa 7.000 donne e bambini per farli diventare schiave sessuali e bambini soldato. Nadia (che ha perso 18 membri della sua famiglia, tra cui la madre e sei fratelli), ripetutamente torturata e violentata è riuscita a scappare dopo tre mesi, trovando rifugio prima in un campo profughi poi in Germania. Da allora, pur sapendo di rischiare la vita (riceve costantemente minacce), ha deciso di raccontare la sua storia, per mobilitare la politica e l’opinione pubblica internazionale contro le violenze perpetrate dall’Isis e per la difesa del suo popolo e delle donne che hanno subito il suo stesso calvario. Prima che tutto succedesse “tra i miei sogni c’era aprire un salone di bellezza, perché volevo che le donne e le ragazze si vedessero speciali – spiega Nadia, occhi grandi, volto scolpito nel dolore, che a volte si apre a disarmanti sorrisi -. Questo mi è stato tolto in un modo per il quale non credo sia possibile tornare indietro”. Alexandria Bombach, già autrice di due pluripremiati documentari sull’Afghanistan, data con ‘Sulle sue spalle’ tra i favoriti agli Oscar, ha fatto “la scelta cosciente di non chiedere a Nadia del suo periodo da prigioniera. Una parte del film voleva anche infatti parlare del modo in cui spesso si preferisce spettacolarizzare le notizie, traumi come quello subito da Nadia, invece di cercare realmente di comprenderli, di impegnarci per cambiare le cose” dice la regista, che è stata affianco alla giovane yazida per alcune settimane nel 2016, fino al suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu. Giornate fatte di aerei e impegni pubblici, continui spostamenti tra Europa e America e interviste con i media, nelle quali la ragazza si trova a dover rispondere a ogni genere di domande, anche le più intime. “Da donna non vorrei dover dire che tutto questo è successo a me – spiega Nadia durante il film -. Preferirei che le persone mi conoscessero come un’eccellente sarta, o atleta, o studentessa, o truccatrice, o contadina”, ma “sentivo che la gente non si sarebbe tappata le orecchie, che non sarebbe rimasta indifferente vedendo una vittima di fronte a loro”. Nell’incontro con Nadia, “quello che mi ha colpito di più è quanto, dopo tutto quello che ha passato, sia incredibilmente paziente e piena di grazia nel rapportarsi a persone che non sanno come reagire di fronte alla drammaticità di ciò che ha vissuto”. Trova tutta la sua forza “nel desiderio di aiutare le donne che come lei sono state prigioniere e le persone che ancora soffrono nei campi profughi. Lei non può fermarsi, vuole andare avanti, vuole fare tutto quello che può”.
– SEBA PEZZANI, ‘JOE LANSDALE. IN FONDO E’ UNA PALUDE'(PERRONE EDITORE, PP 246, EURO 15) Autore di oltre quaranta romanzi e centinaia di racconti, tra cui la fortunata serie di Hap e Leonard, di cui uscirà nel 2019 una nuova avventura più thriller, Joe Lansdale, lo “Stephen King del Texas Orientale”, è adesso anche il protagonista di un ritratto speciale, frutto delle conversazioni con un amico e traduttore, Seba Pezzani.
“I libri e le biblioteche mi piacciono, però se resti chiuso nella torre d’avorio finisci per perdere di vista i rapporti umani che sono il sale della scrittura. Mi piace sottolineare che sono un lavoratore, non un pontificatore” dice Lansdale, a ‘Più libri più liberi’ per l’attesa presentazione di ‘Joe Lansdale. In fondo è una palude’ pubblicato da Perrone editore con la prefazione di Luca Crovi.
“Sono nato contadino e resto contadino” dice lo scrittore, 67 anni, che ha mantenuto una forte relazione con l’ambiente da cui proviene e per il quale la cosa più importante “è non prendersi troppo sul serio e non dimenticarsi del passato. Io vengo da un ambiente umile, ma non basta dire che si è lavorato duramente per giustificare il successo raggiunto. Ci vuole sempre un po’ di fortuna per fare le cose. Le persone della mia infanzia sono quelle con cui mi identifico nei miei libri” racconta Lansdale che è originario di Gladewater, dove è nato nel 1951.
