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Brexit: ultimo avviso May a Tory
Premier evoca voto anticipato, dissidenti tramano referendum bis
India: hindu chiedono costruzione tempioMigliaia a Dehli. Sul terreno una disputa che risale al 1992
Russiagate: Trump chiese difesa a BarrPrima di nominarlo ministro della giustizia
Gilet gialli:Parigi,Trump non intervengaDopo i commenti del presidente americano sulle manifestazioni
Abusi su calciatrici afghane, 6 sospesiAnche il capo della federazione. L’accusa: sfruttamento sessuale
Belgio: crisi governo su Global compactIl premier prende atto delle dimissioni dei ministri
Huawei: Cina convoca ambasciatore UsaPechino paventa ‘altre azioni se necessario’
Gilet gialli: ‘catastrofe per economia’Il ministro parla di ‘crisi della nazione’
Qatar non va a summit cooperazione GolfoA causa del boicottaggio imposto da alcuni Paesi
Uk Pink Floyd cancella tour in IsraeleDopo appello Waters. Band avrebbe dovuto esibirsi a gennaio
Gilet gialli: 007, ‘ingerenze straniere’Avrebbero cercato di ‘amplificare la mobilitazione’ sui social
Russiagate: Trump, da Comey record bugiePresidente Usa attacca ex capo Fbi dopo deposizione a Congresso
Londra,marcia contro ‘tradimento’ BrexitControraduno laburista denuncia attivista ultradestra, tensioni
Gilet gialli: sondaggi, sono al 12%E’ percentuale che otterrebbero se lanciassero lista europee
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O il mio accordo o la prospettiva di elezioni anticipate, con il possibile arrivo a Downing Street del leader laburista Jeremy Corbyn e “niente Brexit”.
Theresa May lancia in questi termini il suo ultimo avviso ai compagni di partito Tory più indocili a due giorni dal voto di ratifica ai Comuni dell’intesa sul divorzio dall’Ue da lei conclusa.
Un suo portavoce esclude seccamente – smentendo il Sunday Times – ogni ipotesi di rinvio e d’improbabili tentativi di rinegoziazione dell’ultimo minuto con Bruxelles. Mentre la premier avverte, dalle colonne del Mail on Sunday, che una bocciatura del suo accordo (considerata probabile a causa delle spaccatura interne alla maggioranza, dove c’è anche chi rilancia l’alternativa di un referendum bis) sarebbe foriera di “gravi incertezze” per il Regno Unito e “ci porterebbe in acque inesplorate” con “un rischio molto reale di niente Brexit”.
– NEW DELHI
– Migliaia di sacerdoti, assieme a fedeli e attivisti hanno risposto all’appello per un ‘Dharam Sabha’, una riunione di mobilitazione, lanciato delle due organizzazioni estremiste Rss e Vishva Hindu Parishad, formazioni nazionaliste di destra che si battono per una nazione completamente hindu, e sono riuniti da questa mattina nel Ramlila Maidan, nel centro di Delhi, (la stessa area da cui è partita una settimana fa l’imponete manifestazione dei contadini).
I manifestanti, sorvegliati da un sistema di 250 tv a circuito chiuso e da alcune migliaia di agenti, chiedono che il governo stabilisca la data di avvio per la costruzione del Ram Mandir, il tempio dedicato a Rama, ad Ayodhya. La disputa sul tempio risale al dicembre 1992, quando, ad Ayodhya, nell’Uttar Pradesh, estremisti hindu presero d’assalto la moschea Babri Masjid e la distrussero, sostenendo che usurpava un luogo da sempre consacrato al dio Rama, e dando il là ad un vero pogrom che, in due giorni, portò all’uccisione di oltre mille persone.
– WASHINGTON
– Prima di nominare William Barr come prossimo ministro della Giustizia, Donald Trump lo aveva contattato per chiedergli se voleva difenderlo nell’inchiesta sul Russiagate. Lo rivela il sito Yahoo News. Se dovesse essere confermato, Barr, già attorney general sotto George H.W. Bush, assumerebbe la supervisione delle indagini condotte dal procuratore speciale Robert Mueller.
– PARIGI
– Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha invitato oggi il presidente americano Donald Trump, che ha commentato con una serie di tweet le manifestazioni di gilet gialli in Francia, a non immischiarsi nella politica interna francese.
