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NO comment Palazzo Chigi su Moscovici
Per Conte strada intrapresa è quella che si percorrerà
Di Maio- Salvini, fiducia in ConteE siamo persone di buon senso
Ok Senato a ddl anticorruzioneIl provvedimento torna alla Camera
Istat: aumentano i laureati italiani che lasciano il Paese Nel 2017 sono stati quasi 28 mila, +4% rispetto al 2016
Manovra: Meloni, governo concorda 2,04%Solo il suono è simile, come tra Parmigiano e Parmesan
Manovra: Carfagna, Di Maio come TsiprasSbiadita ormai sua immagine trionfante su balcone
Dl fiscale: Camera conferma fiduciaI contrari sono 228 e quattro gli astenuti
Pd: F.Boccia, cacceremo signori tessereI metodi degli apparati mi hanno sempre fatto schifo
Pd: Boschi, chi voto? Non ZingarettiChe lo sostenga Gentiloni mi ha sorpreso
Martina, nostra proposta è contro litiRidare ossigeno al partito mettendoci tutti in discussione
Prodi, anche Salvini entrerà in PpeSe ha Weber candidato si sposta a destra e tiene dentro Orban
Manovra: platea reddito resta oltre 5mlnNessuna riduzione, solo un aggiustamento tecnico statistico
Copyright: giornalisti, giganti web vogliono snaturare testo ‘La posta in gioco a Bruxelles è l’avvenire della stampa’
Tav: Fico, opera ormai antistoricaMa con omologo Richard Ferrand non ne abbiamo parlato
Manovra: Fico, no a figli e figliastriFrancia-Italia, 2 pesi 2 misure sarebbe Europa non equilibrata
Fonti, Conte vedrà Merkel, Rutte, MichelFaccia a faccia anche con belga Michel e portoghese Costa
Manovra: fonti M5s, 90% chiederà redditoValutazione tecnica riduce del 10% impatto misura
Party blindato M5s in discoteca, Pd insorgeAnzaldi, festa in discoteca invece del lutto per Strasburgo
Centrodestra ‘unito’ per comunali UmbriaLega, FI e FdI per “percorso insieme”, voto anche a Perugia
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BRUXELLES
– Nessun commento alle parole di Moscovici da parte di Palazzo Chigi. Il presidente è concentrato sul negoziato. Quello che filtra da Palazzo Chigi è fiducia e orgoglio per la proposta fatta, che pure in una responsabile riduzione del rapporto deficit Pil lascia invariati redditi di cittadinanza e quota 100, coerentemente con quanto sempre promesso. Questa è la strada intrapresa e che si continuerà a percorrere. E’ quanto sottolineano fonti di Palazzo Chigi.
– BRUXELLES
– “Continuiamo a sostenere con convinzione la nostra proposta. Piena fiducia nel lavoro di Conte. Siamo persone di buon senso e soprattutto teniamo fede a ciò che avevamo promesso ai cittadini, mantenendo reddito di cittadinanza e quota 100 invariati. Manterremo tutti gli impegni presi, dal lavoro alla sicurezza, dalla salute alle pensioni senza penalizzazioni, dai risarcimenti ai truffati delle banche al sostegno alle imprese.” Così in una nota i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini.
– Via libera dall’Aula di palazzo Madama al Ddl Anticorruzione. Il maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl su cui ieri il governo ha posto la fiducia è passato con 162 sì, 119 e un astenuto (il senatore Monti). Il provvedimento ora torna alla Camera.
Sono in aumento i laureati italiani che si trasferiscono all’estero, nel 2017 sono quasi 28 mila, +4% rispetto al 2016. Lo fa sapere l’Istat in un report sulla mobilità interna e le migrazioni internazionali della popolazione residente. Negli ultimi cinque anni, i deflussi netti di persone di 25 anni e più dovuti agli espatri sono pari a oltre 244 mila, di cui il 64% con titolo di studio medio-alto. In forte aumento tra 2013 e 2017 il numero di emigrati diplomati (+32,9%) e laureati (41,8%). Dai dati dell’Istat emerge che in cinque anni l’Italia ha perso complessivamente oltre 156 mila tra laureati e diplomati. Nel 2017, più della metà dei cittadini italiani che si trasferiscono all’estero (52,6%) è in possesso di un titolo di studio medio-alto: si tratta di circa 33 mila diplomati e 28 mila laureati. Rispetto all’anno precedente il numero di diplomati emigrati è sostanzialmente stabile, mentre quello dei laureati mostra un lieve aumento (+3,9%). Tuttavia l’aumento è molto più consistente se si amplia lo spettro temporale: rispetto al 2013, gli emigrati diplomati aumentano del 32,9% e i laureati del 41,8%. Considerando l’età, gli espatriati di 25 anni e più sono 82 mila e 31 mila quelli rimpatriati nella stessa fascia di età: il loro saldo migratorio con l’estero è negativo per oltre 51 mila unità, di cui 13 mila laureati (26,2%) e 19 mila diplomati (36,7%). I saldi migratori cumulati dal 2013 al 2017, calcolati per gli emigrati ultra 24enni, evidenziano una perdita netta di popolazione italiana di quella fascia di età di circa 244 mila unità, di cui il 64% possiede un titolo di studio medio-alto.