In questo viaggio nella sua terra e nella sua storia che affonda le radici non tanto nel vicino West quanto nel più prossimo Sud, Lansdale si definisce un liberal (“ci sono molte più persone liberal di quanto si pensi in Texas”), afferma che “Trump fa rimpiangere Nixon” e non esita a dichiarare di non essere riuscito a finire di leggere ‘La ragazza del treno’ di Paula Hawkins. “Semplicemente non è stato uno dei miei libri preferiti, soprattutto perché ho colto dove volesse andare a parare fin dall’inizio. E’ venuto a mancare l’elemento intrigante della storia. La cosa invece positiva è la creazione del personaggio femminile protagonista del romanzo” spiega Lansdale che ha una lista di autori preferiti lunghissima tra cui figurano da Harper Lee a Flannery O’Connor, da Mark Twain a Ray Bradbury e tra gli italiani Niccolò Ammaniti e Massimo Carlotto. Le nuove avventure degli improbabili detective Hap e Leo, anticipa, saranno “una grande sorpresa” come suggerisce il titolo del libro. “Si chiama ‘The elephant of surprise’ che in inglese è un gioco di parole con ‘The element of surprise’ e significa quindi una grande sorpresa, grossa come un elefante.
Non so quale sarà il titolo in italiano e dovrebbe uscire in Italia nel 2019, come sempre per Einaudi. E’ un romanzo di Hap e Leonard e ha le caratteristiche tipiche di quella serie, però, nello stesso tempo, è molto diverso dai precedenti capitoli perché si occupa in maniera meno diretta di tematiche sociali e culturali. E’ un thriller in senso più classico, basato sulla suspense. Credo di esserci riuscito”.
Pezzani per scrivere questo ritratto è andato invece nella casa in cui vive Lansdale in mezzo alla foresta, nel Texas orientale. “Avrei potuto scriverlo anche da casa, ma ho preferito andare lì perché mi sembrava più bello toccare con mano questo posto al confine con la Louisiana e credo di aver messo più anima in quello che ho scritto” spiega Pezzani che ha anche un band e ha suonato insieme alla figlia di Lansdale al quale anche “in America stanno dedicando un libro simile”. Lo scrittore ha appena finito un romanzo on the road, ‘Jane goes north’ (Jane va al nord), in cui “gli elementi thriller sono quelli che nascono nelle avventure lungo la strada. E’ la storia del rapporto fra due donne che si spostano dal Sud per andare al Nord” racconta. Da gennaio 2019 è in arrivo una collana di Giulio Perrone diretta da Lansdale, con libri scelti dallo scrittore. “Romanzi americani – spiega – che considero importanti ma non hanno avuto, soprattutto in Italia, l’attenzione che meritavano. Usciranno con la mia prefazione.
Tra i primi titoli sono un romanzo di Neal Barrett Jr, ‘La banda dell’altro mondo’ e poi ci sarà un libro di Lewis Shiner”.
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GENOVA
– E’ un piccolo tesoro d’arte settecentesca quello ritrovato dalle suore Marcelline di Genova nella soffitta dello splendido palazzo Brignole Sale che ospita la scuola e le classi di danza: si tratta di un presepe attribuibile alla scuola del Maragliano, probabilmente di Domenico Pittaluga che ha firmato alcune statuine. Completo di tutte le figure – Natività, pastori, re Magi – è composto da oltre 30 statuine di legno scolpito gessato policromato. Gli abiti sono confezionati con tessuti antichi originali. Le statuine versavano in pessimo stato ma hanno ricevuto un primo restauro pro bono. L’istituto è alla ricerca di fondi per iniziare un’opera di restauro conservativo vero e proprio: per questo ha promosso un piccolo concerto in contemporanea con la prima esposizione del Presepe martedì 18 dicembre.
– BOLZANO
– Tre musicisti di strada d’eccezione si esibiranno domani al Mercatino di Natale. Tra le 11.30 e le 13.00 il trombettista Paolo Fresu effettuerà, assieme alla sua band composta da Dino Rubino e Marco Bardoscia, alcune incursioni musicali in piazza Walther tre le bancarella del Mercatino.
Il simpatico fuoriprogramma nasce da un forte legame del jazzista con la città di Bolzano. Attualmente si trova in Trentino Alto Adige per lo spettacolo che fonde musica e parole, jazz e teatro intitolato “Tempo di Chet. La versione di Chet Baker”, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano. Dopo il debutto inizio novembre nel capoluogo altoatesino, Fresu torna in regione per esibirsi il 9 dicembre al Teatro Sociale di Trento.
Una colonna sonora originale interpretata dal vivo che dialoga con il testo di Leo Muscato e Laura Perini e gli otto attori in scena per rievocare Chet Baker, uno dei miti musicali più controversi e discussi del Novecento. Una tournée nazionale appena iniziata con numerosi sold out.