“Io dico a Donald Trump – ha affermato il capo del Quai d’Orsay alla tv LCI – ma anche il presidente Macron glielo dice: ‘noi non ci immischiamo nei dibattiti americani, lui ci lasci vivere la nostra vita di nazione’ “. “Noi da parte nostra – ha continuato Le Drian – non facciamo considerazioni sulla politica interna americana e ci piacerebbe che fosse reciproco”. Ieri, Trump aveva parlato di un “tristissimo giorno” a Parigi collegando ancora una volta la manifestazione dei gilet gialli con l’accordo sul clima: i manifestanti – ha twittato – “scandiscono ‘vogliamo Trump’. Io adoro la Francia”. Le Drian ha smentito in modo netto: “per quanto ne so io i gilet gialli non hanno manifestato in ingles”, ha replicato.
– KABUL
– L’Ufficio del procuratore generale dell’Afghanistan ha sospeso sei membri della Federcalcio afgana, tra cui il capo della federazione, in seguito alle accuse di abuso e sfruttamento sessuale nei confronti di alcune calciatrici nel Paese. Lo ha reso noto su Twitter il consigliere capo del presidente afgano Ashraf Ghani, Fazel Fazly.
In precedenza il capo della Federcalcio dell’Afghanistan, Keramuddin Karim, aveva respinto le accuse, definendole prive di fondamento. Dopo che i media stranieri avevano pubblicato rapporti sui presunti abusi sessuali, il presidente afghano Mohammad Ashraf Ghani aveva ordinato all’ufficio del procuratore generale di indagare sulla questione.
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Il premier belga Charles Michel “ha preso atto”, ieri in tarda serata, delle dimissione dei ministri dell’Alleanza nazionalista neo-fiamminga N-Va, in contrasto con la decisione del governo sull’approvazione sul Patto sui migranti Onu. Lo riferiscono i media locali.
Il N-Va chiedeva “perlomeno l’astensione sul patto”. Il premier ora dovrà guidare un governo minoritario. Le elezioni legislative sono programmate per maggio 2019.
I ministri dimissionari, tuttavia, non hanno ancora formalizzato ufficialmente la propria decisione.
– Il viceministro degli Esteri cinese Le Yucheng ha convocato l’ambasciatore Usa a Pechino, Terry Branstad, per protestare contro l’arresto della direttrice finanziaria di Huawei, Meng Wanzhou. Pechino paventa “altre azioni se necessario”. Lo riferiscono i media internazionali.
Il viceministro ha affermato che le azioni di Washington “hanno violato i legittimi interessi dei cittadini cinesi e sono estremamente negative”, si legge sul sito del ministero degli Esteri di Pechino.
– PARIGI
– I danni e i blocchi legati alle proteste dei gilet gialli sono “una catastrofe” per l’economia francese, secondo il ministro dell’Economia Bruno Le Maire, che ha parlato di “crisi della nazione”. “Per la nostra economia è una catastrofe”, ha detto Le Maire durante una visita ai commercianti parigini all’indomani dei nuovi danneggiamenti. “E’ un periodo in cui normalmente il commercio va bene – si è rammaricato Le Maire – siamo alla vigilia delle feste di Natale e qui è proprio una catastrofe”.
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DUBAI
– I leader dei Paesi arabi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) si sono riuniti stamani a Riad per il meeting annuale senza però il Qatar che ha deciso di disertare a causa del boicottaggio imposto da alcuni di loro.
L’assenza dello sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, così come la recente decisione del Qatar di ritirarsi dall’Opec, mette in risalto la crisi latente del Consiglio di cooperazione del Golfo. Nonostante gli sforzi di mediazione del Kuwait, il divario rimane tra gli altri Paesi del Ccg (Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Oman e Qatar), un’alleanza formata nel 1981 in parte per offrire un contrappeso all’Iran.
Il re saudita Salman ha parlato della necessità di contrastare l’Iran, così come la guerra in corso nello Yemen.
Lo sceicco del Kuwait, l’89enne Sabah Al Ahmad Al Sabah, ha invece discusso apertamente del Qatar, lanciando un monito sulle divisioni interne del Consiglio.