Le motivazioni che spingono i giovani migranti a lasciare l’Italia – spiega l’Istat – sono da attribuire in parte all’andamento negativo del mercato del lavoro italiano e, in parte, alla nuova ottica di globalizzazione, che induce i giovani più qualificati a investire il proprio talento nei Paesi esteri in cui sono maggiori le opportunità di carriera e di retribuzione.
“C’è il Parmigiano e c’è il Parmesan.
E c’è un Governo che annuncia un #deficit al 2,4 % ma poi concorda con Bruxelles un 2,04%. Tanto il suono è simile.
Diabolici!”.
E’ quanto scrive su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
– “Sono ormai un ricordo sbiadito le immagini di Luigi Di Maio trionfante sul balcone di Palazzo Chigi, dal quale annunciava di aver convinto il suo ministro dell’economia a scrivere su carta “2,4 per cento”. Il capo del M5S ha portato il governo italiano alla stessa umiliazione subita tre anni fa dalla Grecia, con Tsipras costretto a rimangiarsi le promesse agli elettori accettando condizioni peggiori di quelle che avrebbe potuto strappare qualche mese prima. Se l’Italia avesse presentato una manovra con meno tasse, più investimenti e più crescita, Bruxelles non avrebbe potuto bacchettarci. Se porti il reddito di cittadinanza, sei il governo che blocca la Tav, fai scappare gli investitori e calare il Pil, vieni trattato di conseguenza”. Salvini e la Lega siano consapevoli che è ora di cestinare la cosiddetta manovra del popolo”. Così Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia, in una nota.
– La Camera conferma la fiducia al governo sul decreto legge fiscale con 310 sì, 228 no e quattro astenuti.
– “Questo saranno gli organi di partito a stabilirlo. Io le ho raccolte guardando in faccia tutti coloro a cui l’ho chiesta. I metodi degli apparati mi hanno sempre fatto schifo. Non entro nel merito della vicenda Giachetti-Ascani ma chi ha dietro gli apparati non merita nemmeno un confronto”. Così Francesco Boccia, candidato alla segreteria del Partito Democratico, risponde alla domanda sulle presunte irregolarità delle firme raccolte da Giachetti.
Sulle alleanze, continua Boccia, “è una questione di legge elettorale. Con il maggioritario possiamo andare da soli, con il proporzionale no. Siamo obbligati al dialogo ed è ipocrita dire il contrario. Preciso che il proporzionale non l’ho voluto io, ma Renzi e tutti quelli che oggi sostengono Martina e Zingaretti. Siamo diventati un partito d’élite che ha bisogno di riconnettersi con il popolo. Per questo a Roma, sabato 15 dicembre, ho invitato movimenti ambientalisti, parti sociali, protagonisti del volontariato. Solo così si ricrea il centrosinistra”.
– “Non basta certo il congresso per risolvere i problemi del Pd. Ci sono alcuni candidati in pista da mesi ma faccio fatica a capire cosa propongono. Le primarie possono non essere risolutive, ma se i candidati si confrontano sulle idee e su una linea politica possono essere un primo passo per ripartire. Non ho ancora deciso chi sosterrò alle primarie, sicuramente non voterò per Nicola Zingaretti. Candidarmi segretario? No, non ci ho mai pensato sinceramente”. Lo ha detto Maria Elena Boschi, deputata del Pd, in un’intervista a Leggo. E alla domanda se alle europee voterà ancora Pd, ha risposto: “Sì, certo”.
Che Paolo Gentiloni abbia deciso di sostenere Zingaretti è “una scelta che mi ha sorpreso perché Zingaretti si propone come elemento di discontinuità, criticando le scelte del governo di cui Gentiloni ha fatto parte. Inoltre Zingaretti apre molto ai 5 Stelle mentre Gentiloni ha sempre criticato i populisti”, ha osservato Boschi.