– Nasce a Roma, nel quartiere San Lorenzo, il MoRA, Museum of Recycled Art, il primo spazio espositivo dedicato all’arte del riciclo, che sceglie una piccola palazzina a ringhiera della zona ‘bohémien’ della capitale per mostrare il primo nucleo di oggetti, accessori e capi di abbigliamento, ottenuti con materiali di scarto di ogni genere. L’inaugurazione è prevista l’8 dicembre. Lo spazio, dove sono esposte opere di diversi artisti del “riuso-riciclo” creativo, è stato ideato dalla giornalista Rai Mariaceleste de Martino, attiva nel campo dell’ambiente.
“La corrente artistica che rappresento ha voglia di ripulire il nostro pianeta evitando ogni spreco. Al MoRA sono esposti oggetti che rappresentano questo desiderio: il gilet fatto con zip colorate, la lampada nata da una bottiglia di vetro, la collana composta dai blister dei medicinali, quella fatta da rondelle della ferramenta. E ancora la borsa ottenuta da un cavo elettrico e le scarpe decorate con mattoncini Lego”.
– RAVENNA
– Appuntamento con la fotografia d’autore a Ravenna: dal 9 dicembre al 6 gennaio lo spazio espositivo PR2 ospita la mostra ‘La persistenza della luce’, dedicata all’artista romagnolo Mario Beltrambini e curata dal giornalista e critico Denis Curti. Realizzato dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Ravenna e dall’associazione Savignano Immagini, promotrice del ‘Si Fest’, l’evento racconta, attraverso visioni quasi oniriche perché prive di riferimenti geografici, i paesaggi della pianura padana romagnola.
Beltrambini, nato nel ’53 a Santarcangelo (Rimini) e attivo nel mondo della fotografia da oltre trent’anni, usa un mezzo tecnico apparentemente desueto come il foro stenopeico che, per la tecnica utilizzata, si pone agli esordi della fotografia moderna. Oggi, nel mondo della ‘fast photography’, l’autore presenta un lavoro ‘slow’ protratto per oltre un ventennio: si compone di 22 foto di grande e medio formato, la cui realizzazione ha richiesto in fase di scatto dei lunghi tempi di posa.
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PALERMO
– E’ stato istituito il parco archeologico della Villa romana del Casale. Lo annuncia Legambiente che esprime soddisfazione e auspica “che la firma del decreto possa veramente far decollare il sito Unesco e con esso l’eccezionale patrimonio storico artistico della città di Piazza Armerina, a partire dal tanto atteso museo di palazzo Trigona”. “Il decreto firmato dall’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa – prosegue la nota di Legambiente – arriva a 21 anni di distanza dall’iscrizione della Villa Romana del Casale nel patrimonio Unesco e a 18 anni di distanza dalla legge regionale che prevedeva il sistema dei parchi archeologici di Sicilia”. “L’istituzione tanto attesa del parco archeologico – dice Paola Di Vita, presidente del circolo Legambiente di Piazza Armerina – apre scenari ed opportunità nuove per la Villa, ma anche per la valorizzazione dell’eccezionale patrimonio architettonico ed artistico della città”.
Quali segreti custodiva Mata Hari? Perché i terroristi hanno colpito al cuore Parigi? Cosa si nasconde nelle interminabili catacombe della città? E perché Amedeo Modigliani è venuto qui alla ricerca della sua ispirazione? Parigi, la Ville Lumière, la capitale delle grandi rivoluzioni, dove si è fatta la storia e la storia dell’arte, è un centro di potere, di grandi idee e altrettanti sogni, capace di cambiare per sempre la vita di chi ci arriva. Cominciano da Parigi le tre serate evento ‘Città segrete’, condotte da Corrado Augias da sabato 8 dicembre in prima serata su Rai3, alla scoperta di piazze, monumenti, opere d’arte, palazzi, misteri di tre grandi capitali europee: dopo Parigi, sarà la volta di Londra e Roma. Il racconto si snoderà attraverso le biografie (oltre 10 a puntata) di personaggi celebri legati nelle diverse epoche storiche a quei luoghi e ricostruite storicamente attraverso vere e proprie docu-fiction, sia internazionali sia di produzione Rai. Nella prima puntata Augias accompagnerà il pubblico per le strade, i passages e i monumenti di Parigi alla scoperta delle storie e dei segreti che raccontano. Dalla rivoluzione francese alla belle epoque, passando per gli impressionisti, fino all’amore tragico tra Maria Callas e Aristotele Onassis. Un viaggio dentro i misteri della città, dagli intrighi del potere nascosti nelle sue viscere alla vite maledette dalla miseria e benedette dall’arte dei grandi pittori.