– TEL AVIV
– Uk Pink Floyd, cover del gruppo originale, ha annunciato di aver cancellato il tour previsto in Israele il prossimo mese dopo l’appello del membro originale della band inglese Roger Waters da sempre schierato con il Bds, il Movimento di boicottaggio di Israele. In una lettera sui suoi social media, Waters ha scritto: “sono atterrito nel vedere che avete piani per esibirvi a Tel Aviv, Haifa e Beer Sheba il 4, 5 e 6 gennaio. Vi prego, non fatelo. Cantare le mie canzoni di fronte a pubblici segregati in Israele e contribuire al lavaggio culturale del governo razzista e di apartheid di questo Paese, sarebbe un atto di inconcepibile cattiveria e mancanza di rispetto”. Secondo Waters il pubblico di fronte al quale si sarebbero dovuti esibire i Pink Floyd “uccide i bambini dei suoi vicini, gli spara alle spalle a sangue freddo. In nome di tutto quello che è umano, vi prego di ascoltarmi e – ha aggiunto – di cancellare oggi stesso”.
– PARIGI
– I servizi di informazione francesi stanno indagando sul ruolo di social network legati a Paesi stranieri che potrebbero aver tentato di amplificare la mobilitazione dei gilet gialli. Lo riferiscono i media francesi precisando che l’inchiesta è portata avanti dal SGDSN, il Segretariato generale della Difesa e sicurezza nazionale.
Si indaga in particolare su account creati ad hoc e attività sospette di alcuni siti che moltiplicano le informazioni e i commenti in modo automatico seguendo algoritmi.
– WASHINGTON
– Donald Trump attacca l’ex capo dell’Fbi James Comey per la sua recente testimonianza al Congresso sulle indagini del Russiagate, durata 7 ore. “In 245 occasioni ha detto agli inquirenti della Camera che non sa, che non ricorda o non e’ in grado di ricordare cose quando gli sono state fatte domande. Ha detto che ha aperto indagini su 4 americani (non 2), che non sa chi dato l’autorizzazione e che non conosceva Christopher Steele. Tutte bugie”, ha twittato, riferendosi all’ex spia britannica autore di un dossier sui rapporti fra Trump e i russi, pagato dai dem e usato per alimentare le indagini. “La talpa James Come deve aver segnato il record per chi ha mentito di piu’ al Congresso in un giorno.
La sua testimonianza di venerdi’ e’ stata cosi’ falsa!. L’intera operazione e’ una truffa condotta da gente disonesta che avrebbe fatto qualsiasi cosa perche’ io non potessi diventare presidente. Ora sono stati smascherati!”, ha aggiunto. In realta’ la deposizione di Comey non ha cambiato la versione iniziale.
– LONDRA
– Alcune migliaia di persone sono sfilate oggi a Londra “contro il tradimento della Brexit” promossa da Tommy Robinson, controverso attivista dell’ultradestra inglese la cui nomina recente a consulente dell’Ukip ha indotto lo stesso ex leader Nigel Farage ad abbandonare il partito euroscettico per protesta.
Durante il corteo – affiancato da un raduno minore a Liverpool – sono stati sventolati vessilli dell’Ukip e Union Jack a profusione, fra slogan in favore di un divorzio ‘no deal’ da Bruxelles.
La massiccia presenza di polizia ha evitato incidenti e contratti con una contromanifestazione promossa in contemporanea nella capitale da Momentum, movimento della sinistra giovanile interno al Labour schierato sulle posizioni di Jeremy Corbyn.
Anche in questo caso i partecipanti, scesi in strada al grido di ‘No a Tommy Robinson’, ‘No al razzismo’, ‘No al fascismo’, son stati qualche migliaio: 15.000 secondo Momentum.
– PARIGI
– Se i gilet gialli si lanciassero nelle elezioni europee con una propria lista, raccoglierebbero – a tutt’oggi – il 12% dei voti e diventerebbero il 4/o partito in Francia.
Secondo un sondaggio IPSOS pubblicato oggi da Le Journal du Dimanche, ampiamente al primo posto alle europee c’è la lista de La Republique en Marche con i centristi del MoDem, con il 21%.
Staccato, al secondo posto, il Rassemblement National di Marine Le Pen con il 14%, quindi i Verdi di Europe Ecologie con il 13%.
Seguirebbero poi i “Gialli”, la destra dei Republicains e la sinistra radicale de La France Insoumise, entrambe con l’11%. [print-me title=”STAMPA”]
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