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Yemen: colloqui su scambio prigionieri
A Rimbo quarto giorno di trattative che ‘stanno progredendo’
Gilet gialli: Macron, ho fatto cavolateIl presidente parlerà domani alla nazione
Khashoggi: Riad rifiuta l’estradizioneDi due sauditi, dopo mandato d’arresto emesso dalla Turchia
Raid su Mogadiscio, uccisi 4 al ShabaabNessun civile coinvolto, 39 attacchi aerei Usa da inizio anno
Belgio: crisi governo su Global compactIl premier prende atto delle dimissioni dei ministri
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RIMBO (SVEZIA)
– Si è focalizzata su un accordo per lo scambio di prigionieri il quarto giorno di colloqui in Svezia tra la delegazione governativa yemenita e quella delle milizie Houthi. Uno scambio che potrebbe includere tutti i carcerati attualmente detenuti da entrambi le parti in 4 anni di guerra.
Secondo Askar Zouail, della delegazione del governo saudita sostenuta a livello internazionale, i colloqui stanno “progredendo verso l’implementazione” dello scambio e su come raggruppare migliaia di prigionieri per l’evacuazione.
Zouail sostiene che “l’atmosfera è positiva” e ha aggiunto che “siamo ottimisti”. Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, affermano che un comitato sta discutendo la questione e che sono pronti per lo scambio. I ribelli dicono che molti dei loro combattenti sono detenuti in luoghi sconosciuti all’estero.
– Emmanuel Macron, davanti a un gruppo di sindaci ricevuti all’Eliseo, avrebbe ammesso di aver fatto qualche “cavolata”. Riferite da alcuni dei presenti a Le Parisien, le frasi del presidente francese hanno fatto il giro del web: “In questo paese ci sono troppe tasse, troppo fisco…”.
Fra le “cavolate” fatte, Macron avrebbe citato la diminuzione degli aiuti per gli alloggi e la limitazione della velocità a 80 km/h sulle strade secondarie di Francia.
Intanto, l’Eliseo rende noto che il presidente “si rivolgerà alla nazione” domani, lunedì, alle ore 20. Tra le richieste del movimento dei Gilet gialli c’era proprio una risposta diretta del presidente. Secondo anticipazioni di stampa, il presidente potrebbe annunciare misure volte a far calare la tensione nel Paese.
– L’Arabia Saudita ha respinto la richiesta di estradizione della Turchia per due sospettati dell’omicidio di Jamal Khashoggi. “Non estradiamo i nostri cittadini”, ha detto il ministro degli esteri saudita Adel al-Jubeir, come riferisce Sky News. La scorsa settimana, la procura di Istanbul aveva emesso due mandati d’arresto per due alti funzionari vicinissimi al principe Mohammed bin Salman, accusati di aver partecipato alla pianificazione dell’omicidio del giornalista dissidente. I due sono Saud al Qahtani, stretto consigliere ed ex responsabile della comunicazione sui social del principe bin Salman, e del generale Ahmed al Asiri, ex numero 2 dell’intelligence.
– JOHANNESBURG
– Almeno 4 estremisti di al-Shabaab sono rimasti uccisi in un raid aereo americano appena fuori Mogadiscio, in Somalia.
I militari americani affermano di aver effettuato il raid dopo un attacco del gruppo estremista: nessun civile sarebbe stato coinvolto. Sono 39 i raid condotti dall’esercito Usa contro gli shabaab, gruppo legato ad al-Qaida, da inizio anno.
Gli estremisti controllano zone del centro e del sud della Somalia e continuano a sferrare attacchi a Mogadiscio e nelle altre città somale. I raid Usa sono aumentati drasticamente dopo l’elezione a presidente di Donald Trump che ha approvato diverse operazioni militari nel Paese del Corno d’Africa.
Il
Global compact, il patto Onu sui migranti, spacca i governi (ultimo quello belga) e al summit di Marrakech che si apre domani ci saranno parecchie sedie vuote. Tutto è pronto per la firma dell’accordo, non vincolante, fortemente voluto dall’Onu nel tentativo di dare una risposta globale al problema delle migrazioni. Ma il summit che doveva riunire i 190 Paesi firmatari del Patto adottato a luglio a New York, ha già parecchie defezioni, soprattutto europee. I 27 dell’Unione che avevano a lungo parlato di negoziati “a una sola voce”, ora sono divisi: le misure previste, per molti Paesi, soprattutto dell’Est, sarebbero un’ingerenza nelle politiche nazionali. E a nulla è valso l’appello dell’Ue ai Paesi che hanno deciso di non partecipare. [print-me title=”STAMPA”]
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