A Londra (il 15 dicembre) si viaggerà da Hampton Court con la storia di Anna Bolena e della corona inglese, fino al Cabinet War Rooms di Churchill, per arrivare al Ponte dei Frati Neri col giallo del caso Calvi. Per Roma infine (il 22 dicembre), si passerà dalla Porta San Sebastiano con la misteriosa fine di Ettore Muti, al monumento di Campo de’ Fiori e la condanna di Giordano Bruno; da Castel Sant’Angelo con la decapitazione di Beatrice Cenci al quartiere Pinciano con il delitto Casati Stampa. Fino a giungere alle periferie romane celebrate da Pasolini.
– FIRENZE
– Anche le ultime discendenti di Luigi Cherubini hanno firmato l’appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il rimpatrio delle spoglie del compositore fiorentino custodite a Parigi (dove morì nel 1842).
Rilanciato da Riccardo Muti al Maggio musicale Fiorentino, l’appello, che chiede di portale le spoglie di Cherubini nella Basilica di Santa Croce a Firenze, ha già raccolto oltre 35 mila firme.
Patrizia Ottolini e Monica Ricci, nipoti del paroliere e musicista Bixio Cherubini, a sua volta pronipote di Luigi, hanno visitato il cenotafio dell’antenato in Santa Croce e si sono dette “entusiaste dell’iniziativa alla quale hanno aderito con emozione e orgoglio”. L’appello è stato firmato, tra gli altri, dal direttore del Maggio, Fabio Luisi, del sindaco Dario Nardella e del sovrintendente del Maggio, Cristiano Chiarot che si è detto “molto contento che le discendenti del compositore abbiano aderito all’iniziativa” perché “rappresentano per la causa due delle firme più importanti”.
– MILANO
– Alle 16 di ieri erano già un centinaio le persone in fila per acquistare i 140 posti di loggione che Attila che questa sera inaugurerà la stagione lirica della Scala.
Anche per essere inseriti nella lista, gli aspiranti spettatori hanno dovuto seguire le procedure ‘antibagarini’ del teatro, ovvero registrare i propri dati ai totem presenti in biglietteria o sul sito http://www.logscala.org e mostrare la carta di identità.
E’ poi necessario essere presente agli appelli (alle 16 ieri e alle 13.30 oggi) con il documento d’identità. Al momento dell’appello ogni spettatore può ritirare la contromarca, necessaria all’acquisto, per sé e al massimo un’altra persona segnalata in lista, esibendone il documento.
Sono invece 18 i normali biglietti della prima rimasti invenduti con costi che vanno dai 1.800 ai 3.000 euro.
– FIRENZE
– Annunciate altre due date, con tre gruppi in esclusiva nazionale, per la 22/a edizione del Lucca summer festival, la rassegna musicale in programma nel mese di luglio 2019. Venerdì 12 luglio saliranno sul palco i New Order, gruppo musicale inglese degli anni ’80 nato in seguito allo scioglimento dei Joy Division, e gli Elbow con il cantante e leader Guy Garvey che nel 2018 ha vinto due premi per il suo contributo alla musica inglese.
Sabato 20 luglio poi sarà la volta dei The Good, The Bad & The Queen, band di alternative rock formato da Damon Albarn, frontman dei Gorillaz e dei Blur, l’ex chitarrista dei Verve, Simon Tong, il bassista Paul Simonon dei leggendari Clash e il batterista nigeriano Tony Allen che ha suonato per anni con Fela Kuti, icona dell’afrobeat.
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Dedicata al tema ‘Un mare da salvare’, questa sera sul palco della X Factor Arena è andata in scena la semifinale del talent targato Sky, che la prossima settimana eleggerà il suo nuovo talento. Ad aprire la serata live di X Factor, in pieno tema con l’argomento portante scelto per la puntata live, l’esibizione di Lorenzo Licitra, vincitore dello scorso anno e che per l’occasione si è esibito insieme ai sei concorrenti rimasti in gara, Anastasio, Bowland, Leo Gassmann, Luna, Martina Attili e Naomi, sulle note del capolavoro di Bob Dylan “A Hard Rain’s A-Gonna Fall” e su un palcoscenico inondato d’acqua. Il meccanismo della competizione scelto per oggi è quello della doppia eliminazione, che porterà sotto i riflettori della finalissima al Mediolanum Forum quattro concorrenti. Sul fronte giudici, ad inizio serata le squadre sono equilibrate, con Manuel Agnelli e Mara Maionchi a quota due concorrenti in gara, rispettivamente con le Under Donne e gli Under Uomini, e Fedez e Lodo Guenzi con un solo concorrente ciascuno per gli Over e i Gruppi. Due le manche previste per questa puntata: nella prima, ‘My Song’, i concorrenti hanno presentato brani scelti da loro stessi, mentre nella seconda ciascuno ha proposto il brano scelto dal proprio giudice. Annunciata come la semifinale più dura di sempre, il live di questa sera si è aperto con la voce di Naomi, che per la sua prima esibizione di oggi ha scelto ‘Problem’ di Ariana Grande. A seguire, Leo Gasmann ha provato a convincere il pubblico del televoto con ‘Dead in the water’ firmato dall’ex Oasis Noel Gallagher e in versione voce e chitarra, mentre Luna (“la concorrente più attuale” secondo Manuel Agnelli) se l’è vista con un’intensa ‘Mica Van Gogh’ di Caparezza. Attesissimi dal pubblico anche questa sera, i Bowland (“grazie per continuare a dimostrare che il futuro è nella contaminazione” a detto il giudice Guenzi rivolto alla band) hanno deciso di confrontarsi con un brano del calibro di ‘Iron’ di Woodkid, mentre Martina Attili ha scelto per la sua prima manche ‘The Climb’ di Miley Cyrus. Ultimo del gruppo, Anastasio, che ha puntato tutto sulle rime di una commovente ‘La porta dello spavento supremo’, canzone di Franco Battiato.