– “La nostra proposta al congresso è contro le antiche fratture, contro i rancori, le liti e le vecchie appartenenze. E’ una proposta per tornare a ridare ossigeno al Partito Democratico mettendoci tutti in discussione e lavorando sulle idee: per un partito ecologista, europeista e del lavoro che cambia”. Lo dichiara il candidato alla Segreteria del Partito democratico, Maurizio Martina, a Montecitorio a margine dei lavori d’Aula.
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“Se il Partito popolare europeo ha un suo candidato, Weber, si sposta a destra, quindi tiene dentro Orban, e prima o poi ci sarà anche Salvini, e il centro sinistra presenta un candidato unico, ci potrebbe essere una grande e bella battaglia alle elezioni europee”. Lo ha detto Romano Prodi a 24Mattino su Radio 24. Rispondendo a una domanda sulla debolezza dell’Europa rispetto a Stati Uniti e Cina e sulla mancanza di un leader, l’ex presidente della Commissione Ue risponde: “Le elezioni fanno i leader. Questo riporterebbe la politica in Europa, perchè negli ultimi anni c’è stata solo tecnica e burocrazia. E allora potremmo ancora parlare nel mondo. E’ molto molto difficile. Però c’è una strada per tornare a contare nel mondo, se non la percorriamo facciamo come gli Stati italiani dopo il Rinascimento: non hanno contato più nulla”.
– Nessuna riduzione della platea e neppure nessuna riduzione delle cifre per quanto riguarda il finanziamento del reddito di cittadinanza. Lo chiariscono fonti di governo del M5s che ribadiscono: dal punto di vista del decreto sul Reddito di Cittadinanza non c’è stata nessuna variazione, solo un aggiustamento tecnico/statistico. Insomma la platea degli aventi diritto resta sopra i 5 milioni di individui.
e mesi fa, il 12 settembre, “il Parlamento europeo votava in massa un progetto di direttiva che permette alla stampa e alle agenzie di sperare finalmente che venga loro pagata una retribuzione dai giganti di internet”. Ma “in forza di una nuova vasta campagna di lobbying, i giganti del web sono sul punto di riuscire a svuotare il testo della sua sostanza: cercano di fare escludere dal dispositivo quelli che vengono definiti come “brevi estratti”, “fattuali” o anche “snippets”, e puntano a escludere le agenzie di stampa e la stampa specializzata, a ridurre la durata di protezione dei diritti connessi”. E’ la denuncia contenuta in una nuova lettera firmata dal responsabile dell’ufficio di Baghdad dell’Afp, Sammy Ketz, e sottoscritta da decine di giornalisti, tra i quali – tra gli altri – gli italiani Lorenzo Cremonesi (Corriere della Sera), Luigi Contu (Ansa), Maurizio Molinari (La Stampa), la francese Florence Aubenas, la spagnola Angeles Espinosa, il britannico Patrick Cockburn.”È semplicemente inimmaginabile che – prosegue la lettera -, su pretesto che si tratta di “brevi estratti”, non venga retribuita un’informazione fattuale su Brexit, o un dramma dei rifugiati al largo della Grecia! Immaginiamo il lavoro d’inchiesta e di scrittura necessario per pubblicare un titolo come questo “Attentato suicida in un quartiere sciita di Bagdad: 32 morti (fonti: polizia, ospedali)”. Per scrivere questa sola riga, il giornalista ha indagato presso la polizia per determinare la natura dell’esplosione, chiamato gli ospedali per redigere un bilancio, si è recato sul posto per descrivere i luoghi, raccogliere le testimonianze. Tutto questo a rischio talvolta della sua vita poiché non è raro che un secondo attentato si verifichi nello stesso luogo. Così avvenne a Kabul recentemente: 9 giornalisti e fotografi uccisi, fra cui quello dell’AFP, Shah Marai”.”Ci viene spiegato con insistenza fino a che punto siano cruciali per la democrazia le elezioni europee del prossimo maggio. Non distruggiamo allora un testo del parlamento che è stato adottato il 12 settembre dopo due anni di lavoro da una larga maggioranza di 438 deputati! La posta in gioco a Bruxelles in questo frangente è l’avvenire della stampa e di tutti i mestieri della creazione, che si tratti della musica, della letteratura, del cinema, del teatro in Europa. E senza che questo comporti un impatto negativo sui consumatori, che continueranno a potervi accedere gratuitamente”. “Signore e signori Ministri, Deputati e membri della Commissione, i giornalisti, gli editori e con loro le agenzie di stampa reclamano insieme la giusta retribuzione del loro lavoro e degli investimenti che effettuano per informare il pubblico. Per questa ragione, la messa in atto di un diritto connesso non snaturato è un elemento cruciale per la nostra democrazia”.