Al termine delle esibizioni di tutti e sei i concorrenti, il televoto ha decretato che il concorrente meno apprezzato da casa è risultato essere Martina, costretta ad abbandonare la gara ad un passo dalla finalissima. La palla, per la scelta dei brani della seconda manche, è passata invece ai giudici. Se Manuel Agnelli ha affidato a Luna ‘Can’t hold us’ di Macklemore e Ryan Lewis, e a Martina Attili ‘Clown’ di Emeli Sandè, Mara Maionchi ha scelto il classico ‘Com’è profondo il mare’ di Lucio Dalla per Leo Gassmann e ‘Clint Eastwood’ dei Gorillaz per Anastasio. Tutt’altra musica, invece, quella che Fedez ha selezionato per la sua Naomi, messa a confronto con un mix tra ‘Rap God’ di Eminem e ‘Beautiful’ di Cristina Aguilera. Lodo Guenzi, alle prese con la scelta del brano per i Bowland, ha invece puntato sul l’italiano di ‘Amandoti’, firmato in originale dai CCCP, ma nella versione di Gianna Nannini. A giochi fatti e prima del televoto finale, sul palco della X Factor Arena è arrivato anche Salmo, nelle vesti di super ospite della serata è alle prese con con i suoi ’90 min’ e ‘Il cielo nella stanza’, entrambi brani tratti dal suo nuovo album ‘Playlist’, già certificato Disco di Platino. Busta alla mano, Alessandro Cattelan, che settimana prossima dirigerà i giochi anche per la finalissima, ha annunciato i primi tre finalisti, i Bowland, Anastasio e Naomi. Leo Gasmann e Luna si sono dovuti invece scontrare nuovamente a suon di note per il ballottaggio, con un brano cavallo di battaglia per convincere i giudici. Agnelli, che a fine serata ha annunciato il suo addio ad X Factor, Guenzi, Maionchi e Fedez non sono però stati in grado di scegliere, optando ancora una volta al tilt e rimandando la scelta al pubblico. Da casa si è quindi decretato che il quarto finalista sarà Luna.
Kendrick Lamar guida la lista delle nomination alla 61/a edizione dei Grammy Awards, in programma il 10 febbraio 2019, con otto candidature, seguito da Drake con sette, Brandi Carlile e Cardi B con sei e Lady Gaga con cinque. Oltre alla colonna sonora del film Marvel “Black Panther: The Album, Music From and Inspired By”, in lizza per il premio miglior album, il cinema conquista spazio con È nata una stella di Bradley Cooper, che ha battuto cassa con quattro candidature, dopo gli annunci di ieri per le nomination dei Golden Globe: Shallow potrà vincere come canzone dell’anno, record of the year, best song written for visual media e best pop duo/group performance coi due protagonisti Lady Gaga e Bradley Cooper. Quest’ultimo conquista così la sua prima candidatura ai Grammy Awards, mentre Miss Germanotta porta a casa una quinta nomination extra cinematografica per Joanne (Where do you think you’re Goin’) nella categoria best solo performance. Impossibile non notare l’aumento della presenza femminile in una delle categorie principali, quella di miglior album, dove le finaliste sono cinque su otto. Questi gli album in gara: Invasion Of Privacy (Cardi B), By The Way, I Forgive You (Brandi Carlile), Scorpion (Drake), H.E.R. (H.E.R.), Beerbongs & Bentleys (Post Malone), Dirty Computer (Janelle Monáe), Golden Hour (Kacey Musgraves), Black Panther: The Album, Music From (artisti vari tra cui Kendrick Lamar).Quest’anno, infatti, la National Academy of Recording Arts and Sciences, ha deciso di aumentare il numero di candidati per le categorie più prestigiose: album dell’anno, record of the year, canzone dell’anno e best new artist. Da cinque, i nominati sono passati a otto, una decisione arrivata con l’obiettivo di rappresentare al meglio la diversità culturale e musicale del presente. La misura è stata presa dopo le critiche dello scorso anno, quando molti degli artisti hip-hop – nonostante il gran numero di nomination ottenute – furono snobbati in sede di assegnazione dei premi e molte donne ebbero a disposizione meno tempo per le esibizioni sul palco rispetto ai colleghi maschi. Sul piano del gender gap, la differenza sembra essersi sentita. Nelle 84 categorie dei Grammy c’è anche un po’ di Italia con il film Chiamami con il tuo nome di Luca Guadagnino, in lizza per il premio best compilation soundtrack for visual media insieme a Deadpool 2, The Greatest Showman, Lady Bird e Stranger Things. Michael Giacchino, invece, nato negli Stati Uniti da una famiglia di origini italiane, è in gara per best score soundtrack for visual media con Coco.Nella categoria best new artist potrebbero aggiudicarsi il premio Chloe x Halle, Luke Combs, Greta Van Fleet, H.E.R. (in gara anche per miglior album R&B), Dua Lipa, Margo Price, Bebe Rexha e Jorja Smith. Da segnalare le nomination a Chris Cornell, morto suicida il 18 maggio 2017, in gara per la miglior performance rock di When Bad Does Good, e a Mac Miller, morto il 7 settembre 2018 per overdose e in lizza per il miglior album rap con Swimming. Le nomination sono state annunciate in ritardo di una settimana, posticipate per rispettare il lutto della morte del Presidente degli Stati Uniti George H.W. Bush avvenuta il 30 novembre. A leggere i finalisti sono stati Alessia Cara, Zane Lowe, Shawn Mendes e Janelle Monáe, questi ultimi due nominati a loro volta, durante il programma tv Cbs This Morning. La cerimonia di premiazione si terrà il 10 febbraio 2019 allo Staples Center di Los Angeles.
La tecnologia ha un’anima buona se la si sa vedere. Quello che è successo il 6 dicembre al Teatro Argentina di Roma nella serata ricordo dedicata a Bernardo Bertolucci è qualcosa di eccezionale: una concentrazione di star internazionali e italiane, di persona e in video, che nessun festival al mondo potrebbe mai mettere insieme. Stiamo parlando di quindici messaggi video (da Martin Scorsese a Roberto Benigni) e di diciannove presenze sul palcoscenico (da Richard Gere e Sharon Stone). Un omaggio impensabile solo pochi anni fa per celebrare, oltre all’autore di ‘Novecento’ e de ‘L’ultimo tango a Parigi’, il cinema in generale tra ricordo e commozione.
Un evento che, a breve, diventerà una piattaforma per accedere a questa serata unica e vedere cosa è accaduto su quel palco.
In questa serata-evento aperta al pubblico e organizzata dalla moglie di Bertolucci, Clare Peploe, e dagli amici Francesco Siciliano, Jacopo Quadri e Giovanni Mastrangelo sono saliti sul palco del teatro: Richard Gere, Jim Jarmush, Sharon Stone, Ennio Morricone, Wim Wenders, Volker Schlöndorff, Amos Gitai, Stefania Sandrelli, Liliana Cavani, Valeria Bruni Tedeschi, Tea Falco, Laura Morante, Niccolò Ammanniti e Patrizia Cavalli.
Mentre messaggi video sono arrivati da Stephen Frears, a J.
McBride, da Martin Scorsese a Jim Jarmush, da Pablo Almodovar a Bob Rappellino, da Benigni, Gilberto Jil, Caetano Veloso a Liv Tyler e Paolo Sorrentino.
Tanta commozione da parte di Ennio Morricone che fa un intervento pieno di pause: “è stata una grande persona – dice con voce fievole – e non c’è stato tra noi mai un attimo in cui non siamo andati d’accordo. In questo momento Bernardo e più sereno di noi”. Sorrentino mostra la sua ammirazione a modo suo: “Mi sono ritrovato in un albergo vicino Londra con tanta voglia di fumare e una finestra che si apriva a metà e ho pensato: se c’era Bernardo qui con me l’avrebbe aperta”.
Pedro Almodovar in collegamento esordisce con: “Bernardo era un seduttore nato”, mentre Malkovich, sempre in video, racconta come condivideva con Bertolucci l’ipocondria: “solo che lui stava davvero male”.