– PARIGI
– “Della Tav non ne abbiamo parlato, ma se avessi dovuto parlarne, senza dubbio avrei anche chiarito i miei dubbi rispetto a quest’opera ormai antistorica”. Il presidente della Camera, Roberto Fico, al termine del suo incontro bilaterale a Parigi con il presidente dell’Assemblea Nazionale, Richard Ferrand, ha risposto così a chi chiedeva se con l’omologo francese avesse affrontato la questione della Tav Torino-Lione.
– PARIGI
– “Due pesi e due misure significherebbe un’Europa non equilibrata, con figli e figliastri, questo non è possibile, non ci voglio e non ci posso credere”: Il presidente della Camera Roberto Fico, a margine della sua visita a Parigi, ha risposto così a chi chiedeva un commento sull’approccio della Commissione nel valutare i conti pubblici di Italia e Francia.
“Auspico il dialogo fino alla fine perché il dialogo è nell’ interesse di tutta la comunità europea, affinché l’Italia possa fare le proprie manovre giuste e l’Europa possa aiutare a fare in modo giusto le manovre”.
– BRUXELLES
– Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a quanto si apprende da fonti di governo, a margine del Consiglio Ue avrà dei faccia a faccia con la cancelliera Angela Merkel, con il premier belga Charles Michel, con il premier olandese Mark Rutte e con il premier portoghese Antonio Costa. Tra i probabili temi dei bilaterali la manovra.
Fonti di governo del M5s spiegano: se sono 100 ad avere diritto al reddito di cittadinanza, non significa che siano poi effettivamente tutti e 100 a farne concretamente domanda. Per questo motivo nella valutazione tecnica il governo ha inserito un aggiustamento del 10% che, per effetto di un fattore statistico, riduce platea e – conseguentemente – impatto economico della misura. “Con il Rei, ad esempio, la percentuale di chi ha fatto realmente richiesta era molto più bassa di chi ne aveva diritto”, viene spiegato.
Un party per festeggiare i primi sei mesi governo: l’hanno celebrato a Roma i parlamentari M5s in una discoteca nei pressi del Foro Italico. E il Partito Democratico insorge. “Nella terribile strage terroristica di Strasburgo sono morte 3 persone innocenti, una è in stato di morte cerebrale e ci sono 4 feriti gravi che in queste ore lottano con la morte, tra cui il nostro connazionale e collega giornalista Antonio Megalizzi. Una strage che ha visto decine di europarlamentari italiani costretti a rinchiudersi terrorizzati nei ristoranti per non finire sotto i colpi di pistola. Il Governo italiano, per la prima volta negli ultimi anni, non si è unito al lutto con le bandiere a mezz’asta sulla facciata di Palazzo Chigi, non ha scritto neanche una riga sull’attentato sul sito ufficiale ‘Governo.it’ e ha permesso che il suo partito di maggioranza, il Movimento 5 stelle, festeggiasse in discoteca con balli e trenini mentre tutta l’Italia seguiva con angoscia le notizie dalla Francia”, scrive su facebook il deputato Dem, Michele Anzaldi. “Se tutto questo lo avesse fatto il Governo Renzi, cosa sarebbe successo sui social?”, si chiede poi Anzaldi.
Nella serata M5s balli e musica anni ’90 per una festa che doveva restare chiusa alla stampa e per la quale la comunicazione del Movimento aveva vietato di dare pubblicità sui social invitando tutti ad evitare di postare foto per rispetto ai morti dell’attentato di Strasburgo e vista la delicata fase internazionale con la trattativa a Bruxelles sulla manovra italiana. Proprio per questa seconda ragione, ai festeggiamenti, almeno fino a tarda sera, non hanno preso parte il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro Riccardo Fraccaro impegnati fino a poco dopo la mezzanotte in un vertice con il premier Conte e il vicepremier Matteo Salvini
– PERUGIA
– Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si presenteranno “uniti” alle prossime elezioni comunali dell’Umbria in programma a maggio e che coinvolgeranno anche Perugia. E’ quanto emerso da una riunione tra i coordinatori regionali, Virginio Caparvi, Catia Polidori e Franco Zaffini.
Nel vertice – del quale riferisce la Lega – è stata ribadita la “volontà di continuare un percorso insieme per la conferma delle città già ben governate dal centrodestra e offrire un progetto di alternativa e di buon senso nelle altre che andranno al voto ed eventualmente da replicare anche in vista delle elezioni regionali nel 2020″.
Per ora – è stato specificato – non sono stati fatti nomi per alcun Comune. [print-me title=”STAMPA”]
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