Scorsese racconta poi l’impatto con il film ‘Prima della rivoluzione’ visto a Venezia: “mi rendevo conto di essere di fronte a un’opera travolgente, provai un’emozione fortissima”, mentre Richard Gere racconta, con ritmo e simpatia, il rapporto particolare e ‘sano’ che Bertolucci aveva con il buddismo.
Per Benigni: “Ci ha lasciato il principe di Parma. C’era tutto tutto nelle sue opere: la danza, l’amore, tutto. Lui parlava la lingua della macchina cinematografica, lui ci ha insegnato a guardare”.
Ma la vera emozione arriva con la Sandrelli: “Avrei voluto fare tutti i suoi film – dice – mi mancherà, mi mancherà il suo sguardo su di me…”. Quindi l’attrice fa una pausa lunghissima, per poi aggiungere: “è stato bellissimo recitare per lui…”. E arrivano per lei gli applausi più lunghi.
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Ottima partenza per il nuovo film di Nanni Moretti, Santiago, Italia, che il 6 dicembre, nel giorno dell’uscita in sala, ha ottenuto una strepitosa media copia, la seconda dell’intero box office italiano (572 euro per oltre 14.000 euro d’incasso). Eccezionale il risultato del cinema Nuovo Sacher di Roma in cui il film, nella sola giornata d’esordio, ha incassato ben 5.247 euro (735 presenze). La monosala romana storicamente dedicata al cinema di qualità batte così la concorrenza dei grandi multiplex, vincendo nettamente la palma per il maggior incasso sul territorio nazionale.
Alessandro Giacobbe, managing director di Academy Two, la distribuzione italiana del film, commenta: “L’ottimo risultato di Santiago, Italia nel suo primo giorno di programmazione, con una media copia seconda solo al blockbuster Bohemian Rhapsody, dimostra come il pubblico sia attento e trovi ancora la sua ideale collocazione nelle sale di città, fondamentale luogo di aggregazione sociale in presenza di un cinema di qualità”.
La Costa Concordia incagliata che sembra ancora navigare, il silenzio dell’area di Capaci con le macerie sparse ovunque il giorno dopo la strage, la mucillagine nell’Adriatico come una distesa di neve, Lampedusa divenuta cimitero di barconi e i resti della Fenice dopo l’incendio. E poi tanti corpi, immortalati in attimi significativi, di braccianti che raccolgono i pomodori, di atleti che fanno sport o ancora di vacanzieri che sopportano ammassati sulla spiaggia il sole di ferragosto o di disperati che invece sfidano le insidie del mare per guadagnarsi un futuro scappando dalla propria terra. Il mondo che si rivela agli occhi da un altro punto di vista e con la giusta distanza per poterlo comprendere è la preziosa opportunità che offre Massimo Sestini con le sue immagini nella personale “L’aria del tempo”, dall’8 dicembre al 10 marzo negli spazi WeGil di Roma.Fotogiornalista di razza, Sestini propone 40 scatti di medio e grande formato realizzati con una ripresa perpendicolare da un aereo o da un elicottero che documentano 30 anni carriera, trascorsi sempre alla ricerca della foto ‘diversa’, quella capace di dire di più e di rivelare dettagli e significati non immediatamente percepibili. In ogni fotografia, che si tratti di cronaca o avvenimenti politici, catastrofi naturali, tragedie o consuetudini popolari, Sestini con la visione zenitale propone una nuova percezione della realtà che ci circonda, ribaltando cielo e terra: una realtà che molto spesso i media ci restituiscono standardizzata, e che invece il fotoreporter ritrae con l’obiettivo di penetrarla e viverla. Promossa dalla Regione Lazio, organizzata da Contrasto in collaborazione con LazioCrea con la curatela di Alessandra Mauro, la mostra festeggia idealmente il primo anno di vita del WeGil di Trastevere, riconsegnato alla città dopo quasi 40 anni di chiusura e divenuto un hub culturale. Uno spazio aperto e polivalente che la Regione Lazio ha recuperato (i lavori definitivi di ristrutturazione termineranno nel 2020) e che ora ospita una programmazione stabile per grandi e piccoli con mostre, spettacoli, appuntamenti enogastronomici, incontri, concerti, djset: per il momento il calendario degli eventi (selezionati periodicamente con bando pubblico) è stato stabilito fino al 10 marzo (venerdì e sabato), ma nei prossimi giorni sarà pubblicato un secondo avviso pubblico per selezionare proposte artistico culturali da svolgersi dal lunedì al giovedì con l’uso gratuito delle sale.”Il WeGil è una scommessa vinta, senza scaricare le spese sulle generazioni future. Non volevamo un museo tematico o un luogo elitario, ma uno spazio policentrico legato alla creatività”, dice Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, intervenendo all’inaugurazione della mostra. “Quando ho imparato a fare il fotoreporter ho capito che bisognava stare dentro le cose e a contatto con i soggetti coinvolti. Poi cercando la foto diversa ho deciso di salire in alto: quello che ci fa vedere il cielo non è quello che è la realtà, lo dimostra anche Google Earth”, spiega Sestini, “cerco, non vedendolo, quello che con l’esperienza so di trovare: non bisogna mai fermarsi a ciò che si vede subito”. Dopo quella di Sestini, il WeGil accoglierà nelle sue sale altre grandi esposizioni, tra cui “Resi orgogliosi dall’amicizia. Poeti a Roma tra gli anni ’50 e ’70” e “Gli anni del Male – 1978/1982”, dedicata alla storia del più famoso settimanale satirico italiano della seconda metà del Novecento.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
“La verità è che l’Unione Europea è diventata artritica, lenta, iper burocratica ed estremamente inefficiente. E dato che non può essere assolutamente riformata è meglio uscirne. Detto questo il Regno Unito rimarrà sempre un alleato dell’Unione Europea, camminerà sempre a fianco ma non sarà più dentro alla Ue o all’Europa più in generale e non sarà più sottoposto ai diktat di Bruxelles”. Lo ha detto Michael Dobbs, membro della Camera dei Lord dal 2010, a ‘Più libri più liberi’, dove è il protagonista di uno dei più attesi incontri con il primo capitolo di una nuova serie di thriller politici, ‘Il giorno dei Lord'(Fazi editore).
“Sono molto ottimista sul futuro. L’Unione Europea ha spaccato il Paese, lo ha diviso e quindi uscendo dalle Ue il primo beneficio sarà quello di superare queste divisioni e di metterle alle nostre spalle” ha spiegato Dobbs parlando della situazione del suo Paese. “Con la Brexit non si tratta di voltare le spalle all’Europa ma, al contrario, di aprirci al resto del mondo”.
– MILANO
– Il pubblico della Prima della Scala ha accolto con un applauso caloroso e lungo oltre cinque minuti l’ingresso nel palco d’onore del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Con la sala buia gli spettatori, in piedi, avevano atteso per alcuni minuti l’ingresso del Capo dello Stato. Alla fine il pubblico, sempre in piedi, si è girato verso il palcoscenico, con la sala del Piermarini illuminata e il sipario chiuso, per ascoltare l’inno di Mameli diretto dal maestro Riccardo Chailly.
Gli applausi sono iniziati appena Mattarella si è affacciato dal palco reale. Un lungo applauso al presidente c’è stato anche nella rotonda del carcere di San Vittore, gremita di personalità e detenuti, nei pochi istanti prima dell’inizio della proiezione della Prima.
– Ha ricevuto un grazie dagli orchestrali e dagli artisti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la sua presenza alla prima della Scala questa sera per la prima di Attila. Durante l’intervallo il Capo dello Stato è andato a salutare il maestro Riccardo Chailly gli artisti, una delegazione di orchestrali, coristi e sindacalisti.
Ad accompagnare Mattarella, il sindaco Giuseppe Sala, il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il presidente della Regione Attilio Fontana e, ovviamente, il sovrintendente Alexander Pereira. “Il presidente ci ha ringraziato – hanno detto – e noi abbiamo ringraziato lui. Siamo onorati”.
– A due giorni dall’annuncio che avrebbe condotto la cerimonia degli Oscar 2019, Kevin Hart rinuncia dopo le proteste legate ad alcune sue frasi omofobe, scritte tra il 2009 e il 2011. Lo ha annunciato lo stesso attore comico su Twitter: “Mi ritiro dalla presentazione degli Academy Awards – ha spiegato – perché non voglio essere una distrazione in una serata dedicata al meglio del cinema mondiale. Mi scuso sinceramente con la comunità Lgbt per le parole insensibili che fanno parte del mio passato”. “Mi dispiace di aver ferito qualcuno, mi sto evolvendo e voglio continuare a farlo. Il mio scopo nella vita è quello di unire le persone e non dividerle”, ha aggiunto.
Nel mirino, in particolare, un suo tweet – poi cancellato – del 2011: “Se mio figlio arriva a casa e gioca con una bambola della sorellina – aveva scritto Hart – potrei prendere la bambola e rompergliela in testa e poi urlargli: “Questo non si fa! È da gay!”. [print-me title=”STAMPA”]
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